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Varese, La Tipografica, 1969, in-8, br., pp. 14. (Estratto).
Torino, UTET, 1946, in-16, mezza tela editoriale, piatti in cartone, titolo al dorso, pp. 251. Con ritratto dell'Autore. Collana "I grandi scrittori stranieri", diretta da A. Farinelli, n. 57.
(Paris), A. Fayard, (1958), in-16, br. con sovraccoperta, pp. 495, (6).
Nella collezione Opere di Monsignor Jacopo Benigno Bossuet Vescovo di Meaux. La corrente religiosa del quietismo, era nata per contrapporre l'orazione privata alla liturgia controriformistica. Il S. Uffizio ne condannò 68 proposizioni e costrinse all'abiura i fondatori ma ad un attento esame fu chiaro che il quietismo non era un'eresia. Si creò una controversia su quali rapporti la Chiesa ufficiale dovesse avere coi quietisti. Nelle prime pagine dell'opera si legge che autore fu costretto a discolparsi dai rimproveri dell'arcivescovo di Cambrai per aver dato la comunione alla Guion, che col Molinos e Fénelon fu tra i fondatori del quietismo. Brossura editoriale cartonata merezzata, pp. 135, 159, in 8°
"Il famoso affare del Quietismo, che fece tanto rumore in Francia al cadere del secolo decimo settimo, costò al Bossuet sudori immensi e incredibili inquietudini e diede motivo a più libri ch'egli scrisse su tale argomento." quest'opera oltre a fornire un sommario delle opere composte sull'argomento "promuove una storia succinta del Quietismo, dal suo nascimento, de' suoi progressi e della sua condanna .. .. " Opera in due volumi nella collezione Opere di Monsignor Jacopo Benigno Bossuet Vescovo di Meaux, Ottimo esemplare totalmente editoriale. Brossura editoriale cartonata merezzata, titoli su tassello a stampa, pp. 224, 238, in 8°
16°, pp.(4) 154-1 c.b. P. perg. 700sca. Arrossamenti rari forellino di tarlo ai margg. bianchi. Manca una strisciolina di carta alla sguardia, asportata forse per celare un'ant. firma. La corrente religiosa del quietismo, sorta nel sec.XVII per contrapporre l'orazione privata alla liturgia controriformistica, fu teorizzata nel 1675 dal Molinos, nella Guya spiritual. Nel 1678 il S.Uffizio ne condannò 68 proposizioni [cfr.Diz. biogr. univ. III 1174] e costrinse all'abiura i fondatori (tra cui il Molinos e il vesc.di Jesi, Petrucci), ma un esame più profondo mostro che il quietismo non aveva i caratteri dell'eresia e così nacque una controversia su quali rapporti la Chiesa ufficiale dovesse avere coi quietisti. Dal Privilege du Roy (p.nn.4) si legge che autore dell' op. fu lo studioso Bossuet (1627-1704), noto per il suo rigorismo morale, vicino ai giansenisti di Port-Royal, dei quali poi condannò il lassismo e tra i primi a condannare il quietismo, ma in questa op. fu costretto a discolparsi da "quelli rimproveri (che) mi vengon fatti da mons. arcivescovo di Cambrai"(p.4) per aver dato la comunione a mad.Guion, che col Molinos e Fénelon era tra i fondatori del quietismo.
In-12, [16]-92-[1]p. Nom de possesseur en page de titre. Bon exemplaire.
Cm. 17; pp. (8), 253, (5) bianche. Cartonato rustico coevo, titoli e fregi calligrafici al dorso. Al piatto inferiore interno numero di collocazione. Ottimo esemplare. Marca tipografica al frontespizio inquadrato entro doppio filetto. Rara terza edizione dell'opera mistica del Vescovo di Jesi Pier Matteo Petrucci. La sua opera venne messa all'indice con Decreto del 1688. Mons. Pier Matteo Petrucci (Jesi 1636 - Montefalco 1701) fu uno dei massimi esponenti del Quietismo in Italia, venne accusato di eresia nel 1687 ed assolto dopo aver abiurato alle proprie idee, le sue opere come citato prima vennero messe all'indice. 702/P