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A Son Altesse Roiale Madame La Princesse de Prusse - Preface 1 15,5x9,5 cm., legatura in piena pelle, 5 nervetti, fregi e titolo su tassello in oro al dorso, tagli a spruzzo, frontespizio rosso e nero con bella incisione su rame, pp. (14), 570, (54),in antiporta bellissima tavola incisa su rame, figurata, 3 tavole raffiguranti tre divinit? Indu (Biruma o Brama, Isuren, Whischtnu, 1 carta geografica dell'India "Cotes de Malabar et de Coromander", pi? volte ripiegata, testatine, capilettera e finalini, testo in lingua francese, bell'esemplare, ben conservato.
In 8° (18,8x11,6 cm); due tomi: VIII, 319, (1) pp. e 2 grandi c. di tav. più volte ripiegate, 188 pp. Legature coeve in piena pergamena rigida con titolo e numero del volume al dorso. Tagli spruzzati. Qualche carta con leggere bruniture dovute alla qualità della carta utilizzata. Esemplare completo anche delle due carte spesso assenti ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione italiana di questa importante studio dedicato all’India ed al commercio con essa, scritta dal noto storico, storiografo, teologo scozzese William Robertson (Borthwick, 19 settembre 1721 – Edinburgo, 11 giugno 1793). Rettore dell’Università di Edimburgo per quasi trent’anni, ha dato contributi notevoli alla storia dell’sud America, della Spagna e della Scozia stessa. Cappellano del Castello di Stiriling, fu anche cappllano del re in Scozia. Fedele presbiteriano e un whig, si offrì volontario per difendere la città contro i giacobiti guidati dal principe Carlo Edoardo Stuart nel 1745. Nel 1754 fu un membro originale della Select Society, indicata anche come la Edinburgh Select Society. Le sue opere “Storia della Scozia fra il 1542 e 1603” (1759) e “Storia d’America” (1777), sono considerati alcune delle opere storiche più importanti del settecento. Figura preminente dell’illuminismo scozzese, fu tra i fondatori della Royal Society di Edimburgo. Nel 1791, il celebre storico scozzese, William Robertson, pubblicò il suo ultimo lavoro, “An Historical Disquisition concerning the Knowledge which the Ancients had of India”, nel quale esplorò i collegamenti commerciali e culturali dell'India e dell'Occidente dai tempi antichi fino alla fine del il XV secolo. Questo studio è considerato fra i primi esempi del movimento "orientalista" britannico e dello studio dell'espansione del dominio britannico in India. Per certi versi il suo lavoro che pur rifletteva i presupposti e gli approcci della scuola orientalista britannica, probabilmente anche in risposta alle critiche mosse a Robertson secondo le quali la sua precedente Storia dell'America era stata troppo sprezzante nei confronti delle culture amerindi, andò oltre rispetto a molti orientalisti nella sua interpretazione positiva della cultura indiana e della loro opposizione a una politica imperiale interventista e repressiva. In effetti, il lavoro era in gran parte diretto a preservare l'antica e sofisticata civiltà indiana dall'imperialismo culturale occidentale. La visione favorevole di Robertson su ciò che percepiva come credenze monoteiste alla base dell'induismo “classico”, rivela molto sui suoi atteggiamenti religiosi come sacerdote e leader del partito “moderato” nella Chiesa di Scozia. La sua storia dell'India verrà sottovalutata in Gran Bretagna (nonostante le sue grandi vendite), in gran parte, non per il valore dell’opera in sé, indubitabile, ma per la situazione politico, religiosa e sociale del Regno Unito dell’epoca. Le sue tesi sull'induismo e la sua critica delle missioni cristiane, non potevano che esser in contrasto con la crescente ondata di risveglio evangelico che stava vivendo in quegli anni il suo paese natale. Tuttavia, la sua opera, grazie anche alle numerose traduzioni, venne lentamente recuperata e valorizzata, con il passare degli anni, arrivando ad avere un ruolo di primaria importanza nel promuovere l'interesse per l'India, nel continente europeo e rappresentò uno dei risultati più significativi del tardo illuminismo scozzese. Prima edizione italiana, completa e non comune. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\NAPE\010474.
In 4°. Pagine XII, 326 + 30 carte di tavole. Rilegatura in piena pergamena coeva con titolo su tassello impresso in oro al dorso. Alcune macchie e bruniture. Stato di conservazione complessivamente molto buono. Importante studio, quasi un catalogo, sulle opere di arte indiana contenute nel Museo Borgiano di Velletri, fondato dal cardinale Stefano Borgia. All’interno sono presenti molte belle incisioni, diverse delle quali a piena pagina, raffiguranti divinità, monumenti e personaggi mitologici indiani. Rara e fondamentale opera del carmelitano scalzo Paolino da San Bartolomeo, al secolo Johann Philipp Wesdin (1748-1806), celebre orientalista ed indologo austriaco. Edizione originale.