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In 8°, pp. (6), 87. Tela editoriale verde chiaro con titoli rossi. Sovracoperta. Copia in ottimo stato.
in 8°, pp. XII, 170, bross. edit. Compilato e redatto su numerose traduz. antiche e moderne dal testo originale sanscrito, traduz. di Remo Fedi. 351/33
br. La Bhagavad Gita, o "Canto del Beato", è uno dei testi più sacri e per molti aspetti affascinante della storia dell'umanità. L'opera che sta all'India come il Vangelo alla nostra civiltà.
ril. "Il canto del beato" rappresenta uno dei testi più sacri e importanti di tutta l'umanità. Il Poema è uno dei capitoli della Mahabharata e ci riporta l'insegnamento e il Vangelo di Sri Krishna. Egli si manifesta nel mondo affinché gli uomini lo imitino. La condotta umana, quando è "mondana", è governata da attaccamenti/desideri nei confronti del potere, del piacere e della ricchezza. Questo è causa di sofferenza. L'alternativa consiste nel rifiuto di condurre una vita "mondana", scegliendo una via ascetica, priva di desideri. L'insegnamento "divino" della Bhagavadgita consiste nel rifiutare anche questa seconda opzione, rinunciare anche alla "rinuncia" e vivere nel mondo offrendo i risultati, i frutti della propria condotta e delle proprie azioni, non ai propri interessi personali ma al Dio a cui si è devoti.
br. La Bhagavadgita o "Canto del Beato" è uno dei testi più noti della tradizione indù, attribuito convenzionalmente, come tutto il Mahabharata (cioè la "Grande storia dei discendenti di Bharata") di cui fa parte, al mitico Vyasa. Vi si trova una presentazione assai chiara dei vari sentieri gnostici, attivi e devozionali, per cui ciascuno può pervenire al suo punto d'arrivo illuminativo, liberante dalle pastoie del karma. La versione di Ramacharaka, non letterale ma conforme alla tradizione nello spirito e nei contenuti, si raccomanda per la sua semplicità e la sua ricchezza interpretativa anche a coloro che affrontano questo testo per la prima volta.
ill., br. Ramana Maharshi, nei primi anni dopo l'illuminazione, stava per lo più in silenzio. Quando i ricercatori spirituali lo interrogavano, rispondeva per iscritto, spesso sulla sabbia della grotta dove abitava. Altre volte parlava. Alcuni di questi dialoghi venivano trascritti dai discepoli e, una volta redatti, erano sottoposti alla sua approvazione. Così vennero pubblicate le opere in prosa. I versi invece furono composti in diverse occasioni, più spesso su richiesta di qualche devoto, talvolta per un atto spontaneo e 'irresistibile' (come racconta Ramana stesso). Secondo il suo insegnamento (Yadvaita vedànta), l'io che alberga nel corpo fisico è dio stesso, il Sé, la pura consapevolezza entro cui tutte le esperienze, le percezioni, le emozioni e i pensieri sorgono e svaniscono. Tutta la manifestazione, ossia gli eventi di quella che noi definiamo realtà, avviene nell'alveo della nostra coscienza. Quando scompare tale coscienza, come nel sonno profondo, cessa di manifestarsi anche questo mondo. Il testimone di tutto l'avvicendarsi dei fenomeni è la nostra vera natura, e indagando in noi stessi con la domanda 'chi sono io?' è possibile trovare la pace, ossia la liberazione dall'illusione di essere il proprio corpo, e la certezza di essere la suprema realtà.
Ramana, Maharshi Discorsi con Sri Ramana Maharshi (Vol. 2). , Vidyananda 2002, Ottimo (Fine) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 320<br> 9788886020268
Ramana, Maharshi Viaggio verso la terra della gioia. , OM 2008-01-18, Ottimo (Fine) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 142<br> 9788895687025
In 8°, pp. 436, (2). Brossura editoriale. Ingialliture alla copertina. Copia in buono stato. Collana: Spiritualités vivantes. Série hindouisme.
br. "Un resoconto autentico e affascinante di uno Yogi occidentale che ha fatto dell'India la sua casa per il suo corpo ed il suo spirito. Questo libro non è solo la storia di una ricerca individuale ma un viaggio dalla mente focalizzata sulla civiltà occidentale alla vera India degli Yogi. È un'avventura in un differente tipo di realtà." (David Frawley, direttore dell'Instituto Americano di Studi Vedici) "Questo libro vi piacerà e vi illuminerà. Un viaggio ardito che esplora il vero incrocio tra il pensiero occidentale e orientale." (Deepak Chopra) "La ricerca di Rampuri lo ha portato nelle profondità di una delle più grandi antiche linee di saggezza dell'India. È arrivato dove pochi occidentali sono arrivati." (Krishna Das, maestro dei Mantra)
<p>22 cm, br. editoriale, p. 144.</p>
<p>22 cm, br. editoriale, p. 169, con foglietto editoriale.</p>
<p>22 cm, br. editoriale, p. 51, con foglietto editoriale.</p>
<p>22 cm, br. edit, p. 154.</p>
Mm 130x185 Novella religiosa uscita anonima nel 1905 a Londra, dovuta alla penna di uno scrittore volteggiante nell’atmosfera spirituale indiana, ma dentro il sole del cristo. Il titolo è ricavato da uno dei tanti epiteti di Krishna (dio dell’amore nella teogonia braminica). Accanto a un’esposizione teorica, il racconto offre un insieme di norme e pratiche miranti a instaurare nell’uomo un equilibrio interiore, per porlo in grado di acquistare una serenità imperturbata -- "Collezione universale", 91-92 - Brossura editoriale di 99 pagine, con evidenti segni del tempo, dorso lacunoso e reincollato con etichetta al margine superiore, interno pulito. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Bross. edit. in-16, pp. firma di propr. all'antip., 126-(2). coll. Que sais-je? n. 475. Ottimo.
In-4° pp. 30 con ill. n.t. Leg. edit. in cartonato ill. Targhetta al dorso.
br. La figura del maestro, del guru, è assolutamente centrale nelle religioni dell'India. In mancanza di istituzioni come la Chiesa in Occidente, il guru è da sempre la guida autorevole, il punto di riferimento di ogni "tradizione" (sampradaya). Ogni indirizzo si riconosce nel magistero d'una successione ininterrotta di maestri, a partire dal fondatore. La verità riluce in una persona: la "rivelazione" (sruti) s'attualizza in un incontro, s'incarna in una relazione con chi si crede abbia sconfitto il male e la morte. Oggi come ieri, per i discepoli il guru è "Dio che parla e che cammina" (bolte calte dev), un'irruzione del divino sulla terra (avatara). Nulla è più santo del maestro, giacché il guru è colui - o colei, la gurvi - che rivela il Brahman, l'Assoluto, e conduce al fine sommo della liberazione (moksa). Attraverso un rigoroso esame delle fonti e della letteratura specialistica, il libro offre un prezioso sguardo d'insieme sui molteplici aspetti in cui si declina la figura del maestro, sino a ricostruirne ruolo e funzioni in età moderna e contemporanea, con particolare attenzione all'incontro dell'India con il mondo occidentale. Arricchisce il volume la prima traduzione italiana della Guru-gita, celebre inno laudativo sanscrito.
Robert Zaehner L'induismo. , Il Mulino 1972, Sovraccoperta con alette informative, con strappi e bordi stanchi; Copertina cartonata con fioriture; Frontespizio con scritta a penna; Tagli con macchie d'umido; pagine ingiallite. Buono (Good) . <br> <br> <br> 291<br>