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In-4°, (2cc), Clemens papae V. Monitorium, & declaratio excommunicationis, interdicti, & aliarum poenarum ecclesiasticarum contra Venetos ... 12cc; Sixti papae IV. Declaratio & promulgatio excommunicationis, interdicti, & aliarum censurarum contra Venetos ...(10cc); Iulii papae II. Monitorium, & declaratio excommunicationis, interdicti, & aliarum censurarum ecclesiasticarum contra Venetos ...(10cc) + Mandata Reipub. Venetae ad concordandum cum Iulio II (8cc)+ Absolutio Venetorum ab excommunicatione & anathemate per Iulium II (2cc) La ripresa dell'economia veneziana fu accompagnata, negli anni a cavallo tra Cinquecento e Seicento, dalla ricerca di un'autonomia dalla Spagna e dal papato. La ricerca dell'autonomia – che spinse Venezia a stabilire accordi diplomatici con i principi protestanti, con l'Inghilterra e la Francia di Enrico IV – condusse la Repubblica a crescenti tensioni e poi allo scontro con la chiesa romana, guidata all'epoca da papa Paolo V. La fase più acuta della contrapposizione si verificò con la vicenda dell'"interdetto" (1606-1607). In questa occasione, Venezia non si piegò alle richieste del papa di abrogare alcune leggi che regolavano la proprietà ecclesiastica nel territorio della Repubblica, rifiutandosi anche di consegnare due sacerdoti veneziani, accusati di delitti comuni, che l'autorità religiosa pretendeva di giudicare secondo i propri codici e di sottrarre così alla giurisdizione civile. Di fronte all'"interdetto", cioè alla scomunica comminatale da Roma, la Serenissima reagì con vigore: furono tra l'altro espulsi da Venezia i gesuiti, il potente ordine religioso identificato come strumento delle interferenze papali nella vita della Repubblica. Dopo una fase di tensioni crescenti, in cui Venezia ottenne l'appoggio degli stati protestanti, la vicenda si avviò alla sua conclusione grazie a un compromesso, favorito dal re di Francia. The recovery of the Venetian economy was accompanied, in the years between the sixteenth and seventeenth centuries, by the search for autonomy from Spain and the papacy. The search for autonomy - which led Venice to establish diplomatic agreements with the Protestant princes, with England and the France of Henry IV - led the Republic to growing tensions and then to the clash with the Roman church, led at the time by Pope Paul V. The most acute phase of the opposition occurred with the "interdetto" (1606-1607). On this occasion, Venice did not bow to the pope's requests to repeal some laws that regulated ecclesiastical property in the territory of the Republic, also refusing to hand over two Venetian priests, accused of common crimes, which the religious authority claimed to judge according to their own codes and thus remove from civil jurisdiction. Faced with the "interdict", that is the excommunication imposed by Rome, the Serenissima reacted vigorously: among other things, the Jesuits, the powerful religious order identified as an instrument of papal interference in the life of the Republic, were expelled from Venice. After a phase of growing tensions, in which Venice obtained the support of the Protestant states, the affair was drawn to its conclusion thanks to a compromise, favored by the King of France.
In-4°, 48pp, frontespizio con marca editoriale e motto In te Domino speravi non confundar in aeternum, capolettera xilografico. Lo scritto di Bernardo Giusti si inserisce nella polemica seguita alla cosiddetta ‘guerra dell’interdetto’, in cui Venezia non si piegò alle richieste del papa di abrogare alcune leggi che regolavano la proprietà ecclesiastica nel territorio della Repubblica, rifiutandosi anche di consegnare due sacerdoti veneziani, accusati di delitti comuni, che l'autorità religiosa pretendeva di giudicare secondo i propri codici e di sottrarre così alla giurisdizione civile. Bernardo Giusti condanna i sostenitori dell’indipendenza veneziana equiparandoli a Wycliff e Marsilio da Padova. In-4 °, 48pp, title page with printers mark and motto In te Domino speravi non confundar in aeternum, wood engraved initial. Bernardo Giusti's writing is part of the controversy following the so-called 'guerra dell’interdetto', in which Venice did not bow to the pope's requests to repeal some laws that regulated ecclesiastical property in the territory of the Republic, also refusing to hand over two Venetian priests , accused of common crimes, which the religious authority claimed to judge according to their own codes and thus to remove from civil jurisdiction. Bernardo Giusti condemns the supporters of Venetian independence comparing them with Wycliff and Marsilio of Padua.
In-8°; pp. (8), 312, 11 tavole; pp. 408 (piccoli fori di tarlo alle ultime carte), tavole 7. Piccola marginale integrazione alle prime due carte del tomo primo e alla prima del secondo. LEgature in cartonato coevo, dorso restaurato al secondo volume. Completo delle 18 tavole fuori testo incise su rame, alcune più volte ripiegate.
In -4°, 2-120 cc., (8 cc.), 4 pp., (12 cc.), cb.; piena pergamena con titolo ms. al dorso. Manca la carta A1, un’antiporta con figura allegorica. Il testo è in italiano e in latino, incorniciato pagina per pagina in fregi xilografici, con anche le iniziali figurate e finalini. “I consoli dei comuni italiani giuravano, all'atto di assumere il potere, certi capitoli nei quali erano comprese da un lato regole riguardanti la condotta politica, dall'altro norme concernenti l'esercizio della giurisdizione. [...] Così a Venezia vediamo il doge giurare le "promissioni", delle quali la più celebre, quella che si mantenne sino alla caduta, è di natura politica; accanto però ad una riguardante la giurisdizione criminale. [...] La promissione ducale di natura politica contiene [...] una serie di promesse di governare e giudicare rettamente, di serbare il segreto sugli affari di stato, di eseguire le deliberazioni del consiglio e così via; ma, sin dalla prima che ci è conservata, cioè quella del doge Enrico Dandolo, del 1193, contiene pure una serie di restrizioni al potere ducale, come quella di non corrispondere direttamente col papa né con altri principi, di non intromettersi nella nomina del patriarca, di non disporre dei beni del comune, ecc.” (Treccani). Le promissioni sono cinque e seicentesche: la più recente fra tutte porta la data del 1656. L’insieme di queste regole, oltre a chiarire i precetti ducali, costituisce un interessante punto di vista su diversi aspetti della cultura e dell’economia veneziana in questi due secoli. Le indicazioni contenute sono infatti di vario genere e comprendono i campi più disparati, come per esempio l’abbigliamento, la vita coniugale e il nepotismo (negli anni si intensificano le regole per prevenire un esito di ereditarietà della carica ducale - che era notoriamente elettiva), i commerci, arredi e competenze urbanistiche, politiche monetarie, ecc. Questa copia non è conforme a quelle presenti nelle biblioteche italiane: manca la carta A1, come premesso, ma fuori segnatura ci sono pagine di testo non descritte nei cataloghi, e peraltro non numerate né indicizzate (l’indice si trova alla fine). Full vellum, leaf A1 missing. The text, in Italian and Latin, is framed at every page in xilographic ornaments. The “promissioni” were the collection of rules and laws that the Venetian Dukes had to swear on, when put in charge. The most recent of the “promissioni” here gathered is from 1656; this text, beyond the importance about Venice government, is an important and original point of view about many aspects of the venitian culture and economy. The directions include many fields, from the clothing to married life and nepotism (during these years the rules to prevent the heredity of Duke’s office are enhanced), commerce, furnitures, architecture, politics, money, etc. This copy is different from the ones preserved in Italian libraries: there are text pages off the signature and numbering, and not indexed (the index is in the final part of book).
26 vols., 8vo., First Edition; cloth, gilt backs, a near fine run in unclipped dustwrapper. The set comprises: Death at La Fenice (SIGNED BY THE AUTHOR ON TITLE) (Chapmans, 1992); Death in a Strange Country (Chapmans, 1993); The Anonymous Venetian (Macmillan, 1994); A Venetian Reckoning (Macmillan, 1995); Acqua Alta (Macmillan, 1996); The Death of Faith (Macmillan, 1997); A Noble Radiance (Heinemann, 1998); Fatal Remedies (Heinemann, 1999); Friends in High Places (Heinemann, 2000); A Sea of Troubles (Heinemann, 2001); Wilful Behaviour (Heinemann, 2002); Uniform Justice (Heinemann, 2003); Doctored Evidence (Heinemann, 2004); Blood from a Stone (Heinemann, 2005); Through a Glass Darkly (Heinemann, 2006); Suffer the Little Children (Heinemann, 2007); The Girl of his Dreams (Heinemann,2008); About Face (Heinemann, 2009); A Question of Belief (Heinemann, 2010); Drawing Conclusions (Heinemann, 2011); Beastly Things (Heinemann, 2012); The Golden Egg (Heinemann, 2013); By its Cover (Heinemann, 2014); Falling in Love (Heinemann, 2015); The Waters of Eternal Youth (Heinemann, 2016; SIGNED BY THE AUTHOR ON TITLE); Earthly Remains (Heinemann, 2017; SIGNED BY THE AUTHOR ON TITLE). A SPLENDID RUN, COMPLETE TO DATE, WITH THE FIRST AND MOST ELUSIVE VOLUME (TOGETHER WITH TWO OTHERS) SIGNED BY LEON ON TITLE.
In-4°; pp. (32), con 2 tavole f.t. incise da Francesco Bartolozzi (1727-1815), una vignetta incisa su rame al frontespizio, una testatina e 3 grandi finalini, di cui due da invenzioni di Piazzetta, incise da Fiorenza Marcello e Felicita Sartori. Sonetto introduttivo di Gasparo Gozzi, al termine una poesia di Giovanni MArsili. Legatura in cartonato colorato. Gamba p. 613.
In-4°, 84pp, frontespizio con marca editoriale e motto In te Domino speravi non confundar in aeternum, capolettera xilografico. Il coinvolgimento del card. Bellarmino nella polemica inerente alla guerra dell’interdetto si evidenzia in questo scritto, in cui il Cardinale confuta le tesi sostenute in due libretti contro il Breve di papa Paolo V sopra la censura. Rari commenti manoscritti al margine della prime carte. In-4°, 84pp, title page with printers mark and motto In te Domino speravi non confundar in aeternum, wood engraved initial. The involvement of card. Bellarmino in the controversy inherent to the guerra dell’interdetto is highlighted in this writing, in which the Cardinal refutes the theses supported in two booklets against the Breve of Pope Paul V on censorship. Rare handwritten comments in the margin of the first leaves.
45x32cm., [26p.] Album de 26 photographies (tirages albuminés) de paysages vénitiens de Carlo Naya, de dimensions 34x26 cm, dont 4 photos en couleurs présentant une forte tonalité bleue, donnant un "effet nuit", et retouchées à l'aquarelle. Tampon de l'atelier sur certaines pages, mais pas sur toutes. Quelque traces d'usure sur la reliure, sinon très bon état.
In-4°, 2 voll. parte prima (20), 780 (i.e. 782), (62p), pag 167 e 168 erroneamente ripetute; parte seconda (5), 732pp, (40), 1 di errata. Legatura in piena pelle coeva con decorazione su entrambi i piatti dei due volumi, nervature e titolo in oro al dorso, tagli in rosso, frontespizi illustrati, ritratto calcografico del doge Alvise Contarini alla carta 3v del primo volume e del doge Marc’Antonio Giustiniani alla carta 3v del secondo volume, numerosi ritratti calcografici nel testo con stemma nobiliare, finalini. Alessandro Maria Vianoli fu uno storico e avvocato veneziano. La sua opera principale è Historia veneta, in cui a partire dalla leggendaria storia antica di Venezia nel primo libro, vengono trattati tutti i dogi fino ad Alvise Contarini. Solo Marin Faliero, giustiziato nel 1355 ha la targa vuota (p.435 primo volume) In-4 °, 2 vols. part one (20), 780 (i.e. 782), (62p), pages 167 and 168 erroneously repeated; second part (5), 732pp, (40), 1 of errata. Contemporary full calf binding with decoration on both plates of the two volumes, ribbed back and gilt title on the spine, red edges, illustrated title pages, chalcographic portrait of doge Alvise Contarini on paper 3v of the first volume and of Doge Marc'Antonio Giustiniani on paper 3v of the second volume, numerous chalcographic portraits in the text with coat of arms, tail ornaments. Alessandro Maria Vianoli was a Venetian historian and lawyer. His main work is Historia veneta, in which starting from the legendary ancient history of Venice in the first book, all the doges are examined up to Alvise Contarini. Only Marin Faliero, beheaded in 1355, has no portrait (p.435 first volume)
Bibbia di Venezia (Venice bible). Scripta Maneant, 2013. Ultima traduzione completa della Sacra Bibbia a cura della CEI, con coordinamento di Mons. Giuseppe Betori. Fotografo Sandro Vannini. Opera in due volumi (ormato 29x47 cm.) : Antico Testamento (pagine 600), Nuovo Testamento (pagine 416). All’interno il testo si alterna ai capolavori dei mosaici policromi della straordinaria Basilica veneziana. Legatura in piena pelle di vitello conciata al naturale, dorsi con sei nervi e titoli stampati in oro, piatti con al centro, incassato, mosaico in vertoceramica e oro. I volumi sono custoditi in appositi cofanetti. Tiratura di 1999 esemplari. Condizione di nuovo.
THE UNIQUE PUBLISHER'S COPY OF BAUDIER'S MASTERPIECE, WITH ALL OF THE ORIGINAL DRAWINGS AND OVER 150 ORIGINAL ETCHINGS, SOME OF WHICH ARE UNIQUE. A SPECTACULAR LIVRE D'ARTISTE FOCUSING LARGELY ON VERSAILLES, with 31 original etchings by Paul Baudier, one of the great book artists of the 20th century. From a total edition of 163 copies, this is THE UNIQUE COPY ON JAPANESE PAPER, PRINTED FOR GUIDO COLUCCI, THE PUBLISHER. *****This copy includes: *****(1) The book itself, printed on Japanese paper (no other copies were printed on Japanese paper). It is justified "Exemplaire unique imprimÈ pour M. Guido Colucci". The 31 etchings are in final state (on Japan, of course, and unique as such), and first and the last are signed in pencil by the artist (the first etching is also warmly inscribed by the artist to Colucci). *****(2) FOUR ADDITIONAL SUITES OF THE 31 ETCHINGS: the first (remarque) state in black on Japan (UNIQUE); the first state in black on Auvergne laid paper; the second state (with many of the remarques still partially visible) in black on Auvergne (UNIQUE); the final state in bistre on Auvergne. *****(3) ALL OF THE ORIGINAL DRAWINGS FOR THE ETCHINGS USED IN THE BOOK. Most of these are executed in pencil, but several employ ink, contÈ crayon, white heightening, etc. ALL OF THESE WONDERFUL DRAWINGS ARE SIGNED BY THE ARTIST. *****(4) The four planches refusÈes in two states: first state on Japan (UNIQUE) and in first state on Auvergne (there was no second state of any of these, of course.) *****(5) The three original SIGNED drawings for the four planches refusÈes (the other planche refusÈe is based on a drawing, in the group described above, from which one of the plates used in the book was adapted.) *****(6) Six original drawings similar to those used in the book, four of which are signed by Baudier and one of which is initialed. *****(7) The original watercolor design by Baudier for the cover of the book (ultimately not used). Folio. Loose as issued in original wraps. Housed in publisher's board chemises and slipcases (this copy, for obvious reasons, is housed in two slipcases rather than one). FINE AND BRIGHT, WITH NO DEFECTS. In all, 161 original etchings, of which 97 are UNIQUE, and 39 ORIGINAL DRAWINGS. AN ASTONISHING AND IMPORTANT COPY OF AN OUTSTANDING LIVRE D'ARTISTE, IN PERFECT CONDITION.
In-4° oblungo, occhietto inciso, titolo a stampa, legatura in pergamena, nervi al dorso, 1 carta di spiegazioni, 60 tavole (di cui 9 ripiegate), titolo inciso (Navigli del Giappone), 12 tavole, titolo inciso (Barche di Venezia), 2 carte di spiegazioni, 11 tavole (di cui 2 ripiegate). In totale 83 tavole di navi (di cui 11 ripiegate). Edizione originale estremamente rara. L’unico esemplare conosciuto nelle biblioteche pubbliche è quello della Marciana a Venezia. L’altro esemplare citato da Armao (Correr) non esiste più in questa biblioteca. Quello della Marciana ha solo 74 tavole. Armao, pp 171-72 conta 86 tavole (oltre al testo e il titolo). Crediamo che si tratti d’un errore: anche il numero di tavole ripiegate dato da Armao è inferiore a quello dell’esemplare in questione. Presente qualche piccolo restauro a due o tre tavole, altrimenti esemplare fresco proveniente dal Dipartimento Idrografico di Russia, di cui porta il timbro al verso del titolo: si ricorderà come quest’opera venne composta dal Coronelli per la Nazione Moscovitica, come è indicato nel titolo, v. Armao p.171.: “Vivissimo era a Venezia l’interesse per la costruzione di navi e quando il Governo veneto affidò al suo cosmografo e lettore di geografia l’istruzione di un gruppo di ‘cavalieri moscoviti’ inviati a venezia da Pietro il Grande nel 1697, Coronelli curò il disegno di tutta una serie di navigli che fece poi incidere su rame”. V. “Il P. Vincenzo Coronelli nel III centenario della nascita” p. 357 n.41, che dà la seguente collazione: tav. 71+15 e pp 2+4 In-4 ° oblong, engraved half title, printed title, vellum binding, bands on spine, 1 explanation leaf, 60 plates (9 of which folded), engraved title (Navigli of Japan), 12 plates, engraved title (Boats of Venice), 2 explanatory leaves, 11 plates (2 of which folded). In total 83 plates of ships (11 of which folded). Extremely rare original edition. The only copy known in public libraries is that of the Marciana in Venice. The other copy cited by Armao (Correr) no longer exists in this library. The Marciana one has only 74 plates. Armao, pp 171-72 has 86 plates (in addition to the text and title). We believe this is an error: even the number of folded tables given by Armao is less than that of the specimen in question. There are some small restoration with two or three plates, otherwise a fresh copy from the Hydrographic Department of Russia, whose stamp is on the back of the title: this work was composed by Coronelli for the “Nazione Moscovitica”, as indicated in the title , v. Armao p.171 .: “The interest in the construction of ships was very high in Venice and when the Venetian government entitled its cosmographer and geographer to the instruction of a group of 'Muscovite knights' sent to Venice by Pietro the Great in 1697, Coronelli oversaw the design of a whole series of ships that he then engraved on copper ". V. "Father Vincenzo Coronelli on the third centenary of his birth" p. 357 n.41, which gives the following collation: tav. 71 + 15 and pp 2 + 4