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31,5x22, cart. ed. ill. col. pp. 175, ill. col. f.t.Testi Italiano/Ingleselievi trace d'uso alla cop. interno ottimoLuogo di pubblicazione PalermoEditore StassAnno pubblicazione 1992Materia/Argomento Storia locale,Palermo, Enologia Milano
In 8o, pp. 176, cartonato nero, con titoli dorati al dorso e ai piatti, con numerose tavv. forogr. i.t. e f.t., ottimo (9456/ VINO - SALAPARUTA - RUFFINO - PALERMO)
In 12°; 170 pp. Bella legatura coeva in mezza pelle verde con fregi e iniziali dell'antico proprietario impresssi in oro al dorso. Piatti foderati con carta coeva con motivi a rilievo. Non comune edizione di questo classico scritto di Guido da Pisa. Buono stato di conservazione. Guido da Pisa (Pisa, seconda metà del XIII secolo – metà del XIV secolo) è stato uno scrittore italiano attivo nel XIV secolo. Non va confuso con l'omonimo compilatore di testi storici e geografici Guido da Pisa, vissuto nel XII secolo. Si sa poco di lui: egli stesso si definisce «oriundus» di Pisa commentando l'invettiva di Dante contro la città toscana, definita dal poeta «novella Tebe», mentre nel commento della morte di Corradino di Svevia, indica la sua sepoltura a Napoli «dove è la sede del nostro ordine del Carmelo», testimoniando la sua condizione di frate carmelitano. Documenti notarili pisani attestano l'esistenza nel 1332 di «fra Guido dell'ordine di santa Maria del Carmelo di Pisa» e nel 1339 di un «frater Guido pisanus de ordine sancte Marie de Carmelo». Nel codice 597 di Chantilly, conservato nel Museo Condé di Parigi, l'unico, insieme con il codice 31.918 del British Museum a contenere interamente le sue Expositiones et glose all'Inferno di Dante, datate al 1335-1340, l'autore è definito «Fratrem Guidonem Pisanum, Ordinis Beate Marie de Monte Carmeli». Il miniatore del codice, il giottesco Francesco Traini, lo rappresenta già vecchio intento alla scrittura e poi nell'atto di consegnare il manoscritto al nobiluomo genovese Lucano Spinola, suo allievo e console pisano a Genova, cui infatti l'opera è dedicata. Anche per questo motivo, si è ipotizzato che Guido fosse molto legato a Genova: nelle Expositiones l'invettiva di Dante contro Genova non viene commentata. Quanto al nome della sua famiglia, non vi sono elementi decisivi che ne permettano l'identificazione. Risulta conservato nell'archivio del convento agostiniano di San Nicola a Pisa il testamento, rogato nel 1326, di Dea di Albisello Boni che cita i nipoti fra Bandino agostiniano e fra Guido carmelitano. Un'altra associazione tra un fra Guidone carmelitano e un fra Bandino del Bono, però francescano, è nel testamento di un Lemmo di Bartolomeo Panevino del 1335 che li nomina suoi eredi; ancora un fra Guido di Bono Vestiti, però senza indicazione dell'Ordine di appartenenza, è citato in documenti del 1327. Tre sono le opere che gli vengono riconosciute: il Fiore d'Italia - o più correttamente la Fiorita d'Italia - una storia universale scritta in volgare, la Declaratio alla Divina Commedia di Dante, nella quale espone, in terzine in lingua volgare, il contenuto della cantica dell'Inferno con brevi commenti in latino, e le Expositiones et glose super Comediam Dantis, un importante commento in latino dell'Inferno dantesco. Il Fiore d'Italia fu scritto tra il 1321 e il 1337. Esponendo in volgare questa compilazione di «alquanti memorabili fatti e detti degli antichi», egli afferma di aver voluto favorire i molti che non conoscono il latino. Previsto in sette libri, doveva concludersi con la storia di Roma al tempo di Augusto, ma l'opera pervenuta si arresta al II libro con le imprese di Enea, che ancora recentemente vennero spesso pubblicate a parte con il titolo di Fatti di Enea. Le fonti di Guido sono, oltre Livio, Ovidio, i tardi latini Isidoro e Girolamo, e i commentatori medievali Iacopo da Varazze e Nicholas Trevet, soprattutto l'Eneide di Virgilio e la Commedia di Dante, i cui versi vengono citati direttamente nel Fiore. Il motivo ispiratore dell'opera - scritta senza alcun scrupolo di veridicità - sta nella visione a carattere provvidenziale dello sviluppo della storia romana, i cui eventi introducono l'avvento nel mondo della civiltà cristiana.
S.l. 1914, 8vo brossura, cop. muta, pp. 38 con ill. fot. (vedute di Palermo)
199194556Palermo, S. F. Flaccovio Editore 1991 In-folio 35,5 x 28,5 cm. Reliure éditeur pleine toile vert foncée, jaquette illustrée en couleurs, 132-XV pp., 57 figures dans et hors texte en noir & blanc, 102 planches en couleurs hors texte, 4 élévations. Déchirure en pied de jaquette, sinon trés bon exemplaire.
048368306X.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
0483683493.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
0666204462.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
0259340073.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
0282827676.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
0666448671.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
066636513X.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
3-48286Firenze Biblioteca Palatina 1853/1868 tre volumi in-4to rilegati in mezza pergamena con tasselli ai dorsi pp. XX-741 XI-904 XXIV-716-2. Il volume II contiene: “Liriche e parte del Paradiso di Dante Alighieri come sono nel codice palatino CLXXX. Autografo di Francesco Petrarcaâ€. Con tre tavole incise fuori testo. unknown
Milano, 1946, estratto con copertina posticcia muta pp. 912/916 con ill. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Cm.31,5x42,5 + didascalia, dedicatoria e margini. Animatissima scena della città assediata in uno scontro cruento, con il re Ruggiero in primo piano che, vittorioso pianta lo stendardo con la croce. Pregevole incisione con dedicatoria al Tenente Saluzzo, consigliere di Stato ed aiutante generale di Sua Maestà Siciliana. Si unisce il foglio descrittivo dell'evento, in italiano e francese, che solitamente si applicava dietro la stampa incorniciata. Bella e decorativa.
Ritratti di quattro sindaci italiani: Augusto Armellini sindaco di Roma, Giulio Benso Sammartino Duca della Verdura sindaco di Palermo, Lorenzo Tiepolo sindaco di Venezia e Stefano Castagnola sindaco di Genova. Testo al verso
Due immagini del concorso che ebbe luogo nel salone dei festeggiamenti dell’Esposizione Nazionale di Palermo il 14 marzo 1892. Testo al verso
8°, pp.356 (4), ill. di Rodo Santoro n.t. + 12 tavv. ill. f.t., br. edit. Il romanzo vide la luce nel 1903 e l'Aut., nato a Carini nel 1858, "narra di un fatto di cronaca avvenuto il 1 ott.1862, giorno in cui 13 pacifici cittadini furono colpiti da pugnale in 12 punti diversi della città... La tesi di M. è che al fondo dell'azione delittuosa vi fossero tentativi di restaurazione borbonica..."(p.5).
In-8 (cm. 24), brossura illustrata, pp. 356, (20), con illustrazioni in bianco e nero di Rodo Santoro nel testo; e sempre in bianco e nero, fuori testo.Tracce d’uso soprattutto ai tagli della brossura. Minime macchie alla prima carta; peraltro, volume in buono stato (good copy).
In-16 (cm. 19.50), brossura editoriale illustrata, pp. (8), 95, (1), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Prima edizione. Brunitura leggera del dorso; peraltro, volumetto in buono stato (good copy).
Brossura editoriale illustrata; copia molto buona, con alcune illustrazioni b/n; R. X2.
In 8°. Pagine 80. Brossura originale un po' sciupata e con dorso restaurato. All'interno alcune gore e bruniture. Stato di conservazione complessivamente buono. Rara edizione originale di questo volume sulla criminalità palermitana, in particolare quella dedita allo sfruttamento della prostituzione, scritto da un funzionario di Pubblica Sicurezza. In fondo è presente un curioso cifrario segreto utilizzato dai malavitosi per comunicare con i loro sodali detenuti.
Corriere Illustrato della Domenica del 8.6.1902 con belle tav. a col.
Mm 300x405 Fascicolo in folio di pp. 8 con prima carta illustrate in bianco e nero, alcune illustrazioni in nero nel testo. In buono stato. . SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.