1 206 résultats
In 8, pp. 8. Br. ed. Estr. da: Panormus. Anno 1, n. 2.
Due vedute in unico foglio. Testo al retro
In 8° (17,1x12,5 cm); 29, (1) pp. Senza brossura. Prima edizione assai rara, nessun esemplare censito in ICCU, di questo scritto di interesse napoleonico. L’opera che rappresenta uno scritto propagandistico anti Napoleone (che in questo periodo si trovava in esilio all’Isola d’Elba) è attribuito a Lazare Nicolas Marguerite Carnort, celebre personaggio al quale Napoleone fu fortemente legato durante la sua ascesa politico-militare. Infatti nel 1796 proprio su raccomandazione di Carnot, Napoleone Bonaparte prese posto in testa all’Armata d’Italia. Tre anni più tardi Napoleone si riscattò nominando il matematico Borgognone suo ministro della Guerra. L’intesa tra i due, però, non durò molto: Carnot era un fervente repubblicano ed uscì presto dal governo imperiale. Questo dissidio non impedì a Napoleone di apprezzare il valore di Carnot e di appoggiarne l’attività scientifica. Proprio nell’ambito del dissidio tra Carnot e la politica di Napoleone si inserisce questo scritto. Prima edizione. Rarissima opera in prima edizione italiana e a parte la mancanza della brossura, in buone condizioni di conservazione. Stampata a Palermo da Filippo Barravecchia. Raro.
In-4 (cm. 29.90), brossura illustrata, pp. 109, (3), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. In buono stato di conservazione (good copy).
Palermo, s.n.t., 1964, annata completa in 5 fascicoli (uno quadruplo) raccolta in un volume in-8, mezza tela coeva con titolo oro su tassello al dorso, pp. 456. Conservate le copertine anteriori in br. editoriale, di tutti i fascicoli. Disegni nel testo di Lia Cavallero. Fra i collaboratori: lo stesso Cavallero, G. Buonafede, G. Alvarez, Anna Curcio, A.F. Velardi, G. Caprera, D. Valeri, M. Pavone, S. Orilia, Carlo Betocchi (di cui Cavallero fu amico e collaboratore per "Città di Vita"), ecc. La rivista, fondata e diretta da Cavallero durò solo 3 anni (1964-67). L'aveva preceduta il quindicinale "La Linea", uscito nel 1959 e chiuso per motivi economici (come in seguito "Linea Nuova"). Cavallero, che fu allievo di Pietro Mignosi e versatile intellettuale (poeta, drammaturgo, saggista) cattolico, ne fece sensibile organo dell'umanesimo cristiano post Conciliare.
In 4°, leg. e sovraccop. e fascetta edit., pp357 con 62 tavv. fotograf. f.t. Nuovo
1 31.9x23.4 cm., 365, [2] pp., numerose tavv. a colori e in b/n n.t., alcune ripiegate, legatura in tela edit. con sovracc. ill., fascetta, strappi alla sovracc., per il resto esemplare ben conservato
in 4, cart.ed. con sovracc., pp.365.Es. con qualche segno di usura alla sovracc., il resto buono stato.Testi di : Alaimo M.E., Ganci, S.M., La Francesca S., Morello G., Paolini M.G., Pirrone G.Numerose ill.Luogo di pubblicazione PalermoEditore S.F.FlaccovioAnno pubblicazione 1977Materia/Argomento Palermo, Storia, Arte
Volume rilegato con titoli in oro al piatto anteriore e al dorso, sovraccoperta minimamente imbrunita e lievemente segnata da fattore tempo ai margini, alle punte e alle cuffie, pagine in buono stato, libro completamente fruibile, con testi di Maria Emma Alaimo, Salvatore Massimo ganci, Salvatore La Francesca, Gabriele Morello, Maria Grazia Paolini, Giovanni Pirrone, introduzione di Antonino Buttitta, redazione a cura di Anna Maria Ruta, presenti 66 tavole fuori testo di cui 4 ripiegate, numero pagine 65; da segnalare: fascetta editoriale contenuta tra i risguardi anteriori USATO
Mm 175x240 Volume rilegato in mezza tela blu con piatti marezzati, 432 pagine. Le "Lezioni di algebra..." sono seguite da un'altra opera che inizia con la pagina 17 e termina alla pagina 659 ed è priva sia del frontespizio che della copertina dell'epoca, ma che riguarda il calcolo differenziale ed integrale. Questa seconda parte reca alcune rare sottolineature ai margini con matita rossa e blu, peraltro i due libri sono in buone ottime condizioni con legature ben salde.
In 4o, pp. 28, br. Lettera dell' Arcivescovo di Palermo Alessandro Lualdi, minimi difetti parte sup. bordo del piatto, ottima (7308/ LUALDI - LETTERA PASTORALE - PALERMO)
In 8, pp. 21 + (1) + (2b). Br. muta coeva. Epistola indirizzata a Luigi Muzzi che ha per tema la condanna del duello con esempi storici. L'A. nacque a Palermo, fu un funzionario dell'amministrazione borbonica e fondatore della rivista 'Effemeridi scientifiche e letterarie per la Sicilia'. Numerosi i suoi scritti di carattere storico e letterario.
Scritta a penna su tre facciate di cm. 21,1X13,5 a un "Gentilssimo Signore" a noi ignoto, la lettera accompagnava "gli stampati che ho potuto trovare, tranne il Resoconto del 1875...La storia del nostro OSPIZIO MARINO si compendia nella sola carità dei cittadini e nell'ajuto grandissimo incontrato presso tutt le autorità locali... le fiere di beneficenza, le lotterie etc... Se a NIZZA hanno già una dotazione, io credo che sarà cosa ben facile di far sogere colà un'asilo per poveri scrofolosi..." e si augura che "la simpatica e bella NIZZA abbia anch'essa un'Ospizio Marino...". ALBANESE (Palermo 1834 - Napoli 1889) , medico di GARIBALDI, di cui curò le ferite riportate in Aspromente e al Monte Suello; nel 1873 fondò l'Ospizio Marino tuttora in funzione; gli è dedicata una via, il Giardino di piazza Marina a PALERMO e un suo busto è lì e nel giardino dell'Ospizio. Sepolto nel cimitero di S. Maria del Gesù, cappella Albanese, costruita dall'architetto Franesco Paolo Palazzotto, fratello di un eroe della spedizioe garibaldina. Il collegamento con Nizza, patria di Garibaldi, non è certo casuale.
Premio di Storiografia Municipale 1992, a cura della Società di Storia Patria "F. Rosolino Fazio" di Roccapalumba, Palermo. Con ill. fot. in b.n. f.t.; in appendice è inserito lo studio di Ippolito Santangelo Spoto "Minatore delle zolfare di Lercara", estratto da "Les ouvriers des dex mondes", 2^ serie, tomo secondo, Librairie de Firmin-Didot et C., Paris 1890, pp. 281-336 (49c).
Un volume (28 cm) di 157 pagine, numerose illustrazioni in nero. Introduzione di Dacia Maraini. Brossura editoriale illustrata, nella collana Album (2). Ottime condizioni.
2 opere legate insieme in 8, cm 15.5 x 22, pp. XIV + 384; (2) + 140 + (2). Le prime 60 cc. della seconda opera presentano una cospicua rosicatura all'angolo inferiore. Tutta tela editoriale coeva. Studio giuridico e storico e sull'uso tipicamente siciliano, nel caso di situazioni debitorie da parte di nobili feudatari, i beni potevano essere messi in vendita da parte dei Ministri delegati come se tale vendita procedesse direttamente dal Re attraverso un contratto munito di Verbo Regio grazie al quale il vecchio proprietario non poteva in alcun modo rivalersi. La seconda opera tratta degli espropri realizzati con privilegio regio delle case e terreni al fine di realizzare in Palermo nel XVI secolo le vie Toledo e Macqueda
Quattro vedute: Tomba di Enrico IV, detto il crudele - Tomba di Federico II di Hohenstaufen - Tomba di Ruggero - Tomba di Costanza II di Aragona. Testo al retro
2 opere in un vol. in-4 (mm 295 x 205), pp. (52), 44; 50, (2 bianche); 544 (per le 3 parti della prima opera); pp. 48 (per la seconda); legatura coeva in pergamena, titolo ms. al dorso. Il Padre teatino (Palermo 1625-1679) fu per 40 anni temuto consultore del S. Uffizio: un altro suo scritto riguarda la facoltà della polizia palermitana di catturare i ricercati rifugiati negli edifici di culto, in specie durante la rivolta palermitana del 1647. La sua opera in tre parti descrive ampiamente la morte del Re Filippo IV (1605-1665), l'accoglienza festosa riservata al figlio Carlo II (1661-1700), le cerimonie pubbliche, gli apparati architettonici, le solenni esequie. E' magnificamente illustrata da 7 tavole disegnate ed incise da Paolo Amato, alcune delle quali più volte ripieg.: antiporta con due grandi figure allegoriche che sorreggono in volo lo stemma della Sicilia; stemma a p. pag. di Francesco Gaetani, "duca di Sermoneta, e di San Marco..."; una tavola ripieg. (mm 510 x 380) raffig. su quattro piani la cavalcata verso la Cattedrale, con carrozze, cavalieri, paggi, alabardieri, ecc.; seguono due tav. con gli ornamenti della facciata anteriore e quella interna del tempio palermitano; la sesta tav. (mm 960 x 385) riproduce gli ornamenti laterali interni con doppieri, ghirlande, statue; l'ultima (mm 770 x 510) ritrae la fastosa architettura barocca del mausoleo, riccamente ornato di statue di re e guerrieri, con in basso il catafalco reale. La seconda opera contiene l'orazione funebre del Padre G. Lubrani (1619-1693).. "Il libro celebra una delle più memorabili cerimonie funebri del Seicento; architetto della mesta pompa è Paolo Amato, qui ad una delle sue prime prove..." (da il "Funeral Teatro" di M. C. Ruggieri Tricoli). "Uno dei più belli e più rari libri illustrati del '600 siciliano" (Moncada Lo Giudice), raro e difficile a trovarsi completo di tutte le tavole. Bell'esempl. (salvo un timbro di bibliot. privata sul tit. e sulla tav. delle armi ed alcuni rinforzi alle piegature di alcune tav.).. Mira II, 53. Moncada n.1395. Narbone I, 376. Michel-Michel V, 147 (esemplare mancante delle parti I-II)..
Foto in buono stato di dimensioni 18x24
In-4 (cm. 32), brossura illustrata, pp. 92, (4), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Scritte a a matita all’Indice. Peraltro, volume in buono stato (good copy).
Al presente esistenti,descritte da Lipario triziano palermitano. Volume in 8° brossura editoriale stampata su carta giallina,pagine 112 + 8 n.n. Ill. b.n. nel testo. Edizione anastatica del volume edito nel 1732
In 12° (16,4x10 cm); 173, (1) pp. Bella ed elegante legatura coeva in mezza pelle scura con titolo, autore e filettatura in oro al dorso. Dorso a 4 nervi. Piatti foderati con carta marmorizzata. Alcune strofinture alla legatura ma nel complesso in bunono stato. Prima ed ultima carta leggermente brunite. Leggerissimo alone al margine superiroe delle prime due carte (non fastidioso o intenso). Piccolo difetto della carta, dovuta alla qualità della stessa, a pagina 6 dove una piccola mancanza di 3 mm sfiora una lettera. Alcuni leggeri foxing in poche pagine dovuti alla qualità della carta, ma nel complesso esemplare più che BUONO. Prima rarissima edizione delle poesie anacreontiche di Meli tradotte in italiano con testo in dialetto siciliano a fronte. Opera dalla bellissima e curatissima veste grafica, dove la prefazione dell’editore e i titoli di tutti i componimenti, si presentano in elegante carattere corsivo. Opera stampata su carta di buona qualità. Giovanni Meli (Palermo, 6 marzo 1740 – Palermo, 20 dicembre 1815) è stato il più importante drammaturgo e poeta dialettale siciliano della sua epoca. Già conosciuto in giovane età per i suoi componimenti nei circoli letterari palermitani raggiunge a 22 anni la fama con il poemetto “La Fata Galante”. Ma la fama non porta le richezze e laureatosi in medicina, per mantenersi si ritira nel paesino di Cinisi dove per il suo bizzaro modo di vestire (porta abiti da prete anche senza essere mai stato ordinato) viene chiamato l’abate Meli. E’ qui che il maggior tempo libero permette al Meli di dedicarsi quasi totalmente alla letteratura. Vengono così alla luce le Elegie e la Bucolica oltre ad un certo numero di scritti scientifici. Richiamato a Palermo dall’aristocrazia cittadina, dove Meli è richiestissimo per intrattenere le dame dei salotti, in questa atmosfera di amori e corteggiamenti scrive una notevole serie di Odi e Canzonette dallo stile personalissimo e ispirate dal gentilsesso. Proprio questa forma di componimento gli diede la definitiva consacrazione letteraria tanto che proprio a questo tipo di composizione si deve l’ispirazione di alcune opere di Goethe, Foscolo e Leopardi. Nell’1787 pubblica le sue Poesie Siciliane, che sono ritenute, ancora oggi, esempio del livello eccelso che può raggiungere la poesia dialettale. La fama non gli diede mai la ricchezza e, nonostante i numerosi anni di insegnamento universitario, sfortunate vicende famigliari lo portarono, in tarda età , a sopravvivere grazie agli aiuti di amici e potenti come il Parini. Questa collezione delle poesie Anacreontiche contiene anche le due celebri composizioni dedicate al Vino ed ai Baccanti. PRIMA EDIZIONE RARISSIMA, un solo esemplare censito in ICCU. BUONO stato di conservazione.
Romualdo Giuffrida Le piazze di Palermo. , Giada 1982, Volume illustrato sul patrimonio artistico e architettonico delle piazze palermitane. Condizioni discrete: rilegatura rigida, sovraccoperta sporca e lievemente usurata, tagli ingialliti, pagine in buono stato con lievi ingiallimenti. Misure in cm: 32x22x3 Mediocre (Poor) . <br> in quarto <br> <br> <br>