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ISBN : 284754433X. MONDEOS.. 2010. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 108 pages. Nombreuses photos en couleurs dans le texte et hors texte.
<br/> STATO: USATO, MOLTO BUONO.<br/> NOTE: Lievi fioriture alla copertina. Interni ingialliti per il tipo di carta.<br/> TITOLO: Agiacsiò. Il romanzo della Corsica. <br/> AUTORE: Milanesi, Guido.<br/> EDITORE: A. Mondadori Editore<br/> DATA ED.: 1941,<br/> III edizione.
in-18° pic., pp. 313. Bross. edit. con sovrac. figurata al piatto ant. Tracce del tmepo e d'uso sulla sovrac., lieve ingiallimento sulle carte interne.
pp. 320. Edizione originale. Gambetti-Vezzosi, p. 295.
(Marsiglia), 1730, mapa grabado en cobre de 18,5 x 26 cm. (Carta náutica original de la Bahía de Porto-Vechio en la Isla de Córcega).
198521499Nathan 1985 Non paginé pages In-8 étroit. 1985. agrafé. Non paginé pages. L'art et la nature des 360 communes de la Corse
2007LFA-126727096Un ouvrage de 240 pages, format 165 x 240 mm, illustré, broché couverture couleurs, publié en 2007, Editions Alain Piazzola, bon état
DENOËL .. 1960.. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Dos abîmé. Intérieur acceptable. 232 pages. 1ère de couverture illustrée en couleurs. Couverture rempliée. Ecriture au stylo sur la page de garde. Couverture détachée. Les chants du monde.
In-8°, pp. 77, brossura editoriale. Esemplare ben conservato e con pagine intonse
Mm 110x160 Brossura editoriale di pp. IX-115. Opera in buonissime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Illustrations de Gaston Vuillier, 1 vol. in-8 reliure demi-maroquin à coins havane sous étui cartonné, dos à 5 nerfs doré richement orné (avec un beau fer à l'oiseau), tête dorée, filet dorée en mors et coins, couvertures conservées, reliure signée de Malraison, Calmann Lévy, Paris, 1897, 271 pp. Magnifique exemplaire parfaitement établi par l'excellent relieur parisien G. Malraison qui exerça au tournant du XIXe et du XXe siècle. Français
Monaco Editions du Rocher 1945, In-8 broché, XXIII + 189 pages. Introduction et notes par Marcel THIEBAUT. Bon état.
Editions Jules Tallandier 1927, In-8 broché, couverture à rabats. 312 pages. Portrait en frontispice. Quelques rousseurs. Bon exemplaire néanmoins.
GF Garnier Flammarion 1964, fort In-12 broché 183 p. Trés bon état.
Broch?. 191 pages. Rousseurs.
Paris Librairie Gründ SD (vers 1930), In-8 broché de LII + 530 pages. 7 gravures. Trés bon état. Introduction et notes par Maurice LEVAILLANT.
Fournier Jeune, Paris. 1840. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. 1er plat abîmé. Dos abîmé. Rousseurs. 256 pages. Illustré de gravures en noir et blanc sur planches hors texte (jaunies). Etiquette de code sur le dos. Tampons et annotation de bibliothèque sur le 1er plat et en page de titre. Manque sur le coin inférieur droit du 1er plat. (Très rare) Monuments antérieurs aux Romains, Stazzone et Stantare. Monuments romains. Monuments du Moyen-Age, Eglises romanes...
In 4, pp. (8) + 594 + (38). Frontespizio xil. in cornice architettonica con, all'interno, veduta di Genova. Due antiche firme di possesso al f. P. pg. coeva molle con pochi restauri. Buon esemplare. Edizione originaledi questo ampio trattato degli avvenimenti militari e politici che coinvolsero Genova e la Corsica a partire dal 1553, quando la Francia con il trattato stretto con Solimano il magnifico, si assicuro' la collaborazione della flotta ottomana nel Mediterraneo venendo cosi' a conquistare praticamente l'intera isola, sino al 1569 quando le armate corse, guidate da Alfonso Sampiero, figlio di Pietro, eroe della resistenza corsa ai genovesi, vennero definitivamente sconfitte. Estremamente cruenti furono i fatti che segnarono questa guerra, svoltasi nel decennio 1559 - 1569. Infatti con la pace di Cateau Cambresis, la Corsica tornava in mano ai genovesi. Nel 1563, Sampiero della Bastelica, Colonnello corso di umili origini, al soldo del Re di Francia, sbarco' sull'isola al comando di un pugno di uomini. Riusci' a far scoppiare la rivolta avendo la meglio molte volte sui genovesi. Purtroppo non riusci' ad a stabilire alleanze con la Francia e neppure con il Ducato di Toscana, finendo ucciso grazie al tradimento di un corso al soldo dei genovesi. Nel 1569 venne firmato un trattato di pace che garanti' un cianquantennio di stabilita'. L'episodio in cui Sampiero, venuto a conoscenza del tradimento della moglie, tradimento per il quale egli strangolo' la consorte e le sue dame di compagnia, fu alla base dell'Otello di Shakespeare. Manno,27392. Starace 2268 (La fonte di questo lavoro e' il 'Bellum cyrnicum' del cancelliere Antonio Roccatagliata, zio del Merello).
In-8 p. (mm. 206x148), p. pergam. molle coeva con unghie, tit. ms. al dorso, pp. (8),594,(38), bel frontespizio figurato entro cornice architettonica, con al centro una piccola veduta di Genova; ornato da testatine, grandi iniziali figur. a vignetta e finali, tutto in xilografia. "Edizione originale" di questa ricostruzione storica degli avvenimenti militari e politici che coinvolsero Genova e la Corsica a partire dal 1553 sino al 1569 quando le armate corse, guidate da Alfonso Sampiero, figlio di Pietro, eroe della resistenza corsa ai genovesi, vennero definitivamente sconfitte. Cfr. Brunet,VI,25881. “Sampiero da Bastelica, uomo d’armi corso (1498-1567). Di umili origini, fu soldato mercenario prima con Giovanni delle Bande Nere, poi nelle truppe imperiali; infine, al servizio della Francia col grado di colonnello, si battè valorosamente a Fossano (1536), a Perpignano (1542) ove salvò la vita al Delfino, a Ceresole e a Vitry (1544). Ritornato in Corsica e divenuto erede della signoria d’Ornano per il suo matrimonio con Vanina d’Ornano, fu fatto imprigionare a Genova; liberato e recatosi in Francia, organizzò e diresse la spedizione (1553) che doveva ridurre l’isola sotto il re Enrico II e anche dopo la pace di Cateau-Cambrésis non abbandonò i suoi progetti filofrancesi. Sbarcato nell’isola (1564), accese la rivolta contro Genova; dominato dall’odio, offrì a più di un interessato protettore la sovranità dell’isola (Carlo IX di Francia, Cosimo de’ Medici, il papa). Fu ucciso, vittima di un complotto organizzato dagli Ornano”. Così Diz. Treccani,X, p. 755. Con uniformi arross. e qualche fiorit., ma complessivam. buon esemplare.
Lucca, Salvatore e Giando. Marescandoli, MDCCXXIII. (mm. 225 x 155). Legatura coeva in pergamena con titolo manoscritto al dorso (piccole mancanze ai piatti). Pp. (12), 333, (2). Bell'antiporta incisa f.t. con stemma di Genova e armi del dedicatario Don Stefano de Mari. Bell'esemplare, con solo alcune pagine uniformemente leggermente brunite, di questa non comune prima ed unica edizione.
Cm. 22, pp. (12) 333 (1). Bell'antiporta calcografica disegnata e incisa da Sebastiano Merello, vignetta xilografica al titolo, capilettera xilografici ornati. Legatura coeva in piena pergamena semirifida, dorso a piccoli nervi. Pochi segni d'uso. esemplare genunio e ben conservato. Manca la carta finale bianca. Prima e unica edizione, molto rara. Poema epico di 14 canti in ottave celebrativo dei fasti della storia còrsa e composto da un letterato arcade su cui assai scarsi sono i dati biografici. Il Merea fu autore anche del poema religioso "La Contemplazione" e di alcune altre raccolte di poesie sacre, in prevalenza in lode della Madonna. Cfr. Starace, 2267.
In-8 p. (mm. 218x155), p. pergamena coeva, tit. ms. al dorso, pp. (12),333,(3), vignetta xilografica al frontespizio. "Manca" l’antiporta. Dedica a Don Stefano de’ Mari, Cavaliere dell’insigne Ordine del Toson d’oro, ecc., appartenente a una celebre famiglia genovese, di antichissima nobiltà, i cui membri avevano ricoperto varie volte la carica di Doge. Autore di questo poema celebrativo dei fasti della storia còrsa (”Ademaro, togliendo a forza d’armi l’isola dalle mani de’ Saraceni, ha dato alla Liguria un regno”), composto da 14 canti in ottave, è Giambatista Merea, letterato arcade col nome di Tendasco Doliano. Rara "prima e unica edizione". Risguardo corto del marg. super. con parole mss. e cancellate; uniformi arross. interc. nel t. ma discreto esemplare.
La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. Esemplare tratto dall'edizione con testo francese del 1633 dal titolo Gerardi Mercatoris et I. Hondii Atlas ou Representation du Monse Universel. Incisione in rame, coloritura coeva, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134; L. Piloni, "Carte geografiche della Sardegna", tav. XXXII. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Example taken from the Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi by Hondius. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134
La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. ESEMPLARE DALLA PRIMA EDIZIONE DI ATLANTIS PARS ALTERA. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134; L. Piloni, "Carte geografiche della Sardegna", tav. XXXII.
Mappa tolemaica della regione, originalmente preparata per illustrare il Cl. Ptolemaei Alexandrini, Geographiae Libri Octo, pubblicato prima a Colonia da Gottfried von Kempen (1578), ristampato dallo stesso editore nel 1584 (Van der Krogt 1, 502) e poi da Isaac Elsevier per il Theatrum Geographiae veteris di Petrus Bertius (Leyden 1618). Di tutte le edizioni di Tolomeo, quella di Gerard Kremer (Mercatore), pubblicata nel 1578, e forse tecnicamente la più bella. A questo punto la Geografia di Tolomeo perdeva pero ogni pretesa di “attualità”, laddove lo scopo di Mercatore era quello di produrre un atlante del mondo classico che servisse da complemento al suo atlante moderno (per tale ragione egli aveva tentato di recuperare la forma originale dell’atlante tolemaico, scartandone le moderne accrezioni). L’opera è celebre anche per la sua longevità, poiché le lastre originali risultavano ancora in uso nel 1730, oltre centocinquanta anni dopo la loro incisione. Esemplare tratto dalla Tabulae geographicae Cl: Ptolemei di François Halma, stampata tra Utrecht, Amsterdam e Leida nel 1695, 1698, 1704 (2 tirature) e 1730.Le lastre sono emendate e i cartigli completamenti cambiati; più piccoli e realizzati sopra i precedenti – abrasi – lasciando ampie aree bianche sulla stampa. Acquaforte su rame, in buone condizioni. La carta, priva di reticolo geografico, è in proiezione rettangolare. Nel mare, mostri marini e velieri. Ptolemaic map prepared for the Cl. Ptolemaei Alexandrini, Geographiae Libri Octo, first published in Cologne by Gottfried von Kempen (1578) and then reprinted by the same publisher in 1584 (Van der Krogt 1, 502) and then by Isaac Elsevier for the Petrus Bertius’ Theatrum Geographiae veteris (Leyden 1618). Mercator's interpretation of the 28 Ptolemaic text was possibly one of the truest undertaken up until that time. He had spent 13 years researching, drawing and engraving the maps at much commercial sacrifice to himself, having seen Ortelius's Theatrum and De Jodes Speculum published, to become both technical and commercial successes. In later life he devoted himself to his edition of the maps in Ptolemy's Geographia, reproduced in his own engraving as nearly as possible in their original form. The work is also famous for its longevity, since the original plates were still in use in 1730, over one hundred and fifty years after their engraving. Example taken from the Tabulae geographicae Cl: Ptolemei by François Halma, printed between Utrecht, Amsterdam and Leiden in 1695, 1698, 1704 (2 printings) and 1730. The plates are amended and the cartouches completely changed; smaller and made over the previous ones - erased - leaving large white areas on the print. Copperplate, good condition. La Gumina (2015), n. 44; Valerio - Spagnolo, p. 174 n. 46