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In 8°, pp 152 con numerose fotografie in nero. Brossura illustrata, con bandelle. Prima edizione. Conservazione molto buona.
ill., br. I Clash hanno scritto una pagina fondamentale nella storia della musica rock. Subito diventati uno dei simboli del punk, hanno poi mescolato le influenze più disparate, incrociando reggae, dub, blues, funk, rap in un modo mai sentito prima, scandalizzando tutti e segnando la strada per la musica che ascoltiamo oggi. I Clash hanno dato voce e ritmo alla lotta contro le tensioni razziali, la disoccupazione, lo sfruttamento e le disuguaglianze della società inglese, nel passaggio cruciale tra gli anni settanta e ottanta. Ecco il libro definitivo sui Clash: le interviste a tutti i componenti del gruppo, compreso Joe Strummer, accompagnate da immagini esclusive, notizie e ricordi di sette incredibili anni di musica che ha cambiato il mondo. Il racconto in prima persona di una rivoluzione musicale.
ill., br. Don Alemanno ritorna con una nuova parodia a fumetti, incentrata su Gianni Morandi. In una terra lontana lontana, chiamata Palmo di Mano, Gianni Morandi è un principe valoroso. Il suo regno è minacciato dai "Flamer", i maledetti troll della rete, esseri alieni tanto fastidiosi quanto pericolosi il cui unico scopo è rovinare le vite altrui con offese e prese in giro. Per poter difendere Palmo di Mano, il principe dovrà affrontare un percorso di crescita interiore che lo aiuterà a superare la sua paura di essere criticato. A guidare Gianni verso lo zen intellettuale saranno il mago Magalli, rappresentato come il maestro Yoda di "Star Wars", ed Enrico Mentana, che qui veste i panni di Krang, preso in prestito da "Le tartarughe ninja". Don Alemanno ironizza sui "mali della rete" e rende omaggio all'ormai proverbiale autoironia con la quale Gianni Morandi riesce a disinnescare qualsiasi attacco mediatico sulla sua pagina Facebook, uscendone "seraficamente" vincitore, con buona pace di qualunque cyber-tentativo di distruggerne l'immagine.
ill., ril. Nel 1974, il rock era diventato noioso. Serviva qualcuno che lo scuotesse dal torpore. Quel qualcuno saranno Dee Dee, Johnny, Joey e Tommy, che tra eccessi, successi e ritmi fulminanti e indimenticabili accenderanno la miccia della rivoluzione punk. Attraverso gli occhi Dee Dee Ramone, questa è la storia della band che ha segnato, un'epoca.
ill., br. Questo libro analizza il corpus dei testi concepiti da Peter Gabriel per album, singoli, colonne sonore, antologie e compilation, mettendone in luce le fonti di ispirazione, i temi ricorrenti e gli artifici retorici utilizzati. Uomo di vasti interessi e di buone letture, Gabriel riesce a celare un'ispirazione d'ascendenza "alta" in una filastrocca ballabile (Kiss That Frog, 1992), così come a rappresentare in modo vivido il viaggio di Carl Gustav Jung in Africa (The Rhythm Of The Heaf, 1982). Scopriamo così un autore in grado di spaziare da sapidi giochi di parole a intricate metafore, da una dolente introspezione a fulminei squarci narrativi.
br. Eccessi, luci e ombre di dieci mogli rock. «Arrivati a questo punto o si resta a terra, inermi, o ci si rialza più forti di prima.» Paparazzate, criticate, invidiate, compatite. Ma è davvero tutto oro ciò che riluce? Le cosiddette «mogli del Rock» sono donne speciali, spesso lontane dai riflettori, che con forza, pazienza, costanza e tanto amore hanno avuto un ruolo fondamentale nella vita e nella carriera dei loro mariti, rockstar planetarie (da Ozzy Osbourne a Bono Vox, da Noel Gallagher a David Bowie). Al loro fianco hanno riso, pianto, lottato, sconfitto demoni e dipendenze. Molti non conoscono nemmeno il loro nome, eppure Alison, Vicky, Dorothea, Francesca e le altre hanno vite e storie che dovevano essere raccontate. Certo, il lieto fine non è sempre garantito, ma così è la vita. Così è il Rock.
Secondo un luogo comune ormai consolidato la musica di consumo di massa diffusa nei Paesi occidentali da più di mezzo secolo, a partire dal rock'n'roll, avrebbe la sua origine in una rivolta giovanile anti-sistema. Una tesi a cui corrisponde, in Italia, la tendenza ad enfatizzare la rilevanza dei musicisti "impegnati". In questo volume si sostiene invece che il rock e il pop - le forme artistiche forse più popolari in tutta la storia umana - sono sempre stati aperti per loro natura a qualsiasi messaggio facilmente universalizzabile. Rispetto ai temi pubblici, dunque, anche nei periodi di maggiore fortuna di un'idea militante dell'arte (tra anni Sessanta e Settanta) essi sono stati portatori di sentimenti diversificati e contraddittori: rivoluzionari o "integrati", progressisti, conservatori o addirittura antipolitici. Autori: Eugenio Capozzi.
br. È innegabile che Lucio Dalla abbia lasciato una traccia indelebile nella mente, nelle orecchie, nel cuore e nella fantasia di tutti coloro che lo hanno ascoltato, amato, sognato. Una traccia, non solo musicale, che è sempre diversa ogni qual volta la si riascolti. Dalla è sempre stato e ancora più che mai rimane, unico, irripetibile, inimitabile. Una fragranza di messaggi inviati attraverso le sue parole, le sue canzoni, le sue battaglie civili che continuano a sbocciare. Un racconto delicato, come Fulvio Frezza ama scrivere, e che farà scoprire aneddoti non ancora conosciuti su questo straordinario artista.
ill., br. Studiare il rock, affrontarne scientificamente gli aspetti più sostanziali e strutturali è un percorso di consapevolezza che appare inevitabile per chi voglia cogliere tutto il significato emozionale di un ambito artistico che ha profondamente cambiato la storia della musica. Ecco quindi alcune istantanee sulla storia del rock a firma di autori eterogenei per forma e contenuto, ma legati dalla stessa passione per lo studio della musica amata. Saggi su: CSI, The Beatles, The Who, Pink Floyd, Lou Reed, The Cure, la chitarra elettrica negli anni Ottanta, Black Metal, Red Hot Chili Peppers, Radiohead, The Smashing Pumpkins. Prefazione di Marco Lenzi.
br. Studiare il rock, affrontarne scientificamente gli aspetti più sostanziali e strutturali è un percorso di consapevolezza che appare inevitabile per chi voglia cogliere tutto il significato emozionale di un ambito artistico che ha profondamente cambiato la storia della musica. Ecco quindi alcune istantanee sulla storia del rock a firma di autori eterogenei per forma e contenuto, ma legati dalla stessa passione per lo studio della musica amata. Saggi su: Led Zeppelin, Rolling Stones, The Clash, Allman Brothers Band, lo studio di registrazione nel progressive, Nirvana, Bob Dylan, David Bowie, il sintetizzatore, Noir Désir. Prefazione di Francesco Giomi.
brossura "Another Link" è il nuovo lavoro di Guido G. Guerrera incentrato sulla figura del celebre artista Franco Battiato, non soltanto l'analisi "dal di dentro" di un raro percorso sapienziale tradotto in arte ma specialmente il racconto di un'amicizia ormai antica, delle affinità di una ricerca comune e delle necessarie differenze di approccio. "Another Link" non guarda tanto alla superficie dell'impegno artistico di Franco Battiato, per quello bastano ad esempio le informazioni che fornisce il web, anche se le tappe salienti vengono tutte percorse quali segni di evoluzione esistenziale e professionale. Si tratta sempre tuttavia di uno scrutare nel profondo, servendosi proprio del punto di vista affettuoso e talora implacabile dell'amico. L'autore ha raccolto in questo libro un gran numero di conversazioni estemporanee, articoli, interviste e anche alcuni camei tratti dal primo lavoro "Franco Battiato: Un sufi e la sua musica". E al centro una lunga conversazione di Guerrera con Battiato su temi di portata generale, disegnata sullo schema concettuale dei ventidue arcani maggiori. Questo non solo per sottolineare il noto orientamento mistico dell'artista, ma a dimostrare come mezzi ritenuti fuori dell'ordinario mostrino invece la loro superba versatilità di chiave di lettura strategica applicabile a cose di ogni giorno. "Another Link" è inoltre impreziosito da autorevoli interventi come quello di Manlio Sgalambro, di Franco Cardini e di Umberto Broccoli, cui è affidata la prefazione.
br. Una ricognizione attorno ai libri che hanno accompagnato il percorso di venticinque interpreti della nostra scena musicale. Un concerto di voci che raccontano passioni tra loro anche molto lontane, letture penetrate in silenzio sotto la pelle, in grado di nutrire nel tempo una visione del mondo o, semplicemente, di ispirare una canzone. Artisti impegnati nella parallela scrittura di romanzi e racconti o che si sono tenuti a prudente distanza dall'esercizio della pagina scritta. Che nella lingua spesso più schietta e graffiante di chi non giudica i libri per professione confermano amori per i classici o suggeriscono titoli dimenticati, manifestano repulsioni istintive e confessano senza falsi pudori intolleranze verso gli autori più illustri. Lettori davvero poco allineati, capaci di rendere incerti i confini tra due arti destinate spesso a confondersi, accreditando così l'ipotesi ardita dello scrittore Rick Moody per cui «la letteratura, pur manifestandosi sulla pagina, è un fenomeno acustico».
br. Questo libro ricostruisce il percorso artistico ultracinquantennale di Enzo Jannacci, cantautore, medico, comico e non solo. Si rivolge ai tanti "tifosi" di Enzo che lo seguono da tempo con cura e dedizione, provando a stare dietro ai suoi colpi di genio, ai suoi alti e bassi, alle sue apparizioni folgoranti e alle sue fughe. Per chi invece lo conosce meno, o non lo conosce per niente, questo libro vuol essere una introduzione all'universo jannacciano. Parlare di Jannacci, in fondo, vuol dire parlare della "scoperta" della canzone d'autore, del rock and roll "all'italiana", di cabaret, teatro, televisione e comicità. Vuol dire parlare di Giorgio Gaber, Dario Fo, Beppe Viola, Luciano Bianciardi, Cochi e Renato. Un "pezzo" di storia del Paese attraverso la vita di un uomo, partito dal nulla, che ha saputo innovare profondamente il modo di fare canzonette, di far ridere e - perché no - anche di prendere la vita.
br. Il libro "Suoni dal buio. Appunti di musica, cronaca e visioni" è un viaggio all'interno dei meandri oscuri delle sette note. Dalle canzoni di Charles Manson al cinema psichedelico di Kenneth Anger, nel mezzo le litanie di Anton LaVey, i dischi bislacchi della scena musicale italiana, il delirante mondo del black metal e molto altro. Il tutto valutato dal punto di vista criminologico attraverso l'analisi di alcuni fatti di cronaca nera che hanno interessato il mondo del rock, anche alla luce della cultura del periodo storico di riferimento.
br. Unica ricostruzione dell'incredibile parabola del fenomeno t.A.T.u., "scandaloso duo saffico" che ha infranto tabù e regole dello showbusiness occidentale. Dai 25 dischi d'oro e platino del primo album all'epilogo del 2011, anno dello scioglimento, con le testimonianze dirette dei protagonisti. La storia di uno spregiudicato progetto musicale nato senza grandi prospettive nella Russia post crisi economica del 1998 e sorprendentemente esploso a livello internazionale dando vita al gruppo pop più malizioso e controverso del nuovo secolo, in grado di affascinare milioni di teenagers e di turbare i sonni dei dirigenti delle emittenti televisive di mezzo mondo. Una ricostruzione puntuale e documentata della parabola del successo delle t.A.T.u..
ill. "Ho costruito e ricostruito / a partire da tutto ciò che era in attesa / come la sabbia delle spiagge / da cui si costruiscono molti castelli / a partire da quello cui era stato dato inizio / ben prima del mio tempo. /" Una parola, una melodia, una storia, un verso / chiavi nel vento per aprire la mia mente: così, poco più che ventenne, agli esordi degli anni Sessanta, Bob Dylan definì la sua poetica. Queste pagine abbandonano il taglio prospettico usuale - il cantautore più influente dell'ultimo mezzo secolo -, e scelgono un terreno di ricerca assai originale e nuovo: in un itinerario avvincente, esse esplorano gli echi e i rimandi, davvero inaspettati, di matrice classica nel corpus letterario di Bob Dylan, evidenziando la straordinaria densità poetica dell'artista americano. Ecco che, accanto al ruolo più aulico e tradizionale degli scrittori, ritorna la sensibilità remota dei bardi e degli aedi, dei trovatori e dei minstrels, i cantori itineranti perennemente per strada col loro mestiere esigente e i loro versi che si depositano nel cuore degli uomini.
br. In questo libro si racconta la nascita e "la storia italiana" di cinque canzoni che Fabrizio De André prese a prestito da due tra i più grandi cantautori di lingua inglese, Leonard Cohen e Bob Dylan: Suzanne, Nancy, Giovanna d'Arco (Cohen), Via della Povertà e Avventura a Durango (Dylan). L'artista genovese vi mise mano talvolta da solo, talvolta in compagnia di due (allora) giovani colleghi, Francesco De Gregori e Massimo Bubola, con i magistrali risultati che tutti conosciamo. Podestà e D'Auria studiano filologicamente ancorché amorevolmente - le mosse di un poeta che s'avvicina ai testi di altri due poeti sul filo della partitura musicale, in compagnia di donne sublimi e disperate, sante e puttane, assassini e derelitti, insomma di quei tipi umani che tutti e tre gli artisti amano più di ogni altro.
ill., br. Questa è la storia di una banda di ragazzi che ha fondato la musica italiana raccontata dal capobanda: Gian Franco Reverberi. Fu lui ad accendere la scintilla di quella che all'inizio degli anni 60 è stata la prima vera generazione cantautorale italiana. Fu lui a portare da Genova alla Ricordi di Milano personaggi come Gino Paoli, Bruno Lauzi, Luigi Tenco. Fu lui a ricordarsi di un livornese allampanato con cui aveva fraternizzato durante il servizio di leva, Piero Ciampi, e a offrirgli l'opportunità di incidere il suo album d'esordio. E fu sempre lui, una volta approdato alla RCA italiana, a occuparsi di un esplosivo talento destinato a un luminoso futuro: Lucio Dalla. Spesso confuso (con suo grande spasso) con l'altrettanto famoso fratello Gian Piero (il celebrato arrangiatore di Fabrizio De André, New Trolls, Mina e Lucio Battisti, il geniale inventore del Rondò Veneziano), Gian Franco Reverberi è un uomo di musica di prim'ordine, ma anche una persona schiva e incline a lavorare nell'ombra, lontano dalla ribalta. Raccontando mezzo secolo di storia della musica italiana, Reverberi non indulge mai al mero sentimentalismo, al sentimento scivoloso della rievocazione nostalgica né tantomeno alla tentazione dell'autocelebrazione, preferendo iniettare nelle sue pagine salutari dosi di ironia, donando alla narrazione una leggerezza e una gradevolezza molto rare in questo tipo di autobiografie. Prefazione di Maurizio Becker.
br. Ognuno ricorda le cose alla sua maniera, ognuno un po' se la racconta. Io sono stato franco. Con questo libro di dichiarazioni forse si capirà di più la mia versione... La realtà, a vederla bene, è dura, non sempre giusta, ma io la prendo come una sfida e dico sempre: andiamo a vedere fino in fondo. Questo è ciò che ci fa essere uomini, andare avanti nonostante tutto, anche se intorno la realtà ti fa schifo. Mio padre era socialista e non essere schierato in quegli anni con i comunisti o i preti non pagava a Zocca. Nella comune teatrale di Bologna ho scoperto Bakunin e gli anarchici. Non quelli che mettono le bombe, ma uomini migliori, liberi, talmente responsabili che non c'è più bisogno di uno Stato che ti detti le regole. Non sono mica Vasco Rossi io. Sono una persona, sono un uomo, mica un eroe invulnerabile come Achille. Dove mi colpisci io sanguino, Vasco Rossi no, lui non sente niente.
brossura "Ero seduto da solo in un angolo del bar, tenevo tra le mani il mio viso, attorno a me, ragazzi e ragazze si divertivano tra loro. Da diverso tempo, me ne andavo in giro ripetendo a chiunque quella frase: "Diventerò una star". Quel tempo lo ricordo bene, quel giorno pure, un giorno degli anni Settanta. Un amico mi raggiunse al tavolo e vedendo il mio malumore cercò di capire: "Che ti succede Freddie?". Alzai il capo quel tanto che basta e sconsolato, risposi: "Non diventerò mai una star". E' successo tutto in un attimo, è stato così veloce che il mio amico non ha avuto nemmeno il tempo di sedersi. Ho picchiato i pugni sul tavolo, mi sono alzato e ad alta voce ho detto: "Non diventerò una Star, diventerò una leggenda". Mi chiamo Freddie Mercury, sono il cantante di una band chiamata Queen, questo è il paradiso per tutti: da questo luogo vi racconterò la mia storia".
ill., br. Che cosa si nasconde dietro la genesi poetica di un disco, pietra miliare della cultura musicale del Novecento? Da cosa nasce quello sguardo poetico sugli "scartati del mondo" in cui risuonò il vangelo laico di De André? Il pianeta Faber, pur così frequentato, è ancora suscettibile di scoperte e merita di essere continuamente rivisitato. Ogni sua raccolta discografica, infatti, è a tal punto ricca di riferimenti letterari e musicali da rendere il suo repertorio un'«opera aperta», come la definì Umberto Eco. Valeva dunque la pena riprendere in mano, a quasi mezzo secolo di distanza dalla sua uscita, un capolavoro come La buona novella, assumendo come punto focale la preziosa, appassionata, e in gran parte inedita, testimonianza di don Carlo Maria Scaciga, presbitero della diocesi di Novara, che costituisce il cuore di questa nuova esplorazione. Don Carlo conobbe Fabrizio De André nel 1969, poco dopo la pubblicazione di Tutti morimmo a stento, e favorì - in che modo e con quale ruolo lo si scoprirà nel libro - la nascita de La buona novella così come la conosciamo. L'album fu fortemente influenzato dal clima sociale e culturale dell'Italia degli anni Settanta, all'indomani di due eventi cruciali del secolo scorso, il Sessantotto e il Concilio Vaticano II, tuttavia, ancora oggi, quell'opera indimenticabile non smette di affascinare le giovani generazioni ed è ancora capace di interrogare le coscienze.
br. "Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità di verità". Su De André si è detto molto, sia sul piano biografico che su quello più strettamente artistico: d'altra parte, un'opera così ricca e una personalità così singolare si prestano a tante letture. In questo libro quasi mai ci si sofferma sui singoli dischi, piuttosto si considera l'opera di De Adré nel suo insieme, evidenziandone i tratti di base e il percorso, che nella sua complessiva linearità ci mostra come per Faber l'assillo di fondo fosse "l'interstualità tra testo letterario e testo musicale", come diceva Luzi, che lo definì un "artista della chanson". Ma questa "interstualità" non è fine a se stessa: fa risaltare la sua visione della vita, il suo oscillare tra la consapevolezza del male e la ricerca della salvezza. attraverso storie e personaggi tolti alla realtà e dati all'arte.