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brossura Ero partito come tanti altri ragazzi per il servizio militare inviato nel glorioso corpo degli Alpini. Durante i primi giorni passati presso il centro reclutamento della caserma Rossi di Merano mi chiesero se sapessi suonare uno strumento. Risposi sì! La fanfara degli alpini o, male che mi vada mi ritroverò in cucina a pelare patate. Nulla di tutto ciò! Nel giugno 1983 dopo il giuramento e inviato presso la caserma Genio Minatori Iseo a Bolzano mi ritrovai con altri tredici ragazzi, li nacque il 1° complesso rock del 4° copro d'armata Alpino. Il servizio militare tra concerti nelle caserme alpine di tutta Italia con l'esperienza della serata di chiusura dei CaSta, olimpiadi invernali militari presso lo stadio del ghiaccio di Cortina d'Ampezzo alla presenza dell'allora ministro della difesa Spadolini... fino al culmine della nostra partecipazione ad una puntata di Domenica In, di fronte a milioni di spettatori, presentata da Pippo Baudo. Il congedo, gli anni che passano e la reunion del gruppo tenutasi a Verona nek 2017, dopo 12.045 giorni, trentatrè anni, come il Trentatrè l'inno glorioso degli alpini. La storia del primo e unico complesso rock del 4° corpo d'armata alpino.
brossura Ero partito come tanti altri ragazzi per il servizio militare inviato nel glorioso corpo degli Alpini. Durante i primi giorni passati presso il centro reclutamento della caserma Rossi di Merano mi chiesero se sapessi suonare uno strumento. Risposi sì! La fanfara degli alpini o, male che mi vada mi ritroverò in cucina a pelare patate. Nulla di tutto ciò! Nel giugno 1983 dopo il giuramento e inviato presso la caserma Genio Minatori Iseo a Bolzano mi ritrovai con altri tredici ragazzi, li nacque il 1° complesso rock del 4° copro d'armata Alpino. Il servizio militare tra concerti nelle caserme alpine di tutta Italia con l'esperienza della serata di chiusura dei CaSta, olimpiadi invernali militari presso lo stadio del ghiaccio di Cortina d'Ampezzo alla presenza dell'allora ministro della difesa Spadolini... fino al culmine della nostra partecipazione ad una puntata di Domenica In, di fronte a milioni di spettatori, presentata da Pippo Baudo. Il congedo, gli anni che passano e la reunion del gruppo tenutasi a Verona nek 2017, dopo 12.045 giorni, trentatrè anni, come il Trentatrè l'inno glorioso degli alpini. La storia del primo e unico complesso rock del 4° corpo d'armata alpino.
ill., ril. Johnny Dorelli (nato Giorgio Guidi) ha avuto una vita fantastica. Una vita che se fosse un film sarebbe un film di Billy Wilder, o di Woody Allen. Stessa eleganza, stessa ironia, stessa leggerezza. Qualità che si ritrovano in questo libro, l'autobiografia che finalmente ha deciso di scrivere. I ricordi iniziano quando lui è bambino in America, ma il titolo del primo capitolo è "Nostalgia di Meda". Già, perché Dorelli, per quanti di noi sono cresciuti cullati dalle sue romantiche canzoni, dai suoi film, dalle sue commedie teatrali, dai suoi luccicanti varietà in tv, dai suoi amori "hollywoodiani", è sempre stato un entertainer in smoking, un enfant prodige seduto al pianoforte, il fenomeno venuto dall'America. Che c'entra Meda? C'entra eccome, perché è il luogo più importante della sua vita anche se vi ha vissuto solo fino a otto anni prima di imbarcarsi per l'America, piccolo migrante insieme all'adorato padre. A Meda ha imparato il dialetto milanese, l'unica lingua che allora si parlava nelle famiglie, e insieme ha imparato lo spirito lombardo. Un misto di tenacia, orgoglio, serietà, stoicismo, grande capacità di lavoro. E, sì, modestia. Sentite che cosa scrive alla fine di questo libro: "Sono stato un ragazzo fortunato, un ragazzo di un metro e settanta suppergiù con dei capelli biondicci che tiravano al rossiccio. Dico 'fortunato', perché nemmeno io avrei scommesso un centesimo sul mio successo". Questo, scoprirete, è anche un libro di avventura. Anzi, una girandola scoppiettante di avventure (e disavventure) raccontate da Dorelli con humour e autoironia. Per fortuna la vita gli ha fornito valanghe di materiale, complice la sua irrefrenabile tendenza a buttarsi, anche senza paracadute.
ill., br. L'apparizione dei Beatles sulla scena musicale a inizio anni Sessanta non fu meno dirompente dell'avvento, nei primi decenni del Ventesimo secolo, delle correnti dadaiste, surrealiste, cubiste e futuriste nel campo delle arti visive, o delle innovazioni introdotte da Schoenberg, Stravinsky, Bartok e Satie nel mondo della musica colta. I quattro di Liverpool irruppero sullo sfondo di uno stanco scenario, dominato da una produzione artistica ormai consumata e languida. Con la pura potenza dell'immaginazione, reinventando e ponendo le basi di un nuovo evo, colorato, utopistico, capace di un sincretismo radicale, i Beatles hanno cambiato per sempre non soltanto la musica, ma anche i costumi e la visione di intere generazioni. In questo saggio, il filosofo-jazzista Massimo Donà analizza quell'eterogeneo e variopinto insieme di testi, musiche, provocazioni e rivoluzioni che ha contribuito a creare una vera e propria filosofia dei Beatles.
ill., br. L'apparizione dei Beatles sulla scena musicale a inizio anni Sessanta non fu meno dirompente dell'avvento, nei primi decenni del Ventesimo secolo, delle correnti dadaiste, surrealiste, cubiste e futuriste nel campo delle arti visive, o delle innovazioni introdotte da Schoenberg, Stravinsky, Bartok e Satie nel mondo della musica colta. I quattro di Liverpool irruppero sullo sfondo di uno stanco scenario, dominato da una produzione artistica ormai consumata e languida. Con la pura potenza dell'immaginazione, reinventando e ponendo le basi di un nuovo evo, colorato, utopistico, capace di un sincretismo radicale, i Beatles hanno cambiato per sempre non soltanto la musica, ma anche i costumi e la visione di intere generazioni. In questo saggio, il filosofo-jazzista Massimo Donà analizza quell'eterogeneo e variopinto insieme di testi, musiche, provocazioni e rivoluzioni che ha contribuito a creare una vera e propria filosofia dei Beatles.
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. La Premiata Forneria Marconi, meglio nota come PFM, è stata l'unica rock band italiana ad avere successo internazionale: merito di una straordinaria discografia all'insegna del progressive-rock e di un'inimitabile tecnica che porta il gruppo tra i più capaci performer di sempre. Nati come "Quelli", complesso beat attivo in studio con Mina, Battisti e De André, nel 1970 diventano Premiata Forneria Marconi con "Storia di un minuto" e "Per un amico", grandi successi di pubblico e critica. Alla fine degli anni Settanta la PFM è con Fabrizio De André in una storica tournée congiunta. Dopo il fortunato tour volta pagina e inventa il rock italiano di "Suonare Suonare", inaugurando gli anni Ottanta fino alla sosta nell'87. Dieci anni dopo il gruppo si riforma, pubblica "Ulisse" e "Serendipity" e riprende i concerti, la miglior forma di espressione per la grande live-band. Il libro analizza la storia della PFM attraverso i suoi dischi: le origini beat, l'epopea progressive anni Settanta, il rock anni Ottanta e il ritorno, fino al degno coronamento di una lunga carriera con l'opera rock "Dracula". C'è spazio anche per i singoli membri e le loro carriere, più un'esauriente discografia e bibliografia. Informazioni bibliografiche Titolo: Premiata Forneria Marconi. 1971-2006: 35 anni di rock immaginifico Collana: Momenti rock Autore: Donato Zoppo Editore: Roma: Editori Riuniti, 2006 ISBN: 8835958318, 9788835958314 Lunghezza: 285 pagine; 22 cm Soggetti: Musica, Stili e generi, Rock e pop, Gruppi, Band, Anni '70, Discografia, Impressioni di settembre, Banco del Mutuo Soccorso, Folk, Italia, Fabrizio De Andrè, PFM, Mina, Lucio Battisti, Anni '80, Ottanta, Novanta, 90, Ulisse, Live, Concerti, Turnee, progressive, Mauro Pagani, Krel, Pete Sinfield, Mel Collins, Bernardo Lanzetti, Franz Di Cioccio, Lucio Fabbri, Marco Sfogli, Roberto Gualdi, Patrick Djivas, Alessandro Scaglione, Alberto Bravin, Franco Mussida, Gianluca Tagliavini, Giorgio Piazza, Flavio Premoli, Bernardo Lanzetti, Alberto Fortis
br. Cosa accade se quattro ragazzi italiani, quattro giovani musicisti affamati di Rock vengono spediti in tour nell'America degli anni '80? Il diario di quell'incredibile avventura esce dal cassetto dell'autore, e diventa un racconto che ci porta in un mondo lontano, analogico, ma pieno di quella grande forza vitale che ha animato la musica in quel mitico decennio. Esibizioni di fronte a grandi platee, così come in piccoli locali, viaggi randagi, incontri straordinari con grandi interpreti di quell'epoca, così come con giovani talenti che da lì a poco sarebbero esplosi. Il tutto al ritmo frenetico della vita che pulsa nelle vene dei ROCKERS. Il libro contiene una ricca e intrigante documentazione di quel viaggio, che di fatto ha proiettato Fausto Donato verso la scelta di fare della musica il proprio mestiere, seppure non da protagonista diretto. Il racconto del viaggio si alterna dei flash forward che aiutano a inquadrarlo storicamente, insieme a contributi di alcuni dei personaggi che hanno popolato quell'indimenticabile esperienza. Prefazione di Caparezza.
br. La notte del 10 gennaio 2016 la stella del rock registrata all'anagrafe come David Jones e nota al mondo come David Bowie ha concluso la sua orbita terrena e la sua luce ha repentinamente smesso di brillare, con uno di quei coup de théâtre di cui è sempre stato maestro indiscusso. Nulla era trapelato della sua battaglia - ormai evidentemente perduta - con il cancro, che lo aveva assalito nell'estate del 2014. "Blackstar", suo 28° album di studio uscito due giorni prima della scomparsa, ha immediatamente assunto una luce diversa, si è rivelato per quello che in definitiva è: un testamento, l'ultimo atto di un uomo (prima ancora che un artista) che sta lottando disperatamente con la malattia ma sa di aver già perso la battaglia. Bowie è stato - è, e resterà - uno dei grandi padri di quella che taluni chiamano musica rock, e altri preferiscono definire più ecumenicamente pop. In cinquant'anni di carriera ha attraversato (quasi) tutti i generi e alcuni ha contribuito a crearli. Musica potente, contrassegnata da testi talora misteriosi e di ardua decifrabilità. Del resto, lui è sempre stato un maestro nel mandarti fuori strada, disseminando nei suoi testi molteplici riferimenti e facendo ampio uso della tecnica del «cut-up» di ispirazione burroughsiana. Esiste però una continuità di fondo nell'opera di Bowie e, come egli stesso ha ammesso, «in fondo alla fine ricorrono sempre gli stessi temi, che poi sono i miei interessi». Non può che essere questo, pertanto, il punto di partenza per «decodificare» le liriche di un artista che ha saputo dare una brillante forma artistica ed estetica alle proprie ansie e ai propri travagli esistenziali. Questi, a sua volta, erano i medesimi conflitti vissuti dai suoi fan; e Bowie, in tutti questi anni, non ha mai smesso - e non smetterà mai, nemmeno dopo la morte - di offrir loro quel conforto riassumibile nel metaforico abbraccio con cui concludeva i concerti degli anni Settanta: «You're not alone!».
Un volume di 175 pagine, brossura editoriale illustrata. Dimensioni: 13,5x20,5 cm. inime tracce d'uso alla brossura, per il resto ottime condizioni. La storia del rock and roll italiano dal 1955 al 1962 raccontata da uno dei suoi protagonisti.
4to, 112 pages, illustrated. eng
4to, 112 pages, illustrated, light creasing to covers. eng
Pages 317-448. Features: Water-Powered Mills of Flat Rock River - article with black and white photos; New Indiana Archival Documents; Jennings County in the Frontier Period; The Century-old Wright Home; Legend of Cedar Isle; Journal of John T. Williams, 1850; Indiana Genealogy; and more. Clean and unmarked with moderate wear. Binding intact. A quality vintage copy. Book
New English Paperback. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In English and Turkish. 277 p., color ills. Rock climbing guide for Turkey.= Türkiye kaya tirmanisi rotalari rehberi. Enlarged routes of climbing in Turkey with their UIAA, names, bolt numbers, meter, equippers, first accents and years and notes.
Un album de photographies de presse consacré aux chefs de file du Rock and Roll dans les années 1970-1980. Couverture à rabats. Couverture légèrement insolée. Sinon bon état. Voir les photos.
Features include: Development of Phalaenopsis in Hawaii; The Orchidist in Southern Mexico (Pt I): The Nizanda "Rock Gardens" of Oaxaca; Vandas in Central Florida; How Does Your Greenhouse Grow?; Collectors' Item: Rodriguezia rigida; Growing Orchids in the Home (Pt VI): Orchids on a Windowsill in Wales; Oncidium Cavenlur; Evolutionary Trends in the Sarcanthine Orchids; Pleiones, Orchids for Everyone; Cryptocentrum jamesonii, a Rare Ecuadorian Orchid; How Do Your Orchids Grow?; and Orchid Classics (Pt V): On the Identity of Three Supposed Genera of Orchideous Epiphytes. Light wear. Unmarked. A clean copy. Book
399 pages. Printed on glossy stock. Black and white photos. "...Designed primarily for the use of rock drill sales engineers - but its scope is so broad and it contains such a wealth of rock drilling information never before available in such a concise, easy-to-get fashion that we are sure almost everyone who has anything to do with rock drilling will find it invaluable as a reference book." - from Introduction. Prior owner's name on first page, otherwise clean and unmarked with moderate wear. A quality copy of this excellent reference. Book
br. Trent'anni fa, da Seattle arrivava a tutto il mondo un altro suono che parlava in un'altra maniera, ad altra gente: era il 24 settembre del 1991, "the year punk broke". E il mondo della musica non ha mai superato questo trauma. Ancora oggi si parla e si scrive di Nevermind, il disco che tutti hanno amato e tutti hanno capito, stregati dal biondo eterno adolescente Kurt Cobain. Anche dopo così tanto tempo, allontanarsi e guardare senza occhi lucidi quello che rimane di nevermind è un'impresa quasi impossibile. Però vale la pena tentare, togliere la patina luccicante che ricopre uno dei dischi più importanti della storia, per riportarlo alla sua forma originaria. Ritornare al nastro del master e ascoltarlo prima che possano farlo i Nirvana stessi; prima che possa farlo Kurt. I soldi, la fama, le copertine delle riviste notoriamente danno alla testa: ai Nirvana non è mancato nulla di tutto questo. Per ascoltare Nevermind come non siamo mai riusciti ad ascoltarlo, quindi, è necessario ripercorrere il susseguirsi di idee che hanno animato la band più esplosiva della scena di Seattle, tra quello che hanno detto prima di essere sommersi dai fan e quello che hanno lasciato intendere. Senza appiattirsi sulla biografia e senza lanciarsi in interpretazioni testuali non richieste, riordinare i fili che legano Kurt Cobain, la sua città natale, i deodoranti per ascelle, l'Inghilterra, Krist Novoselic, i Melvins, il litio, Dave Grohl... Per poi mettersi le cuffie e scombinarli ancora una volta.
br. "Queen in Rocks" ripercorre le 190 canzoni che hanno scritto insieme Freddie Mercury, Roger Taylor, Brian May e John Deacon. Con singole schede disposte in ordine alfabetico, è sì uno studio sistematico, ma racconta aneddoti e curiosità, e getta luce sul significato che si cela dietro grandi opere, piccole canzoni pop e album compositi. Di ogni brano si profila una spiegazione, parlando di musica e testo e della compenetrazione tra questi, senza tralasciare il valore dei videoclip e dei concerti. Inoltre ogni canzone è presentata con una scheda che indica valore artistico, fama raggiunta, album di riferimento, autore, genere, l'eventuale presenza di un videoclip e persino di un pezzo gemello: quasi ogni brano è infatti associato a un altro di cui sembra essere o lo specchio compositivo o il rifacimento. "Queen in Rocks" è un libro che può affascinare il lettore comune, rivelando mondi improvvisi su canzoni che si canticchiano inconsapevolmente, ma anche soddisfare i fan più esigenti con intuizioni musicali e rivelazioni filosofiche. Il volume è infine uno strumento di consultazione e unta guida critica per il rock, per mostrare ancora una volta la profondità di un'opera spesso sottovalutata.
br. "Rock Hits" si propone di raccontare i momenti più importanti della storia del rock, tramite focus narrativi o analitici che illustrino per quali motivi un dato momento sia più importante di altri, svelando retroscena, curiosità ma soprattutto i significati sociali e filosofici. Album e canzoni, ma anche concerti e festival, nonché scioglimenti e reunion, perdite incolmabili e nascite artistiche, fino a videoclip e pellicole emozionanti, gesti eclatanti e momenti imbarazzanti: insomma, tutto ciò che è entrato nell'immaginario collettivo oppure che ha un valore artistico sublime. Una storia raccontata per tappe fondamentali, contornate da item in successione cronologica che contestualizzano e descrivono quello che accade attorno ai momenti che hanno fatto la storia del genere. Ciò che di completamente innovativo possiede l'opera è lo sguardo rivolto anche alle realtà non anglofone, al rock prodotto quindi non solo dai protagonisti noti, ma anche da artisti che riescono a raggiungere momenti di gloria o di alta composizione fuori dai canali del mainstream. Dalla svolta elettrica di Bob Dylan a ok computer dei Radiohead, dal primo concerto dei Led Zeppelin a Starlight dei Muse, dai Beatles all'Ed Sullivan Show al film Bohemian Rhapsody sulla storia dei Queen: i focus scelti cercano di mantenere un equilibrio tra professionalità storica e appetibilità di lettura. Così gli item servono a colmare i nessi logici tra i vari momenti che hanno fatto la storia del rock, i vari Rock Hits.
ill., br. Pochi artisti hanno intrecciato vita e arte quanto Dalida. Nella sua musica sono confluiti i tormenti, le inquietudini, le più dolorose esperienze private. Un personaggio capace di eccezionali contrasti, che l'hanno fatta diventare un'icona trasversale: icona gay e icona dolente, icona intellettuale e icona pop. L'aspetto più interessante legato alla sua produzione è quello suggerito dalle parole delle sue canzoni di maggiore successo: una continua condivisione del male di vivere che ha venato tutta la sua esistenza, e un annuncio costante di quel gesto fatale che le ha messo fine nel 1987. La sua musica, sotto questa ottica, si conferma la sua più fedele autobiografia.
brossura Il rock è stato la colonna sonora di intere generazioni di giovani, e ancora oggi continua a rappresentare i loro sogni e le loro speranze. Intorno alla metà degli anni Settanta, nel mondo il nome Premiata Forneria Marconi (per molti semplicemente PFM) era sinonimo di rock italiano. PFM, infatti, è stato l'unico gruppo che ha avuto successo all'estero. Forse per che, contrariamente a molte band di allora e di oggi, PFM non cantava canzoni: suonava musica, e lo faceva davvero bene. E questa è da sempre una sua caratteristica: l'entusiasmo nel cercare nuove possibilità sonore, nuove soluzioni compositive, ogni volta interpretate in maniera diversa. Il batterista e frontman del gruppo, Franz Di Cioccio, ci narra in questo libro la storia della mitica band: tra aneddoti e indiscrezioni, scherzi e incidenti sul palco, dubbi, litigi e occasioni colte e sfumate, si snoda un racconto che corre su un binario parallelo ai mutamenti della società, del mercato musicale, dei costumi giovanili. Non si tratta, però, di un "album di famiglia" nostalgico, perché la storia di PFM non si è fermata agli inizi degli anni Ottanta ma è proseguita fino ai giorni nostri con rinnovato successo di critica e di pubblico. Anche per PFM - come per tutti - c'è stata una nuova occasione dopo dieci anni di silenzio. Una "seconda volta nella vita", raccontata dall'interno della band italiana più famosa al mondo, per dimostrare che il rock non muore mai.
191 pages. Bibliography. Index. Printed upon glossy stock. Profusely illustrated, primarily in black and white. "Describes in word and illustration the results of an exciting quest on the part of its authors to discover and record Indian rock paintings of Northern Ontario and Minnesota. Numerous drawings were made from these pictographs at a hundred different sites; the originals ranging in age from four to five hundred years to a thousand, and were done with the simplest materials." - dust jacket. Clean and unmarked with negligible wear. Dust jacket now preserved in glossy new archival-grade Brodart. An excellent copy. Bibliographic reference: About Indians 708 Book
Foreword by Elviera Velghe - Published on the occasion of the exibition in FoMu from June until October 2013 - FoMu: FotoMuseum Provincie Antwerpen, Belgi? 1 28x24 cm., in brossura, risvolti, pp. 216, numerose illustrazioni a colori e in nero, prima edizione, bilingue, inglese e belga(?), piccola lacerazione in angolo dorso, ma bell'esemplare.
br. Un racconto dettagliato della storia artistica di un grande cantautore. Quasi 1500 documenti consultati e citati, comprese centinaia di interviste, con numerose testimonianze inedite, da Antonello Venditti a Fiorella Mannoia. Un ritratto per tanti versi inatteso di uno dei maggiori artisti italiani, che sfata molti luoghi comuni. Dai concerti nei localini romani ad "Alice", dallo storico exploit di "Rimmel" alle contestazioni a metà degli anni '70 (per la prima volta raccontate in modo esaustivo); dalla storica tournée con Lucio Dalla all'enorme successo de "La donna cannone" - e via così fino agli ultimi dieci anni, fitti di avvenimenti, dischi mai banali, collaborazioni anche sorprendenti, con gli spettacoli dal vivo sempre più al centro del progetto.
br. Essendo riconosciuto tra i più grandi songwriter di sempre a livello planetario, il libro ripercorre e approfondisce attraverso la puntuale analisi dei suoi brani i temi ricorrenti nell'infinita discografia di Neil Young. Dall'introspezione degli esordi ai tormenti d'amore e di dolore di harvest, dalla sensibilità ecologica e ambientale alle ballate pacifiste, dal ricordo di Kurt Cobain alle impressioni dell'11 settembre, dagli appassionati ritratti delle strade e dei paesaggi americani fino all'inno mondiale di "Rockin' in the Free World", le sue canzoni costituiscono la vivida testimonianza di un artista unico: inafferrabile, indomito, eccentrico e coraggioso. Più di cinquanta album, dall'esordio del 1968 a colorado del 2019 (e ancora oltre) sono scandagliati scrupolosamente, ma con uno stile lineare e accessibile a tutti, alla ricerca delle sfumature poetiche, delle connessioni letterarie, degli appunti di viaggio e delle visioni psichedeliche, nonché delle divagazioni sonore (dal country & western al rock'n'roll, dal blues ad altri mille esperimenti musicali) con cui Neil Young ha intrecciato quelle canzoni che lo hanno reso protagonista indiscutibile nel tempo a cavallo di due secoli. Una vita percorsa a passi di gigante, seguendo soltanto l'istinto e l'ossessione verso una prospettiva artistica che, in fondo, nella sua meta finale, ha sempre avuto la speranza e il sogno di un mondo migliore.