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25 cm, br. edit, sovracop. ill. con mancanza al dorso; pp. xxxii, 629, 5 tav. f.t, esempi musicali n.t, testo in italiano, inglese e tedesco
<p>18 cm, brossura editoriale; pp. 80, 27 illustrazioni in nero fuori testo</p>
Milano, A. Mondadori, 1951, in-8, leg. in t. tela con tassello in pelle, titolo oro al dorso, pp. 919, (1). Con 16 ill. in b.n. f.t.
Milano, Rusconi, febbraio 1982. (mm. 220 x 138). Tela editoriale con sovraccoperta illustrata. pp. 465, (4). Con due tavole f.t. SI unisce: Don Carlo. Parole di J. Mery e Camille de Locle. Musica di G. Verdi. Milano, Ricordi, 1988. (mm. 150 x 105). pp. 70. Un ballo in maschera. Melodramma in tre atti. Musica di G. Verdi. Milano, Ricordi, s.d. (primi '900). pp. 32.
br. Relazioni di: Claudio Stucchi: Docente, Maestro di cappella della Chiesa di S. Pietro di Cassano d'Adda, Vice Presidente dell'Associazione Italiana Santa Cecilia. Valentino Donella: Compositore, Maestro di cappella della Basilica di S. Maria Maggiore di Bergamo, Saggista, Direttore del Bollettino Ceciliano di Roma. Marco Capra: Docente dell'Università degli studi di Parma per gli insegnamenti di Storia della musica moderna e contemporanea, Storia del teatro musicale, Storia e sistemi della comunicazione musicale. Direttore del Centro Internazionale di Ricerca sui Periodici Musicali. Responsabile scientifico dell'Istituzione Casa della Musica del Comune di Parma.
br. Il maestro Riccardo Muti dedica a Verdi questo libro che è insieme un omaggio appassionato al compositore e un viaggio nelle sue opere. Ed è anche un tentativo - da parte del suo massimo interprete assieme a Toscanini - di fargli riconoscere nella storia della musica l'importanza che merita. Se infatti Mozart o Wagner sono indiscutibilmente considerati giganti nei loro Paesi d'origine e nel mondo intero, da noi Verdi è spesso stato presentato come il compositore dei motivetti facili e orecchiabili ed è stato in molti casi eseguito senza rispetto filologico, come se le sue partiture potessero essere modificate e adattate a piacimento. Ma Verdi - argomenta Muti - è un genio assoluto, è il patriarca della musica italiana e, se pure mette in scena le grandi passioni umane, lo fa sempre nella cornice di una straordinaria raffinatezza e nobiltà delle espressioni. Nelle pagine di "Verdi, l'italiano", i lettori vengono quindi accompagnati a scoprire il vero fascino di questo musicista, scandagliando il perfetto accordo tra parole e note che fa di ogni sua opera un capolavoro di teatro. Ma la grandezza di Verdi sta anche nella tragedia dell'uomo moderno davanti a Dio come resa nel Requiem, nell'interpretazione dello spirito italiano che lo fece addirittura assurgere a bandiera del Risorgimento e in opere assolute quali Otello e Falstaff, frutti di una finissima consapevolezza dell'incedere verso il tramonto della vita.
New York, Dover, 1983,8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp.77.
br. "Rigoletto", "Il trovatore" e" La traviata" sono le opere di Verdi più eseguite e amate dal pubblico: la loro modernità appare intramontabile. Ma sono anche state le più soggette ai rovesci della fortuna critica. Negli ultimi quarant'anni la ricezione del teatro verdiano si è trasformata: sono cambiate le modalità esecutive, il gusto della recitazione e degli allestimenti scenici, i criteri editoriali, le preferenze del pubblico. Molti studi hanno gettato nuova luce sulle caratteristiche formali del melodramma di Verdi, sui suoi rapporti con la musica, il teatro, la letteratura, l'arte, la società e la cultura romantica. Sin dall'inizio, una cattiva tradizione esecutiva aveva deformato le sue partiture, con dichiarato disappunto del musicista. Ma lo scrupolo filologico di Toscanini e dei direttori di formazione sinfonica cresciuti nel secondo Novecento - preoccupati sempre più di eseguire, come voleva Verdi, "semplicemente ed esattamente quello che è scritto" - ha contribuito alla riscoperta della sua arte. "Verdi ritrovato" nasce allora dall'esigenza di una verifica. Paolo Gallarati traccia un profilo storico dell'interpretazione verdiana e descrive il laboratorio in cui l'artista si è procurato gli strumenti stilistici ed estetici che, grazie alla decisiva influenza del teatro di parola parigino, gli sarebbero serviti per comporre la trilogia e rinnovare il melodramma italiano nel senso della sobrietà e della naturalezza evitando enfasi ed esagerazioni.
brossura Un grande poeta e saggista contemporaneo si misura con il più noto e amato dei musicisti italiani di cui cade quest'anno il centenario della morte. Cosa hanno significato per il nostro Paese i melodrammi di Verdi? Edoardo Sanguineti chiama in causa tanto le sofisticate opinioni di poeti e letterati, quanto l'amore viscerale dell'Italia melomane contadina e operaia, per inscrivere Giuseppe Verdi nella grande tradizione del realismo occidentale.
br. Parinetto seppe avvicinare Verdi con intelligenza e con la stessa passione che nutriva verso i temi filosofici, politici e morali che segnarono la sua ricerca. Gli scritti qui raccolti appartengono ad anni lontani, e ne serbano il sapore: non per questo sono "superati". Talune prese di posizione hanno avuto conferma; e conservano una loro originalità e freschezza. Riscatta il primo Verdi in anni in cui ci voleva coraggio a farlo, e in un ambiente culturale in cui pregiudizi, luoghi comuni e remore aprioristiche antiverdiane erano di casa, non meno di quanto lo siano tuttora. Non si trincea dietro analisi sedicenti avalutative, ma sa cogliere il valore delle opere nella loro globalità. Non vede le acquisizioni dell'ultimo Verdi come una sorta di acquiescenza a modelli che gli sono estranei, a un "vero" dramma musicale, di cui Wagner sarebbe l'alfiere. Nutrì per la Callas un'autentica passione: in anni di contrapposizioni melodrammatiche tra "dive" seppe coglierne la statura interpretativa, la capacità di far scoprire mondi sottovalutati, quando non compromessi da interpretazioni fuorvianti, se non scadenti o volgari, comunque incapaci di cogliere la verità del teatro verdiano.
Fine, unread copy. 8vo, Pages: 321. Illustrations: 18 b/w + frontis. Explores how opera flourished in San Francisco during one of the city's most violent periods - the early years of the California Gold Rush. The author describes how Verdi emerged as the city's favourite composer, at a time when daily life was filled with gambling, duels, murder and suicide. il successo delle opere di giuseppe verdi a san francisco negli anni della corsa all'oro.
341p. Hardcover Very good condition good Singnd by the author for friends
22 cm, rilegatura editoriale, titolo in oro al dorso, sovracoperta illustrata, p. 465, alcune tavole fuori testo
Rilegatura Rigoldi in pelle e carta marmorizzata con custodia. Taglio superiore con 19 passaggi d'oro. Nuova edizione riveduta con diciassette illustrazioni fuori testo.
Mm 100x160 Collana "Bell's Miniature series of Musicians". Volume cartonato, legatura editoriale in tela verde, VIII-84-16 pagine, alcune illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Scritta alla carta di guardia, peraltro buona copia. Testo in inglese - english text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
grand in-8°, 479 pages, ill. in-t. n., notes, bibliogr., index, rel. cartonnage ed. Tres bel exemplaire. [CA26/3] Un grand livre sur l’avènement de l’opéra public au XVIIe siècle, avec la passage du Mécénat de cour au théâtre payant ouvert à tous, à l’époque de Claudio Monteverdi et Francesco Cavalli...
cm. 17 x 23,5, viii-368 pp. con es. mus. n.t. e 8 tavv. f.t. Fondazione Giorgio Cini - Studi di musica veneta 662 gr. viii-368 p.
cm. 17 x 23,5, 464 pp. con 33 tavv. f.t. Fondazione Giorgio Cini - Studi di musica veneta 845 gr. 464 p.
cm. 17 x 24, 400 pp. con 27 ill. f.t. Fondazione Giorgio Cini - Studi di musica veneta 749 gr. 400 p.
In 4 (33x24) Legatura in tela, in pelle con fregi in oro al dorso e al piatto. pp.217, Stampe e illustrazioni in B/N.Ottimo
In 4 (33x24) Legatura in tela, in pelle con fregi in oro al dorso e al piatto. pp.138, Stampe e illustrazioni in B/N.Ottimo
Esposizione di Copertine illustrate nel Padiglione della Canzone in Villa Comunale<br/>Legatura rilegato con copertina rigida tutta tela azzurra<br/>Formato Ottavo<br/>Num Pagine 76<br/>Illustrazioni numerose in b/n fuori testo<br/>Prima Edizione
4 volumes in-8, demi-veau vert sapin, dos lisses ornés de triples filets dorés, titres et tomaisons dorés, tranches citron (rel. vers 1850). Recueil des principaux articles publiés dans la "Gazette Littéraire de l'Europe" ainsi que dans le "Journal des étrangers", par François Arnaud et Jean Baptiste Antoine Suard, fondateurs et rédacteurs historiques de ces périodiques, entre 1764 et 1766, augmenté de plusieurs articles qui ne figuraient pas dans l'édition originale. Ambitionnant d'élaborer un périodique culturel encyclopédique de "référence", les auteurs obtinrent le soutien actif du gouvernement et du ministère des Affaires étrangères et un large rayonnement international. Outre les articles d'Arnaud et de Suard, La "Gazette littéraire" comptait parmi ses rédacteurs Diderot, Voltaire, le baron d'Holbach, Morellet, Saint-Lambert, etc. De nombreux articles concernent la musique et l'opéra, sujet privilégié de François Arnaud, mais aussi beaux-arts, sciences de la vie, littérature et poésie, théâtre, médecine, philosophie, voyages, etc., etc. Chaque volume s'achève par une table. (Hatin, 'Bibliographie de la presse périodique française', p. 48). Quelques auréoles et quelques rousseurs. Bon exemplaire, bien relié.