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br. Marshall McLuhan non può dirsi superato se ancora oggi dobbiamo ricordare che il medium è il messaggio e se, come amava sottolineare, i media nuovi incalzano quelli precedenti portandoli ad adattarsi a diversi contesti comunicativi. Il sociologo canadese, pur non avendo vissuto Internet, aveva già intuito che sarebbe arrivato un medium che avrebbe prodotto mutamenti e assestamenti nel sistema complessivo della comunicazione. Nel volume ci si chiede proprio qua-le messaggio, o forse quali messaggi, porti con sé la rete. Messaggi di libertà, di coinvolgimento attivo, di qualità, di partecipazione? Oppure, o insieme, messaggi di riproduzione di vecchie e sempre rinnovate stratificazioni, gerarchie e rapporti di potere? Il testo ripercorre alcune tematiche chiave degli studi sulla comunicazione e sui media, che ancora oggi possono darci suggestioni sul tempo presente. Vista l'attualità dei fenomeni osservati e il loro rapido evolversi, l'intento è fornire alcune risposte pur provvisorie e ri-formulare nuovi quesiti di ricerca a partire da una survey dell'Osservatorio News-Italia sul consumo di informazione degli italiani, capaci di muoversi tra vecchi e nuovi media, con abilità e bisogni differenziati: consumatori tradizionali, onnivori, mobili, partecipativi... E questo sullo sfondo di una consapevolezza: che il rapporto tra comunicazione main-stream e non mainstream, che attraversa i media, sia tuttora una prospettiva di osservazione di grande interesse.
br. L'avvento dell'era digitale ha profondamente modificato il nostro modo di creare, affrontare e gestire le relazioni e la sessualità. Il volume tratta tutti quei temi nei quali possiamo imbatterci ogni volta che accendiamo uno smartphone: selfie, like, app per incontri, ghosting, haters, sexting, porno, social network e molto altro ancora. Nella moderna società dell'homo digitans, il "piacere digitale" non è qualcosa di scontato ma va conquistato, perché la comodità e l'utilità del mezzo tecnologico possono dare molte opportunità, ma anche generare degli squilibri nel rapporto con la realtà che ci circonda. Ricco di curiosità su app, notizie, film e serie tv sul mondo social, questo libro rappresenta una lettura interessante e stimolante, ma anche uno spazio di riflessione e aiuto per comprendere in che modo possiamo cercare di vivere al meglio il piacere in questo mondo iperconnesso. Prefazione Fabrizio Quattrini.
ril. "La libertà di manifestazione del pensiero rappresentava la "pietra angolare" della democrazia. Ma ormai non è più così: non siamo più liberi di pensare i nostri stessi pensieri. La trappola scatta il 4 dicembre 2009, quando Google avverte gli utenti che da allora in poi avrebbe personalizzato il proprio motore di ricerca. Significa che i risultati cambiano a seconda delle ricerche precedenti, del computer da cui stiamo interrogando Google, del luogo nel quale ci troviamo. Più che una riforma, una rivoluzione, che si propaga immediatamente agli altri giganti della Rete, da Apple a Microsoft, da Amazon a Facebook, a Twitter, a WhatsApp. Ciascuno di loro succhia dati mentre navighiamo online, carpisce i nostri gusti, le nostre opinioni, le nostre frequentazioni telematiche, per venderle poi agli inserzionisti, che in questo modo possono inseguirci con una pubblicità tagliata su misura. Queste tecniche di profilazione mettono in gioco la possibilità di rapportarci gli uni agli altri, d'aprirci al mondo esterno. I filtri che agiscono sul web tendono a proporci all'infinito le stesse fonti da cui già ci siamo alimentati, le stesse opinioni, le stesse informazioni. E la Rete diventa un po' come uno specchio, una superficie riflettente dove non si moltiplica l'immagine del mondo bensì quella dei singoli individui. La nuova condizione umana è così una solitudine di massa che ci lascia senza democrazia, dato che quest'ultima si nutre del confronto tra punti di vista eterogenei. Quale regime potrà sostituirla? Il regno dell'Uroboro, serpente che si morde la coda, formando un cerchio chiuso. Il regno dell'autoreferenza." (Dall'introduzione di Michele Ainis)
br. Chiunque si occupi di raccolta e analisi dei dati lo sa bene, o almeno dovrebbe: le informazioni che non conosciamo possono essere altrettanto importanti di quelle che abbiamo a disposizione. Ha senso affermare che un prodotto è efficace perché ha solo recensioni favorevoli? Ed è davvero possibile prevedere il buon esito di un trattamento medico sulla base di un campione che, per quanto ampio, non corrisponde alla totalità dei casi? Considerazioni analoghe si possono applicare alla nostra vita di tutti i giorni: perché invidiare una persona per i successi messi in mostra sui social network, quando i suoi fallimenti ci vengono opportunamente nascosti? In un'epoca dominata dai big data, conviene prestare maggiore attenzione al rovescio della medaglia, ovvero ai dati che sappiamo di non avere o - peggio ancora - che crediamo erroneamente di possedere. Simili alla materia oscura che elude le rilevazioni dei cosmologi, i dark data influenzano ogni campo di studio e di lavoro, dalla ricerca medica all'industria, dalle politiche pubbliche e sociali al settore finanziario, e sono molto più numerosi di quanto pensiamo. Sottostimarli è dunque un grave rischio, che può portare a costruire modelli fuorvianti e inesatti, con conseguenze talvolta catastrofiche. Al contrario, smascherare questi numeri «traditori» e imparare a gestire i problemi che essi provocano può portare vantaggi nella nostra sfera professionale e in quella personale. I dark data ci insegnano, infatti, a capovolgere il modo di considerare l'analisi dei dati, facendoci comprendere più a fondo l'universo dell'informazione e ad affrontare l'imprevedibile in maniera più consapevole e ponderata.
br. I profondi mutamenti determinati dallo sviluppo del web nella realtà culturale contemporanea hanno avuto molteplici e rilevanti implicazioni anche sul versante degli studi storici. Da ciò deriva una crescente esigenza di aggiornamento in merito all'informazione disponibile e alle possibilità offerte dalla rete, ma anche la necessità di una selezione e di un adeguato controllo, funzionali agli obiettivi della ricerca e della didattica storica. I contributi del volume - opera di autori che si sono distinti per la particolare attenzione dedicata al rapporto tra internet e ricerca storica sin dai primi tempi di affermazione del web sullo scenario culturale nazionale e internazionale - presentano un quadro ampio e approfondito di questa problematica, dalle biblioteche e gli archivi alle riviste elettroniche, ai vari ambiti cronologici che caratterizzano l'attuale partizione disciplinare degli studi storici, con l'intento di offrire una guida utile a un uso consapevole e accorto degli strumenti attualmente disponibili sul web.
ill., br. Bello il web! Ma... Luca, Lara e Matteo, grandi "smanettoni" ed espertissimi navigatori, inciampano purtroppo in qualche guaio. Ne usciranno più attenti e, di sicuro, veramente più esperti. Una divertente storia con dentro un piccolo manuale o, se volete, un piccolo manuale raccontato come una storia, con l'aiuto di fumetti, quiz e laboratori. Un libro utile per imparare a difendersi da chi in rete vuole darci fastidio, o da chi vuol farci del male, ma anche per capire quando siamo noi a sbagliare. Senza paura, ma sempre con gli occhi bene aperti!
ill., br. È possibile individuare ancora oggi delle vere e proprie specificità mediali? Soffermare l'attenzione sui singoli dispositivi di produzione e veicolazione di immagini può essere ritenuto ancora un approccio valido per la comprensione del panorama visivo entro cui siamo immersi? E se davvero è possibile parlare di postmedialità, questa sta a indicare la necessità di superare la nozione di medium, o si configura piuttosto come un invito a un suo radicale ripensamento? E, infine, cosa ne è delle singole immagini - e delle loro reciproche differenze - una volta che queste entrano nel circuito della Rete e vengono ripetutamente condivise sulle piattaforme social? Queste sono, in estrema sintesi, le principali domande alla base del presente volume. Domande dalle quali si avvia una riflessione che coinvolge da una parte l'oggetto di studio e dall'altra le metodologie di ricerca, facendo principalmente leva sui visual studies e sui media studies, ma anche sull'antropologia 'immagine, sulla sociologia e sull'estetica, ponendo come oggetto ultimo di riflessione l'operatività del soggetto contemporaneo e la sua attitudine a intervenire con le immagini in numerosi contesti discorsivi che prendono forma in Rete. L'approdo a un approccio di tipo ecologico è la naturale conseguenza della riflessione metodologica che si sviluppa nella prima parte del volume. Un tentativo di applicare un metodo di ricerca interdisciplinare, dinamico e relazionale per analizzare l'agire del soggetto all'interno del complesso ecosistema mediale contemporaneo.
br. L'autore si sofferma sulla retorica che circonda il Web, la cosiddetta "Rete". Dalle Internet Companies di fine anni '90, popolate da ragazzetti che dormivano nel sacco a pelo per non lasciare nemmeno un minuto gli open space dove si progettava il futuro, alla tendenza alla bolla, quel correre a comprare qualcosa perché oggi vale più di ieri e si pensa che domani varrà più di oggi. A detta di Landi, fior di giornalisti e di economisti, non più adolescenti, cavalcano Internet come ultima scommessa per sentirsi e sembrare giovani, sovrastimano il valore di aziende improvvisate, fino a che la bolla non scoppia coprendo tutti di ridicolo. L'autore afferma che non c'è dittatura più proterva del Web, che vede come un grandioso palinsesto di truffe commerciali, violenze, manie, pornografia, trabocchetti pubblicitari. Così, per sapere cosa succede fuori, bisogna chiudersi dentro casa e accendere il computer: non più viaggiatori che esplorano il mondo, ma ospiti sedentari di un mondo che si offre in tutta la sua falsa completezza.
Brossura con bandelle, vol. 63 della collana, copertina segnata da imperfezioni nel patinato e altre modeste velature e tracce da conservazione, fogli e tagli tono seppia puliti e in ottime condizioni. N. pag. 302. USATO
br. Un libro che aiuta a comprendere la rivoluzione digitale, le sue conseguenze sulla vita di ogni giorno e sulle nuove generazioni, sino al modo che abbiamo di leggere noi stessi e il nostro rapporto con Dio. La riflessione parte dal suggestivo concetto di "infosfera" - la globalità dello spazio delle informazioni - e acquista pagina dopo pagina maggiore profondità, indagando l'uomo nel tempo in cui si trova a vivere. Di fronte alle sfide di una contemporaneità impastata di tecnologia, questo saggio interviene nel dibattito sulla rivoluzione digitale, portando al centro dell'analisi i temi della fede, della speranza e della generosità, suggerendo spunti di riflessione pastorali ed educativi. Con la prefazione di mons. Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l'Educazione cattolica, e la postfazione di Luciano Floridi, ordinario di Filosofia ed etica dell'informazione all'Università di Oxford, dove dirige il Digital Ethics Lab.
VLE-673P., Gainche, 1903, in-12, 398pp. illustrées d'une carte dépliante en couleurs relié plein cartonnage éditeur, légèrement piquée
VLE-130P., Crépin-Leblond, 1978, in-12, 179 pages illustrées de nombreux dessins, in et hors-texte broché, couverture illustrée
Autori: Giuseppe Carucci.
In 16°, br. edit., pp. 238,(2); coll. "Temi. 116"; timbretto "saggio-omaggio" sull'ultima pag., per il resto ottimo es.. (a011) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
ill., ril. "If you can't explain it simply, you don't understand it well enough." -Albert Einstein Our everyday lives are filled with a massive flow of information that we must interpret in order to understand the world we live in. Considering the complex variety of data floating around us, sometimes the best-or even only-way to communicate is visually. This unique book presents a fascinating perspective on the subject, highlighting the work of the masters of the profession, creators of breakthroughs that have changed the way we communicate. Information Graphics has been conceived and designed not just for graphics professionals, but for anyone interested in the history and practice of communicating visually. The in-depth introductory section, illustrated with over 60 images (each accompanied by an explanatory caption), features essays by Sandra Rendgen, Paolo Ciuccarelli, Richard Saul Wurman, and Simon Rogers. Looking back all the way to primitive cave paintings as a means of communication, this section gives readers an excellent overview of the subject. The second part of the book is entirely dedicated to contemporary works by today's most renowned professionals, presenting 200 graphics projects, with over 400 examples-each with a fact sheet and an explanation of methods and objectives-divided into chapters by the topics Location, Time, Category, and Hierarchy. Includes: 200 projects and over 400 examples of contemporary information graphics from all over the world-ranging from journalism to art, government, education, business and much more Four essays about the development of information graphics since its beginnings
199619112München : tewi-Verl., 1996. 170 S. : graph. Darst. 8°. OPb.
2001952498Hamburg: Kovac. 2001. 237 S. 21 cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut (Innen); Archivex. Besitzerstempel (Innen); Einband Außen hat min. Gebrauchsspuren (Außen); Besitzerstempel auf unteren Schnitt; Broschiert
19849078Wiesbaden : Hessendienst d. Staatskanzlei, 1984. 2 Bde: [1]: [Gutachten]. [2]: [Protokoll]. 514, 372 S. : graph. Darst. 8°. OPb.
19796326Berlin : Verl. Technik, 1979. 464 S. Gr. 8°. 1. Aufl. OKLdr. (Technik-Wörterbuch)
200938828Frankfurt, M. : Suhrkamp 2009. 285 S. : 21 cm, mit Schutzumschlag Pp., gebundene Ausgabe, Hardcover/Pappeinband, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
1993241296Radio 1993 156 pages in4. 1993. Broché. 156 pages.
1986265515Cedic 1986 187 pages in8. 1986. Relié. 187 pages.
1984248166Eyrolles 1984 175 pages in8. 1984. Broché. 175 pages.
199510263Bucuresti (Bukarest) : Ed. Teora, 1995. 91 S. 8°. OPb.
VLE-25P., Magimel, 1793, in-12, 141 pages illustrées de 2 tableaux et de 8 planches, tous dépliants broché époque sous couverture muette d'attente, petits manques au dos, exemplaire non rogné