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brossura È il 30 gennaio quando una coppia di turisti viene ricoverata all'istituto Spallanzani di Roma e il governo blocca i voli provenienti dalla Cina. La settimana successiva, per la nave Diamond Princess scatta la quarantena al largo della costa giapponese. Il 20 febbraio, all'ospedale di Codogno, viene identificato il «paziente uno». Solo ventiquattro ore dopo giunge la tragica notizia del primo decesso nel nostro Paese. Il Covid-19 è arrivato in Italia e negli ospedali è appena cominciata una lunga corsa contro il tempo. Con una cronaca dal ritmo serrato e avvincente, il dottor Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, apre le porte del suo reparto e racconta la vita di medici, infermieri e personale sanitario, chiamati a combattere un nemico invisibile. Tra speranze e disillusioni, turni di lavoro massacranti e sperimentazioni coraggiose, ripercorriamo con loro i sei mesi che hanno cambiato le nostre vite: i primi casi, il timore di non farcela e il picco dei ricoveri, ma anche le guarigioni, i farmaci e il possibile vaccino. Senza farsi prendere dal panico e senza cedere all'irrazionalità, perché - come ci racconta il dottor Bassetti - nessun nemico è invincibile quando lo si affronta a viso aperto e con la forza data dall'esperienza scientifica. E solo conoscendo quello che davvero è successo possiamo costruire una nuova normalità.
In 8, cm 13 x 20, pp. 16 (da p. 227 a p. 242) + pp. 6 (da p. 62 a p. p67) + 15 (da p. 54 a p. 70). Brossura rifatta. Stralci dal Nuovo giornale de' letterati. Pisa. Brossura rifatta. Giacomo Barzellotti si occupo' a partire dalla dominazione napoleonica e in seguito per lungo tempo del problema delle vaccinazioni in Toscana. Il quarto stralcio tratta anche delle 'varicelle'
br. Un libro concreto, diretto, a tratti ironico e persino umoristico, scientificamente solido e simpaticamente autobiografico. Al centro di tutto, due protagonisti: un medico "pentito" diventato uno dei pionieri della Telemedicina italiana e un virus che ha messo in ginocchio tutto il mondo. Un virus che il medico "pentito" è stato chiamato a sconfiggere e che nel breve volgere di una settimana ha invece sparigliato tutte le carte in tavola, portando il dottore spedito in "prima linea" sul confine di una gran brutta avventura sanitaria. Come un pesce rosso attraverso una narrazione brillante e incalzante fa luce sulle tante contraddizioni di questi tempi di pandemia, smonta tante fake news che hanno invaso la rete e suggerisce molte indicazioni concrete: come organizzare la casa se c'è un familiare con il Covid-19, cosa è bene fare e cosa è meglio evitare, quali accortezze mantenere. Il domani che tutti aspettiamo, il post-Covid, non dev'essere semplicemente il tornare come prima, ma un impegno a diventare migliori, scardinando alcuni vecchi modelli che hanno mostrato tutta loro inadeguatezza. In sanità come nella vita di tutti i giorni. Prefazione di Max Giusti.
193413299BBerlin:, Deutsche Verlagsgesellschaft., o.J. [ca. 1934]. 32 S. Original Karton mit illustriertem Deckeltitel. Leicht berieben, guter Zustand.
1837148784Berlin, Rücker & Püchler, 1837. XXXIV, 558 S. Hldr. d. Zt. m. Rverg. u. Rsch. Einbd. beschabt, angeschmutzt bzw. fleckig. St. a. Tit. Teils etwas wasserrandig- bzw. wellig.
18321304695Berlin u.a. E. S. Mittler, 1832. 24, 259 S. Neuer Ppbd mit eingebundenem vord. OUmschlag (braunfleckig, anfangs mit Nässerand im Außenrand, Stempel auf Umschl. u. Titel).
sticker on the front cover, withdrawn written on the FEP, stamps on the inside of the covers and a sticker. Ex - Library
5.-7. vermehrte und verbesserte Auflage. In 2 Bänden. 25 x 18,5 cm. X(2)855; VII,778 S. Original Leinwand mit Rücken- und Deckeltitel. Einband berieben, Band 1 mit Wasserrand am unteren Schnitt und dort auch leichte Verfärbungen und etwas wellig, papierbedingt leicht gegilbt, sonst innen gut erhalten. Band I: Mit einem Verfasser- Vorwort, 86 Abbildungen im Text und 165 Abbildungen auf 29 Tafeln, einige davon farbig, Literaturverzeichnis und Sachregister. - Band II:Mit 126 Abbildungen im Text und 103 Abbildungen auf 40 Tafeln, einige davon farbig, Literaturverzeichnis und Sachregister.
Yverdon, [s.n.], 1779, in-12, legatura di poco successiva in mezza pelle con punte, titolo e fregi in oro, tagli spruzzati, pp. XX, [4], 96. Buon esemplare.
Venetiis, apud Angelum Jeremiam, 1734, in-4, cartonatura moderna, pp. (28), 392, (2). Bel ritratto ed elegante vignetta con motivo ornamentale di sfingi, in forma di testata, entrambi incisi in rame; fregi e capilettera incisi in legno. Firma d'appartenenza manoscritta al frontespizio: Caroli Antonij Marcobruni, medici physici, 1734. (Singolo volume delle Opere, con titoli in se completi).
Milano, Vallardi, 1921, in-16, br., pp. 123, (5). Con 19 figure nel testo.
ill., br. Guardando indietro, a distanza di quasi due anni, possiamo chiederci quale spazio alla parola e al pensiero dei ragazzi è stato dato, quanto ci siamo rivolti a quella parte vitale che chiedeva di emergere e contrastare i vissuti drammatici con i quali abbiamo fatto i conti. Un saggio che raccoglie i pensieri e le emozioni maturate, e forse mai espresse, dagli adolescenti costretti alla solitudine durante la pandemia. Fra le pagine anche splendidi scatti fotografici che ben esprimono tali pensieri. L'adolescenza come seconda nascita, come luogo e tempo del cambiamento, della separazione, del conflitto, della costruzione della propria identità, dell'energia, delle relazioni; è sembrata scivolare in basso nell'agenda delle priorità che bisognava affrontare durante la pandemia. Il lavoro di questa pubblicazione non ha la pretesa di trovare risposte definitive, ma consente un formidabile spazio di espressione emotiva del proprio punto di vista, una voce diretta senza mediazione o interpretazione da parte degli adulti, un prezioso racconto dei propri vissuti e del proprio modo di affrontare le difficoltà.
World Health Organization Regional Office for Europe, Copenhagen - WHO Regional Publications, European Series, no. 37 - Introduction 1 23,5x15,5 cm., in brossura, pp. X, 496, alcune figure nel testo, grafici e tabelle, prima edizione, in lingua inglese, piccolissima mancanza al margine superiore della copertina, ma buon esemplare. Firma di appartenenza.
br. «Un viaggio doloroso ma pieno anche di speranza tra le testimonianze di un gruppo di "vedove Covid", di cui faccio parte. I ricordi strazianti di un arco temporale che va dall'inizio della malattia dei nostri uomini fino al loro ultimo respiro nella solitudine di un freddo letto di ospedale. Siamo donne diverse per età, provenienza geografica, cultura. Donne dalle diverse personalità; alcune forti, determinate, arrabbiate, altre deboli, fragili, piene di dubbi e sensi di colpa. Donne autentiche che, attraverso ricordi passati e speranze future, desiderano mantenere aperte e vive le domande più vere del nostro cuore sul senso del vivere e del morire. In quest'ottica anche la nostra sofferenza e il sacrificio estremo dei nostri compagni non sono persi, ma possono essere il principio di una vita vera. Scrive Emmanuel Mounier nelle sue Lettere sul dolore: "Nessuna luce ci può essere data senza questa notte". Un libro di auto-mutuo aiuto che svela un esperimento sociale senza precedenti, perché ciò che ci ha travolte è senza precedenti». Francesca Vocino. Prefazione Mariapia Veladiano. Postfazione Tiziana Giardoni.
br. Questo libro è la condivisione di una riflessione partecipata di alcuni degli operatori della Ripartizione Servizi alla Persona del Comune di Bari che hanno lavorato nelle funzioni di assistenza alla popolazione durante l'emergenza sanitaria da covid-19. È una riflessione collettiva circa il rapporto fra una professione di aiuto e l'approccio professionale alla dimensione del rischio/emergenza/urgenza, nella quale gli assistenti sociali sono immersi quali costruttori del welfare nazionale. Dopo mesi di attività frenetica, che hanno riempito e svuotato il lavoro delle/gli assistenti sociali e degli educatori dei Servizi del Comune di Bari, è arrivata, con consapevolezza, la necessità di fermarsi, di capire cosa fosse accaduto e quali insegnamenti se ne potessero trarre, e, soprattutto, cosa fosse accaduto al gruppo di lavoro. Attraverso incontri dell'équipe di lavoro, focus group condotti da ricercatori e supervisione si sono messi a fuoco punti di forza e criticità di questo periodo emergenziale, con l'obiettivo di darne memoria e fondamento: questo libro ne è la testimonianza. Le esperienze descritte rendono l'idea dell'enorme investimento di energie, creatività, riflessione e pensiero collettivo della professione in contesti di calamità sociali e ambientali. Il tempestivo spirito di adattamento che emerge da queste pagine rivela come l'assistente sociale sia un professionista che si adopera quotidianamente per la sicurezza delle persone, in tempi di emergenza come in periodi di ordinaria amministrazione. "La nostra è la professione dell'emergenza-urgenza, impegnata com'è, da sempre, nella difficile, faticosa e incerta arte della costruzione e della manutenzione delle reti in condizioni di vulnerabilità e precarietà" (dalla premessa di Patrizia Marzo). Il principale risultato di questa riflessione non è solo strumentale al Servizio Sociale Professionale, ma è soprattutto identitario: "da un'organizzazione è maturato un gruppo con un forte senso di sé e con una grande solidarietà interna. Un patrimonio da conservare" (dalla postfazione di Daniele Petrosino). Prefazione Patrizia Marzo.
In 8° (23×15 cm); 137, (3) pp. Brossura editoriale gialla con titolo entro cornice xilografica al piatto anteriore. Piccolissimo ed ininfluente alone al margine superiore bianco delle ultime pagine e per il resto esemplare in ottime condizioni di conservazione. Dedica autografa di Auriti al frontespizio. A pagina 91 nota manoscritta dallo stesso Auriti. Prima rara edizione in volume singolo, due soli esemplari censiti in ICCU, del noto medico napoletano Giuseppe Auriti. L’opera descrive minuziosamente la malattia, la sua cura e le complicazioni legate all’infezione partendo da un’epidemia che si sviluppò nel territorio napoletano nel 1867. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\RAV\0335582.
br. Come eravamo prima e come saremo dopo la pandemia? Questo saggio prova a dare delle risposte attraverso quattro punti di vista. Il primo si focalizza sui "virus" psicosociologici già presenti nella società. Il secondo, attraverso una serie di reportage, racconta le storie di alcune categorie di lavoratori (dai medici agli insegnanti, dalle badanti ai riders) che sono state cruciali per la tenuta della società stessa, denunciando allo stesso tempo come la criminalità organizzata stia approfittando della situazione per accrescere profitti e consenso sociale. La terza prospettiva è invece un'analisi dell'oggi, con particolare riguardo al sistema dell'informazione e al tema delle disuguaglianze sociali. L'ultima chiave di lettura è infine quella psicanalitica, che si esprime attraverso un'intervista alla dottoressa Giuliana Kantzà. Le epidemie nella storia sono state dei propulsori per cambiamenti nell'individuo e nella società. In questo caso la tendenza a evitare i rapporti personali potrebbe essere ulteriormente esacerbata, oppure i mesi di clausura ci sono serviti per ritrovare il piacere di stare insieme davvero? Completano il lavoro un fotoreportage e una collezione di immagini simboliche su quanto è avvenuto.
br. Come eravamo prima e come saremo dopo la pandemia? Questo saggio prova a dare delle risposte attraverso quattro punti di vista. Il primo si focalizza sui "virus" psicosociologici già presenti nella società. Il secondo, attraverso una serie di reportage, racconta le storie di alcune categorie di lavoratori (dai medici agli insegnanti, dalle badanti ai riders) che sono state cruciali per la tenuta della società stessa, denunciando allo stesso tempo come la criminalità organizzata stia approfittando della situazione per accrescere profitti e consenso sociale. La terza prospettiva è invece un'analisi dell'oggi, con particolare riguardo al sistema dell'informazione e al tema delle disuguaglianze sociali. L'ultima chiave di lettura è infine quella psicanalitica, che si esprime attraverso un'intervista alla dottoressa Giuliana Kantzà. Le epidemie nella storia sono state dei propulsori per cambiamenti nell'individuo e nella società. In questo caso la tendenza a evitare i rapporti personali potrebbe essere ulteriormente esacerbata, oppure i mesi di clausura ci sono serviti per ritrovare il piacere di stare insieme davvero? Completano il lavoro un fotoreportage e una collezione di immagini simboliche su quanto è avvenuto.
br. Per indagare come il mondo della scuola si sia confrontato con il lockdown e quali buone pratiche siano state messe in campo per fronteggiare l'imprevista e improvvisa emergenza, Francesco Alario e Emanuele Caroppo hanno realizzato un viaggio virtuale da Nord a Sud intervistando i dirigenti scolastici italiani e raccogliendo le testimonianze di docenti, genitori, studenti, personale amministrativo e ausiliare. Dalla voce dei protagonisti della formazione hanno ascoltato con quanta attenzione, disponibilità e professionalità sia stata inventata dalla sera alla mattina la nuova modalità della didattica a distanza, per non interrompere il percorso avviato e preservare i processi di socializzazione, integrazione, delle pari opportunità formative e del diritto allo studio. E si sono chiesti se, nonostante tutte le buone intenzioni, la nuova didattica abbia causato negli ambienti più fragili l'interruzione del percorso scolastico, se la mancanza di adeguate tecnologie abbia impedito di raggiungere tutti gli alunni, se si siano verificate forme di abbandono e dispersione scolastica. Per comprendere, infine, che attenzione c'è stata verso gli alunni con esigenze educative speciali e disturbi dell'apprendimento, e come i docenti, di sostegno e curriculari, abbiano garantito percorsi qualificati e inclusivi. Arricchito di autorevoli contributi del mondo accademico e della cultura, il testo racconta luci e ombre della DaD, rischi e prospettive di una futura organizzazione che sappia rimettere la scuola al centro di un progetto di crescita culturale e di progresso per l'Italia.
br. No, non è andato tutto bene. Il Coronavirus, che finora ha fatto più di un milione di morti nel mondo, in Italia è arrivato a fari spenti e ha fatto breccia nel nostro sistema sanitario. Vittorio Agnoletto, medico, tra i più attenti osservatori della pandemia, in questo libro indaga con rigore le cause - remote e prossime - che hanno impedito alla sanità pubblica italiana di reggere all'onda d'urto del virus: l'impreparazione degli amministratori, il progressivo abbandono dell'assistenza territoriale e la privatizzazione della sanità. "Senza respiro" analizza e mette a confronto le modalità con le quali varie regioni italiane e i Paesi europei hanno reagito alla pandemia, approfondendo il caso della Lombardia, con la cronologia degli eventi e le drammatiche testimonianze, di medici, infermieri e parenti. Ma il libro non si limita a denunciare errori, ritardi, silenzi, ambiguità: propone anche un nuovo modello di sanità, pubblica, democratica, radicata nel territorio. L'intensa prefazione di Luiz Inácio Lula da Silva - presidente del Brasile 2003-2010 - affratella in un unico grido le vittime del Coronavirus e quelle di altre odiose ingiustizie: "Vogliamo respirare!". Con la collaborazione di Cora Ranci e Alice Finardi.
br. In questa nuova edizione, che contiene un numero di testi quasi raddoppiato rispetto alla precedente, Agamben ha raccolto tutti i suoi interventi sull'emergenza politico-sanitaria che stiamo attraversando. Al di là di denunce e descrizioni puntuali, i testi propongono in varia forma una riflessione sulla Grande Trasformazione in corso nelle democrazie occidentali. In nome della biosicurezza e della salute, il modello delle democrazie borghesi coi loro diritti, i loro parlamenti e le loro costituzioni sta ovunque cedendo il posto a un nuovo dispotismo in cui i cittadini sembrano accettare limitazioni delle libertà senza precedenti. Di qui l'urgenza della domanda che dà il titolo alla raccolta: a che punto siamo? Fino a quando saremo disposti a vivere in uno stato di eccezione che viene continuamente prolungato e di cui non si riesce a intravedere la fine?
br. "Gli italiani in quarantena. Quaderni da un "carcere"" collettivo è un libro particolare, scritto in un momento unico e difficile della nostra storia. Si basa su una ricerca fatta a marzo e aprile del 2020, quando l'Italia era costretta al confinamento domestico. Ma è anche un prodotto di quell'esperienza. Raccoglie, infatti, le riflessioni di oltre centotrenta persone sulla loro inedita e straniante condizione di lockdown e, allo stesso tempo, quelle di tre sociologi che, insieme a tutti gli italiani, stavano vivendo quel momento. Sullo sfondo di questo racconto, c'è un Paese che non si è mai fermato, nemmeno nei giorni più difficili. Il libro offre una significativa incursione nelle attività quotidiane, nell'esperienza dello smart working e della vita affettiva di giovani e meno giovani, costretti in pochi istanti a ridisegnare i confini della propria esistenza. Emerge così una riflessione sociologica su quanto è successo ma, soprattutto, lo spaccato di un Paese vero, disorientato, ma anche consapevole e resiliente.
br. Le previsioni economiche per il 2020, positive alla fine del 2019, si sono rovesciate già all'inizio del nuovo anno. Gli effetti della pandemia hanno colpito l'economia globale riflettendosi negativamente sulle attività produttive, sulla domanda e l'offerta di beni, sul commercio internazionale, sulle quotazioni di borsa e sull'inflazione. Hanno anche portato a un sensibile aumento dello spread, la differenza di rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto a quelli tedeschi. "Caccia all'untore" racconta lo shock subito dai nostri sistemi economici, le politiche adottate o da adottare da un Paese come l'Italia - compresa la copertura della maggiore spesa pubblica - nonché le soluzioni possibili a livello europeo e mondiale.
brossura Cosa è avvenuto nella testa e nel cuore dei giovani adolescenti durante il lockdown imposto dalla pandemia da Covid-19? "Scatto di famiglia. Storie ed emozioni di adolescenti in quarantena" nasce da una sfida letteraria creata e promossa dal Centro Asteria di Milano che ha cercato, durante la quarantena, di farsi vicino agli studenti, dando loro voce per raccontare la condizione di 'reclusione' in famiglia. I tanti testi ricevuti rimandano un'immagine della famiglia italiana per certi aspetti inedita: con sguardo sincero e commovente i giovani hanno riscoperto, pur in una situazione drammatica, il dialogo con genitori, fratelli e nonni.