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Hardcover with unclipped dust jacket. Jacket is sunned at spine and worn at upper edge with small crease to inner front flap. Boards are excellent, contents crisp and clean. AD Used
Paperback in good condition. Covers are worn and marked, particularly the spine, edges are rubbed, and corners are dog-eared. Page block is tanned and blemished, and name penned to Copyright page. Pages and text are clear and unmarked throughout. LW Used
in 16 (19x13) Brossura; pp.398; Ottimo
numerous b/w plates and figures, table, minor wear to head of spine and corners of cover, soiling to bottom of page block, creasing to corners of cover and top corners of early pages, text clean and tight Ex-Library
La genetica sfida le nostre certezze, mette in questione l'idea stessa di essere umano, il nostro rapporto con la corporeità e con la vita. Sino a che punto siamo il nostro genoma? È possibile che domani sia l'immagine del DNA, e non più quella del nostro volto, ad identificarci? Le possibilità nuove di conoscenza offerte dai test genetici possono cambiare la nostra vita, la proiezione nel futuro, il progetto genitoriale, i rapporti lavorativi e sociali. Nuovi interrogativi si aprono per l'etica e per il diritto: la tensione tra diritto di sapere e diritto di non sapere, tra rispetto della privacy e tutela della vita, i dilemmi etici sollevati dalla diagnosi genetica prenatale. Altre questioni sono poste dal nuovo potere di intervento sulla vita: si può superare il veto posto sinora agli interventi di ingegneria genetica sulle cellule germinali, presumendo il consenso delle generazioni future? È possibile porre paletti fermi tra terapia e trasformazione? E ancora: quali sono i rischi, quali i vantaggi degli OGM? È giusto brevettare le scoperte sulla vita, in particolare sulla vita umana? Problemi complessi che gli autori del testo affrontano in modo diverso: alcuni tendendo più a preservare l'esistente, sulla scia dei principi di responsabilità e di precauzione; altri cercando regole flessibili all'avanzare della scienza; altri, infine, tentando una terza via nell'argomentazione e nel dialogo. Curatori: M. Gensabella Furnari.
br. Secondo una prospettiva al tempo stesso etico-filosofica e socio-giuridica, e senza tralasciare la spiegazione scientifica, il volume affronta le potenzialità e le criticità bioetiche che contraddistinguono l'accesso alle biotecnologie e la loro applicazione. Gli scenari della biomedicina cambiano così velocemente che le conclusioni bioetiche vanno ripensate a partire dai nuovi dilemmi morali. La questione che si pone non è più se sia moralmente accettabile interferire con i processi naturali, ma se abbiamo il diritto di impiegare le nuove tecnologie che permettono di correggere il genoma per ridisegnare le caratteristiche delle generazioni future, degli animali non umani e dell'ambiente.
ill., br. Il volume si basa su due serie di lezioni tenute al Collège de France. "Un'analisi esauriente dei dati di genetica umana raccolti negli ultimi cinquant'anni e dei nuovi dati ottenuti con tecniche messe a punto di recente ha permesso ai miei colleghi e a me di cartografare la distribuzione di centinaia di geni su scala mondiale. Da questa mappa abbiamo potuto dedurre le linee filogenetiche delle popolazioni del mondo. Il nostro albero genealogico concorda con un altro albero che comprende un numero minore di popolazioni, costruito a partire da dati genetici fondamentalmente diversi. Inoltre la nostra ricostruzione trova parallelismi sorprendenti in una recente classificazione delle lingue".(Luigi Luca Cavalli-Sforza)
br. Pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 1976, "Il gene egoista" ha modificato drasticamente il modo con cui gli scienziati - ma anche i non "addetti ai lavori" - leggono la storia dell'evoluzione. Il nocciolo centrale del saggio è oggi parte fondante dell'insegnamento della biologia in tutto il mondo, una logica derivazione del darwinismo che ha scelto di cambiare prospettiva, concentrandosi non sul singolo organismo ma osservando la natura dal punto di vista del gene. La deduzione scientifica è, per dirla con l'immaginifico linguaggio dell'autore, che noi siamo «macchine da sopravvivenza, robot semoventi programmati ciecamente per conservare quelle molecole egoiste note sotto il nome di geni». Rivolto a tre tipi di lettori - il profano, lo studente, l'esperto -, questo libro è pensato per stimolare con ironia l'intelligenza di chiunque si chieda qual è il posto dell'uomo nell'universo. Un saggio imprescindibile che riesce a semplificare e rendere accessibili complicati concetti scientifici, senza che ne vada perduta la sorprendente essenza.
ill. Forse chi ha visto "Jurassic Park" o "Il mondo perduto" ha pensato di raccogliere la sfida e provare a clonare un disosauro... Ma dove cercare l'ambra da cui estrarre la zanzara che contiene sangue di dinosauro? E come fare a estrarre il DNA dall'insetto senza contaminarlo malamente con materiale genetico dei nostri giorni? L'impresa non è così facile come poteva sembrare nel film di Spielberg. In effetti, DeSalle e Lindley invitano a imbarcarsi in un viaggio ai confini dell'ingegneria genetica. Con il pretesto di illustrare la "scienza" (e non la fantascienza) che potrebbe stare alla base di una storia affascinante come quella di "Jurassic Park" conducono attraverso i problemi più scottanti della ricerca moderna.
br. Nella modernità la teoria morale si astiene dal proporre modelli vincolanti di vita buona. Sennonché l'impossibilità di comporre la disputa sullo statuto morale e giuridico della vita umana prepersonale induce oggi Habermas a riproporre la problematica etica classica sul piano dell'universalità antropologica. Che significato vogliamo dare alla vita della nostra specie? vogliamo mantenere il valore tradizionale della responsabilità morale soggettiva? che tutela dare alla vita umana nei suoi stadi prenatali? che rispetto tributare ai suoi stadi post mortem? L'autore teme una genetica liberale che si affidi alle opzioni interessate dei genitori e ai meccanismi del mercato. Fuoriuscendo dal rapporto clinico e dialogico col paziente, ossia dai limiti strettamente terapeutici e negativi che presuppongono il consenso dell'interessato, il liberalismo genetico rischia di alterare quell'eguaglianza casuale della natalità cui tutti i cittadini devono il cominciamento di un esclusivo destino di socializzazione. Solo se manteniamo come giuridicamente indisponibile la casualità della nascita, i cittadini possono garantirsi l'eguaglianza di accesso all'ideale comunità dei soggetti morali e alla reale comunità dei cittadini politici.
br. Ereditiamo la nostra personalità o la formiamo nel corso della vita? Cosa può svelare il DNA sulla storia dell'uomo? Che cosa ha significato per il mondo intero la clonazione della pecora Dolly? Ben presto potremo progettare e commissionare i nostri figli? I concetti basilari della genetica sono esposti in modo chiaro e accattivante in questi 50 brevi saggi. Partendo dalla teoria dell'evoluzione di Darwin e concludendo con le più recenti e controverse questioni etiche e scientifiche, l'autore mostra come l'analisi del codice genetico degli esseri umani e degli animali abbia cambiato la nostra visione della vita sulla Terra. Con l'aiuto di citazioni, di divertenti aneddoti e di un utile glossario, scopriremo i segreti dei cromosomi, del DNA e del genoma umano, impareremo che la genetica può essere di aiuto nella lotta contro il cancro, l'AIDS, la malaria, i batteri antibiotico-resistenti, e ci interrogheremo insieme all'autore sui temi scottanti della bioetica e dell'ingegneria genetica, nel tentativo di intravedere che cosa il futuro potrebbe riservare al genere umano.
br. La genetica è nata e si è sviluppata su un presupposto deterministico: la stabilità del gene e la sua trasmissibilità ereditaria. Eppure tutta la biologia contemporanea ci parla della variabilità come di una condizione permanente ed essenziale dell'essere vivente che non può essere ridotta a puro rumore o fluttuazione: il caso non è un accidente che perturba il processo deterministico. Nel vivente non c'è un ordine stabilito bensì un disordine organizzato che rende possibile la vita e la sua evoluzione. Ampliando il campo di applicazione dell'ontologia darwiniana, che assume la variazione aleatoria come forza motrice del processo evolutivo, Kupiec delinea una concezione anarchica del vivente che contesta l'idea di un ordine cogente inscritto nei geni. Gli organismi non sono società centralizzate di cellule che obbediscono al genoma o all'ambiente esterno, ma comunità cellulari autogestite che vivono per sé stesse e che per mantenere le proprie funzioni vitali sono spinte a cooperare, realizzando delle vere e proprie reti di mutuo appoggio. Ed è questa la nuova via che deve intraprendere la ricerca biologica per uscire dalle secche in cui l'ha spinta la genetica.
ill., br. Che cos'è una specie? Come comprendere l'obesità o il cancro? I progressi della biologia molecolare ci hanno convinto che, al pari di un creatore onnipotente, il genoma costruisce l'organismo e ne costituisce la spiegazione ultima. Ma per vivere gli animali hanno bisogno più di nutrimento che di informazione. Allo stesso modo, le cellule non sono governate da segnali ma dalla materia. Due ricercatori di fama internazionale mostrano qui che, dalla molecola all'essere umano, passando per le cellule e i virus, la vita si basa su interazioni libere guidate dalla selezione naturale e non sulla dittatura di un dio-programma inscritto nel DNA. Noi non siamo né il centro né la finalità del nostro organismo, ma solamente una società decentrata di cellule.
br. Da sempre l'uomo cerca di liberarsi dalla natura e da sempre l'uomo vive contro di essa, con esiti incerti se non coincidenti con l'autodistruzione. La posta in gioco si è alzata e ora la volontà è tutta tesa a creare un essere frutto della ricerca unificata di genetica, robotica, informatica e nanotecnologie. Per riferirci a ciò che verrà pare più appropriato il termine "grinantropo", ossia la conservazione di qualcosa di umano - forse la sola forma - ma programmato e implementato per come si possono immaginare i più sofisticati robot. Il problema, in realtà, forse non risiede tanto nei potenziati e nella biologia genetica, quanto negli interessi economico-finanziari che ruotano attorno a questo tipo di ricerche. Qui nasce il problema, e diventa chiaro che l'approccio per capire il futuro che verrà comporta il prezzo che siamo disposti a pagare per diventare potenziati. Il "grinantropo" è, per l'uomo, una sfida tutta nuova e insidiosa. Una sfida non più, o meglio, non solo, umana: l'uomo non è più al centro degli scenari biotecnologici.
Ramakrishnan, Venki La macchina del gene : la gara per decifrare i segreti del ribosoma. Milano, Adelphi 2021 italian, 346 2021. Collana "Biblioteca Scientifica /64". Opera con copertina morbida e sovracoperta alettata. 346 p. : ill. ; 22 cm Y15
Hardcover without jacket. Item cocked. Leading corners bent; spine head and foot lightly bumped with some creasing. Page block faintly discoloured with a few small grubby marks. Pages are clean and tight; text clear throughout. TS Used
Sound publication with clean pages and clear content. Typical (but minimal) library markings Ex-Library
Hardcover in good condition. No jacket. Boards and page block are marked. Spine ends are bumped. Pages are clean and text is clear throughout. HCW Used
Sticker on spine. Library markings on inner cover. First Edition - Second Impression Ex-Library
Ex-library hardcover - 1st edition. Foreword by J.W. Heslop-Harrison. The jacket is sunned, marked and worn with a few nicks to the edges and corners; tape residue across the spine foot. Sticker on the front flap. Most of the upper part of the jacket has been reinforced with tape on the inside. Bumps, wear and one or two marks on the hardcover edges. Light marks on page block; endpapers lightly tanned. Stamps on the front pastedown, FEP and title page. All text is clear and the binding is sound. CM Used
brossura Districandosi tra passato e futuro, Matt Ridley ci conduce nei meandri dei sistemi biologici complessi, preoccupandosi fin dall'inizio di eliminare un equivoco diffuso: i geni non esistono per provocare malattie. La conoscenza del corredo che ereditiamo dai nostri antenati non è una condanna, ma sempre una possibilità. Ventidue capitoli più uno per raccontare l'autobiografia di una specie, la nostra, saltando da un cromosomo all'altro.
Hardcover in good condition. No jacket. Ex-library. Several marks and scores on boards. Spine ends and leading corners are worn. Library stamps on marked page block, FEP, title page and a few further points. Library label on FEP. Pen and pencil notes and underlining on some pages. Contents are clear. AM Used
In-8 (cm. 23.40), cartonato editoriale, pp. XXIII, (3), 382, (2). English text. In ottimo stato (nice copy). .
No dust jacket. Hardcover. Several scores on boards. Spine ends are a little worn and bumped. Leading corners are worn and rubbed with a few nicks; lower leading corners are bumped. Page block and pages are a little tanned. Contents are clear throughout. AF Used
No dust jacket. Hardcover. Good condition. Ex - academic library (Oxford University). Library label residue on spine foot. Library labels on front pastedown and FEP. Two or three marks, bumps and scores on boards. Spine ends and leading corners are bumped. Page block, front pastedown and front endpaper are grubby. One or two marks on FEP. Upper leading corners of most pages are bumped. Binding is sound, and the contents are clear. AF Ex - Library