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ill., br. Un viaggio a ritroso nel tempo ci accompagnerà alla scoperta dei quattro beni Patrimonio dell'Umanità Unesco che si trovano nel territorio della provincia di Varese. L'arco temporale considerato spazia dal cinquecentesco Sacro Monte al triassico di Monte San Giorgio, passando per il neolitico delle palafitte e la longobarda area del Seprio.
brossura Modena fu una fiorente città romana sulla quale, al decadere dell'Impero, ebbero forti influenze la Chiesa e la nobile famiglia dei Canossa. La Cattedrale, con il suo ricchissimo apparato scultoreo, è espressione esemplare del romanico padano, frutto dell'attività congiunta dell'architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo. Rappresenta un nuovo linguaggio figurativo e insieme alla torre campanaria, meglio nota come Ghirlandina, e a tutto il complesso della Piazza Grande è espressione concreta di un complesso architettonico i cui valori civici e religiosi sono riuniti in epoca medievale. Valori riconosciuti anche dal Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1997 in occasione dell'iscrizione nella World Heritage List. La pubblicazione, riccamente illustrata con splendide fotografie, accompagna il lettore nella visita del centro storico di Modena, con approfondimenti sulle manifestazioni, sull'enogastronomia e su cosa visitare nei dintorni.
ill., br. Il Parco del Cilento e Vallo di Diano custodisce testimonianze eccezionali sulla storia e la civiltà delle antiche genti mediterranee. Il paesaggio, risultato dell'interazione fra l'uomo e il suo ambiente naturale, si presenta quale straordinaria sintesi di eventi storici, economici, sociali, artistici, culturali e spirituali. Dai monti al mare, queste terre conservano significativi caratteri tradizionali riscontrabili nell'organizzazione del territorio, nella rete dei percorsi, nel sistema degli insediamenti e nella struttura delle coltivazioni. L'importante sito di Velia costituisce assieme all'area archeologica di Paestum, un esempio eminente delle architetture risalenti al periodo della prima colonizzazione greca in Italia e una splendida testimonianza dell'incontro della Magna Grecia con le culture appenniniche e mediterranee. Di epoca medievale, invece, l'imponente complesso della Certosa di Padula, uno dei monumenti più grandiosi dell'Italia meridionale. Tutte queste caratteristiche ne hanno determinato l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 1998 e si ritrovano all'interno di questa pubblicazione.
brossura Le piccole e maneggevoli piante di città della collana "Smart City" sono un condensato di informazioni utili per il turista, ideali per visitare a piedi il centro delle più belle città europee e italiane. La dimensione tascabile della carta accompagna il turista in modo pratico nei centri storici della città. Sul retro, un elenco illustrato di ciò che è "da non perdere", e altri elementi utili come carte della metropolitana, attraversamenti urbani e notizie su parcheggi e mezzi pubblici. Infine l'indice dei nomi facilita la ricerca in carta.
ill. I sacri monti dell'Italia settentrionale sono nove e sono composti da gruppi di cappelle e di altri elementi architettonici realizzati tra la fine del XV secolo e la fine del XVII secolo e dedicati a diversi aspetti della fede cristiana. Oltre al loro significato religioso sono di grande bellezza grazie alla loro integrazione nel paesaggio naturale e di grande importanza per le molte opere d'arte che conservano.
ill., br. Guida tascabile da viaggio su Verona e le principali località turistiche del bacino del Garda con informazioni pratiche, indirizzi di ogni genere, indicazioni su visite e soggiorni, segnalazioni e curiosità.
br. È possibile immaginare che qualcuno si sia introdotto ad Auschwitz volontariamente? Eppure, nel 1944, un uomo è stato capace di farlo. Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese, che durante il giorno è costretto ai lavori forzati insieme ai detenuti ebrei. Gli basta poco per capire quale sia l'orrore che attende quegli uomini, consunti e stravolti, quando la sera fanno rientro al loro campo... Quello che intuisce è atroce, ma Denis sente di voler vedere con i propri occhi: in un gesto che pare folle, decide di scambiare la sua divisa da militare con gli stracci a righe di un ebreo di nome Hans, ed entrare nell'inferno di Auschwitz. Da quel momento ha inizio la sua lotta per salvare la propria vita e quella di tanti altri prigionieri ebrei. Una storia scioccante e commovente che, a più di sessant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale, Denis Avey ha finalmente trovato la forza di raccontare. Per testimoniare, ancora una volta, l'orrore dell'Olocausto.
br. Questa è la storia scioccante di come furono creati i forni crematori e perfezionate le camere a gas che permisero l'eliminazione di milioni di persone durante l'olocausto. Alla fine dell'Ottocento, la Topf & Figli era una piccola e rispettata azienda a conduzione familiare con sede a Erfurt, in Germania, che produceva sistemi di riscaldamento e impianti per la lavorazione di birra e malto. Negli anni Trenta del secolo scorso, tuttavia, la ditta divenne leader nella produzione di forni crematori e, con l'avvento della seconda guerra mondiale, si specializzò nella produzione di forni "speciali", destinati ai campi di concentramento. Durante i terribili anni dell'Olocausto, la Topf & Figli progettò e costruì i forni crematori per i campi di Auschwitz-Birkenau, Buchenwald, Belzec, Dachau, Mauthausen e Gusen. Gli uomini che concepirono queste macchine di morte non furono ferventi nazisti mossi dall'ideologia: a guidare i proprietari e gli ingegneri della Topf & figli furono piuttosto l'ambizione personale e piccole rivalità, che li spinsero a competere per sviluppare la migliore tecnologia possibile. Il frutto del loro lavoro riuscì a superare in disumanità persino le richieste delle SS. Ed è per questa cieca dedizione al lavoro che i fratelli Topf passarono alla storia con infamia. Il loro nome è ancora impresso sulle fornaci di Auschwitz.
br. Un ormai famosissimo filmato d'epoca girato dai soldati sovietici nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, ha tramandato ai posteri l'immagine di Michael Bornstein bambino mentre, a soli quattro anni, viene portato fuori dal campo di Auschwitz tra le braccia della nonna. Il più giovane prigioniero di Auschwitz racconta la straordinaria storia dei Bornstein, ebrei originari di Zarki, in Polonia, e le incredibili traversie che permisero ad alcuni di loro di sopravvivere al campo di concentramento nazista più terribile e tristemente noto. Attraverso documenti personali e numerose interviste ai superstiti e ai parenti che hanno condiviso con i Bornstein l'orrore dell'Olocausto, Michael ha ricostruito, con l'aiuto della figlia Debbie Bornstein Holinstat, la straziante esperienza vissuta in un inferno dal quale in pochi sono potuti tornare indietro. Un libro documentato, ma soprattutto una narrazione diretta ed empatica che permette al lettore di ritrovarsi catapultato all'interno delle baracche di Auschwitz e capire come i Bornstein siano riusciti a sopravvivere e ad attraversare una delle più umilianti e terribili pagine della storia moderna.
br. Conducente di diligenze, giocatrice d'azzardo, cercatrice d'oro. Ma anche prostituta, infermiera e donna di spettacolo. Calamity Jane ha cavalcato le praterie d'America inaugurando il mito delle cow girls, delle avventuriere senza patria e famiglia. Questo libro è un diario epistolare che Calamity chiede di consegnare alla figlia, una volta che lei sarà morta. La piccola Janey, nata probabilmente da una relazione con lo sceriffo James Butler Hickok, ha quattro anni quando Calamity comincia a scriverlo. In queste pagine appassionate si sente la furia di una donna che non può fermarsi a fare la madre, ma deve correre alla conquista del suo posto nel mondo. Eppure, facendo sempre i conti col senso di colpa, Calamity vuole lasciare un'eredità. È un lascito gioioso, un inno alla libertà, alla vita, come quando si augura che la figlia, soprattutto, potrà riuscire a ridere delle foto della cavallerizza più famosa della storia d'America.
br. Questo volume raccoglie i discorsi più celebri e toccanti pronunciati da Winston Churchill, protagonista eccezionale e decisivo delle ore più buie della storia d'Europa. Con la potenza delle sue parole ha sferzato la Camera dei Comuni commentando la dichiarazione di guerra alla Germania nazista; ha rivolto un travolgente appello ai cittadini britannici subito dopo la miracolosa evacuazione di Dunkerque; ha pagato un tributo immortale alle tante giovani vite spezzate in battaglia; ha esortato a resistere e combattere, fino alla fine, in nome della libertà e contro ogni dittatura. Coinvolgenti e appassionanti, questi discorsi restano ancora oggi una fonte di ispirazione per credere sempre, quali che siano le avversità che ci troviamo ad afrontare, nella forza delle proprie idee, nel potere della tenacia e nella possibilità della vittoria.
ill., br. L'arcipelago eoliano, che racchiude sette rare perle del Tirreno (Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Salina), costituisce un esempio eccezionale di costruzione insulare dovuta all'azione vulcanica. Ciascuna di queste isole, definite una sorta di parco archeologico in perenne evoluzione, racchiude in sé, oltre agli aspetti geologici e vulcanologici anche ineguagliabili bellezze naturali, storiche e culturali. Teatro di storia millenaria e patrimonio archeologico unico al mondo, esse invitano a percorsi straordinari e stimolanti alla scoperta di antiche civiltà, cui si uniscono, in perenne simbiosi, il fascino dei loro luoghi, le bellezze paesaggistiche e naturalistiche, i colori splendidi. Le isole Eolie sono un affascinante esempio del fenomeno vulcanico ancora in corso e occupano un posto eminente nell'educazione di tutti i geologi. È un sito che continua ad accrescere la sua importanza sia nel campo degli studi vulcanologi, sia come paesaggio straordinario modellato dagli stessi fenomeni, tuttora in corso.
br. Chi era davvero Diana Spencer? La bellissima principessa amata dal popolo e odiata dalla casa reale inglese? Oppure una ragazzina viziata e instabile, affetta da disturbi alimentari e da problemi psicologici? Per rispondere a questa domanda, bisogna andare oltre la propaganda dei fan, oltre le bugie dei nemici, superare la nebbia del mito e riscoprire la donna dietro al personaggio. Interviste a conoscenti, amici e collaboratori, testimonianze e documenti rivoluzionari, una ricerca imparziale e approfondita: Diana è una biografia che si legge come un romanzo e non ha paura della verità. Una biografia unica, perché unica era Lady Diana Spencer. Mai un reale inglese aveva attratto così tanto l'attenzione dei media di tutto il mondo. Ogni cosa di lei ha fatto notizia: il fidanzamento e il matrimonio con il Principe Carlo trasmesso in eurovisione, la nascita dei due figli, il suo impegno nel sociale anche a fianco di personalità del calibro di Nelson Mandela e Madre Teresa di Calcutta, le rivelazioni sulla sua depressione, i suoi flirt, fino al terribile incidente nel sottopassaggio di Parigi, che l'ha vista morire in quel tristissimo 31 agosto del 1997. Una delle vite più incredibili della storia, finalmente raccontata senza celare a, né le luci né le ombre.
br. Il 25 marzo del 1942, circa un migliaio di donne ebree nubili lasciarono Poprad, in Slovacchia, per salire a bordo di un treno. Ignare di ciò che stava per accadere loro, piene di speranza e orgoglio patriottico, indossarono i vestiti migliori, confidando nel futuro. Erano entusiaste all'idea di aiutare il proprio Paese lavorando in fabbrica, come era stato loro annunciato. Invece vennero condotte ad Auschwitz. La storia della prima ufficiale deportazione per il temibile campo di concentramento è poco conosciuta, eppure estremamente rilevante al giorno d'oggi. Le vittime di quel 25 marzo non furono oppositori politici o ribelli partigiani. Furono donne inermi e giovanissime, inviate verso una morte certa. Il lavoro di ricerca di Heather Dune Macadam racconta questa ignobile pagina di una delle fasi più buie della storia dell'umanità attraverso interviste alle sopravvissute, testimonianze storiche e approfondimenti di chi ha studiato la vicenda.
ill., br. Ironico e divertente pamphlet per raccontare l'eruzione del Vesuvio del 1779. L'autore è l'abate Ferdinando Galiani che prende a pretesto l'avvenimento per intrecciare aneddoti filosofici e deliziosi ritratti della vita cittadina dell'epoca.
br. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, viene creato un pool investigativo per scovare e assicurare alla giustizia internazionale i gerarchi nazisti responsabili delle atrocità dell'Olocausto. Uno dei migliori investigatori del gruppo è Hanns Alexander, ebreo tedesco rifugiatosi in Gran Bretagna per sfuggire alle persecuzioni delle SS, e in seguito arruolatosi nell'esercito inglese. Il suo nemico numero uno si chiama Rudolph Höss, il terribile comandante di Auschwitz, responsabile del massacro di oltre un milione di persone e freddo esecutore della "soluzione finale" voluta da Hitler. Ma Höss, che dopo la guerra vive sotto falsa identità, è una preda difficile da stanare, e Hanns dovrà giocare d'astuzia e agire con determinazione per riuscire a catturarlo. Questo libro - scritto dal pronipote di Alexander, ignaro dell'avventuroso passato del prozio fino al giorno del suo funerale, nel 2006 - racconta una sconvolgente pagina di storia: le vite parallele di due tedeschi, un ebreo e un cattolico, divisi dal nazismo, eppure destinati a incrociarsi di nuovo in circostanze incredibili, fino alla resa dei conti finale.
br. Il diario inedito di una guerra mai raccontata così. Un racconto in presa diretta, senza mediazioni, il diario di un uomo che ha vissuto per oltre un anno in uno dei peggiori teatri di guerra del pianeta. Responsabile degli approvvigionamenti per i contingenti schierati in Afghanistan, l'autore di questa toccante e vivida testimonianza descrive le difficoltà del suo lavoro, i viaggi quotidiani all'insegna del rischio di attentati, la vita dentro le strutture militari in compagnia di persone di tutto il mondo, gli incontri brevi ma al tempo stesso intensi con la popolazione locale. In un luogo dannatamente ostile e pericoloso, le precauzioni non sembrano mai sufficienti. Ogni spostamento è attentamente programmato e sorvegliato. Ma, purtroppo, non tutto va sempre per il verso giusto. Gli stranieri vengono presi di mira e sono spesso vittime di feroci assalti o attentati kamikaze. Tra paura e forti emozioni, in un mondo sconvolto da un conflitto che sembra non finire mai, Un anno in Afghanistan è una lettura imperdibile per chi voglia capire fino in fondo cos'è la guerra, raccogliendo elementi e riflessioni che TV e giornali non ci hanno mai proposto.
br. «Sono andato ad Atene come a una Mecca, determinato ad amarla; e ho mantenuto la parola. E ho ammirato le statue e le colonne classiche con tutto il fervore che meritavano. Non sono mai stato disturbato dalla banalità dei quartieri cosiddetti francesi, perché anche lì ho pensato all'evoluzione storica e sulla base di promettenti indizi ho percepito le nuove tendenze di un popolo tenace.» Greco della diaspora nato ad Alessandria d'Egitto, Costantino Kavafis parte per il suo primo viaggio in Grecia nel 1901, a trentotto anni. Dalla scoperta della propria patria culturale e spirituale nasce questo diario, che è anche una guida per il lettore di oggi: una guida che conduce tra le vie e i teatri della capitale, sulle «colline viola» intorno al Pireo, attraverso le acque limpide e «intensamente greche» di Delo, fino alle luci del porto di Patrasso.
br. Solamente nel 2017, ben centosettant'anni dopo la sua prima stesura, il Canto degli italiani - noto a tutti come Fratelli d'Italia - è diventato ufficialmente l'inno della nostra repubblica. A cosa si deve una così lunga attesa? Stefano Pivato ripercorre i quasi due secoli di storia di questi celebri versi: dal 1847 quando, in un'atmosfera di euforia e speranza patriottica, comincia a circolare stampato su fogli volanti, fino alle piazze gremite che nel 2016 lo intonano per celebrare il trionfo della nazionale di calcio ai mondiali. Ci racconta il fermento risorgimentale che lo ha generato, le accuse di plagio, la cattiva opinione che ne aveva Mazzini, le leggende nate intorno all'arrangiamento musicale del maestro Novaro. E ripercorrendone le vicende scopriamo come, dando voce e speranza alle nostre aspirazioni più nobili, questo inno abbia partecipato alla costruzione dell'identità repubblicana del nostro paese.
ill., br. Storia e miti delle "SS", dalla nascita del Nazismo all'ascesa di Hitler fino alla sua caduta.
br. Sam Pivnik, figlio di un sarto ebreo, nasce a Bedzin in Polonia e trascorre una vita normale fino al primo settembre del 1939 - giorno del suo tredicesimo compleanno - quando i nazisti invadono la Polonia e la guerra spazza via in un attimo ogni possibilità di futuro. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa. Sam conosce il ghetto, i divieti imposti dai nazisti, il coprifuoco, gli stenti, il terrore per le strade. Poi, dopo un rastrellamento, tutta la sua famiglia viene deportata al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Strappato alla sua famiglia, che trova la morte nelle camere a gas, Sam subisce terribili soprusi e atrocità, e ogni giorno, alla famigerata Rampa di arrivo dei treni dei deportati, vede compiersi sotto i suoi occhi la più inenarrabile delle tragedie. Sopravvissuto alla crudeltà delle SS e dei Kapo, ai lavori forzati nella miniera Fürstengrube e alla "marcia della morte" nel rigido inverno polacco, Sam è infine tra i prigionieri sulla nave Cap Arcona, bombardata dalla Royal Air Force perché luogo di esperimenti dei nazisti su donne e bambini da parte delle SS. Ma ancora una volta, miracolosamente, riesce a salvarsi. Questo libro racchiude la sua testimonianza: la storia di un uomo che ha attraversato tutti i gironi dell'inferno nazista, ed è sopravvissuto per portare ai posteri la testimonianza di un orrore indicibile che non dovrà mai più ripetersi.
br. Il 29 ottobre 1939 la vita di Szmulek Rozental cambia per sempre. I nazisti marciano sul villaggio dove abita, in Polonia, distruggendo le sinagoghe e cacciando i rabbini. Due persone muoiono durante quel primo giorno di saccheggio, ma il peggio deve ancora arrivare. Molto presto tutta la sua famiglia sarà uccisa, e Szmulek, a soli otto anni, è costretto ad affrontare l'incubo dell'Olocausto. Con tenacia e determinazione e grazie all'aiuto di altri prigionieri, sopravvive ad alcuni tra i più letali campi di concentramento, tra cui Dachau, Auschwitz, Bergen Belsen. Stuprato, picchiato, sottoposto per sei anni a ogni genere di privazione, vede la sua famiglia e i suoi amici morire. Ma essere riuscito a sopravvivere a questo inferno lo ha spinto a combattere per raccontare alle generazioni future gli errori che non dovranno mai più essere commessi. Dopo la liberazione da parte degli americani, si è trasferito a Boston dove, sotto il nome di Steve Ross, ha cominciato una nuova vita, lavorando costantemente per tenere viva la memoria degli orrori delle persecuzioni. Questo libro è la sua testimonianza.
br. Durante il suo soggiorno nella Berlino di Weimar, a partire dalla fine degli anni Venti, Joseph Roth collaborò con la «Frankfurter Zeitung» e con altri quotidiani. I suoi articoli restituiscono un'immagine vivida e penetrante della capitale tedesca: un affresco popolato di criminali, mendicanti e chanteuses, di taverne e locali notturni. Ritratto fedele e appassionato di una città in febbricitante movimento, percorsa da passanti, automobili e tram, vivace nel suo pullulare di piazze, cinema, teatri, parchi e grattacieli di nuova costruzione, questo libro raccoglie alcune delle pagine più belle mai dedicate a Berlino e ai suoi abitanti.