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In-16, cartonato editoriale, pp. 250. In buono stato (good copy).
br. Il testo intende indagare il delicato problema della femminilità negata durante la Shoah. Le autrici, Anna Foa, storica, e Francesca Nodari, filosofa, approfondiscono ciascuna dal loro punto di vista la messa in discussione e la violazione stessa del corpo femminile. Questo con il costante richiamo a numeri, fatti, racconti delle sopravvissute, mostrando nel tremendum di ciò che è stato, la peculiarità della sofferenza e insieme della resistenza politica e morale. Il fatto stesso di prendersi cura della propria persona, di non lasciarsi andare, diveniva un imperativo così come il kiddush ha-hayym, la santificazione della vita, prendeva sempre più la forma di dare corso a ciò che E. Fackenheim chiamò il 614° precetto: sopravvivere per non dare una vittoria postuma a Hitler. Di qui l'emergere di una stretta correlazione tra il generare e il ricordare riportando al centro del dibattito la singolarità della deportazione femminile nei termini di una «ferita di genere».
br. Il testo intende indagare il delicato problema della femminilità negata durante la Shoah. Le autrici, Anna Foa, storica, e Francesca Nodari, filosofa, approfondiscono ciascuna dal loro punto di vista la messa in discussione e la violazione stessa del corpo femminile. Questo con il costante richiamo a numeri, fatti, racconti delle sopravvissute, mostrando nel tremendum di ciò che è stato, la peculiarità della sofferenza e insieme della resistenza politica e morale. Il fatto stesso di prendersi cura della propria persona, di non lasciarsi andare, diveniva un imperativo così come il kiddush ha-hayym, la santificazione della vita, prendeva sempre più la forma di dare corso a ciò che E. Fackenheim chiamò il 614° precetto: sopravvivere per non dare una vittoria postuma a Hitler. Di qui l'emergere di una stretta correlazione tra il generare e il ricordare riportando al centro del dibattito la singolarità della deportazione femminile nei termini di una «ferita di genere».
ill., br. Scaturito dall'immaginario medievale, ricco in figure demoniache cui spesso erano attribuite doti nella scrittura, il demone Titivillus si è visto assegnare nomi e ruoli differenti. Descritto come intento ad annotare su una pergamena peccati, pettegolezzi o omissioni liturgiche, oppure a distrarre la concentrazione di monaci e fedeli, in tempi più recenti - grazie a un fraintendimento o a un giocoso travisamento - questo personaggio si è trovato a incarnare il diavolo dell'errore tipografico. Nel saggio che avete fra le mani, l'autore illustra la storia poco nota di questo curioso "demone dei refusi".
Book in mint condition. Dust jacket not price clipped or marked or torn with tiny crease to spine foot and minor traces of storage. 530pp. A comprehensive anthology of the writings of explorers through the ages.
Book in unread mint condition. 124pp. An introduction followed by a series of articles reprinted from the Society Journal over 100 years.
ill. Il Ghetto rappresenta sicuramente una parte importante della storia padovana e farla conoscere è un dovere. Camminare per queste vie con l'ausilio di questa guida, incontrare l'ex Sinagoga Tedesca - ora sede del Museo della Padova Ebraica - scorgere la finestra colonnata della Sinagoga Spagnola, visitare la Sinagoga Italiana ancora in uso, riconoscere i punti dove erano posti i cancelli di chiusura del Ghetto, sono esperienze che consentono di entrare in contatto con la storia e la cultura ebraica italiana. Sebbene la collettività ebraica in Italia non sia stata molto numerosa, ha sempre avuto grande importanza nella vita del paese. La civiltà ebraica, quando è venuta a contatto con la civiltà europea, ha saputo alimentarne una straordinaria fioritura culturale nel campo del pensiero, delle arti, delle scienze. Tale fusione costituisce, soprattutto in questi tempi, la garanzia contro il riemergere dei veleni del razzismo e dell'antisemitismo, mai rimossi dal fondo di certe coscienze. Storicamente, nonostante il Ghetto richiami alla mente un periodo buio della storia ebraica padovana, il mantenimento e lo sviluppo della cultura ebraica al suo interno non subirono interruzioni. L'ebraismo esprime un complesso di valori universali che, per la loro grande vitalità, fanno della cultura ebraica una pianta dalle radici profonde, capace di tramandare se stessa anche nelle più avverse condizioni.
ill., br. "La socialdemocrazia ha certo da sempre rifiutato il terrore come atto individuale, ma solo perché gli contrappone come mezzo più efficace la lotta delle masse, non perché gli anteponga la sopportazione passiva del dominio della violenza reazionaria." (da La tragedia russa, settembre 1918) "La libertà solo per i seguaci del governo, solo per i membri di un partito - per numerosi che possano essere - non è libertà. La libertà è sempre unicamente la libertà di chi la pensa diversamente. Non per fanatismo di "giustizia", ma perché tutto ciò che di educativo, salutare e purificatore deriva dalla libertà politica, dipende da questa condizione, e perde ogni efficacia quando "libertà" si fa privilegio." (da La Rivoluzione russa ottobre 1918)
In-8, titolo oro al dorso, XXIV,256, con tavole in bianco e nero fuori testo. In buono stato (good copy).
In-8, brossura, pp. 127, con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. In ottimo stato (nice copy).
ril. "Luciano Manzi ha già scritto la sua autobiografia di antifascista, partigiano e poi sindaco e parlamentare impegnato dalla parte dei lavoratori, ma in questo libro ha voluto ricostruire la storia della 45ma Brigata Garibaldi, a cui ha partecipato come combattente. Quella Brigata è la prima a formarsi nell'Astigiano, a Scurzolengo, ed è coordinata da militanti antifascisti che rispondono prontamente alla situazione di sfascio dello Stato dopo l'8 settembre 1943. Manzi inizia il suo racconto dal ruolo dell'antifascismo nella provincia e sottolinea come, a causa del disastro delle guerre fasciste, si vada a formare una nuova coscienza di solidarietà nei soldati sbandati e nei giovani contadini, che si rifiutano a rispondere ai bandi della Repubblica sociale di Salò, nonostante il rischio della condanna a morte." (dall'introduzione di Laurana Lajolo)
In-8, cartonato editoriale, p. 218, con 18 tavole fotografiche fuori testo. Prima edizione italiana. In buono stato (good copy).
ill., br. L'impero romano visse l'ultimo secolo della sua storia sull'orlo del caos, in una zona di confine tra una possibile convivenza pacifica e uno stato di costante conflitto con le diverse popolazioni barbare (...) è la complessità dello scenario a spingere il sistema sull'orlo del caos e, come accade per tutti i sistemi complessi, non era affatto prevedibile l'esito finale tra ordine e catastrofe.
brossura
ill., br.
ill., br. Guida ufficiale del 'grande cantiere pompei', i monumenti appena restaurati, i nuovi percorsi di visita, gli allestimenti multimediali, il plastico imponente della città antica. Le case, le botteghe, i teatri, il foro, le palestre, come se la vita quotidiana non si fosse mai interrotta.
ill., br.
In-8, brossura, pp. 259, con alcune illustrazioni in bianco e nero nel testo. Prima edizione italiana. In buono stato (good copy).
br. Paolino Ranieri (1912-2010) è una figura leggendaria della Resistenza sarzanese e un interprete dei valori etici più alti dell'Italia antifascista. A nove anni fu testimone dei Fatti di Sarzana che, unitamente alla storia familiare, determinarono il suo successivo impegno militante, per cui fu condannato dal Tribunale Speciale a quattro anni di galera nel 1937. Dopo il 1943 partecipò alla Resistenza armata. Ferito e caduto prigioniero nelle mani delle brigate nere, si salvò miracolosamente. Dopo la Liberazione, per venticinque anni è stato primo cittadino di Sarzana e protagonista della sua ricostruzione. Le pagine commosse del figlio Andrea, chiamato così dal padre in ricordo del proprio nome di battaglia, ci restituiscono tutta la forza della passione civile di uno dei padri dell'Italia di oggi.
In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. VIII,526. In ottimo stato (nice copy).
ill., br. Tra la fine del X e l'inizio del XII secolo d.C, gran parte delle terre europee e nordamericane furono interessate dal più rimarchevole innalzamento della temperatura registrato in epoca post-glaciale. Tale situazione, chiamata dagli scienziati "optimum climatico medioevale" o Mediaeval Warm Period (PCM) favorì non soltanto la ripresa della vita economica e culturale del Continente, ma indusse anche popoli navigatori, come i Vichinghi, a spingere le loro piccole navi in pieno Oceano Atlantico settentrionale e verso il Circolo Polare Artico.
br. "Napoleone Bonaparte: ai posteri l'ardua sentenza" è un agile volume che, fonti storiche alla mano, delinea i tratti principali di una figura storica di spicco. Dai natali in Corsica, la carriera militare e l'ascesa al titolo di imperatore: l'esistenza straordinaria di un individuo che continua a far discutere rivive nelle parole dello storico Alfredo Saccoccio.