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br. "Navigare necesse, vivere non est necesse" l'antico motto dei naviganti di ogni tempo è come una canzone, una sinfonia di fondo di questa storia incredibile e vasta. "Ai tropici il mare arde e ribolle per il calore del sole, si incendiano le tavole e le vele, ogni cristiano che tenti di entrare nella terra di Satana, desolata come un cratere, diventa subito un negro." Queste e altre superstizioni affrontò Magellano, nel suo viaggio alla scoperta del punto di passaggio tra oceano e oceano. Il punto che tutti cercavano e che lui, superando intrighi di corte, ammutinamenti, mari in tempesta e battaglie selvagge infine trovò. L'estro sapiente di Stefan Zweig restituisce una grande epopea, in un mondo di condottieri e di oscuri eroi, al seguito del grande impeto di uno scopritore di terre, di mari e di umanità.
br. È un portoghese di ferro, fiero e coraggioso, testardo e inflessibile, il protagonista della più grande impresa marittima di tutti i tempi, l'uomo che, fra il 1519 e il 1521, scopre il passaggio fino ad allora sconosciuto tra l'Atlantico e il Pacifico - la "via occidentale" verso le Indie che Colombo e tanti altri hanno invano cercato - e tenta per primo di circumnavigare la Terra. Ferito nell'orgoglio dal rifiuto del proprio sovrano, pur di realizzare il suo sogno non esita a passare al servizio del re di Spagna. Nulla viene risparmiato a questo capitano che sfida l'ignoto e l'impossibile: la furia degli elementi, lo spettro della fame, la ribellione dei compagni di viaggio - nemmeno la morte, che lo coglie sulla strada del ritorno. Ma nessun ostacolo riuscirà a spezzare la sua irriducibile volontà; e così alla fine, insieme alla sua geniale intuizione, a trionfare sarà la più sobria delle sue virtù: la perseveranza. Con una biografia che si legge come un romanzo d'avventura, pubblicata per la prima volta nel 1938, Zweig rende omaggio a Magellano, una delle figure più affascinanti dell'età d'oro dei viaggi di esplorazione, consegnandoci il racconto di un'epopea eroica e tragica.
br. Il 20 Settembre 1519, Ferdinando Magellano levò le ancore alle sue cinque navi per inoltrarsi nelle profondità dei flutti oceanici. Sospinto da un'idea semplice quanto visionaria - raggiungere le Indie navigando verso Occidente - in quel giorno cominciò il più intrepido viaggio di scoperta della storia dell'uomo, l'impresa che consegnerà Magellano all'eternità: la circumnavigazione del globo. Dalla penna di Stefan Zweig il racconto di questa audace epopea al seguito dell'uomo che l'ha compiuta sfidando i terribili marosi dell'Atlantico, i geli taglienti della Patagonia e le superfici torride dei mari asiatici, armato solo della grandiosità di una convinzione. Convinzione che, come ogni eroe tragico che si rispetti, lo porterà a perire violentemente su una spiaggia delle Filippine, senza mai vedere compiuta la sua immortale impresa.
br. Frivola e intrigante per i cortigiani di Versailles, perversa aguzzina nella propaganda rivoluzionaria, eroina martire della restaurazione monarchica: chi era Maria Antonietta? Nel raccontare la sua vita, Stefan Zweig deve confrontarsi con una lunga tradizione di leggende, dicerie e violente passioni ideologiche. Ma ripercorrendone i passi di bambina sposa, moglie disprezzata, madre sensibile, austriaca isolata in una corte e una nazione ostili fino alla dignità degli ultimi istanti, che fanno coincidere la sua morte con la fine di un'epoca, Zweig trova una donna: un essere umano senza qualità particolari, costretto dal caso e dalla Storia a diventare grande. Maria Antonietta - senza che vengano sminuite le responsabilità politiche e morali del suo ruolo diventa allora il luminoso esempio dell'individuo comune che si erge sopra la sua stessa mediocrità e assume una dimensione "involontariamente eroica". Perfetta sintesi di cura documentale, penetrazione psicologica e tensione narrativa, questo libro, forse la più amata tra le opere di Zweig, è ancora oggi considerato un vertice e un modello del genere biografico. La sua pubblicazione, nel 1932, mutò radicalmente l'immagine di Maria Antonietta, cancellò uno stereotipo e riconsegnò una figura viva e complessa tanto alla ricerca storica che all'immaginario popolare.
brossura Frivola e intrigante per i cortigiani di Versailles, perversa aguzzina nella propaganda rivoluzionaria, eroina martire della restaurazione monarchica: chi era Maria Antonietta? Nel raccontare la sua vita, Stefan Zweig deve confrontarsi con una lunga tradizione di leggende, dicerie e violente passioni ideologiche. Ma ripercorrendone i passi di bambina sposa, moglie disprezzata, madre sensibile, austriaca isolata in una corte e una nazione ostili fino alla dignità degli ultimi istanti, che fanno coincidere la sua morte con la fine di un'epoca, Zweig trova una donna: un essere umano senza qualità particolari, costretto dal caso e dalla Storia a diventare grande. Maria Antonietta - senza che vengano sminuite le responsabilità politiche e morali del suo ruolo diventa allora il luminoso esempio dell'individuo comune che si erge sopra la sua stessa mediocrità e assume una dimensione "involontariamente eroica". Perfetta sintesi di cura documentale, penetrazione psicologica e tensione narrativa, questo libro, forse la più amata tra le opere di Zweig, è ancora oggi considerato un vertice e un modello del genere biografico. La sua pubblicazione, nel 1932, mutò radicalmente l'immagine di Maria Antonietta, cancellò uno stereotipo e riconsegnò una figura viva e complessa tanto alla ricerca storica che all'immaginario popolare.
br. Il tragico percorso della vita di Maria Stuarda ha origini e radici nella sua ascesa incredibilmente rapida alla condizione della massima potenza terrena: a sei giorni regina di Scozia, a sei anni fidanzata di uno dei più potenti principi d'Europa, a diciassette anni regina di Francia. Un'ascesa ottenuta senza fatica né merito, come in un sogno, senza il tempo di esserne interiormente consapevole. Ma subito il sogno svanisce e interviene la delusione, la realtà di una condizione che le impedisce di essere semplicemente sé stessa, ma solo e sempre parte e oggetto di un gioco d'interessi. Al ritorno in Scozia è subito esposta alla bufera di una rabbiosa lotta religiosa che sconquassa la sua terra e s'insinua fin nella sua famiglia, coinvolgendo lo sfortunato paese nel sanguinoso gioco delle potenze mondiali; nasce di qui il conflitto personale tra l'astuta Elisabetta e l'impulsiva Maria, tra Inghilterra e Scozia, dietro al quale s'innalza l'ombra dei grandi contrasti del tempo tra Riforma e Controriforma, tra l'epoca moderna alle porte e il mondo medioevale che muore. In questa lotta senza tregua, Stefan Zweig ci conduce a scoprire la dimensione umana delle due protagoniste, donne di statura eccezionale che si fronteggiano con armi subdole e sleali, fino al momento aspro e tagliente della tragedia finale.
Der mittelalterliche Pilgerweg von Canterbury nach Rom. Farbfotos, Illustrationen und Karten . 4to. pp. 160. . Ottimo (Fine). . . .
Santander, 1999. 4to. menor; 111 pp., 1 h. Cubiertas originales.
22x14 cm. 11+249 pages. Hardcover. Spine is slightly scuffed. Cover is slightly dirty. Marking in pen on front page. Marking in pencil on many pages. Else in good condition.
Reliure toile. 314 pages. Premi?re page et page de titre manquantes.
br. Gadda e Montale sono stati certamente due dei maggiori scrittori e poeti del Novecento italiano. Ma quale fu il loro atteggiamento nei confronti del fascismo? Come attraversarono il Ventennio? Quali compromessi furono costretti ad accettare? Da un lato, Gadda aveva coraggiosamente combattuto su tutti i fronti della Grande guerra, spinto da una forte passione nazionalpatriottica, e si era riconosciuto nel movimento fascista, provvidenziale difesa ai rischi della rivoluzione bolscevica. Dall'altro, Montale seguì un percorso meno lineare, dapprima condividendo i miti del combattentismo e le lusinghe del fascismo, ma allontanandosene già nel 1923, come testimoniano alcuni scambi epistolari. Con l'addentrarsi negli anni Venti entrambi vennero esprimendo un orientamento convergente, oscillante tra una sostanziale indifferenza per il fascismo e l'antifascismo. Ma gli anni Trenta, con la guerra d'Etiopia e il terribile biennio 1938-1939, li posero di fronte a scoscesi aut aut che portarono entrambi ai duri giudizi sul regime e gli italiani. Da qui le parole di fuoco di Gadda e di Montale contro un regime guidato da un 'eredo-alcoolico' e una società nella quale 'più nessuno è incolpevole'. Un libro che affascinerà il lettore per le sorprendenti scoperte, frutto di un lungo lavoro d'archivio e dello studio di una imponente bibliografia.
ill., br. Questa raccolta di racconti ruota attorno a un paese senza storia, Olbicella, dove le vicende della vita si sono susseguite nei secoli senza lasciare tracce. Nessun castello, residenza di duchi o marchesi, nessun monastero con resti di comunità religiose, come a Tiglieto, distante solo 4,5 km. A Olbicella si campava coltivando la terra e si spartiva col padrone. Per questo, le bambine andavano a "servizio" nelle case delle persone benestanti o in convento, ma una dura sorte era riservata anche ai ragazzi che prestissimo conoscevano la fatica del lavoro nei campi. La descrizione di luoghi e genti di quest'area di confine fra Liguria e Piemonte si esprime qui in narrazioni di ampio respiro, nelle quali trame coinvolgenti o originali sono anche lo spunto per un'analisi storico-sociologica del territorio. Attraverso la lente della distanza temporale, vengono descritti personaggi, sentimenti, abitudini e valori che hanno connotato le vicende interessanti di una piccola comunità fiorente che alla fine dell'Ottocento contava più di 500 abitanti, mentre oggi ha solo 25 residenti.
In-4 (cm. 30.40), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 396, (4), con illustrazioni in bianco e nero ed a colori nel testo. Autori: Graziella Andreotti, Eugenia Bevilacqua, Giovanna Brunetta, etc. Foto di Alfonso Modonesi. Minime abrasioni a due punte della sovracoperta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
ISBN : 2226025375. ALBIN MICHEL. 1985. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Quelques rousseurs. 239 pages- nombreuses photos en couleurs hors texte Aventure au XXe siècle- Guilde européenne du Raid
ISBN : 2226025375. ALBIN MICHEL. 1986.. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 243 pages. 1ère et 4 ème de couverture illustrées en couleurs. Nombreuses photographies en couleurs, hors texte. Un an sur une île déserte. Guilde européenne du raid. Aventure du XXème siècle.
ill., br. "Nella terra di Pakhet" non è una guida archeologica tout court né un libro fotografico sull'Egitto, ma è un viaggio, emozionale e scientifico al contempo, alla scoperta di un Egitto "nascosto", lontano dai percorsi turistici, perché sostanzialmente chiuso ai visitatori - e spesso anche agli stessi studiosi -, in quello che gli egittologi chiamano "Medio Egitto", ma che più correttamente è l'Egitto Centrale, dal governatorato di Beni Suef, appena a Sud del Cairo, a quello di Sohag, che finisce ad Abydos. Ad accompagnarci in questo viaggio di scoperta ed esplorazione è Maurizio Zulian, che in trent'anni, come un novello Flaubert, ha girato in lungo e in largo per quei luoghi, visitando anche più volte i siti, raccogliendo sui suoi taccuini una messe di informazioni, archiviando decine di migliaia di fotografie (oggi parte dell'Archivio on line della Fondazione Museo Civico di Rovereto), incontrando direttori di missioni archeologiche da ogni parte del mondo e confrontandosi con loro. Con più di 800 foto inedite e il racconto in prima persona sui 31 siti archeologici più importanti dell'Egitto Centrale, il lettore si immedesima esploratore al fianco di Zulian, entra nelle tombe precluse al pubblico, ammira i vasti paesaggi della valle del Nilo, conosce riti millenari e usi e costumi moderni. Ma "Nella terra di Pakhet" è anche occasione di ricerca e approfondimento, grazie al ricco apparato curato da Graziano Tavan: bibliografia, indici analitici, glossario e tavole cronologiche.
Con 88 figure nel testo
ill., ril. Ai viaggiatori del Nord che nei secoli passati valicavano le Alpi e si affacciavano sul lago di Garda, costeggiato da castelli, viti, ulivi e limoni, l'Italia appariva da subito un Paese incantato. E la meraviglia aumentava di tappa in tappa, scendendo verso le città d'arte della pianura, oppure in direzione dell'incomparabile Venezia; scoprendo le coste dirupate della Liguria, e poi l'arte di Firenze, di Pisa, di Siena. Immersi in una storia millenaria e in un paesaggio sempre nuovo, affioravano i resti grandiosi delle civiltà antiche, preannuncio della gloria di Roma imperiale, rinascimentale, barocca... e poi il sole del Mezzogiorno, i golfi e le isole in un mare scintillante, il Vesuvio e Napoli, le città e i templi della Magna Grecia, i colori della Sicilia, le segrete e misteriose bellezze della Sardegna. Questo spettacolo infinito e mutevole viene offerto ogni giorno a chi vive e a chi visita l'Italia. Per la sua singolarissima conformazione geografica, che dalle montagne più belle e più alte d'Europa si protende fino ad affacciarsi nel centro del Mediterraneo, l'Italia propone una varietà di situazioni paesaggistiche, ambientali, storiche, artistiche e monumentali senza paragoni: questo volume presenta e raccoglie le immagini di luoghi celebri e di angoli segreti, in un itinerario che attraversa tutte le regioni di una nazione che è nata "solo" 150 anni fa, ma che da millenni conserva il segreto della bellezza e del piacere.
ill., ril. Lo sguardo dell'autore si posa sulle bellezze storico-artistiche di alcuni insediamenti urbani minori, i "borghi", percorrendo tutta l'Italia, dalle Alpi alla Sicilia, dai luoghi più noti e visitati della Toscana e della Liguria sino a quelli quasi sconosciuti che si incontrano dalla Val d'Aosta al Veneto, dalla Lombardia al Piemonte e dalla Puglia alla Sicilia. La quiete, il silenzio, il passato rivivono in questi luoghi miracolosamente lasciati intatti nei secoli, talvolta preservati nella loro struttura urbanistica originaria. Lo stupore che suscitano nel visitatore è frutto della meravigliosa compresenza di passato e futuro, di una modernità che convive talvolta in un ambiente uguale a quello di molti secoli fa, ma che spesso racchiude risorse umane e culturali non dissimili da quelle delle città più grandi e apparentemente più avanzate. L'Italia insomma non smette di stupire, attraverso questa commistione di storia e progresso che ne fa un Paese unico al mondo, ancorato al passato, ma talvolta anche sorprendentemente rivolto al futuro. Un utilissimo corredo di mappe aiuterà inoltre il lettore a localizzare e a scoprire i borghi più remoti e meno conosciuti.
ill., ril. Dopo "Bella! Italia. I borghi", Stefano Zuffi propone al pubblico un nuovo volume sulle testimonianze storiche e architettoniche del Belpaese. Questa volta la sua attenzione si rivolge ai castelli, distribuiti capillarmente su tutto il territorio italiano dalle vette innevate delle Alpi alle coste della Sicilia. Attraverso un testo storico sempre preciso e puntuale, ma allo stesso tempo di grande immediatezza comunicativa, l'autore ci accompagna attraverso la Penisola alla scoperta dei castelli più belli. Dalle testimonianze medievali alle residenze settecentesche, dalle fortezze della Valle d'Aosta alle rocche della Puglia, un viaggio ideale che attraversa trasversalmente i secoli e le Regioni. Grazie a un apparato iconografico di notevole qualità e impatto visivo, il volume esalta la magnificenza di queste solide costruzioni fortificate, simbolo di un'Italia monumentale in cui riecheggia il ricordo di grandi personalità, impavidi condottieri, lotte intestine e secolari rivalità tra casate. Ogni singolo castello si pone come icona di un mondo da scoprire, attorno cui ruotano città, personaggi e avvenimenti storici, testimonianza del ricco e affascinante passato del nostro Paese. Un utile corredo di mappe aiuterà il lettore a localizzare e a scoprire i castelli meno conosciuti.
ill., ril. In riva ai laghi o sulle pendici delle colline più belle, affacciate sul mare o circondate dalla natura, dai campi del Veneto agli agrumeti della Sicilia, le ville sono una delle meraviglie d'Italia. Un fenomeno architettonico e sociale che inizia già in epoca romana e raggiunge il vertice durante il Rinascimento, quando i più grandi architetti e i massimi artisti si sono dedicati alla creazione e alla decorazione di edifici che sono stati poi invidiati e imitati in tutto il mondo. Alle ville si uniscono i giardini storici, secondo il modello chiamato appunto "all'italiana": paradisi privati di intensa suggestione, dove la natura si fonde armoniosamente con l'arte ad ogni passo. Attraverso un'apparato iconografico il lettore potrà ammirare un altro capitolo delle bellezze d'Italia.
Milano, 1930, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 803/814 con una cartina e 13 illustrazioni fotografiche. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
br. Il volume racconta la stupefacente diversità che contraddistingue le culture del passato (e del presente). Un luogo come Paestum, che ha restituito parti di templi, case, botteghe, tombe, ma anche tracce di attività rituali e quotidiane d'epoca antica, diventa, pertanto, un campione per esplorare un mondo tramontato e molto distante dal nostro. È il mondo del Mediterraneo antico, un palinsesto straordinariamente ricco se lo osserviamo con uno sguardo che non cerchi sempre solo quello che pensiamo già di sapere degli antichi Greci e Romani.