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Hardcover, very good condition. Jacket is clipped and slightly worn with some minor nicks around the edges and bumps to the spine ends. Spine is cocked but binding remains solid with no loose pages. All content is bright and clear. DP Used
In-8 (cm. 23), mezza pergamena, carta con fiori ed uccelli dorata, pp. 210, (2), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Firma autografa dell’Autore al Copyright. Tracce di polvere alla legatura. Ex libris e segnatura al risguardo anteriore. Scritta d’appartenenza. Macchia al risguardo anteriore. Peraltro, volume in buono stato (good copy).
Mm 140x210 Brossura editoriale con alette, copertina illustrata a colori, 219 pagine, etichetta di biblioteca dismessa in apertura. Ottiomo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura L'opportunità di un viaggio, a Rodrigues, la più piccola dell'arcipelago delle isole Mascarene, nell'oceano Indiano fornisce ad una viaggiatrice attenta, come M. Laura Crescimanno, il privilegio di ripercorrere quel Viaggio a Rodrigues del premio Nobel 2008 per la letteratura, Jean Marie Gustave Le Clézio, un diario fantastico sulla terra natale dei suoi avi, giunti sul posto da Mauritius alla ricerca di un tesoro dei pirati. M. Laura Crescimanno trova invece altri tesori, tra tutti il mare e una natura non contaminata, ancora salva dal turismo di massa, l'ospitalità degli abitanti e i colori eccezionali della fauna e dell'ambiente che la circonda, e ce ne fa dono, insieme alle citazioni di Le Clézio, e alle sue attente osservazioni sull.ecologia e sugli attuali modelli di sviluppo sostenibile. Non soltanto un diario di viaggio, quindi, ma un attento reportage sul futuro dell'ambiente marino e terrestre in pericolo per lo sfruttamento indiscriminato delle risorse, una testimonianza diretta degli abitanti di questi ultimi paradisi e una rubrica di consigli per costruire il proprio viaggio nell.isola.
brossura Una guida-passeggiata a Roma attraverso i film e la vita di Nino Manfredi nell'anno del suo centenario; l'infanzia a Castro de Volsci, l'arrivo nel quartiere di San Giovanni, il ricovero al sanatorio Forlanini, le lunghe notti del '43, la Roma del dopoguerra con le partite di pelota allo Sferisterio Barberini e gli americani a Ciampino, il boogie-boogie, l'Accademia di teatro e i primi successi al cinema. Nino Manfredi, attore, regista, cantante, musicista, teatrante, è stato l'altra voce di Roma, la voce di un romano venuto da "fuori", un attore fra i più versatili della storia del cinema, che ha spaziato nei generi e nelle epoche. Nino ha raccontato la Roma dei Papi con Luigi Magni e la Roma di Rugantino con l'omonimo musical, la Roma del fascismo con Zampa e Damiani e la Roma del dopoguerra con Scola, la Roma degli immigrati e la Roma del terrorismo. Ha vestito i panni del contadino romano e di Pasquino, del monsignore e dell'immigrato, rappresentando sempre le due facce opposte della città.
ill., br. "A Roma da Cartagine. La spada e lo scudo del legionario repubblicano" è un percorso attraverso le fonti storiche, letterarie e archeologiche, che esplora la nascita di due degli elementi più caratteristici della panoplia romana: la spada e lo scudo. L'ipotesi affascinante che viene offerta e illustrata nel dettaglio è quella di un tramite cartaginese, poiché sarebbe stato proprio l'esercito di Annibale Barca a portare per la prima volta in Italia alcune delle armi che sarebbero diventate tra le più iconiche dell'armamento dei legionari. Attraverso un approccio pluridisciplinare, corredato da un importante apparato di tavole illustrative, l'Autore ricostruisce le tecniche, innovazioni e influenze che hanno caratterizzato la produzione di armi nell'antica Roma.
br. Questo volume corale lo racconta e delinea il profilo del "monteverdino borghese": intellettuale se Vecchio e produttivo se Nuovo. Ama stare a un passo dal centro, appena fuori dal caos, rigorosamente senza metropolitana. È popolare senza mostrarsi borgataro, ricercato senza apparire elitario.
ill., br. Il libro raccoglie le principali descrizioni paesaggistiche di Roma presenti nelle novelle, nei romanzi e nei taccuini di appunti di Federigo Tozzi. ?Nonostante lo scrittore abbia vissuto nella capitale soltanto sei anni - dal 1914 al 1920 - le immagini che ci ha lasciato, sia dei luoghi del centro, sia della campagna fuori dalle Mura aureliane, sono numerosissime. Molti di questi luoghi sono oggi irriconoscibili perché la città dove ha vissuto Tozzi è la "Roma sparita" delle cartoline antiche, con i pastori che portavano le pecore a bere nel Tevere "affondando con le zampe" nel greto fangoso e con i reperti antichi che spuntavano dappertutto in mezzo all'erba. È la Roma delle botticelle (le tipiche carrozze trainate dai cavalli) e dei primi teatri di posa costruiti fuori dalle mura: edifici in legno e stoffa dove prendeva vita "il cinematografo".
br. Arvalia, con i quartieri di Portuense, Magliana e Marconi, con l'estensione, le radici antiche, i cambiamenti storici e ambientali, le testimonianze archeologiche, è tanta roba. Un'armoniosa modulazione accordata dall'amore e dal legame a doppio filo con il proprio territorio.
br. Questa antologia mostra un rione vivo al di là dell'immaginario romano che spesso lo relega nella sua immobilità: gli originalissimi racconti ne mostrano la sua vera anima in tutte le sue declinazioni, attraverso ciò che è stato, ciò che è e ciò che potrebbe essere un domani neanche troppo lontano: un rione che pulsa di vita oltre le attività commerciali che lo caratterizzano.
br. San Giovanni "è tanta robba", come scoprirà il lettore di questo viaggio in uno dei quartieri simbolo di Roma. A ridosso delle Mura Latine, è la periferia del centro o, se volete, il centro della periferia. Tra palazzoni anni Sessanta e villini di inizio secolo puoi portare a spasso il cane sulle tracce di tua madre, perderti nel mercato di via Sannio, sdraiarti su un prato al centro di una piazza, sentire il suono della campana della più antica basilica d'Occidente. A San Giovanni tutto è possibile! Una testimonianza appassionata tra le strade, i ricordi e le emozioni di chi è legato al grande cuore di Roma.
br. Salerno ha un'ansia da prestazione che la logora. Vive costantemente in bilico tra l'ambizione di diventare una metropoli e il desiderio di mantenere i privilegi di provincia. Per troppo tempo, è stata la città di scorta. Poi si è ribellata, si è rifatta il trucco e adesso si concede ma con parsimonia. Proprio come il suo patrono, San Matteo, Salerno è una città a due facce. Dietro le Luci d'Artista, nasconde i carichi di droga che arrivano nel porto. É la città dello struscio al Corso, delle giornate al sole a Lungomare e delle puttane sulla Litoranea. Chi è emigrato qui, ha mantenuto l'identità della provincia. Pubblicamente sbandiera la sua salernitanità, ma quando torna a casa mangia il cibo che ha portato dal Cilento, parla il dialetto lucano dei suoi nonni. Salerno non sa ancora se vuol essere la più settentrionale delle città del Sud o la più meridionale delle città del Nord. Ha una storia antica di cui è rimasta poca traccia e un'architettura moderna di cui ha ancora poca consapevolezza. Salerno ha una psicologia complessa: è il posto che a vent'anni si cerca a tutti i costi di lasciare e a quaranta non si vede l'ora di riavere.
br. "A Santiago con Celeste" è il racconto di un viaggio di trecento chilometri, undici giorni, un lungo malumore e una sciarpa. Un percorso in cui l'autrice parte con uno zaino pieno e torna con uno zaino vuoto. Da Roma a Santiago, in treno, a piedi (ma anche in taxi), fermandosi in ostelli e rifugi, spa e piscine, il pellegrinaggio su una delle rotte classiche della cristianità di una scrittrice italiana che demitizza e rimitizza il cammino attraverso i suoi passi e quelli della sua amica Celeste. Celeste non dorme mai, parla continuamente, mangia chili di frutta e cammina troppo veloce, fino a quando, dato che il compagno di viaggio «non è quello che ti capita, né quello che ti scegli, ma quello che alla fine ti ritrovi accanto», l'autrice e Celeste arrivano insieme a Santiago. L'intervallo tra quando si parte e quando si torna diventa, come spesso fa il tempo, un intervallo spirituale, sentimentale e fisico, il passaggio pensoso e divertito dall'insofferenza all'accoglienza. Si parte, in fondo, anche per cambiare umore.
ill., br. Spiagge incantevoli, scogliere a picco sull'oceano, natura incontaminata: un mese a piedi nel Nord della Spagna per raggiungere Santiago de Compostela attraver so Paesi Baschi, Cantabria, Asturie e Galizia. La prima guida completa a uno dei cammini jacobei più famosi e spettacolari: per chi ha già percorso il Cammino Francese, per chi preferisce sentieri e rifugi meno battuti, per chi cerca la solitudine e il fascino dell'antico pellegrinaggio. Con tutte le informazioni per prepararsi al viaggio: quando partire, cosa mettere nello zaino, quanto si spende, la storia del Cammino, le caratteristiche dei territori attraversati. Inoltre, i profili altimetrici, le mappe, la descrizione del percorso coi waypoint, le distanze parziali, dove dormire, i luoghi da visitare e le varianti più adatte per la bicicletta.
ill., br. In cammino da Lisbona a Santiago de Compostela attraverso territori dai mille volti: cittadine pittoresche come Tomar, Coimbra e Pontevedra, sentieri immersi nei boschi e nei vigneti, il santuario di Fatima, meta di pellegrini da tutto il mondo, le chiese barocche di Porto. Chi ama l'oceano potrà scoprire la Senda Litoral e la Variante Espiritual, per camminare lungo le spiagge sabbiose del Portogallo e le coste frastagliate della Galizia. Con tutte le informazioni utili per il viaggio: come prepararsi, cosa mettere nello zaino, quando partire, la descrizione del percorso, le mappe dettagliate, le altimetrie, i dislivelli, i chilometraggi progressivi, le ospitalità e i luoghi da non perdere. Inoltre tutte le varianti adatte alla bicicletta.
ill., br. Dall'affascinante Oviedo nel Nord della Spagna fino a Lugo, passando per i monti delle Asturie: è il Cammino Primitivo, la più antica via jacopea. Tredici giorni nella natura e nella storia, in un susseguirsi di boschi, pascoli e vestigia romane. Ma a Santiago potete arrivare anche lungo il Cammino Inglese: tre o cinque giorni dai porti di A Coruna o di Ferrol, dove nel Medioevo approdavano i pellegrini provenienti dal Nord Europa. Un itinerario tutto galiziano tra spiagge, paesini ed eucalipti. Con la descrizione dei cammini ufficiali e delle varianti, e con tutte le informazioni utili per mettersi in viaggio: le carte, le distanze, i dislivelli, l'indirizzo dei rifugi, i periodi migliori per partire, che cosa mettere nello zaino, quanto si spende e l'essenziale sui luoghi che si attraversano. Per chi già conosce il Cammino Francese, ha poco tempo, o vuole avventurarsi su strade meno affollate.
br. Pazzia, morte e rinascita. Sono queste le tre fasi, i tre stati emozionali che il pellegrino deve attraversare lungo la via che da Saint- Jean-Pied-de-Port porta a Santiago de Compostela. Chi si mette in cammino lo sa: dovrà affrontare oltre ottocento chilometri, migliaia di passi, gioie e dolori, lacrime e sorrisi. Ognuno vive il pellegrinaggio a suo modo: per Erika Monteleone, andare a Santiago ha significato spogliarsi del proprio corpo per rinascere nell'autenticità dell'essenza; un incitamento ad accogliere il rischio liberandosi dalle catene sociali, un'ode alla vita, alla libertà e alla natura. Nel lento peregrinare sulla via che porta alla tomba dell'apostolo Giacomo ci si può smarrire, ma alla fine ci si ritrova sempre, spesso nella verità delle piccole cose.
ill., br. Il diario del pellegrinaggio a Santiago di Compostela compiuto dall'autore nel 2015.
Frontispiece colour pictures, numerous fascinating b/w illustrations in text, decorated spine, coloured top of page block. Dust jacket lightly worn at top edge, light sun fading to spine, age stain on FEP and BEP, previous owner's name on FEP, text and illustrations are clean, bright and tight throughout. Used
ill., br. Molti inglesi e americani sono giunti a Firenze, soprattutto a partire dagli anni trenta dell'Ottocento, chi per studiare l'arte e la letteratura italiana e trarre da queste ispirazione per la propria opera, chi attratto dal clima mite della città che si credeva adatto a curare le malattie polmonari, chi per la bellezza delle colline circostanti e per il relativo costo della vita che permetteva di vivere con agio in edifici ricchi di storia. Il libro rende omaggio a questa comunità e approfondisce alcune figure che tra Ottocento e Novecento hanno in modo così rilevante inciso sulla storia fiorentina, soffermandosi in particolare sui luoghi che questi hanno frequentato o abitato, così da legare i loro nomi alle strade, ai palazzi, alle case della città.
IN HEBREW. 240X170 mm. IX+242 pages. Hardcover. Cover corners slightly rubbed. Spine slightly bumped at edges. Stamp on first white page. Else in good condition.
216 p. Damp stain. Some leaves very browned. Early manuscript ownership of Cyrus Gloninger, Lebanon (PA), Jan. 1st, 1817 on foredge, title page and last leaf. Early manuscript margin notes. 170 mm. S&S/AI 12485. Disbound. Fourth Northampton Edition. Poor. **PRICE JUST REDUCED! AI BX 8
London, Simpkin, Hamilton, Kent & Co., 1890, in-16, tela editoriale rossa, pp. 188. Con planisfero (segnati i possedimenti del ”British Empire” nel mondo), e cartine in b.n. nel testo.
ill., br.