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br. In pieno positivismo fa la sua ricomparsa il diavolo, un dispositivo complesso in grado di riattivare impulsi in ambito sociale che la secolarizzazione e la scienza sembravano aver posto al riparo da superstizioni e credenze. Désirée Lejeune, indemoniata, giungeva a Parigi negli anni in cui Jean-Martin Charcot consacrava i suoi studi all'isteria. Non si incontrarono. Il suo esorcista e direttore di coscienza, del tutto assorbito nel ruolo che ricopre e che abbraccia come una missione contro le nuove teorie mediche sull'isteria, rinomina l'intera esperienza della donna fissandola nel personaggio della posseduta. La vicenda, esaminata nel volume, rappresenta un osservatorio peculiare da cui indagare il processo di naturalizzazione e de-moralizzazione della malattia e la conseguente ridefinizione delle prerogative della scienza e della religione.
brossura I libri fanno scoppiare le rivoluzioni? È un quesito che molti storici, da Daniel Mornet a Robert Darnton, si sono posti. Di sicuro, le monarchie assolute della Restaurazione nutrirono la convinzione che dalla parola stampata potessero derivare quanto meno delle serie preoccupazioni. La censura preventiva, infatti, fu una prerogativa sovrana comunemente esercitata in quei contesti istituzionali. Nonostante ciò, il tema della vigilanza sulla produzione e sulla circolazione libraria nella prima metà dell'Ottocento non ha ricevuto fino ad ora grande attenzione specifica da parte degli studiosi. Le poche ricerche disponibili si limitano, in linea di massima, a ribadire l'uso della censura come strumento di mero controllo dell'opposizione politica, senza scendere nel dettaglio del suo concreto funzionamento. Grazie a una vasta mole di fonti primarie, questo volume cerca di far luce su questioni poco o nulla considerate, analizzando le norme, gli uomini, i princìpi e la prassi della censura preventiva e della polizia del libro in una delle realtà editoriali più dinamiche dell'Italia preunitaria.
ill., br. Nonostante siano trascorsi cento anni dall'inizio della Grande Guerra, dai cassetti meno frequentati delle nostre case riemergono ancora frammenti di quell'esperienza. Uno di questi è il diario di Domenico Bendin. Queste memorie di guerra e di prigionia, scritte su due sottili quadernetti che Domenico è riuscito, tra mille traversìe, a conservare durante la reclusione seguita alla rotta di Caporetto, ci raccontano la sua esperienza di soldato, dal giugno 1916 all'ottobre 1917, e di prigioniero, dal novembre 1917 al maggio 1918, data in cui il diario si interrompe per motivi non noti. Le pagine di Domenico Bendin ci comunicano in modo forte le sue esperienze: l'arruolamento, la guerra e poi la prigionia, che l'acquisita consapevolezza gli suggerisce di trasferire sulla carta, unico mezzo, ieri più di oggi, per trasmettere l'immagine di sé e dei propri sentimenti ai posteri. Ne escono squarci di vita che testimoniano quanto quell'esperienza lo avesse sconvolto e cambiato rispetto al Domenico partito dalla sua città nel giugno 1916.
brossura Il volume offre una sintesi delle vicende politiche e diplomatiche che hanno portato l'Italia giolittiana ad intraprendere e condurre quella che il maggiore storico italiano, Gioacchino Volpe, definì l'Impresa di Tripoli, assegnando ad essa una importanza decisiva nel lento farsi nazione dell'Italia liberale. Il titolo del volume riprende quello di un'opera di Gaetano Salvemini, fervido oppositore della guerra libica, il quale raccolse in volume una serie di suoi scritti e lavori dai quali sarebbero emerse in modo nitido tutte le falsificazioni e mistificazioni della campagna interventista sia dal punto di vista politico, che economico e militare: il giudizio dello storico di Molfetta fu perentorio: "Sia il quando, sia il perché, sia il come della impresa libica non si spiegano, se non tenendo presenti la incultura, la leggerezza, la facile suggestionabilità, il fatuo pappagallismo delle classi dirigenti italiane".
ill., br. La delimitazione geografica e cronologica di questo lavoro - i secoli XVII-XVIII in Italia - vuole cogliere il segmento temporale nel quale la "moda", il lusso e le leggi suntuarie sussumono un ruolo più specifico in un confronto non solo fra i sempre più autonomi stati nazionali, ma anche con mondi lontani solo da poco scoperti. L'abbigliamento è sempre esistito, in quanto risponde a un istinto primario, quello del coprirsi, e quindi del vestirsi, e con esso anche il lusso, come anche le leggi suntuarie che indicavano i limiti, soprattutto etici, del vestirsi. Ma è l'entrata "Mode", nella sezione arts dell'Encyclopédie che ne delinea il nuovo ruolo e l'ormai già avvenuto processo storico. La grande attenzione dedicata alle tematiche culturali e ai nuovi fenomeni di diffusione dell'abbigliamento al di fuori delle corti e dei palazzi ha insieme prodotto forme di repressione dell'ostentazione di abiti di lusso. In questo, snodo fondamentale è stato il Seicento, preludio della modernità, che ha contrassegnato un'epoca di profonde trasformazioni culturali, ideologiche e scientifiche: è questo il secolo di Galilei, Bacon e Cartesio tra gli altri. Nello spazio lasciato aperto tra le sempre più massicce importazioni estere e le conseguenti leggi a sostegno della produzione italiana, tra l'imitazione dei modelli stranieri e la volontà di manifestare la propria creatività, in generale in ambito culturale e in quello artistico in particolare, tra la tendenza a seguire le norme e il desiderio di evasione, si dispiegano le pagine di questo lavoro.
ill., br. Il volumetto, promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Gemona del Friuli, raccoglie tre interventi relativi alla figura di sant'Antonio di Padova, che in quel Comune ha uno dei più antichi santuari eretti in suo onore, punto di riferimento del "Cammino di S. Antonio" che collega il nord d'Europa nel suo itinerario verso il santuario padovano, epicentro di una serie di "Cammini" che attraversano, da nord a sud, la penisola italiana. Un primo saggio ricostruisce la figura storica del santo, portoghese d'origine adottato dalla città di Padova (Luciano Bertazzo); il secondo sulla presenza degli insediamenti francescani nel Friuli nel periodo medievale (Andrea Tilatti); il terzo, sulle vie di comunicazione nel medioevo (Riccardo Cecovini). Una sintesi storica e geografica utile nella comprensione del fenomeno santuariale e odeporico attuale.
br. Il diario inizia un anno prima dei bombardamenti, nei tempi in cui la UCK si scatena e in cui ogni giorno lascia il territorio almeno una famiglia serba, che non riesce a sopportare il terrore, esercitato dai separatisti albanesi, che non riesce a sopportare l'incertezza e l'ansia sul domani. Sono i tempi del sospetto verso la sincerità e l'autenticità sia dei politici locali, sia dei rappresentanti della comunità internazionale, che, come i visitatori dello zoo, si alternavano e si costruivano una loro idea, sempre condita dagli interessi delle grandi potenze. Sono descritte le distruzioni dei ponti, degli ospedali, delle ferrovie, dei treni con i passeggeri a bordo, delle colonne dei rifugiati. «Come faccio a mettere in una borsa l'anima di casa mia?» L'odio è diventato l'energia politica dei "democratici" del "nuovo Kosovo", tutti ex combattenti dell'UCK, molti dei quali coinvolti in attività criminali. Il Kosovo e Metohija sono stati "puliti etnicamente": dal giugno del 1999, 250.000 serbi, rom e altri non albanesi se ne sono andati, sono state sequestrate 1.300 persone e uccise altre 1.000, distrutte 156 chiese, commessi atti vandalici contro 67 cimiteri. In Kosovo sono rientrati solamente 1.200 serbi.
br. A oltre centotrent'anni dalla prima pubblicazione, proponiamo in questo volume una nuova edizione dei "Cenni storici dell'antico e moderno insigne borgo di Melegnano". L'opera è suddivisa in due capitoli: le origini del borgo, i personaggi, la famiglia Medici, il castello di Melegnano, le battaglie occorse nel borgo, la distruzione delle Contrade del Basso avvenute per erosione del Lambro, il Regolamento del mercato, i Prelati e Uomini insigni di Melegnano e il censimento, nella prima parte; un racconto di un viaggio immaginario attraverso le strade e monumenti del borgo melegnanese, nella seconda. Prefazione di don Mauro Colombo, Prevosto di Melegnano
br. Quest'opera racchiude il prezioso contributo di vari studiosi e affronta il complesso tema del mondo dei morti tra preistoria e tarda antichità, un lavoro che poggia una lente d'ingrandimento sulle necropoli e sull'architettura necropolare in Sicilia e Magna Grecia.
br. Nell'età moderna le valli lombarde furono caratterizzate da un'intensa emigrazione, il cui flusso si distribuiva all'interno della penisola italiana e in varie parti d'Europa. Il volume, basato su una ricca documentazione in gran parte inedita, analizza la varietà delle mete prescelte, la cadenza temporanea degli spostamenti e l'universo dei mestieri, che spaziavano dal settore tradizionale dell'edilizia a quelli, meno esplorati, dell'artigianato e del commercio. Ampio spazio viene riservato ad aspetti quali la formazione culturale e lavorativa dei giovani destinati alla vita dell'emigrante, la sfera individuale degli affetti e della pietà religiosa, il senso della morte, oltre ai riflessi dell'emigrazione sulla vita delle famiglie e dei villaggi di provenienza. La fascia prealpina del Varesotto ha costituito il punto d'osservazione privilegiato nel corso dell'indagine, aprendo ulteriori prospettive di ricerca nel filone di studi relativi ai movimenti migratori della regione montana estesa tra il Biellese e il Comasco.
br. Attraverso l'analisi degli scritti di viaggio di esploratori e missionari, il libro analizza quel particolare periodo della storia italiana, dall'Unità alla sconfitta di Adua (1869-1891), in cui funzione unitaria e mire espansionistiche e coloniali trovarono una forte e non casuale convergenza. La letteratura di viaggio appare una lente precisa per comprendere in che modo il nuovo stato si relazionasse all'alterità e quali conseguenze abbia portato la costruzione dell'identità per esclusione. In particolare, le collane di resoconti di viaggio di Treves e Perino mostrano come esploratori e missionari fossero considerati una sorta di avanguardia delle campagne militari; il successo e la diffusione dei loro libri infatti diventarono efficaci strumenti di consenso all'impresa coloniale. Tali riflessioni si rivelano particolarmente attuali nell'Italia contemporanea, il cui tessuto etnico e culturale è negli ultimi venticinque anni radicalmente cambiato.
br. Il tema del viaggio in Terra Santa sottende una variegata tipologia di fonti, dai diari alle guide, dai testi letterari a quelli di interesse archeologico, scientifico o etnografico, con capolavori come il trecentesco Libro d'Oltramare del francescano Niccolò da Poggibonsi. I dieci contributi qui pubblicati permettono di avvicinarsi a un argomento complesso ma affascinante anche per l'attualità di temi come la conoscenza dell'altro, il rispetto reciproco, la convivenza nella diversità.
brossura Il libro che avete tra le mani si propone di affrontare il tema del pellegrinaggio in Calabria, dopo una prima parte dedicata all'Europa cristiana. È un libro rivolto ad un pubblico di lettori non specialisti e che non ha la pretesa di aggiungere nulla di nuovo o di originale all'imponente mole di pubblicazioni sull'argomento apparsa negli ultimi anni. Tutt'al più aspira a fornire qualche spunto per auspicabili indagini successive. Il periodo preso in esame abbraccia i secoli altomedievali fino all'Età moderna; un arco di tempo lungo e travagliato, durante il quale il Mezzogiorno d'Italia - e specialmente la Calabria - ha conosciuto quasi stabilmente miseria e isolamento; una terra di frontiera aspramente contesa, oltraggiata da politiche fiscali opprimenti e dalla forza destruente della natura, in balia di soldataglie e soggiogata dai potentati locali. Fattori, questi, che ne hanno modellato la fisionomia del territorio e forgiato la forma mentis delle sue genti, rallentandone nella "longue durée" i processi di normalizzazione delle strutture politico-istituzionali e l'evoluzione del suo sostrato sociale.
brossura Il libro che avete tra le mani si propone di affrontare il tema del pellegrinaggio in Calabria, dopo una prima parte dedicata all'Europa cristiana. È un libro rivolto ad un pubblico di lettori non specialisti e che non ha la pretesa di aggiungere nulla di nuovo o di originale all'imponente mole di pubblicazioni sull'argomento apparsa negli ultimi anni. Tutt'al più aspira a fornire qualche spunto per auspicabili indagini successive. Il periodo preso in esame abbraccia i secoli altomedievali fino all'Età moderna; un arco di tempo lungo e travagliato, durante il quale il Mezzogiorno d'Italia - e specialmente la Calabria - ha conosciuto quasi stabilmente miseria e isolamento; una terra di frontiera aspramente contesa, oltraggiata da politiche fiscali opprimenti e dalla forza destruente della natura, in balia di soldataglie e soggiogata dai potentati locali. Fattori, questi, che ne hanno modellato la fisionomia del territorio e forgiato la forma mentis delle sue genti, rallentandone nella "longue durée" i processi di normalizzazione delle strutture politico-istituzionali e l'evoluzione del suo sostrato sociale.
br. "La storia delle origini francescane in Calabria è stata inaugurata da un avvenimento tanto interessante quanto controverso: il martirio subìto nel 1227 a Ceuta, in Marocco, da alcuni frati capeggiati dal celebre san Daniele da Belvedere. Il fatto, studiato a partire dalle fonti a disposizione e inserito nel suo specifico contesto storico, rivela profonde connessioni con la storia del francescanesimo, non solo calabrese, in modo particolare con i suoi rapporti con il mondo musulmano. Una vicenda che può dirsi esemplare sotto vari aspetti. La novità del lavoro è ascrivibile alla sua sistematicità e soprattutto alla collocazione della vicenda dei Martiri di Ceuta nell'estesa "costellazione" di uomini e donne che - appartenenti al Francescanesimo e alla Chiesa tutta - nel corso dei secoli sono stati uccisi in odium fidei. Nel corso della nostra breve analisi, in riferimento al lavoro svolto dall'autore, abbiamo fatto cenno alla capacità di sintesi, alla serietà di metodo, alla scientificità, sistematicità e novità con cui l'argomento è stato indagato e studiato." (Dalla prefazione di Pasquale Triulcio)
1784JLJ-529Traduit de l’allemand. Chez Barrois l’aîné, libraire, Paris, 1784, 329 pages avec approbation et privilège du roi. Reliure demi cuir vert, dos insolé devenu fauve. Dos à 5 nerfs, lettres dorées. Pages non rognées.
31385Bayard Culture ,2015, in-8 de 155 pages ,broché ,Bon état , .Isbn : 9782227487987.(1 photo sur mon site https://www.vieuxlivre.fr .Les frais de port pour la France sont offerts à partir de 25 euros d'achat (Mondial relay ). (colissimo suivi +6,90 ).
Buenos Aires, Edit. Milicia, 1976, 22'5 x 16 cm., 68 págs.
B., Pujol y Solé, 1890, 18'5 x 12'5 cm., 64 págs. - Sigue: ¡Adelante sobre el terreno Católico! Por Miriam, o sea segunda parte del folleto ¡Firmes! B., 1891, 18'5 x 12'5 cm., 141 págs. (Ambas obras faltas de las cubiertas originales).
137390aafZürich, Orell Füssli, s.d. (ca. 1890), pt. in-8°, 40 p., illustré de 22 (xylo.)gravures par J. Weber et 2 plans, brochure originale illustrée.
31174o.J. 40 S., 2 Bll. (Anzeigen) mit teils ganzseitigen Abbildungen und 4 Tafeln. Illustrierter Orig.-Umschlag.
137455aafZürich, Orell Füssli, s.d. (ca. 1890), pt. in-8°, 46 S.. mit 22 (xylo.) gravures illustriert von J. Weber nebst 2 Plänen.+ 1 Karte + 60 S. ‘Begleitworte zur Rheinfahrt des Lehrergesangvereins ‘ZÜRICH’ vomn 12 bis 18. Juli 1908, Hlwd. (Bibl.).