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In-4°,(20), 360, (60), 328pp, 3 carte di tavola ripiegate, antiporta, illustrazioni; buone condizioni, legatura in pergamena piena, tassello al dorso. Buona edizione di questa raccolta, curata da Goes, di autori latini sul tema dell'agronomia e dell'agrimensura. In parte già edita nel 1554 da André Turnèbe, fu successivamente Nicolas Rigault (Paris, 1577-1654, erudito letterario e latinista, succeduto a Casaubon nella carica di bibliotecario regio) che ne promosse una nuova edizione a Parigi nel 1614 sotto il titolo Auctores finium regundorum... Entrambe le edizioni risultarono offuscate da codesta del 1674. Il trattato comprende opere di scrittori latini quali: Siculus Flaccus, De conditionibus agrorum; Julius Frontinus, De coloniis libellus e De agrorum qualitate; Hyginus, De limitibus constituendis; Innocentius, De litteris et notis juris exponendis. Le numerose incisioni in rame e legno nel testo rappresentano schematicamente paesaggi rurali con fiumi, monti, case, castelli, boschi, fonti e i simboli usati nelle piante dei catasti agrari romani e nella determinazione dei fondi rurali. Brunet, IV/1195. Bibl. Agronomique, n. 1718: "Ouvrage estimé et recherché; assez rare". In-4 °, (20), 360, (60), 328pp, 3 folded tables, frontispiece, plates; good condition, vellum binding, label at the spine. Good edition of this collection, edited by Goes, of Latin authors on the subject of agronomy and land surveying. Partly already published in 1554 by André Turnèbe, it was subsequently Nicolas Rigault (Paris, 1577-1654, literary scholar and latinist, who succeeded Casaubon in the position of royal librarian) who promoted a new edition in Paris in 1614 under the title Auctores finium regundorum ... Both editions were blurred by this 1674. The treatise includes works by Latin writers such as: Siculus Flaccus, De conditionibus agrorum; Julius Frontinus, De coloniis libellus and De agrorum qualitate; Hyginus, De limitibus constituendis; Innocentius, De litteris et notis juris exponendis. The numerous engravings in the text schematically represent rural landscapes with rivers, mountains, houses, castles, woods, sources and symbols used in the plants of the Roman land registers and in the determination of rural funds. Brunet, IV / 1195. Bibl. Agronomique, n. 1718: "Ouvrage estimé et recherché; assiz rare".
1811164444Paschoud A Paris chez Paschoud 1811, 4 tomes reliés en 2 forts volumes In-4 demi basane blonde, plats cartonnés à petits coins, dos lisses à filets dorés, pièces de titre et de tomaison verte. X + 372 pages + XXVII + 273 pages - VII + 304 + 473 pages. Nombreux tableaux dépliants et 13 planches. Tome 1° : Les principes fondamentaux - L'économie - Tome 2 : La fin de l'économie - L'agronomie - La première partie de l'agriculture - Tome 3 : La seconde partie de l'agriculture proprement dite (13 planches) - Tome 4 : La reproduction des substances végétales et l'économie du bétail. La reliure est défraichie, coiffs abimées, trous de vers, le cartonnage des plats est également abimé. Le corps de l'ouvrage est en très bon état, sans taches ni rousseurs. Grandes marges. Bon exemplaire malgré les défauts signalés. L'auteur est considéré comme l'un des fondateurs de l'agronomie.
A Paris chez Paschoud 1811, 4 tomes reliés en 2 forts volumes In-4 demi basane blonde, plats cartonnés à petits coins, dos lisses à filets dorés, pièces de titre et de tomaison verte. X + 372 pages + XXVII + 273 pages - VII + 304 + 473 pages. Nombreux tableaux dépliants et 13 planches. Tome 1° : Les principes fondamentaux - L'économie - Tome 2 : La fin de l'économie - L'agronomie - La première partie de l'agriculture - Tome 3 : La seconde partie de l'agriculture proprement dite (13 planches) - Tome 4 : La reproduction des substances végétales et l'économie du bétail. La reliure est défraichie, coiffs abimées, trous de vers, le cartonnage des plats est également abimé. Le corps de l'ouvrage est en très bon état, sans taches ni rousseurs. Grandes marges. Bon exemplaire malgré les défauts signalés. L'auteur est considéré comme l'un des fondateurs de l'agronomie.
In 8° (20x13 cm); XII, 127, (3) pp. e una bellissima antiporta figurata incisa da Virginia Cordelli su disegno di Filidauro Rossi. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo impresso al dorso. Tagli marmorizzata. Stemma calcogr. del dedicatario, il conte Emanuel de Richecourt, sul front. Antico timbretto settecentesco della celebre "Biblioteca Comitale Borgettiana" al frontespizio. Il domenicano Tommaso Maria Borgetti, eminente personalità del mondo marchigiano, dopo aver ereditato la biblioteca di famiglia integrò la stessa nel corso della sua vita attraverso scambi, vendite ed acquisizioni. Nei primi anni dell'ottocento rese disponibile la sua collezione alla consultazione di studiosi e bibliofili e alla sua morte, nel 1833, lasciò la sua biblioteca a lla città di Macerata che la fece confluire i volumi in quella che sarebbe poi diventata la Biblioteca Comunale Mozzi-Borgetti proprio in memoria delle due donazioni principali che ancora oggi la compongono. All'interno dell'opera qui presentata si trova la celebre "Relazione dell'erba detta da' botanici orobanche e volgarmente succiamele, fiamma e mal d'occhio che da molti anni in quà si è soprammodo propagata quasi per tutta la Toscana. Nella quale si dimostra con brevità qual sia la vera origine di detta erba, perchè danneggi i legumi, e il modo di estirparla. Scritta a benefizio degli agricoltori Toscani". Prima assai rara edizione in prima tiratura (una seconda tiratura uscì nello stesso anno) di questo importante scritto che diede origine all'Accademia dei Georgofili opera del celebre agronomo, letterato, studioso e accademico dei Georgofili, Antonio Motelatici. Fu proprio in risposta a questo scritto e su invito dello stesso Montelatici che un gruppo di studiosi, fra i quali il stesso autore, diede vita a Firenze il 4 giugno 1753 all'accademia dei Georgofili. La finalità iniziale era commentare le proposte di Montelatici di un ampliamento degli orizzonti della ricerca agronomica. Dopo un lungo soggiorno in terra francese, Montelatici al suo ritorno in Italia nel 1747, aveva portato con se un'impostazione illuminista. Con una scelta molto innovativa per i tempi l'obiettivo sociale additato dal dotto religioso fu quello di un organismo perfettamente democratico, come dice Montelatici "una perfetta anarchia". "Nominato abate della badia di S. Bartolomeo, mise a frutto le sue ricerche agrarie scrivendo il Ragionamento sopra i mezzi più necessari per far rifiorire l'agricoltura (Firenze 1752; edizione parziale in Scritti teorici e tecnici di agricoltura..., 1989, pp. 31-429), opera nella quale elaborò l'idea di fondare una società a favore dell'"industria agraria ". Montelatici si lega, in effetti, alla nascita dell'Accademia dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1753, di cui fu fin da subito riconosciuto come "institutore" e nominato "segretario". Si trattava del "primo e nobile esempio in Europa d'una associazione d'ingegni intesi al perfezionamento dell'agricoltura" (Tabarrini, 1856, p. 3). L'agricoltura era considerata da Montelatici "arte nobile, dilettevole e fruttuosa… madre e nutrice di tutte le altre, sostegno e mantenimento della Repubblica" (Ragionamento, 1752, p. 2)… Gli interessi agrari di Montelatici possono essere collocati in quella fase centrale del Settecento in cui si delinea una nuova visione economica, che sviluppando le idee di Sallustio Bandini spinge i capitali toscani a spostarsi sempre più dal commercio all'agricoltura. In questa ottica i grandi proprietari fondiari erano sollecitati a superare l'atteggiamento assenteista per dedicarsi allo studio dell'agricoltura, occuparsi delle loro terre e migliorare l'attività rurale." Insieme a Genovesi del quale fu amico, Montelatici fu tra i primi a sviluppare in Italia le teorie economiche illuministe. Prima rara edizione, in bella legatura coeva ed in perfette condizioni di conservazione. Bibl.: Einaudi 3992. Non in Goldsmith, Mattioli, Higgs.
2 voll. in 8, pp. VIII + VIII + 472 con una cartina f.t. rip.; XII + 574 con 15 tavv. f.t. inc. all'acq. piu' volte rip. Alcune cc. si presentano brunite. Qualche taglietto alle tavv. f.t. Legatura in p. pl. coeva con tasselli ai d., tit. e caratteri oro. Rarissima edizione originale di questo importante trattato sulla coltivazione del grano e la panificazione scritto da Parmentier insieme a Rozier, Lasteyrie, Delalause. Nella prima parte dell'opera sono ricostruiti i sistemi agrari dei Romani e dei Francesi, seguono i principi generali per la coltivazione della terra, con la classificazione dei vari tipi di terra, e i sistemi per modificare quelle improduttive, l'influenza climatica. Nella seconda parte sono analizzati i vari tipi di farine (frumento, granoturco, grano saraceno, frumentone), i sistemi di panificazione, e i diversi tipi di pane e biscotti. Parmentier lavoro' nell'esercito francese in Germania come farmacista durante la guerra dei Sette anni. Si dedico' quindi all'agronomia e agli studi sulle proprieta' chimiche e nutritive della patata, della noce moscata, del grano e della farina, del latte e del ciocccolato. A lui si deve infatti la diffusione della coltivazione della patata in Francia e nel nord dell'Italia tra fine Settecento e inizi Ottocento, coltivazione prima avversata dalla medicina che riteneva che la patata causa della lebbra. Si occupo' quindi dei metodi di conservazione del grano, del granoturco, del vino, dell'aceto e della cerne e dei mezzi per rivelare le sofisticazioni alimentari. Bibliographie agronomique, 2005. Catalogo della raccolta di alimentazione e panificazione Arnaldo Luraschi, p. 60 e 90.
1831001937Paris et Genève Cherbuliez, Madame Huzard 1831
35601981, Paris, Bauche, 1754; in-8, broché, entièrement non rogné, couv. marbrée de l’époque. 2 ff., 233 pp., 1 p. errata, 1 f. catalogue. Portrait de l’auteur gravé en 1754 à Paris par Maisonneuve et 28 planches gravées hors-texte par le même. Les 6 dernières planches ont été dessinées par Humblot d’après les oursins qui se trouvaient dans le cabinet de Réaumur. EDITION ORIGINALE EN FRANÇAIS.- Elle est accompagnée du texte latin original imprimé sur les pages de gauche. J. Théodore Klein ( Königsberg 1685- Dantzig 1759) avait formé un des plus riches cabinet d’histoire naturelle d’Europe. Il s’est occupé de botanique, d’ichtyologie et de presque toutes les branches de l’histoire naturelle des animaux. Sa Naturalis dispositio echinodermatum fut, jusqu’au milieu du XIX e siècle l’ouvrage le plus important sur la famille des oursins. Il a d’abord paru en 1734. Cette première traduction française est de LA CHESNAYE DES BOIS. Les 28 planches portent près de 100 sujets gravés. Cat. British Mus. Natural History II, 992.
173212085Amsterdam, Jean Cóvens & Corn. Mortier, 1732. 3., durchgesehene, korrigierte und erweiterte Auflage "Folio (40-45 cm). 5 Bll., 424 S.; 1 Bl., 400 S." Ganzleder der Zeit über sechs Bünden mit vergoldeter Rückenverzierung und montiertem Rückenschild
180111089Genève, J. J. Paschoud, 1801. In-8 de XIV-327 pages, demi-veau beige, dos lisse orné de filets dorés, pièce de titre rouge et de bibliothèque verte. Bel exemplaire, à toutes marges.
3 ouvrages (1 in-8 et 2 in-12) reliés en 1 volume veau marbré de l'époque, dos lisse orné à la grotesque, pièce de titre fauve, armes dorées en pied du dos [Lumelier de Bressey] 1783-1784, 1783-1784, , 3 ouvrages (1 in-8 et 2 in-12) reliés en 1 volume, veau marbré de l'époque, dos lisse orné à la grotesque, pièce de titre fauve, armes dorées en pied du dos [Lumelier de Bressey], Éditions originales. Les deux ouvrages de Parmentier, reliés à la fin du volume, sont au format in-12, réimposés dans une reliure in-8 : ils sont entièrement non rognés. Moyen proposé pour perfectionner promptement dans le Royaume la meunerie et la boulangerie. À Paris, chez Barrois, 1783. 94-[1] pages. Dans cet ouvrage, Parmentier examine les différentes sortes de moutures et analyse les divers aspects du commerce des farines, ainsi que son utilité pour le gouvernement. Méthode facile de conserver à peu de frais les grains et les farines. A Londres et se trouve à Paris, chez Barrois, 1784. IV-100 pages. Ouvrage technique sur les grains et les farines démontrant "par de nouvelles observations & des expériences décisives, la vérité de quelques principes concernant une des branches les plus importantes de l'économie rurale & domestique". Le titre porte cette épigraphe tirée de La Fontaine : "Ni mon grenier, ni mon Armoire / Ne se remplit à babiller". Relié en tête du recueil : César BUCQUET, Traité pratique de la conservation des grains, des farines, et des études domestiques. Paris, Onfroy, Belin, 1783. In-8, [4]-XVI-74-[2] pages, 2 planches dépliantes gravées sur cuivre ; et [4]-146-[2] pages pour la seconde partie (Edme BÉGUILLET, Observations sur la boulangerie). Bucquet, qui publiait ce livre à la fin de sa vie, l'a dédié "Aux hommes" ; dans l'Avertissement, il examine les quelques points sur lesquels ses opinions diffèrent de celles de Parmentier. À la suite de son propre Traité, il intègre les Observations sur la boulangerie d'Edme Béguillet (mort en 1786) et s'en explique dans un avertissement préliminaire : "les Observations critiques qu'on va lire sont d'une main & d'un style différent de ce qu'on a lu jusqu'ici (...). Mais ayant fait tirer un certain nombre d'exemplaires du Traité (...) pour être vendus séparément & à part des Observations, je n'ai pu me dispenser de toucher dans la première partie certains objets qui auront lieu encore dans la seconde". Les Observations de Béguillet sont l'un de ses derniers ouvrages. L'auteur, ancien meunier de l'Hôpital général de Paris, fut avocat au Parlement, auteur de l'article Agriculture dans l'Encyclopédie de Diderot et membre de la Société d'agriculture. Intéressant recueil de quatre ouvrages ayant joué un rôle important dans l'économie française et celle de la Révolution ; il a été constitué par Jean Lumelier de Bressey, conseiller au Parlement de Bourgogne, dont les armes sont dorées au bas du dos
154146404865Basileae, R. Wynter, 1541 ; in-12, demi-basane fauve à nerfs, plats en papier dominoté, coins en vélin, tranches jaspées. (Reliure du début XVIIIe siècle.) 4 ff. n. ch., 281 (1) pp., 7 ff. n. ch.ÉDITION ORIGINALE RARISSIME de ce célèbre manuel de botanique qui ouvre la voie à la classification moderne. L’ouvrage, que l’auteur voulait d’un format portatif afin d’en faire un livre pratique, offre aux étudiants une synthèse des meilleurs auteurs anciens augmentée des contributions des auteurs contemporains et de ses propres observations. Environs mille plantes y sont décrites par ordre alphabétique avec leur nom -de genre- souvent complété par un ou plusieurs adjectifs permettant d’en distinguer les espèces. Suit une description de la plante et de ses vertus médicinales. Les noms grecs et allemands sont notés dans les marges lorsqu’ils sont connus de l’auteur. Gesner adopte un système binominal emprunté à Théophraste qui permettra aux sciences naturelles de faire d’immenses progrès. Dans son introduction il dit en outre vouloir grouper les plantes en trois taxons qu’il nomme genres de premier, second et troisième ordre. Mais il fait aussitôt part des difficultés qu’il rencontre à grouper les plantes qu’il rencontre dans un système de classification encore trop imparfait, réservant son système de classification à une somme plus complète à laquelle il travaille. Il consacrera toute la fin de sa vie à rédiger cette flore monumentale à laquelle il travaillait lorsqu’il fut emporté par la peste en 1565. Elle ne sera publiée d’après ses notes que deux siècles plus tard. Cette introduction de 5 pages est écrite sous la forme d’une lettre dédicatoire au grand théologien réformateur Heinrich Bullinger.Pritzel 3297 - VD16, G1747Konrad Gesner est né en 1516 à Zurich, fils d’un fourreur et tanneur. Son père est tué en 1531 dans les rangs protestants lors des guerres de Kappel. Konrad sera élevé par un oncle qui lui donne le goût de la botanique et des langues anciennes. Humaniste accompli il a étudié et enseigné la médecine, les sciences naturelles et le grec à Zurich, Bâle, Lausanne, Bourges, Montpellier et Paris. Éditeur et compilateur de textes anciens Gesner est également l’auteur de la première bibliographie imprimée. Mais c’est à la botanique qu’il consacra l’essentiel de sa vie.Bel exemplaire dans une intéressante demi-reliure en dominoterie suisse ou allemande postérieure. Quelques-uns des noms vernaculaires dans les marges ont été ajoutés à la main, une note manuscrite sur la page de titre, sans doute d’une main catholique, dit Autor damnatus opus vero hoc permissum.