4 952 résultats
Washington, GPO, 1927. Orig. full cloth. VIII,168 pp. With 2 plates.
(Firenze, 1903) stralcio con copertina posticcia muta, pp. 287/322 con ventuno illustrazioni ed una tavola. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
In 4. Pp. 16. Br. ed. Intonso. Estratto dagli Atti dell'Accademia Pobntificia de' nuovi Lincei Anno XLIV, sessione Ia del 21 dicembre 1890.
br. In Europa avanzano movimenti xenofobi e in Italia si denunciano sempre piú spesso episodi di razzismo. Quattro studiosi con competenze diverse provano qui a vagliare i concetti di identità e differenza, a comprendere i diritti dello straniero in Italia, a misurare quanto profonde siano le nostre convinzioni sulle differenze biologiche e culturali e come se ne debba parlare. Guido Barbujani sceglie la prospettiva della genetica per decostruire le presunte basi scientifiche del razzismo; Marco Aime usa un approccio antropologico per comprendere alcune nuove declinazioni, di carattere culturale, assunte da certi razzismi. Federico Faloppa compie un'analisi linguistica, utile a capire gli elementi discriminatori che mettiamo in atto, spesso inconsciamente, usando le parole in un certo modo; infine Clelia Bartoli usa lo sguardo socio-giuridico per comprendere come le insidie del razzismo si celino anche nelle istituzioni "democratiche".
br. "Cento pagine divulgative di uno scrittore affascinante e antropologo di qualità, per smontare un valore forte della nostra cultura: la rivendicazione di sé - etnica, politica, religiosa, localistica - che fissa il confine tra noi e gli altri." (Ferdinando Albertazzi, "Tuttolibri") Francesco Remotti (1943) è professore ordinario di Antropologia culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino. Ha condotto ricerche etnografiche tra i Banande del Kivu (Repubblica Democratica del Congo) e dal 1979 al 2004 ha diretto la Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale (Ministero degli Affari Esteri).
br. Natura e "contro natura", giusto e sbagliato. Chi vuole l'assoluto e chi si accontenta del relativo. Chi cerca un modello universale e chi persegue il riconoscimento delle differenze. In queste pagine, due mondi a confronto, quello del dogma e delle certezze e quello della scienza antropologica che coltiva l'ambizione di conoscere da vicino diversi mondi culturali. Una prospettiva questa continuamente sottoposta a critiche, contestazioni, revisioni. Ma che dire delle idee che un papa esprime in campo antropologico? Possono essere considerate anch'esse espressione di una "cultura" umana? Oppure, quello che il pontefice espone sulla famiglia umana è fondato su un sapere extra-culturale o extra-umano? "Santità, come molti altri cittadini italiani e del mondo, seguo con attenzione le manifestazioni del Suo pensiero in merito ai molti problemi che caratterizzano il nostro tempo. Le analisi e le riflessioni che verranno esposte nelle diverse parti di questo libro cercano di rispondere alla sfida che Lei ha lanciato con i Suoi attacchi contro il relativismo culturale, le unioni gay e tutto ciò che Lei ritiene essere 'contro natura'. Avranno se non altro il merito di porre alla prova la proponibilità di un sapere che fa della molteplicità irriducibile delle soluzioni umane il suo interesse principale e il suo punto di forza."
br. Conversazioni dal Sud apre uno spazio di confronto, riflessione e ricerca tra percorsi radicati nel Sud, con l'intento di creare connessioni non identificate con il punto di vista del potere. La parola "Sud" dunque è compresa in un duplice significato: sia nella sua accezione geografica; sia in un senso politico ed epistemico, in riferimento a contesti di marginalità, caratterizzati dalla lucidità necessaria a riconoscere l'ingiustizia del mondo in cui viviamo e capaci di generare alternative incentrate su condivisione, educazione reciproca, solidarietà, convivenza. Ci siamo soffermati specificatamente su due regioni geopoliticamente complesse: l'Amazzonia brasiliana e il Mediterraneo - luoghi molto differenti da vari punti di vista ma accomunati dall'esperienza dell'oppressione, della resistenza e della lotta. I contributi originano dai luoghi dell'impegno, della formazione o dell'elaborazione teorica ma in ogni caso sono tutti attraversati da una concezione della circolarità tra riflessione e pratica come tensione vitale, irriducibile e appassionata.
Madrid, Librería de Victoriano Suarez, 1892 (Colección de Libros Raros que tratan de América). Dos tomos en un volúmen en 4to. menor; XIII pp., 1 h., 228 pp. y 1 h., 76 pp., 2 hs. Encuadernación de época en tela.
43989London, British Museum Publications, 1979, in 8° broché, 143 pages ; 117 illustrations ; couverture illustrée en couleurs.
Madrid, Gráficas Reunidas, 1938. 4to. menor; 60 pp., con viñetas de Alcázar. Cubiertas originales.
México, El Colegio de México, 1973. 4to.; 150 pp., con pequeñas ilustraciones entre el texto. Cubiertas originales.
Barcelona, Bellaterra, 2014. 4to.; 376 pp. Cubiertas originales.
21459P., NRF (Collection "Témoins"), 1981, in 8° broché, 369 pages ; couverture illustrée en couleurs.
44758P., Fournier, 1833, 2 volumes in 8° reliés demi-basane glacée verte, dos lisses ornés à chaud et à froid, 388 et 374 pages ; rousseurs ; mouillures claires au tome 2 ; réparations anciennes à la carte dépliante et en pied de la page 1 du tome 1 ; frottis.
pp. liv, 211 + Two maps, one folding. Numerous red underlinnings. Text in English and Latin. Lacks first fly leaf. 170mm. Original full cloth binding, soiled. Reprint of the 1914 edition. Pitt Press Series. CLASSICS BX 1
br. Qualcosa che non scegliamo e che ci precede, questo è il nostro corpo. Però lo guardiamo attraverso le lenti della nostra cultura, ne disponiamo secondo le movenze che abbiamo assorbito nella quotidianità e lo viviamo attraverso codici emotivi che abbiamo appreso già dall'infanzia. Non solo: a seconda del genere al quale apparteniamo, mostriamo le emozioni in modo distinto, assumiamo differenti controlli corporei, ci cuciamo addosso ruoli diversi. Il corpo è immerso in una sofisticata costruzione sociale, modellato attivamente dalle nostre scelte di ogni giorno e plasmato dalle istituzioni con le loro richieste, implicite o imperative.
br. Con meno dell'8% della popolazione mondiale, l'Africa subsahariana comprende circa i due terzi dei casi globali di AIDS. Eppure, in Africa si sostiene che l'AIDS non esista: la sindrome è considerata un'invenzione dell'Occidente per controllare la crescita demografica del continente; oppure come nulla di diverso da condizioni sempre esistite e afferenti al campo delle violazioni dei tabù sessuali. Per comprendere i significati veicolati da tali modalità locali di costruzione culturale della realtà della sindrome occorre adottare un approccio capace di cogliere il ruolo dell'azione umana nella sua elaborazione e diffusione. A tal fine è necessario prendere le distanze dalla concezione biomedica della sindrome, mettendo in luce come essa stessa rappresenti un prodotto culturale. La malattia è sempre una realtà semantica, un fenomeno socio-culturale, e come tale impone di esaminare i processi della sua costruzione. È con questo spirito che qui si intende proporre un'analisi dettagliata delle pratiche interpretative attraverso cui l'AIDS è stato culturalmente costruito a Nso' (provincia del Camerun). Combinando un approccio interpretativo con una prospettiva storiografica e politico-economica, la malattia viene apprezzata come una specifica forma di pratica culturale in cui il personale e il collettivo, il presente e il passato, il locale e il globale sono intrecciati nell'immediatezza dell'esperienza di sofferenza. Quest'ultima emerge come l'incorporazione individuale di più ampi processi socio-politici la cui analisi rappresenta il filo rosso dell'intero volume.
ill., br. Il libro presenta una ricerca antropologica sulle pratiche e i saperi legati alla gravidanza e al parto in una comunità maya dello Yucatàn. In particolare, si indaga il massaggio pre e post-natale detto sobada e i molteplici significati che esprime, nel contesto di crescente medicalizzazione del processo riproduttivo e del rapporto non facile tra saperi terapeutici locali e biomedicina.
br. "L'Etiopia è un luogo in cui mi è stato detto che l'energia è controllata da angeli e demoni, e gli sciamani possono aiutare un atleta ad acquisire il potere di un altro runner. È un luogo in cui un corridore nella foresta mi ha rivelato, con un'espressione assolutamente seria e mimando un tabellone immaginario, di aver sognato di correre i 10.000 metri in 25.32, quasi un minuto in meno del record mondiale. È un luogo di magia e follia, dove il sogno è sempre vivo." Per quindici mesi Michael Crawley si è allenato fianco (e spesso dietro) a corridori di tutti i livelli: dai guardiani notturni che sperano di cambiare le loro vite ai maratoneti di caratura mondiale, mosso dalla voglia di capire quale forza antica e potente porta con sé la corsa in Africa. Perché ha senso per i corridori etiopi alzarsi alle 3 del mattino per correre su e giù per una collina? Chi sceglierebbe di allenarsi su un terreno ripido e roccioso infestato dalle iene? E come mai gli etiopi detengono sei dei primi dieci tempi di maratona più veloci di sempre? Sport e antropologia per raccontare un mondo fatto di visioni, miti, leggende e fatica, nella terra dei corridori più forti del mondo.
18969691ABMünchen, F. Straub, 1896-1900. 4°. 10 Seiten, Seite 9-42, 59-142, 151-172; S. 1-48, 65-178; S. 1-24, 33-40, 49-203 (mit 1 Tafel); S. 1-8, 25-40, 57-66; S. 57-164 mit zahlr. Abbildungen im Text. Privater Halbleinenband. Innendeckel u. Rücken nummeriert. Schnitt leicht gebräunt, Einband lichtrandig, teils bestossen u. beschabt. Rücken am Kapital eingerissen.
Cali, Editorial Salesiana, 1963. 4to. mayor; 327 pp., 6 hs. Transcripciones musicales. Cubiertas originales.
181450686London, Farton, Harvey, & Darton, 1814. (63x60 mm). Contemp. (original ?) full longgrained morocco. Spine gilt. 96 pp. and 47 engraved plates. A few brownspots.
193944450Paris, Hyperion, (1939). 4to. Plates loose in orig. wrappers. 20 pp. of text and 40 colourplates in photo-lithography.
br. Il volume descrive e riflette su come l'antropologia pubblica, implicata oltre che applicata, possa partecipare attivamente alla progettazione, oltre che all'osservazione e alla valutazione dei processi di inclusione sociale. Una descrizione "dall'interno" di un progetto scientifico interdisciplinare tra design e antropologia può essere utile per coloro che intendono impegnarsi in un lavoro di progettazione, mettendo in pratica i saperi antropologici in un'ottica di ricerca-azione interdisciplinare e partecipativa.
br. Il volume descrive e riflette su come l'antropologia pubblica, implicata oltre che applicata, possa partecipare attivamente alla progettazione, oltre che all'osservazione e alla valutazione dei processi di inclusione sociale. Una descrizione "dall'interno" di un progetto scientifico interdisciplinare tra design e antropologia può essere utile per coloro che intendono impegnarsi in un lavoro di progettazione, mettendo in pratica i saperi antropologici in un'ottica di ricerca-azione interdisciplinare e partecipativa.