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ill., br.
br. Che cosa collega la CIA a Timothy Leary? Gli scienziati nazisti ai rave party? Allen Ginsberg agli psichiatri militari? I Grateful Dead agli esperimenti segreti di Menlo Park? La risposta sta in una sigla: LSD. Questa potente sostanza fu scoperta dal chimico Albert Hofmann nel 1938 e si aggiunse a poche altre che stavano affascinando scienziati, rivoluzionari, filosofi, militari e agenti segreti. L'LSD sembrò la medicina meravigliosa per vincere l'alcolismo, la follia e le ingiustizie; per illuminare le menti o creare la spia perfetta. Queste sostanze furono studiate da grandi istituti di ricerca strategica e inserite nei protocolli di esperimenti top secret prima di diffondersi nelle strade, nei salotti, nella società del boom economico e oltre, in un'onda lunga che influì profondamente sulla cultura della droga dagli anni Settanta sino al XXI secolo. Da qui, la «rivoluzione psichedelica», che sedusse psichiatri, artisti e scienziati del comportamento; il suo effetto cambiò le università, dipinse i colori degli anni Sessanta, ispirò i suoni del rock e degli hippies, la rivolta di Berkeley, l'utopia di Haight-Ashbury e il Sessantotto. Ormai un classico, Rivoluzione psichedelica - qui in edizione accresciuta, arricchita, rivista - racconta fedelmente ciò che accadde quando trame segrete e sogni ingenui accomunarono persone che non avevano niente in comune fra loro. Un racconto di ieri ma, soprattutto, un racconto di oggi.
ill., br. A dieci anni dalla sua prima pubblicazione, torna in un'edizione aggiornata e arricchita di nuovi contenuti esclusivi "The Heroin Diaries", il libro sulla dipendenza dalle droghe scritto da Nikki Sixx. Quando i Mötley Crüe erano all'apice del successo non c'era droga che Nikki non si sarebbe fatto. Il bassista trascorreva le sue giornate tra i fumi di uno sballo ininterrotto, alimentato da cocaina ed eroina. In queste pagine, il musicista condivide con il pubblico i suoi scritti - alcuni poetici, altri folli, altri ancora al limite dell'assurdo - e ripercorre con la memoria quei giorni. Assieme a lui raccontano la propria versione dei fatti personaggi del calibro di Tommy Lee, Vince Neil, Mick Mars, Slash, Rick Nielsen, Bob Rock e un intero esercito di vecchi manager, ex fidanzate e amici. Con la sua onestà brutale, i suoi contenuti estremi e un'intensità a tratti commovente, "The Heroin Diaries" accompagna Nikki nel corso dell'anno durante il quale la rockstar ha davvero toccato il fondo - fino alla coraggiosa decisione di rialzarsi e ricominciare a vivere. Con oltre sessanta pagine di contenuti nuovi, fotografie a colori e una grafica che il New York Times ha definito "fra le più sconvolgenti mai viste su un libro", torna disponibile in Italia "The heroin diaries", una delle autobiografie rock più intense di sempre.
Wear, creases, small tears, and stains to cover. Age-toned pages. Interior pages clean and unmarked. 206 pages. Stated First Avon Printing.
With a seamless weave of letters, reminiscences, poems, and journal entries, Eleni Sikelianos creates a loving portrait - and an unblinking indictment - of her father, Jon: a talented musician, a high school dropout, an autodidact descendent of Greek nobility, and, for much of his life, a drug addict. An eccentric visionary, he emerges as a brilliant, irresponsible, frustrating, and ultimately tragic figure. In 2001, after three years of homelessness on the streets of Albuquerque, he died in a motel room from an overdose." Vivid and poignant evocation of a daughter's relationship with her enigmatic, inspiring, and deeply troubled father"116p. illus, author inscription on title page Book
Based on the proceedings of the 11th International Bioanalytical Forum mounted by the Forum Syndicate of the Chromotographic Society, entitled Biofluid Assay for Peptide-related and Other Drugs, held 29 August to 1 September 1995, In Guildford, UK. Cover and contents in very good clean condition. Very slight signs of wear to corners of boards. Used
Roma, 1989, voll. 2, in-4, br. edit., pp. IX, 447, [1] - IX, da 449 a 812.
Reliure toile muette. 264 pages.
1960189511960 Textes réunis avec la collaboration de Robert Amadou. Au sommaire, entre autres : Visa pour le sacré (alchimie, magie, religions...) - La drogue et les artistes - Témoignages - Pharmacologie - Toxicomanie - Répression. In-8 broché de 276 pp. + 8 illustraitons hors texte. Très bon état.
2487Neuchâtel, La Baconnière, 1968 in 8 broché couvertures à rabats
2487Neuchâtel, La Baconnière, 1968 in 8 broché couvertures à rabats
1912V60236Maastricht, Sobriëtas 1912 159pp., 18cm.
IN LINGUA FRANCESE. numero pagine: 310 formato: 13.5x23 stato conservazione: DISCRETO
CON SOVRACCOPERTA, IN LINGUA INGLESE. numero pagine: 404 formato: 16x23.5 stato conservazione: DISCRETO, RARE FIORITURE
Grasset, 2015. Fort In-12 broché de 882 pages. Très bon état
brossura L'autore ci offre una sintesi delle sue osservazioni originali sul tema droga, frutto dell'ascolto dei quasi 50.000 tossicomani che in oltre 40 anni hanno frequentato Villa Maraini. Contrariamente a quanto avviene in tutto il mondo, in cui i centri antidroga offrono la loro terapia, non necessariamente adeguata per quell'individuo in quella fase della sua dipendenza, è convinzione di Massimo Barra che debba essere la terapia a doversi adattare al soggetto e non viceversa. La tossicomania è descritta come una storia d'amore di una persona per una o più sostanze atte a modificarla dando piacere. Il passare del tempo però modifica la storia ed è terapeutico perché la routine è la tomba dell'amore, anche di questo folle amore. È dunque più probabile che decida di smettere un tossicodipendente anziano piuttosto che un giovanissimo in "luna di miele" con la droga. La terapia non si identifica con la disintossicazione, ma è un "lungo cammino" da percorrere insieme. Da ogni concetto traspare la risoluta fede antidroga dell'autore, assieme ad una non celata simpatia per i suoi pazienti e la certezza che non esiste tossicomane, per quanto posseduto dalla droga, che non possa smettere e cambiar vita radicalmente.
ril. Tutte le storie di guerra, dall'antichità ai giorni nostri, sono anche storie di droga. Quasi senza eccezioni, combattenti e soldati, governi e organizzazioni militari, nel corso dei secoli, hanno sfruttato il potenziale bellico di alcol e sostanze stupefacenti. I primi furono gli opliti omerici in viaggio verso Troia, poi le truppe di Annibale, i guerrieri dell'Amazzonia e i berserker vichinghi. Nel mondo antico, oppio, funghi allucinogeni o piante con poteri energetici sono spesso parte dei riti tribali, delle cerimonie per risvegliare lo spirito guerriero. Con la nascita della "guerra moderna" e lo sviluppo degli eserciti nazionali, l'uso di droghe diventa un'abitudine diffusa. I soldati al fronte assumono calmanti per tenere a bada gli incubi e il dolore, e stimolanti per dominare la paura e trovare la forza per andare all'attacco. I vertici militari spesso fingono di ignorare o addirittura agevolano la diffusione di sostanze psicotrope tra le truppe. La droga diventa un'arma a tutti gli effetti. Dalla diffusione della cocaina tra i piloti francesi e tedeschi durante la prima guerra mondiale, all'utilizzo del Pervitin con cui la Wehrmacht sbaragliò le resistenze di mezza Europa con incursioni lampo, dall'abuso di psicofarmaci ed eccitanti dei marines in Vietnam, agli esperimenti con l'LSD durante la guerra fredda, fino ai miscugli di polvere da sparo ed eroina sniffati dai soldati bambino in Africa, ?ukasz Kamie?ski osserva i campi di battaglia da un'inedita prospettiva.
In brossura con sovraccoperta. Droghe, toghe e camici bianchi. Il dramma della tossicomania - dalla cronaca di un'istruttoria penale ad una prospettiva di bonifica sociale - in appendice leggi, norme e decreti - saggio di Alceo Bernabei numero pagine: 223 formato: 14x21 stato conservazione: Buono, libro intonso collana: Testimonianze del tempo, 32
Firenze, Parenti, 1957, 8vo brossura con sovraccopertina illustrata a colori (piccoli strappi e lievi mancanze) pp. 223 (Testimonianze del tempo, XXXII) .
IN LINGUA FRANCESE. numero pagine: 216 formato: 14x21.5 stato conservazione: DISCRETO
1973100291Editions universitaires, coll. « Psychothèque », n° 20 1973 Édition originale. In-12 relié. 109 pages. Bon état d’occasion.
br. La stima dei profitti derivanti dalla vendita della droga è di circa trecento miliardi di dollari l'anno. Questa somma strabiliante spiega la grande potenza di cui possono disporre i "signori della droga", i quali non sono sempre quelli che la stampa mondiale ci propina in continuazione. Il potere della droga è in alcuni casi diventato un vero e proprio Stato nello Stato. Anche i partiti politici, consciamente o no, hanno in passato approfittato e forse ancora oggi approfittano di questa manna caduta dal cielo. Naturalmente non senza una contropartita politica... Il denaro sporco prodotto dalla droga non trasuda più attraverso gli interstizi del sistema, ora lo inonda letteralmente. Come ben scriveva Jean-Michel Helvig su "Liberation" del 28 agosto 1989: "Come avviene per i petrodollari, anche i narcodollari hanno un peso rilevante sui mercati finanziari mondiali e nessuna frontiera può loro sbarrare la strada. E nessuna banca, anche se nazionalizzata, può essere sicura in modo assoluto di non detenere denaro sporco."
La stima dei profitti derivanti dalla vendita della droga è di circa trecento miliardi di dollari l'anno. Questa somma strabiliante spiega la grande potenza di cui possono disporre i "signori della droga", i quali non sono sempre quelli che la stampa mondiale ci propina in continuazione. Il potere della droga è in alcuni casi diventato un vero e proprio Stato nello Stato. Anche i partiti politici, consciamente o no, hanno in passato approfittato e forse ancora oggi approfittano di questa manna caduta dal cielo. Naturalmente non senza una contropartita politica... Il denaro sporco prodotto dalla droga non trasuda più attraverso gli interstizi del sistema, ora lo inonda letteralmente. Come ben scriveva Jean-Michel Helvig su "Liberation" del 28 agosto 1989: "Come avviene per i petrodollari, anche i narcodollari hanno un peso rilevante sui mercati finanziari mondiali e nessuna frontiera può loro sbarrare la strada. E nessuna banca, anche se nazionalizzata, può essere sicura in modo assoluto di non detenere denaro sporco." Autori: Yann Moncomble. Traduttori: L. Garofoli.