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197479955Couverture souple. Revue 80 pages. Légèrement défraîchie.
Broch?. 220 pages.
In 16°, br. edit. ill., pp. (VIII),159,(9), volume 269 dei "Nuovi Coralli"; prima ed. nella coll., copia molto buona. (L009) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
1969440221969. Planete, 1967. Format 14x22 cm, broche, 189 pages. Couverture tres frottee, interieur frais. Etat passable.
in 8°, cop. edit., pp. (XXIV),165,(3), volume nr. 1 della collana "Le nostre inchieste"; ottimo es.
1971rx427Springer-Verlag Berlin Heidelberg, New York Cartonné avec jaquette 1971 In-8, (17x25.5 cm), cartonné sous jaquette, texte en anglais, 442 pages, schémas en noir et blanc, index ; jaquette légèrement défraîchie, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
Mm 105x180 Prima edizione - Brossura editoriale di 78 pagine. Con un saggio di Marco Taradash. Traduzione di Caterina Verbaro. Copia in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In 8°, t.t. edit. con sovracc., pp. (4),220,(4); coll. "Frecce"; prima ed., ottimo es..
(Codice CW/1821) In 16º (21 cm) 152 pp. Prima edizione. Brossura editoriale, come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
P., A. Michel, 1927. In-12 relié demi basane bleu, dos long souligné de filets dorés, plat supérieur de la couverture conservé, 251 pages.
Broch?. 239 pages.
In 16°, cop. edit. ill., pp. 407,(1), ottimo es.
in 8°, cop. edit. ill., pp. 318,(2), volume della collana "Attualità"; ottimo es.
1905vm2178Carrington Charles Cahiers sous chemise 1905 In-8 (15 x 23,5 cm.), cahiers sous chemise rempliée, 93 pages, culs-de-lampes ; traces d'usure à la chemise noirice, intérieur frais, assez bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
24923Rouen, Maugard, 1939, in 8° broché, 238pp. ; couverture fanée ; petits défauts.
In-8 (cm. 21.60), brossura, pp. 193, (3), 15, (5), con una fotografia in bianco e nero nel testo. Alcune sottolineature a matita. In buono stato di conservazione (good copy).
In-8 (cm. 24.40), brossura editoriale illustrata (tracce d’uso), pp. 237, (3). Testo in buono stato (text in good condition). .
br. "Have a drink on me" non racconta una storia qualunque, ma tra le sue pagine si celano le parole che l'autore ha sentito l'esigenza fisica di esternare, riguardo a un demone che ancora invade il corpo e l'anima di troppi giovani come lui: l'alcol. È una storia vera, cruda, fredda dove, senza mezze misure e senza più nascondersi, l'autore narra il viaggio della propria vita con l'alcol e poi, finalmente, il viaggio contro di esso. Una battaglia atroce contro un avversario ostico ma definitivamente battuto con l'impegno, la costanza, la tenacia e soprattutto l'aiuto delle persone a lui care.
brossura «Questo è ciò che succederà a chiunque non capisca, il messaggio è destinato a tutti». Ecco un minaccioso narcomanta, poche parole su un lenzuolo insanguinato, in una storia di giornalisti trucidati, cadaveri decapitati, horrorismo, scontri a fuoco e massacri: se tutto questo vi attira significa che la necropolitica funziona e in questo libro è spiegato perché. Una narcostoria che apre il sipario sulla vicenda dei quarantatre studenti desaparecidos di Ayotzinapa e si snoda attraverso un secolo di proibizionismo armato in cui Stati Uniti e Messico insieme hanno costruito la politica della guerra alle droghe, con lo scopo di controllare profitti del narcotraffico e popolazioni coinvolte al di qua e al di là del muro in costruzione. To be continued...
br. Coca, farlopa, perico, fariña. Nella storia galiziana nessun prodotto è mai stato commercializzato con tanto successo. Negli anni ottanta e novanta infatti quasi tutta la cocaina che sbarcava in Europa faceva il suo ingresso dai porti della Galizia, che allora ha rischiato di trasformarsi in un vero e proprio narcostato. Oltre alla posizione geografica privilegiata, la Galizia aveva tutte le carte per diventare una "nuova Sicilia": ritardo economico, una tradizione secolare di contrabbando via terra, mare e fiumi, e un atteggiamento di tolleranza ammirata verso una cultura criminale ereditata dall'epoca degli "inoffensivi" e "benevoli" boss del tabacco. I clan, potenti e intoccabili, sono cresciuti in un clima di massima impunità grazie all'inerzia - se non alla complicità - della classe politica e delle forze dell'ordine. Attraverso le testimonianze dirette di boss, piloti di aerei, pentiti, giudici, poliziotti, giornalisti e madri di tossicodipendenti, Nacho Carretero disegna con minuzia uno scenario criminale spesso sottovalutato, ma che ha annientato il tessuto sociale, economico e politico della regione spagnola, che ancora oggi paga il prezzo delle attività dei clan del narcotraffico, tutt'altro che estinti.
br. La relazione tra gli otto uomini più potenti del XX secolo e i loro medici è al centro di questo saggio. Da Hitler a Mussolini, da Stalin a Churchill, il libro apre a nuovi retroscena su coloro che scrissero la storia del Novecento, ma anche sull'influenza che la medicina esercitò sulle loro azioni. Testimoni e custodi di segreti pubblici e debolezze private, i dottori mettevano davvero al primo posto la salute dei loro pazienti? E, nella scelta del medico, quanto influivano le doti di riservatezza? E quanto contava, davvero, la competenza? Uno studio sul passato che solleva inquietanti interrogativi sul tempo presente: conoscere lo stato di salute di un leader politico può mettere in pericolo un Paese?
br. La relazione tra gli otto uomini più potenti del XX secolo e i loro medici è al centro di questo saggio. Da Hitler a Mussolini, da Stalin a Churchill, il libro apre a nuovi retroscena su coloro che scrissero la storia del Novecento, ma anche sull'influenza che la medicina esercitò sulle loro azioni. Testimoni e custodi di segreti pubblici e debolezze private, i dottori mettevano davvero al primo posto la salute dei loro pazienti? E, nella scelta del medico, quanto influivano le doti di riservatezza? E quanto contava, davvero, la competenza? Uno studio sul passato che solleva inquietanti interrogativi sul tempo presente: conoscere lo stato di salute di un leader politico può mettere in pericolo un Paese?
br. ""Perché occuparsi della storia di Sanpa? Perché raccontarla oggi?" È quello che si chiede Carlo Gabardini quando gli viene proposto di realizzare un documentario sulla comunità di recupero di San Patrignano e sul suo fondatore, Vincenzo Muccioli. Una vicenda che evoca telegiornali lontani, santificazioni e demonizzazioni, opinioni e pregiudizi, polemiche, episodi mai del tutto chiariti. Ma è davvero solo questo? Iniziando a fare le ricerche Gabardini, come Alice nella tana del Bianconiglio, intraprenderà un viaggio di scoperta che è anche un viaggio nella memoria. La memoria di una generazione, i nati tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '80, che in modi diversi hanno avuto a che fare con la delusione dell'eroina, con la fascinazione per la dissoluzione, con il disagio di quando, bambini, si incontrava un "drogato", un disagio che forse sottintendeva la paura di diventare così, una volta cresciuti. E oggi che siamo più grandi, che effetto fa rivangare il percorso educativo di un intero Paese scandito dalla televisione mentre fissa una memoria collettiva? La storia di San Patrignano diventa davvero una storia comune, che mischia il pubblico, il racconto di quegli anni divisi tra una fiducia sconfinata nel presente e la paura che qualcosa di inesorabile stesse per accadere, e il privato quotidiano attuale della domanda: "Davvero pensiamo che la droga sia una questione risolta nel passato? E come mai quel passato abbiamo deciso collettivamente di seppellirlo?" Costruito come un collage, alternando la ricostruzione delle indagini che hanno portato alla realizzazione dell'acclamata docuserie Netflix, all'evocazione dell'Italia degli anni '80 - che Gabardini fa rivivere evocandone atmosfere, desideri e timori -, alle proprie vicende familiari e personali, come la drammatica storia d'amore di Marco. "Tutti abbiamo avuto un tossico in casa oppure ci siamo chiesti se il tossico eravamo noi. Far finta di dimenticare è sempre un piano fallimentare." In parte memoir, in parte saggio, in parte inchiesta, in parte riflessione sul raccontare la realtà, il libro di Gabardini è una lettura indimenticabile, una freccia indirizzata, al tempo stesso, verso la mente e il cuore dei lettori."