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200251732Stuttgart : Klett-Cotta, 2002. 3. Aufl. 243 S. ; 24 cm Pp.
19756253BBStuttgart:, Klett, 1975. 8°. 189 S., broschiert (Papier leicht gebräunt; gut erhalten) (=Konzepte der Humanwissenschaften)
19616251BBLondon:, Tavistock, 1961. 8°. XVI, 236 S., gebunden (gut erhalten) (=Mind & Medicine Monographs)
19951127180Stuttgart : Klett-Cotta, 1995. 289 S. ; 22 cm, kart.
199535485Stuttgart, Klett-Cotta, 1995. 289 Seiten. 22 x 14 cm, Broschur.
19761154938Stuttgart : Klett, 1976. 289 S. ; 22 cm, kart.
19801159680Stuttgart : Klett-Cotta, 1980. 289 S. ; 22 cm, kart.
brossura "Questo testo è nato da una profonda convinzione sulla quale ci siamo incontrati entrambi, pur essendo psichiatri clinici appartenenti a due distinte generazioni di psicopatologi: che la schizofrenia fosse un pianeta diverso e lontano da tutto il resto della galassia psicotica. Per questo non saremo mai sufficientemente grati a Eugen Bleuer il quale, ormai oltre un secolo fa, isolò dal mainstream della kraepeliniana dementia praecox proprio il fenomeno schizofrenia, anche se lo fondò su basi diverse da quelle esposte in questo testo. Questo tentativo di isolare e specificare le fondamenta di un determinato disturbo, come quello schizofrenico, distinguendolo nettamente da tutti gli altri, potrebbe sembrare alquanto velleitario, in assenza di precisi marker biologici e di convalidati e condivisi cluster psicopatologici. Tutto questo appare, invece, meno velleitario, se si segue un'altra logica, che qui cerchiamo di proporre: quella dell'esistenza di precisi marker trascendentali capaci di confermare la presenza e la qualità di un disturbo come quello schizofrenico. Ovvero una sorta di "organizzatori filosofici di primo rango", in grado di dare ragione dell'etiopatogenesi di una sindrome che apparirà, poi, sul piano fenomenico-ontico, quanto mai variabile, ma cionondimeno riconoscibile da - e riconducibile a - un comune denominatore fenomenologico-ontologico."
19723318München, Berlin, Wien : Urban und Schwarzenberg, 1972. 1. Formen neurotischer Fehlhaltungen. Suggestive und übende Verfahren / 2. Analytische Verfahren XI; XI, 853, XXXV S. (durchpaginiert), 23 cm Paperback / kartoniert
200497078BBReinbek bei Hamburg:, Rowohlt, 2004. 8°. 377 S., Pappband 1. Aufl. (gut erhalten)
198694207BBPaderborn:, Junfermann, 1986. 8°. 241 S., broschiert 2. Aufl. (wenige farbige Anstreichungen) (=Reihe Innovative Psychotherapie und Humanwissenschaften, 28)
Mm 150x210 Collana "Psiche e coscienza". Volume nella sua brossura originale, sovraccoperta editoriale, 148 pagine con indice analitico in chiusura. Uno strappo di circa 2 cm., senza perdita di testo, interessa il piatto posteriore e le ultime 2 carte.
Mm 150x210 Collana "Psiche e coscienza". Volume nella sua brossura originale, sovraccoperta editoriale, 100 pagine. Condizione del libro: nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
198153028BBPaderborn:, Junfermann, 1981. 8°. 219 S. broschiert (Einband mit leichten Gebrauchsspuren gut erhalten) (=Die Struktur der Magie I / R. Bandler ; J. Grinder; Reihe innovative Psychotherapie und Humanwissenschaften; 11)
198142801BBPaderborn:, Junfermann, 1981. 8°. 233 S., broschiert (gut erhalten) (=Reihe "Innovative Psychotherapie und Humanwissenschaften, Bd. 18).(31,30).
br. A quasi dieci anni dalla pubblicazione del primo Manuale sistematico di psicoterapia cognitiva, viene presentata l'edizione aggiornata e ripensata di questo strumento di lavoro. Il Nuovo Manuale non si limita a proporre i progressi dell'ultimo decennio nel campo della ricerca psicologica, ma è un'apertura sul futuro, sulle nuove sfide che attendono chi si dedica o aspira a dedicarsi alla pratica terapeutica, e non solo in ambito cognitivo. Il primo volume affronta i presupposti teorici che sostengono le applicazioni cliniche.
br. In che modo il terapeuta cognitivo affronta il primo contatto con il paziente? Come si struttura il contratto terapeutico? Quali sono le modalità del setting? Come viene gestito il trattamento dei diversi disturbi? Il Nuovo Manuale offre in questo secondo volume una risposta sistematica a tutte le domande che possono sorgere una volta che ci si confronta concretamente con la pratica clinica. Il lettore dispone di una panoramica dettagliata sulle varie modalità di intervento, arricchita da numerose esemplificazioni.
br. L'atto terapeutico avviene nello spazio-tempo vissuto insieme da terapeuta e paziente. Questi costituiscono una diade, e nessun intervento clinico, a qualsiasi orientamento epistemologico aderisca, può prescindere dalle dinamiche duali che si instaurano tra loro. Bruno G. Bara le osserva, le scompone e - in controtendenza rispetto alla maggior parte degli studiosi - ne fa l'oggetto di una tecnica relazionale insegnabile, indirizzata ai curanti di ogni scuola. Richiamandosi alle ricerche neuroevolutive più avanzate sul cervello sociale e alla propria pluridecennale esperienza di psicoterapeuta, sposta il focus dal tradizionale piano intrasoggettivo centrato sul paziente all'assetto intersoggettivo cooperativo della coppia. Il principale fattore curativo è infatti la consapevole condivisione, nella modalità sincronica del qui-e-ora, di stati cognitivi, emotivi e viscerali con la figura co-empatica del terapeuta, responsabile dell'interazione clinica e attore non protagonista nella messa in atto di schemi patologici. In una disposizione accettante e non giudicante, il terapeuta aiuta il paziente a diventare consapevole degli schemi disfunzionali che agisce, e ad aumentare così i suoi gradi di libertà dalla coazione patologica dei giochi di sofferenza. Alla consapevolezza condivisa si arriva attraverso un'attenzione costante anche agli aspetti comunicativi extra- e paralinguistici, ed errori sono sempre possibili - omissioni, disallineamenti, autodisvelamenti inappropriati, illusioni di onnipotenza - ma Bara mette in evidenza come spesso i momenti critici risultino quelli terapeuticamente più significativi.
Mm 150x210 Nuovo. Collana "Psiche e Coscienza" - Brossura originale con sovraccoperta, 283 pagine. Libro nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Questo manuale è il risultato di una riflessione di vasta portata in cui la terapia del gioco della sabbia (sandplay therapy) viene presentata nei suoi diversi livelli, sia storici che teorici e formativi. Vengono esposti i principi junghiani del percorso individuativo ponendoli in relazione con il processo che avviene nel gioco della sabbia. I passaggi evolutivi di formazione dell'Io identificati da Dora Kalff nel gioco della sabbia vengono spiegati in parallelo con le fasi dello sviluppo della coscienza indagate da Erich Neumann. Oltre a quelli intrapsichici vengono approfonditi i riferimenti mitologici, transculturali e neuro-scientifici sottesi al percorso terapeutico. I contenuti metodologici vengono illustrati anche tramite le esperienze cliniche, corredate dalle foto più significative delle scene create nei vassoi di sabbia. Il manuale costituisce un ricco compendio che traduce le componenti multidimensionali insite nel gioco della sabbia in una spiegazione competente e completa, preziosa per la comprensione di questa modalità terapeutica che rappresenta uno degli sviluppi più fecondi della psicologia analitica di C. G. Jung. Autori: Barbara A. Turner. Curatori: M. Saletti.
br. Quale eredità hanno lasciato i fondatori del Centro Milanese di Terapia della Famiglia? Il primo insegnamento di Boscolo e Cecchin è stato l'infedeltà, intesa come irriverenza nei confronti del dogma. È per questo che gli autori dei saggi qui raccolti partono dal solco dei maestri ma guardano all'innovazione. Il secondo insegnamento, conforme al primo, è la ricerca attiva. Se è vero che la persona, con la sua complessità sempre in divenire, non può essere ridotta a un insieme di sintomi, si deve superare il concetto statico di "guarigione", uscire dalle pareti e dalle regole del setting e insistere sulla cura del paziente intrapresa con partecipazione. Attraverso l'esposizione di riflessioni teoriche e nuove pratiche cliniche, in queste pagine prende forma il lavoro compiuto dagli eredi del Milan Approach in contesti di grande attualità: violenza domestica, psicologia dell'emergenza, situazioni di affido, conflitti familiari e della coppia.
br. Il principio alla base di questo volume è aiutare gli utenti psichiatrici ad apprendere abilità che consentano loro di aumentare autoconsapevolezza e spazi di autonomia, riducendo la dipendenza da altre persone per quanto riguarda decisioni e azioni quotidiane. Gli autori descrivono l'impostazione teorica e pratica del problem solving training, intervento identificato come mediatore del funzionamento sociale, sperimentato con gruppi di pazienti nei Centri Diurni dei Dipartimenti di Salute Mentale. Le tecniche di problem solving possono risultare strumenti efficaci nella cura dei disturbi d'ansia, dei disturbi depressivi e dei disturbi dello spettro schizofrenico, e permettono di sviluppare le abilità necessarie a riconoscere e rispondere attivamente agli elementi di stress, ai conflitti interpersonali e ad eventuali ostacoli rispetto al raggiungimento dei propri obiettivi. L'applicazione pratica del problem solving nel metodo utilizzato dagli autori è articolata in quattro fasi di crescente difficoltà, sia da un punto di vista emotivo che per le capacità cognitive richieste. Sono presenti schede di risoluzione e di analisi dei problemi, suggerimenti pratici ed esempi di compilazione delle schede.
193621955ABLeipzig/Berlin/Zürich, Beyer, 1936. 4°. [25,5 x 18,8 cm]. 80 Seiten. Privater Pappband mit leinenstrukturiertem Überzugspapier, blindgepräter Deckelbordüre und goldgeprägtem Rückentitel. Mit abgerundeten Ecken und einfarbigen Vorsätzen. - Ein sehr gut erhaltenes Exemplar ohne Gebrauchsspuren.
br. Scritta con chiarezza e senza tecnicismi, questa guida pratica al colloquio con bambini e adolescenti si rivolge in particolare a studenti e professionisti che operano nei più diversi settori clinici o nel campo del lavoro sociale. I primi capitoli espongono i prerequisiti di un colloquio esemplare e descrivono i metodi per instaurare con il giovane un buon rapporto. Molta attenzione viene dedicata alle condizioni ambientali, agli strumenti utilizzati e alle singole fasi del colloquio. Un capitolo, scritto da Geoffrey Fisher, discute i problemi particolari che si incontrano nel colloquio con i bambini mentalmente ritardati, mostrando come si possano affrontare simili casi. Nei successivi capitoli si analizza il colloquio con bambini vittime di violenza, gli approcci raccomandati con bambini e adolescenti che hanno tentato il suicidio, le strategie da usare con i bambini affetti da mutismo o che rifiutano di parlare e gli approcci utili con bambini autistici o psicotici. Vengono poi discussi altri temi, quali la registrazione su nastro, gli aspetti legali e la questione della confidenzialità: suoi limiti e come tutelarla. Per i bambini e gli adolescenti, il colloquio clinico è una situazione strana e spesso sgradevole; Barker insegna come metterli a loro agio, ottenere le informazioni richieste e, se necessario, dare inizio al processo terapeutico fin dal colloquio stesso.
19801001516Freiburg i. Br. : Schulz, 1980. 300 S. ; kart.