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199040382Springer Pub Co 1990. 185 pp, 16,5 x 1,9 x 24,8 cm, Gebundene Ausgabe, Hardcover/Pappeinband
197594268BBFrankfurt/Main:, Fischer, 1975. 8°. 335 S., Pappband (Schutzumschlag mit Randläsuren; sonst gut erhalten)
1989116072HarperCollins Publishers, New York, 1989. 20,5 cm ; kart.
2003154861München : Goldmann 2003. 335 S. 18,5*12,5 cm. OBroschur.
br. Il manuale di psicoterapia di gruppo di Irvin D. Yalom e Molyn Leszcz ha segnato in maniera decisiva la psichiatria contemporanea e ora giunge alla sesta edizione per riflettere, in una veste completamente riveduta e aggiornata, i cambiamenti radicali e sempre più rapidi della società in cui viviamo. La terapia di gruppo, o meglio, le terapie di gruppo, che si nutrono non solo del rapporto terapeuta-paziente, ma anche e soprattutto delle interazioni tra i vari partecipanti, più di altre si sono dovute adeguare alle nuove esigenze del mondo moderno. Sono nate così terapie di gruppo in rete, terapie da affiancare alle cure mediche, terapie di sostegno alla multiculturalità, terapie per contrastare forme di dipendenza o il disagio sociale causato dal Coronavirus. Potenzialità e criticità delle tecniche ausiliarie, dei compiti del terapeuta e dei gruppi specializzati sono al centro di un'analisi serrata e incisiva. Con questo capillare lavoro di aggiornamento Irvin D. Yalom e Molyn Leszcz offrono agli operatori del settore uno strumento rinnovato nei contenuti, ma sempre fedele a quella limpidezza espositiva che ha convinto Jerome Frank, caposaldo della psichiatria del Novecento, a definire Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo come «il miglior libro esistente sull'argomento, oggi e nel futuro a venire».
br. Ventitré anni, un indiscusso talento per la scrittura creativa, Ginny Elkin compare al cospetto di Irvin Yalom, docente di psichiatria alla Stanford University di Palo Alto, agli inizi degli anni Settanta e, con sporadiche e fascinose metafore, dipinge subito un fosco ritratto di sé: quello di una giovane donna che odia profondamente sé stessa. La terapia di gruppo cui viene affidata non sortisce alcun effetto nel corso di un anno e mezzo. La sua inefficacia non scoraggia tuttavia Yalom. Per venire a capo del demone interiore di Ginny, di quella vocina che la tormenta senza tregua e la fa vivere in uno stato di perenne paura e impaccio, l'autore di Psichiatria esistenziale le propone una terapia individuale basata su un singolare esperimento: in luogo del pagamento di una parcella, scrivere un riassunto onesto di ogni seduta, contenente tutti i pensieri e le fantasie che non emergono mai alla luce in un rapporto verbale. Dal canto suo, Yalom avrebbe compilato delle note non cliniche basate ugualmente sulle impressioni di ogni seduta. Il risultato di tale intenso esercizio di autorivelazione è questo libro, che non espone semplicemente, come nella vasta letteratura esistente in psichiatria, l'interessante caso clinico di una borderline capace di tenersi al di qua della psicosi, ma traccia simultaneamente il percorso della cura da entrambi i punti d'osservazione, quello del paziente e quello del medico. Descrivendo «il dramma simbiotico della psicoterapia», quest'opera finisce così per essere, come scrive Marilyn Yalom nell'introduzione, «un romanzo... la storia di due esseri umani che si sono incontrati nell'intimità del tête-à-tête psichiatrico e che adesso vi permettono di conoscerli così come loro si sono conosciuti».
br. Nel pantheon degli scrittori di Irvin Yalom, un posto di primo piano spetta a Charles Dickens, alle cui opere gli capita spesso di ritornare. Rileggendo di recente Storia di due città dello scrittore inglese, l'autore delle Lacrime di Nietzsche si è imbattuto in una frase che costituisce un perfetto esergo di questo libro: «Poiché, quanto più m'avvicino alla fine, viaggio come in circolo e m'avvicino sempre più al principio. Mi pare che la via si spiani e si faccia più agevole. Il mio cuore è adesso commosso da molte memorie che a lungo erano rimaste sopite...». Sorte dalla commozione dei ricordi che, inesorabili, riaffiorano quando lo scorrere del tempo spinge a riconsiderare la propria storia e il proprio passato, le pagine che seguono spianano per il lettore la via più agevole per accostarsi alla vita e all'opera di Irvin Yalom. Dall'arrivo a Ellis Island dei suoi genitori, ebrei emigrati dalla Russia in America senza un soldo, senza un'istruzione, senza sapere una parola d'inglese, all'infanzia trascorsa a scansare gli ubriachi che dormivano nell'atrio di casa, tra scarafaggi e ratti; dalla prima adolescenza vissuta in solitudine, sempre fuori posto, unico bambino bianco in un quartiere abitato da neri, unico ebreo in un mondo di cristiani («ebreuccio» lo chiamava il barbiere dalla faccia paonazza), all'incontro a soli quindici anni con Marilyn, destinata a diventare moglie, mentore e poi inseparabile compagna di vita che troverà «spassoso» il suo essere esperto nella terapia di gruppo; dalla memorabile conversazione avuta a vent'anni con suo padre, segnata dalla domanda: «Dopo la Shoah, com'è possibile che chiunque creda in Dio?», alla decisione di diventare medico, passando dagli anni travagliati dell'università fino al praticantato in psichiatria e alla scoperta della propria autentica vocazione, Yalom non tralascia alcun aspetto del lungo cammino che lo ha condotto a diventare uno dei più affermati psichiatri e autori del nostro tempo, mostrando, ad un tempo, come il compito ineludibile di diventare se stessi sia ciò che caratterizza la nostra esistenza.
br. "I consigli di questo libro - scrive Irvin Yalom nell'introduzione al volume - sono tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro. Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove". La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, l'argomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che l'esperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari "compagni di viaggio" anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono. Unendo l'abilità di narratore al rigore dello studioso, l'autore di "Le lacrime di Nietzsche" racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione. Guidato dalla passione per il compito" e messi da parte i consigli che gli suscitavano "meno entusiasmo", Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea.
br. La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, l'argomento proprio di questo libro, ma in una maniera così originale che l'esperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari «compagni di viaggio» anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono. Unendo l'abilità di narratore al rigore dello studioso, l'autore di Le lacrime di Nietzsche racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione. «Guidato dalla passione per il compito» e messi da parte i consigli che gli suscitavano «meno entusiasmo», Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea. Rimuovere gli ostacoli e andare avanti, ad esempio. Evitare le diagnosi. Non avere paura di sbagliare. Sviscerare il senso della parola «casa». Riflettere sui sogni che ci tengono svegli, e ricordare che se il terapista ha molti pazienti, il paziente ha un solo terapista.
br. Nel 1892 Sigmund Freud trattò con successo il caso di una giovane donna che soffriva di difficoltà deambulatorie psicogenetiche e attribuì il buon esito della terapia alla tecnica psicoanalitica della riemersione dei desideri e dei pensieri traumatici. Se si fruga, tuttavia, tra i suoi appunti, come indica Yalom in queste pagine, si scopre agevolmente che Freud fece ricorso a numerose altre attività terapeutiche. Interagì con la famiglia a favore della paziente, aiutò la donna ad affrontare i complessi problemi familiari, e a più riprese la consolò e la rassicurò sui suoi sentimenti di colpa. Si avvalse, insomma, di «aggiunte» che sfuggono alla teoria formale, ingredienti elusivi, difficili da definire e insegnare, così come è difficile definire e insegnare la compassione, l'attenzione, il toccare il paziente a un livello più profondo. Queste «aggiunte» costituiscono il cuore della «psicoterapia esistenziale» esposta in questo volume. Una psicoterapia che, attraverso il suo approccio dinamico, «si focalizza sulle preoccupazioni radicate nell'esistenza dell'individuo». Come il filosofo rivolge il suo pensiero alle questioni della vita e della morte, così anche il terapeuta deve, per Yalom, incoraggiare l'individuo a guardare dentro di sé e a occuparsi della propria situazione esistenziale. Una cura di sé che non può sottrarsi alle quattro preoccupazioni ultime radicate nell'esistenza dell'individuo: la morte, la libertà, l'isolamento e l'assenza di senso. Ciascuno di noi brama l'idea del perdurare, dell'avere fondamento, della comunità e del senso; e tuttavia dobbiamo tutti fronteggiare la morte, l'assenza di fondamento, l'isolamento e l'assenza di senso.
197880168Stuttgart, Klett-Cotta, 1978. 250 S. 8° Oktav, Softcover/Paperback
197686830BBStuttgart:, Klett-Cotta, 1976. 8°. 250 S., broschiert (Bibliotheksexemplar; Bibliotheksvermerke; Stempel auf Vorsatz; Einband leicht abgegriffen) (=Konzepte der Humanwissenschaften)
199232714ABSalzburg, Werkstatt, 1992/93. 8°, 252 S., illustr. original Kartonage (Paperback), sehr schönes, sauberes Exemplar (Psy-K2)
19831070749München ; Wien ; Baltimore : Urban und Schwarzenberg, 1983. VIII, 176 S. ; 23 cm; kart.
20131099726Stuttgart : Schattauer, 2013. XIII, 641 S. ; 25 cm Pp.
197626023ABBern:, Adolf Wölfli-Stiftung, 1976. Lex.-8°. 130 S., 28 S. Beilage, zahlreiche zum Teil farbige Abbildungen, broschiert (leicht angebräunt; gut erhalten)
197390812Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 1973. XII + 550 S. Gr.-8° Groß-Oktav, Leinen
197290679Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 1972. XXXII + 471 S. Gr.-8° Groß-Oktav, Softcover/Paperback
195584406BBBern:, Hans Huber, 1955. Gr.-8°. 157 S., 12 ganzs. Taf. broschiert (Umschlag leicht angebräunt; sonst gut erhalten)
1975121541975. Herder, Freiburg, 2. Aufl. OKart., 183 S..
20054582005 - broché - Editions Folio - Collection "Documents" N° 26 - 2005 - In-12 (format poche) broché - 737 pages - ISBN : 9782070428557 - Traduction de Anne BERAUD-BUTCHER
20111070463Stuttgart : Kohlhammer, 2011. 284 S. Originalbroschur.
74224Paris, Editions Dangles, 1964. 11 x 18, 145 pp., broché, bon état.
200621629München, Goldmann Arkana, 2006. Kl. 8°, 192 Seiten. mit beiliegender CD. Illustrierter Orig.Halbleinen.