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Cm. 35,5, pp. xxxii, 547 (1). Con ritratto inciso in rame all'antiporta. Solida legatura coeva in mezza pelle, dorso a nervi con titoli e fregi in oro, piatti decorati a secco. Qualche minimo segno d'uso esterno, ma esemplare genuino e ben conservato. Cfr. Agnelli-Ravegnani (I, 219-220): "Magnifica e pregiatissima edizione, che la Crusca citò, e che il Gamba giustamente apprezzò come una delle migliori. In fatti, egli scrive: - Con mirabile diligenza si prestò il dotto uomo alla buona riuscita, e così si ha il Furioso interamente restituito alle native forme dategli dal suo autore... -. In una dotta prefazione il Morali passa in esame tutte le antiche stampe del Furioso... Inoltre ha arricchito l'edizione di esatte tavole, le quali, dando i confronti delle lezioni adottate con quelle delle stampe più famigerate, segnano le più notabili differenze grammaticali...Di questa ediz. esistono 50 esemplari in carta grande velina...". Cagnolati G. (Mostra di edizioni ariostesche, n 220) : "Splendida edizione... ritratto dell'A. inciso da F. Caporale.".
Cm. 32,5, pp. xxxii, 547 (1). Con ritratto inciso in rame all'antiporta. Solida legatura coeva in piena pelle, dorso a nervi con titoli e fregi in oro, piatti inquadrati da filetti in oro. Entro custodia. Esemplare genuino e ben conservato. Cfr. Agnelli-Ravegnani (I, 219-220): "Magnifica e pregiatissima edizione, che la Crusca citò, e che il Gamba giustamente apprezzò come una delle migliori. In fatti, egli scrive: - Con mirabile diligenza si prestò il dotto uomo alla buona riuscita, e così si ha il Furioso interamente restituito alle native forme dategli dal suo autore... -. In una dotta prefazione il Morali passa in esame tutte le antiche stampe del Furioso... Inoltre ha arricchito l'edizione di esatte tavole, le quali, dando i confronti delle lezioni adottate con quelle delle stampe più famigerate, segnano le più notabili differenze grammaticali...Di questa ediz. esistono 50 esemplari in carta grande velina...". Cagnolati G. (Mostra di edizioni ariostesche, n 220) : "Splendida edizione... ritratto dell'A. inciso da F. Caporale.".
4 volumi, cm. 17, cartonato originale, pag. XLII, 438 (1 c.b.) più ritratto in rame dell'A. e 14 tavole incise da Lapi; (1 c.b.) (2) 495 più 12 tavole f.t.; (2) 458 (1 c.b.) più 13 tavole f.t.; (1 c.b.) (2) 508 più 7 tavole f.t.. In fine al 4° volume sono presenti i primi 5 canti della Continuazione. Lavori di tarlo al margine bianco interno di alcune pagine al primo volume, comunque ottimo esemplare in barbe. Graesse, vol. 1, pag. 200; Brunet, I, 438.
Cm. 14,5, cc. 32 non numerate. Incisione al frontespizio raffigurante due serpenti intrecciati e una mano che impugna una cesoia. Leg. d'inizio '800 in cartoncino marmorizzato con dorso ricoperto posteriormente in carta decorata. Un timbro al frontespizio (Biblioteca Colonna). Un po' rifilato e con qualche macchietta marginale limitata alle ultime 2/3 carte, peraltro buona conservzione. Raro. Trattasi di sette componimenti in terzine scritto da Ludovico Ariosto tra il 1517 e il 1525 che si incentrano su un immaginario dialogo fra Ariosto e vari personaggi reali.
Mm 340x425 Introduzione di Riccardo Bacchelli, tavole e illustrazioni di Fabrizio Clerici. Opera completa in tre volumi nei loro rispettivi cofanetti in cartone editoriale: il primo volume, di XVIII-340 pagine, contiene il testo; gli altri due, 158 tavole sciolte a colori. La brossura e le tavole sono inserite in delle camicie originali cartonate. Grande formato. Piccola fessura al cofanetto del primo volume, per il resto le condizioni dell'opera sono ottime. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
in-8°; cc. (8), 206, marca tipografica al frontespizio, nel testo testatine e capilettera incisi su legno. LEgatura in mezza pelle con tassello e titolo in oro al dorso. Gamba 1603.
Cinque volumi in folio (cm. 41), pp. (4) viii, 299 (1); 317 (1); (4) 315 (1); (2) 353 (1); (2) 396. Bel ritratto dell'Ariosto inciso in rame all'antiporta del primo volume. Solida legatura (1900 ca.?) in mezza pergamena con punte, dorsi a nervi con titoli in oro su tasselli. Esemplare particolarmente fresco e marginoso (in barbe), in ottimo stato di conservazione. Pregiata edizione impressa in soli 250 esemplari numerati e ad personam (il presente il n. 203). Cfr. Graesse e Brunet I, 438 ("tres belle edition"); Agnelli-Ravegnani: "Bellissima e pregiata edizione in-folio pubblicata da G. Rosini...".
in-4, pp. 268, leg. in m. pelle, tassello granata al dorso. Completo di un ritratto inciso in antiporta e di 5 tavole f.t. raffiguranti: il monumento traslato, la casa, il calamaio, la sedia e la grafia di Lodovico Ariosto. In fine vignetta di medaglia commemorativa. Incisioni di Giuliano Zuliani su disegni di Aloys Passega Ferrar. e Jo. Carri Ferrar. Prima ed unica edizione, tirata in pochi esemplari, su carta forte. Si tratta della descrizione della festa organizzata dalla città di Ferrara, seguita da una lunga serie di testi poetici encomiastici, di letterati in prevalenza ferraresi, in italiano, latino, greco ed ebraico, di vari autori, quali: C. Arici, G. Baruffaldi, B. Benincasa, S. Bettinelli, L. Cicognara, L. Lamberti, L. Minzoni, G. Signorelli e altri. Ottimo esemplare, freschissimo, a pieni margini.. .
In Venetia, Apresso Vincenzo Valgrissi 1568. In-4 relié demi-basane à petits coins de l'époque, dos lisse, pièce de titre de maroquin rouge, fleurons dorés. Titre frontispice gravé sur bois à la marque de Vincent Valgrissi, 7 feuillets non chiffrés, 654 pages, 16 feuillets de table, 1 feuillet blanc. 51 planches à pleines pages gravées sur bois à chaque chant (46 pour Orlando Furioso et 5 pour Il Cinque Canti), lettrines et vignettes. Texte sur 2 colonnes. Impression en italique. Con le Annotationi, gli Avertimenti, & le Dichiarationi di Jeronimo Ruscelli. La Vita dell'Autore descritta dal Signor Giovan Battista Pigna. Gli Scontri de' luoghi mutati dall'Autore dopo la prima impressione. La dichiaratione di tutte le Istorie, & Fauole toccate nel presente libro, fatte da M. Nicolò Eugenico. Di nuouo aggiuntoui. Li Cinque Canti, del medesimo Autore. Et una Tavola de' principii di tutte le Stanze. Con altre cose utili, & necessarie. Mouillure pale en fin des derniers feuillets de table, quelques feuillets restaurés sinon Bel exemplaire.
In-8°; molto raro; cc. 36, al frontespizio grande ritratto di ariosto di prfofilo inciso su legno. .Legatura in piena pelle moderna. Una leggera gora di umidità. Agnelli-Ravegnani (II, p. 87) “rarissima”.
In-12°; pp. (8), 317, (5), un legno al frontespizio, finalini tipografici nel testo. Legatura moderna in mezza pelle con titolo in oro al dorso. Edizione originale. XVI canti in ottava rima, che in tono burlesco si prendono piacevolmente gioco delle avventure dei paladini, cantati nei grandi poemi romanzeschi del tempo. I personaggi del titolo sono infatti personaggi dell’Ariosto. Michelangelo BUONARROTI il Giovane nipote del grande Michelangelo, con Piero de' Bardi aveva iniziato scherzosamente una prima stesura dell'Avinavoliottoneberlinghieri (componevano a canti alterni, ma il B. non terminò il suo terzo canto) (DBI voce Michelangelo il Giovane). A woodcut on title. Original edition of these parodies of knightly poetry: the characters are from the Ariosto poem. Melzi, Romanzi e poemi cavallereschi, 709.
In-8°; cc. XXXII, , al frontespizio grande ritratto di ariosto di prfofilo inciso su legno, ALL’ULTIMA PAGINA marca tipografica incisa su legno. Legatura in piena pergamena. un foro di tarlo all’ultima carta.
Grande in-folio (cm. 49), pp. (4) viii, 658. Frontespizio in rosso e nero, moltissime incisioni nel testo e su tavole fuori testo. Solida legatura coeva in mezza pelle, dorso a nervi con titoli in oro. Piatti e sguardie marmorizzate, taglio di testa dorato. Qualche spellatura superficiale al dorso, ma complessivamente esemplare genuino e ben conservato. Si tratta della rara tiratura di testa in 40 esemplari numerati su carta Whitman (ns. esemplare n. 1).
In-8°; seconda edizione, pp. (64), al frontespizio grande ritratto di ariosto di prfofilo inciso su legno. Legatura in piena pelle moderna. all’ultima pagina nota manoscritta e leggero timbro a inchiostro. AGNELLI-RAVEGNANI II,110
In-8°; cc. XXXII, , al frontespizio grande ritratto di ariosto di prfofilo inciso su legno, ALL’ULTIMA PAGINA marca tipografica incisa su legno. Qualche foro di tarlo passante, piccola lacuna alla marca tipoografica, un angolo di una carta restaurato. Legatura in piena pergamena.
In-quarto (cm. 24,5), pp. (16) 654, 57 (33). Frontespizio interamente figurato, molti capolettera, cornice xilografica a contornare gli argomenti di ciascun canto e molte belle incisioni in legno nel testo. Legatura d'inizio Settecento in piena pelle, dorso a nervi con ricchi fregi e titoli in oro. Filetto in oro ad inquadrare i piatti. Sguardie marmorizzate. Un paio di ex libris. Mancanze reintegrate alle cuffie, margine alto a tratti un po' rifilato, due carte dell'indice finale fuori posto ed un difetto di un paio di cm. (dall'origine?) a p. 375. Esemplare peraltro ben conservato. Celebre edizione illutrata a proposito della quale Agnelli-Ravegnani così si esprime: "Edizione in-4, veramente pregiata, e ignota al Brunet, Per la disposizione del contenuto, può dirsi simile alle ultime impressioni del Valgrisi".
[Figurato Ariostea] (cm. 25) Bella solida pergamena XVII secolo.-- cc. 4 nn., cc. 256, cc. 4 nn., cc. 28. Bellissimo frontis architettonico figurato e 46 grandi silografie ai canti con figura entro ricca bordura. Seguono i cinque canti con gli argomenti dell' Anguillara con altrettante illustrazioni. Edizione poco comune e diversa da quella del 1566, con il discorso del Dolce sul furioso e l' esplicit in fine che manca nella edizione del 1566. Le belle illustrazioni sono a piena pagina diversamente da quelle della precedente edizione(Agnelli-Ravegnani). Vecchio rinforzo alla cerniera delle prime 3 carte con aloni e alcune ombreggiature, frontis foderato, in antico, con margine alto corto che intacca la xilografia. esclusi questi lievi difetti alle prime carte esemplare bello e fresco con xilografie in ottima tiratura. * Guidi p.76; * Agnelli-Ravegnani I 135/136; * Melzi 162 n°293; * Melzi-Tosi 65; * Mazzucchelli I 1072; * Graesse I 199; * Bm. Stc. 40; * manca a Brunet, Mortimer e Adams.[f68] Libro
[Figurato Ariosto-Copia Unica] (cm.26) bella piena pergamena XVIII sec., titolo in oro al dorso. -- cc. 8 nn., pp. 654, cc. 16 nn. + ultima bianca non oroginale. frontis figurato e 51 magnifiche tavole xilografiche a piena pagina. Testatine, fregi vari e argomenti dei canti inquadrati da ricche cornici. Questa nostra edizione contiene, con frontis proprio, i 5 canti aggiunti che non erano presenti nell'edizione originale del 1556, ed è considerata una delle più belle per le incisioni di Gir. Porro da disegni di Dosso Dossi. Esemplare particolare con 2 carte aggiunte dopo il frontis, della fine del '500(?). Una con una tavola incisa in rame che rappresenta il "Deposito" di Ludovico Ariosto nella chiesa dei benedettini di Ferrara, l'altra contiene manoscritte notizie storiche e al verso la trascrizione dell'epigrafe. Copia appartenuta a Francesco Amici, il cui nome è manoscritto al frontis; per notizie di questo antico possessore vedi: Vecchietti "Biblioteca Picena" 1790-6 vol. I pag.105. Antico restauro a carta 49 con parziale rifacimento del testo e della bordura. Alcune macchiline e lievi aloni per lo più alle prime carte, qualche vecchio strappo restaurato altrimenti bell'esemplare con xilografie in ottima tiratura, fresco e nitido. *Agnelli-Ravegnani I 161; *Guidi 89; *Melzi p. 168 n°329; *Melzi-Tosi 67; *Bm.Stc. 40; *Index Aureliensis 107.570. Manca all'Adams e al Ferrazzi "Bibliografia Ariostesca". [f81] Libro
In-8°; molto raro; pp. (64), al frontespizio grande ritratto di ariosto di prfofilo inciso su legno. Sette satire.Legatura in piena pelle moderna.
"In-4°, (12pp), 330, (29cc), legatura in piena pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso. Ariosto usava l'allegoria con l'esplicito scopo di dare varietà alla sua opera, così come usava i miti classici, le narrazioni medievali, le storie pie o piccanti, e molto altro ancora. La prova di questa predilezione si trova nelle Bellezze del Furioso di Orazio Toscanella, pubblicate nel 1574. In questo commento canto per canto ai punti salienti stilistici del poema, Toscanella propone che uno dei notevoli attributi artistici di Ariosto fosse quello di ""molto variare"". La capacità del poeta di variare lo stesso argomento o situazione è ben illustrata nelle descrizioni dei duelli e, in diverse occasioni, analizza le tecniche di variazione che Ariosto usa nel raccontare questi incontri. La dilatazione e l'abbreviazione, vengono esaminati per primi. Ma ancor più impressionante, secondo Toscanella, è la capacità del poeta di variare gli elementi che costituiscono la descrizione di un combattimento cavalleresco per evitare la noia che potrebbe produrre la ripetizione di tali combattimenti. L'analisi di Toscanella è piuttosto specifica. Ad esempio, mentre commenta i colpi che Marfisa, Bradamante e Ruggiero infliggono agli uomini di Marganorre nel canto 37, Toscanella classifica i mezzi per realizzare tale diversificazione: distinguendo le cavalcature, le armature, le armi o gli usi delle armi; differenziando i tipi di colpi, ferite, cadute o morti subite; concentrandosi sui diversi arti colpiti dai colpi. E Toscanella illustra come l'Ariosto modifichi questi particolari. La sua attenta analisi rende consapevoli di quanto i lettori moderni siano diventati disattenti a queste sottili alterazioni. I loro occhi tendono ad appannarsi quando incontrano questo tipo di ripetizione, nonostante le notevoli variazioni individuate da Toscanella. Eppure la capacità illimitata di Ariosto di scoprire mezzi per alterare le componenti di azioni o eventi ricorrenti potrebbe essere stata il segno distintivo della sua arte per i suoi primi lettori. A parte i duelli, tali azioni ed eventi includevano giostre formali, combattimenti su larga scala, assedi, morti, funerali e gli altri avvenimenti che segnarono la vita dei cavalieri erranti: prove di abilità, salvataggi di sfortunate vittime, viaggi, prigioni. Si ripetono, inoltre, situazioni e motivi relativi alle 'donne e amori': descrizioni di bellezze femminili, di corteggiamenti, di amanti traditi; i lamenti degli innamorati abbandonati; e così via. Daniel Javitch, The poetics of Variatio in Orlando Furioso; Francesco Sberlati, Il genere e la disputa. La poetica tra Ariosto e Tasso. In-4°, (12pp), 330, (29cc), contemporary vellum binding, with manuscript title at the spine. Ariosto used allegory with the explicit aim of giving variety to his work, much in the same way as he used classical myths, medieval narrations, pious or spicy stories, and so much more. Evidence of this predilection is found in Orazio Toscanella’s Bellezze del Furioso, published in 1574. In this canto-by-canto commentary on the poem’s stylistic highlights, Toscanella proposes that one of Ariosto’s notable artistic attributes were to ‘far variare’. He finds that the poet’s capacity to vary the same subject or situation is well illustrated in the descriptions of duels, and on several occasion, he analyzes the techniques of variation that Ariosto uses when recounting these encounters. Dilation and abbreviation, other standard school exercises, are brought up first. But even more impressive, according to Toscanella, is the poet’s ability to vary the elements that constitute the description of a knightly combat so as to avoid the boredom that the repetition of such combats could produce. Toscanella’s analysis is quite specific. For example, while commenting on the blows that Marfisa, Bradamante, and Ruggiero inflict on Marganorre’s men in canto 37, Toscanella categorizes the means to achieve such diversification: by distinguishing the mounts, armors, weapons, or uses of the weapons; by differentiating the types of blows, wounds, falls, or deaths suffered; by focusing on the different limbs struck with blows. And Toscanella illustrates how Ariosto alters these particulars. His close analysis makes one aware how inattentive modern reader have become to these subtle alterations. Their eyes tend to glaze over when they encounter this kind of repetition, despite the remarkable variations Toscanella singles out. Yet Ariosto’s limitless ability to discover means of altering the components of recurring actions or events may well have been the hallmark of his artistry for his early readers. Aside from duels, such actions and events included formal jousts, large-scale combats, sieges, deaths, funerals, and the other happenings that marked the lives of knights errant: tests of prowess, rescues of hapless victims, voyages, imprisonments. Moreover, there were repeated situations and motifs relating to ‘donne e amori’: descriptions of feminine beauty, of courtships, of lovers betrayed; the laments of abandoned lovers; and so on. Daniel Javitch, The poetics of Variatio in Orlando Furioso; Francesco Sberlati, Il genere e la disputa. La poetica tra Ariosto e Tasso. "
In-8°; cc. (40) grande ritratto dell’autore inciso su legno al frontespizio. Legatura in cartonato moderno. Agnelli 2, pp. 119-120
In-8°; cc. (32), grande ritratto dell’autore inciso su legno al frontespizio. Legatura in cartonato moderno. Edizione originale. Agnelli 2, pp. 109-110.
4 volumi in-4, bella legatura coeva in piena pelle, riquadro di filetti in oro ai piatti, titolo e fregi in oro ai dorsi. Illustrati da 1 ritratto dell'A. di Eisen inc. da Fiquet e 46 figure in stupende tavole fuori testo, di Cipriani, Cochin, Eisen, Greuze, Monnet, Moreau incise da Bartolozzi, Choffard, Duclos, ed altri. Celebre edizione dell'Orlando Furioso. Ottimo esemplare.. .
in-8, ff. 4 n.n., legatura d'amatore del XIX secolo in marocchino granata, fleuron impresso in oro al centro dei piatti. Edizione di mitica rarità (apparentemente non censita in nessuna Biblioteca pubblica italiana) di questo componimento eroicomico in due libri in complessive 64 ottave su due colonne. Al titolo magnifica xsilografia (mm 86x112) raffigurante probabilmente Carlo Magno in trono circondato dai suoi Paladini, il tutto entro bordura geometrica. Di questo componimento si conoscono almeno quattro ristampe nel XVI secolo, tutte rarissime ed edite a Firenze: la prima del 1568 senza note tipografiche, cui seguirono la presente, quella del 1582 del Pagolini e quella, di nuovo del Baleni, del 1597. La bellissima xilografia fu utilizzata e ricopiata con fedeltà in altre placchette cinquecentesche. Già a metà XVI secolo presentava una spaccatura verticale della matrice lignea. Nella prima edizione e in quelle successive si fa esplicito riferimento alla fonte ariostesca di questo anonimo componimento ''Con alcune stanze d'Orlando alla Birresca'', invece taciuta nella presente edizione. L'anonimo autore parafrasa infatti i più dolci tormenti d'amore dell'Orlando Furioso trasfigurandoli nelle sofferenze dei debitori perseguitati dagli sbirri (''...d'haver tanti suoi debiti à pagare/da quel martir, da quella frenesia/da quella gente detta Birreria''). Soltanto il verso dell'ultimo foglio riporta un titolo corrente in capitali "Furioso alla Birresca" che precede le parodie della prima e seconda ottava del Canto 31, la prima del Secondo e la quinta del trentesimo, nelle quali son modificati e aggiunti versi sul vivere e mangiare bene a dispetto degli Sbirri, della prigione e dell'onestà. ''Le edizioni di questo poemetto sono assai rare. Essendo le prime tre ottave del medesimo simili a quelle che si leggono in altro libretto citate dalla Crusca col titolo di Stanze del Poeta Sciarra (Pietro Strozzi) fu la prima operetta da taluno confusa con la seconda... si descrivono in essa con istile bernesco varie imprese di carlo Magno e de' suoi Paladini'' (Storia ed analisi degli antichi poemi di cavalleria, IV, pp. 222-223). Rarissima placchetta di satirico poemetto cavalleresco, ben conservata nonostante qualche lieve fioritura. Il Agnelli Ravegnani II, 1568. Sander 5389, note. Un esemplare risulta citato nel 1922 da un bollettino VIII di De Marinis, al n. 113. Storia ed analisi degli antichi poemi di cavalleria, IV, pp. 222-223. . Agnelli Ravegnani II, 1568. Sander 5389, note. Un esemplare risulta citato nel 1922 da un bollettino VIII di De Marinis, al n. 113. Storia ed analisi degli antichi poemi di cavalleria, IV, pp. 222-223. .
Quattro volumi di cm. 29, pp. 1.500 ca. complessive. Al primo volume è presente: antiporta illustrata, il ritratto dell'Ariosto e 5 tavole a corredo della vita. Seguono le 51 tavole poste all'inizio di ogni canto. Il testo è inoltre impreziosito dai frontespizi figurati e da moltissime testate e cul-de-lamp. Solida ed elegante legatura d'epoca successiva in piena pergamena rigida, dorsi a cinque nervi con titoli in oro su doppi tasselli. Una firma di possesso cancellata al frontespizio del primo volume. Esemplare che si distingue per freschezza e per l'impeccabile stato di conservazione. Opera che si pone come uno dei capolavori dell'editoria veneziana del '700. Cfr. l'ampia bibliografia in materia.