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Diario di una mamma imperfetta. L'esilarante e magnifico diario di vita familiare, scritto da una delle migliori firme della satira italiana.
First and only edition. A COMPLETE SET OF THIS RARE AND IMPORTANT SUITE OF SATIRICAL LITHOGRAPHS BY CHAM, devoted to British and Irish manners. Complete with lithographed title-page and 15 numbered lithographs by Cham on fine wove paper, with lithographed advertisement by Belin at the end. Folio. IN THE ORIGINAL BOARDS, WITH THE LITHOGRAPHED TITLE-PAGE REPEATED ON THE COVER. A bit of wear and soiling to boards. Internally a few specks of faint, marginal foxing, but otherwise FINE AND BRIGHT. Very rare, especially in such pristine state. Cham
Paperclip indent to first 2 pages. Else book is fine. DJ has very minor shelfwear. ; The Satyricon of Petronius, a comic novel written in the first century A. D. , is famous today primarily for its amazing banquet tale, "Trimalchio's Feast." But this episode is only one part of the larger picture of life during Nero's rule presented in the work. In this accessible discussion of Petronius's masterful use of parody, Gian Biagio Conte offers an interpretation of the Satyricon as a whole. He combines the scholarly precision of close reading with a significant, original theoretical model. At the heart of his interpretation, Conte reveals the technique of the "hidden author" that Petronius employs at the expense of his characters, in particular the teller of the story, Enclopius. By remaining hidden outside the narrative, Petronius invites the reader to smile at the folies de grandeur that occur in a culture of scholars and declaimers. Yet as Conte shows, behind the parody and inexhaustible humor of the Satyricon lies an unexpectedly serious lament. For those familiar with the Satyricon, as well as for new readers, Conte's book will be a reliable, enjoyable guide to the wonders the Satyricon contains. ; Sather Classical Lectures 60; 224 pages
PP. 144, CM. 21X15, CART., SOVRACOPERTA.
In-8° pp. 139. Leg. edit. con sovrac. ill. a col.
In 16, pp. 30 + (1) + (1b) con ill. in b/n n.t. Strappetto al marg. est. della terza carta. Br. ed. ill. Parodia satirica illustrata, contenente sarcasmi, ironie, battute indecorose, banalita', caricature et similia.
in-8, broché. Etat proche du NEUF. [NV-38*]
1 Vol. In-4 gr t. editoriale, sovracopt. ill pag. 100 nn 52 disegni a p.pagina PROG 37028 CATT_ATT 49
Due tomi in un volume in 8° legato in mezza pelle con grandi unghie, titolo al dorso a quattro nervi, sguardie marezzate, brossure editoriali conservate, sguardie, occhielli, frontespizi, VIII, 233, 229 pp., carte d'indici. La disanima storica e filologica del "pastiche", qualcosa di simile alla parodia ma più profondo, più aggressivo. Importante la bibliografia e davvero sorprendente per ampiezza ed accuratezza gli stralci esemplificativi. Alcuni spunti invero eclatanti. In perfetto stato, notevole e poco comune.
In-4° (cm. 29x22,8), pp. 172, (6). DISEGNI di una "cocasserie très personnelle" (A.Warnod). DEPAQUIT, protagonista della vita artistica di Montmartre (con Utrillo, Satie, Delaw, Tire-Bognet) al "Chat Noir", caricaturista per Le Rire (dal 1899 al 1905), Le Bon Vivant, La Baïonnette; dal 1916 al Canard enchaîné. Mz. tela rustica e cartone edit. ill. a colori. Exemplaire sur papier du Marais. Coloris par Charpentier.
VG/VG . not price-clipped. no inscriptions. a lovely clean copy. Included are some fine examples of the work of such classic parodists as Sir Max Beerbohm, Robert Benchley, Rudyard Kipling, G.K. Chesterton, Lewis Carroll, A.E. Housman, Woody Allen, Malcolm Bradbury, Alan Coren, and many more
ill., br. «Fascisti su Tinder» racconta il conflitto di un 35enne che, appena tornato single dopo una relazione importante, si trova in bilico tra il volersi concedere una seconda adolescenza a colpi di sesso libertino, serie tv, videogiochi e spensieratezza, e il richiamo dell'età adulta che spinge a una presa di coscienza sulla politica, la società, i cambiamenti del mondo che ci circonda. Sperando che questo non pregiudichi comunque il sesso libertino. Tratto dal monologo teatrale di Daniele Fabbri, con le illustrazioni di Stefano Antonucci.
Napoli, Liguori, 1998, in-8, br., pp. 390, (4). Con nota bibliografica.
Prefazione: "Riunisco in un solo volume i miei due libri di parodie: Poeti controluce (1922) e Poeti allo specchio (1926). Li ripubblico integralmente e senza varianti. Il testo ? quello della prima edizione... in aggiunta figurano 4 nuove parodie: quelle di Saba, Cardarelli, Montale e Quasimodo... 1 17x11 cm., legatura in piena tela, titolo in oro su fondo marrone, sopraccoperta con 2 figure teatrali, pp. 133 (2), prima edizione, in italiano, piccoli strappi al dorso e al margine superiore del retro sopraccoperta, interno lievi segni del tempo. Allegato ampio ritaglio stampa, quotidiano La nazione del 21-6-78
In 8°; 195, (5) pp. Brossura editoriale in rosso e nero. Prima edizione, in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe, di quest'opera del celebre poeta italiano, Luciano Folgore (pseudonimo di Omero Vecchi; Roma, 18 giugno 1888 – Roma, 24 maggio 1966) nel quale l'autore scrive parodiando alcuni suoi celebri contemporaneo.
in 16°, pp. 106, bross. edit. Parodie di noti poeti tra cui: Marinetti, Papini, G.P. Lucini, Gozzano, Soffici, Aleramo, Vivanti, Da Verona, Guglielminetti, Buzzi, Teresah, Govoni, Onofri, Corazzini, Negri, Zucca, Ungaretti, F.M. Martini, Moscardelli, Palazzeschi, A.S. Novaro, Moretti, Folgore; lievi fior. 531/32
Carducci, Pascoli, Rapisardi, Stecchetti, Graf, Pascarella, D'Annunzio, Marradi, De Bosis, Aganoor, Pompilj, Orsini, Cena, Orvieto, Cesareo, Trilussa, Giorgieri-Contri, Bertacchi, Chiesa, Pastonchi, Benelli 1 19,5x13,5 cm., in brossura, pp. 122 (1), in parte ancora intonse, terza ristampa, in italiano, leggermente allentato interno dorso, buon esemplare.
Fólgore, Luciano. - Pseudonimo dello scrittore italiano Omero Vecchi (Roma 1888 - ivi 1966). Esordì come poeta futurista (Il canto dei motori, 1912; Ponti sull'Oceano, 1914; Città veloce, 1919); ma la sua vena umoristica e satirica ha dato il meglio di sé nelle parodie dei più noti poeti contemporanei, e in versi e versetti quasi estemporanei, di una pungente, ma sempre garbata, estrosità (Poeti controluce, 1922; Poeti allo specchio, 1926; Il libro degli epigrammi, 1932, n. ed. 1955; Il libro delle favole, 1956; Il libro delle parodie, 1965; ecc.). Ha scritto anche novelle, romanzi, e qualche lavoro per il teatro. In 16mo, mm. 120x175; pag. 133 (3). Legatura editoriale in tela grezza e sopraccopertina illustrata a colori. Ottima la conservazione. Codice inv.1030841
Mm 110x170 Edizione originale, dedica dell'autore in apertura ("All'On. Nino De Totto questa girandola di buonumore italiano - Luciano Folgore" - Prefazione: "Riunisco in un solo volume i miei due libri di parodie: Poeti controluce (1922) e Poeti allo specchio (1926). Li ripubblico integralmente e senza varianti. Il testo è quello della prima edizione... in aggiunta figurano 4 nuove parodie: quelle di Saba, Cardarelli, Montale e Quasimodo..." - Volume rilegato in tela con sovraccoperta illustrata a colori, 133 pagine. Minimi restauri alla sovraccoperta, peraltro esemplare integro in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 135x195 Brossura editoriale a stampa, 120 pagine. Parodie in versi di Carducci, Pascoli, Rapisardi, Stecchetti, Graf, Pascarella, D'Annunzio, Marradi, De Bosis, Agannoor Pompilj, Orsini, Cena, Orvieto, Cesareo, Trilussa, Giorgieri-Contri, Bertacchi, Chiesa, Pastonchi, Benelli. Fioriture ai tagli, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Consigliato da Michael Moore. Da un grande comico americano un divertentissimo attacco agli Stati Uniti.
LIGUORI 1998 400 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO<br/>Questa letteratura di secondo piano consente di rielaborare messaggi del patrimonio culturale come una sorta di rigenerazione degli stessi. Le parodie sono delle performances nelle quali la comicità è lo strumento di scelta assiologica in cui la trasformazione pragmatica porta ad un rovesciamento completo dei dati del testo originale. E trovano un destinatario non ignaro dell’ipertesto e pur disposto ad accogliere e decodificare le frivolezze della comunicazione. Autentica espressione del teatro, la parodia contribuisce al rinnovamento dell’arte della rappresentazione, in sinergia tra concretezza del palcoscenico e centralità dei contenuti.
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Questa letteratura di secondo piano consente di rielaborare messaggi del patrimonio culturale come una sorta di rigenerazione degli stessi. Le parodie sono delle performances nelle quali la comicità è lo strumento di scelta assiologica in cui la trasformazione pragmatica porta ad un rovesciamento completo dei dati del testo originale. E trovano un destinatario non ignaro dell’ipertesto e pur disposto ad accogliere e decodificare le frivolezze della comunicazione. Autentica espressione del teatro, la parodia contribuisce al rinnovamento dell’arte della rappresentazione, in sinergia tra concretezza del palcoscenico e centralità dei contenuti. Informazioni bibliografiche Titolo: Il teatro di Jean-Antoine Romagnesi: testi inediti ed esame linguistico Collana: Strumenti Autori: Jean-Antoine Romagnesi <1690-1742>, Gabriella Fabbricino Trivellini Editore: Napoli: Liguori, 1998 ISBN: 8820727625, 9788820727628 Lunghezza: 390 pagine, 22 cm : ill. Soggetti: Critica letteraria, Teatro, Parodia, Settecento, '700, Rappresentazioni, Generi, Noveau Theatre italien, Hippolyte, Atys, Aricie, Les Indes Chantantes, Drammaturgia, Commedia, Tragedia, Alcyone, Romagnesi, Francia, Pièces, Letteratura teatrale e drammaturghi, Sec. 18., Letteratura drammatica, Edizioni critiche, Amadis, Francesistica
In-8° (20,5 x 13,6 cm), pp. 114, (2), legatura editoriale con sovraccoperta illustrata da disegno di Alberto Longoni. Lievissimi segni del tempo alla sovraccoperta, in particolare leggerissima ingiallitura nel bordo superiore e nella parte che ricopre il dorso del volume. Con venticinque disegni, in bianco e nero, nel testo, di Mirko Vucetich. Piccoli, lievissimi segni d'umido ai tagli di testa e davanti e, rari e quasi impercettibili, nel bordo esterno di poche pagine, molto lontano dal testo. Al recto della prima e al verso dell'ultima carta di guardia, nella parte interna non a contatto con le alette della sovraccoperta, leggerissimo alone color beige, di perfetta forma rettangolare, che si sviluppa in senso verticale rispetto alla pagina, della larghezza di 3,3 cm per 19,6 cm di altezza circa, probabilmente determinato, nel tempo, dalla reazione al contatto con le controguardie, fissate, in sede editoriale, con materiale adesivo ai contropiatti. Per il resto, esemplare fresco, molto ben conservato. Nella collana "Scritture". Seconda edizione in volume, la prima era apparsa nel 1952 per Neri Pozza. Dalle alette (nota di Cesare Garboli): "A una fase fiorentina, intermedia tra quella milanese dell'Adalgisa o della Cognizione, e quella romana del Pasticciaccio, risalgono le favole di Gadda: «ciò è picciole fave o vero minimissime favuzze o faville d'un foco sopr'a duo rocchietti stento e d'una manata di stipa, codeste nugae ove non è Francia né Spagna, né coturno tragico né penziere eccelso di filosafo». Scritte nel '39 «e di poi vi stetti insino a presso mezzo giugno il quaranta» e pubblicate in sparsi gruppi su un almanacco e due riviste del tempo («Il Tesoretto», «Campo di Marte» e «Corrente»), furono riunite in volume da Neri Pozza nel '52, accresciute da una Nota bibliografica che è piuttosto un racconto, un rivestimento grottesco, una suite di fragorosa comicità nel gusto di Gadda quando egli è in vena di parodiare la sintassi e l'ornato dell'antica lingua italiana, mentre in realtà sta beffandosi delle stupide cose moderne. Esiste accanto al Gadda grande «realista comico» e formidabile narratore manierista anche un Gadda forse minore, frammentarista, funambolo, toscaneggiante con la solita irriverenza ma anche allietato d'insolita luce naturale: un inchiostro quasi magico, ricco di sorprese e imprevisti fantastici, tra il proverbio e la meraviglia delle cose. Un inchiostro rimasto candido sotto lo spessore lussuoso dei giochi («Le parole sacre, vedute le labbra dell'autore, ne rifuggono. le cose sacre, veduto il cuore dell'autore, vi si fermano.») È questo, sempre stretto al realismo, insensibile ai falsi valori «poetici», sempre di penna feroce, il Gadda poeta delle favole, che convive coi suoi odi, le sue rabbie compresse, i suoi delirii d'ipocondriaco, col Gadda di lega goliardica, o d'esasperata ispirazione satirica".
br. "La Confraternita del Gianduiotto è stata proclamata ufficialmente nel 1808. Secondo un verbale segreto che all'Archivio Storico della città di Torino mostrano a cani e porci, ne facevano parte praticamente tutti gli uomini che hanno fatto il Risorgimento, a partire da Cavour fino all'ultimo degli uscieri di Palazzo Carignano. Unica eccezione il Re Carlo Felice il quale, quando gli fecero la proposta di entrare a farne parte, rispose con una frase passata in proverbio. Disse: Non voglio fare la figura del cioccolataio!. Questa, potremmo dire, la sintesi dell'antefatto; riassumere il fatto non è altrettanto facile! Il perché di questa difficoltà possiamo in parte trovarla nelle pagine finali, quando l'autore Bruno Gambarotta fa, come d'uso, i suoi ringraziamenti, uno dei quali rivolto a Dan Brown, autore del "Codice da Vinci" e recita così: Ringrazio Dan Brown per avermi generosamente offerto il canovaccio per questo romanzo e per aver dimostrato che non c'è limite per chi le spara più grosse.