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br. Amare è compiere l'esodo dall'io all'altro, è la chiamata a lasciare la propria terra (il proprio io) per camminare verso un'altra terra (l'altra persona). È lo stesso dinamismo che si compie nell'atto di fede. Parlare dell'amore dell'uomo e della donna significa dunque toccare la struttura dell'essere umano come aperto all'altro. L'amore è percepire che l'io non è tutto, non basta a se stesso e sente il desiderio dell'altro: una porta, questa, dietro la quale se ne possono aprire tante altre, fino a quella che immette all'Altro che è Dio. Nei vari capitoli del volume l'autore tenta di scrutare e disegnare questo intreccio in cui le varie realtà - amore umano, fede, Chiesa, mondo - si illuminano reciprocamente quasi a prospettare che nessuna di esse può chiarirsi e crescere senza le altre. La relazione matrimoniale è inoltre paradigma delle relazioni che dovrebbero irrompere anche dentro la Chiesa, perché diventi comunità nuziale, dove prima dei ruoli ci sono le persone, prima dell'organizzazione c'è la comunione, prima del passato c'è la tensione al futuro.
brossura Il libro raccoglie le ricerche individuali e la riflessione comune dei docenti del Diploma di pastorale familiare della Pontificia Università Gregoriana, e di altri che in questo percorso hanno voluto lasciare il loro contributo, anche a seguito dei due Forum realizzati intorno al tema sinodale e per la prima ricezione dell'Esortazione Apostolica Amoris laetitia. Le due grandi linee tracciate riguardano l'urgenza di compiere ogni esercizio valutativo di ordine teologico e pastorale facendo dialogare dottrina e vita, e di conformare parole e gesti cristiani alla vita e all'annuncio di Gesù Cristo. Dalla composizione di queste due direttrici si ricava un metodo in cui la persona è la terza via tra un umanesimo astratto e l'empirismo ignaro del mistero di ogni libertà, una via che si percorre in relazione. Il desiderio di stabilire comunione dispone i passi su questa strada, rischiarata dalla sapienza dell'amore. Il cammino che si compie è caratterizzato da desideri, promesse, azioni, simboli che, pur facendo i conti quotidianamente con la misura esigua delle forze e i fallimenti, può sperimentare il dono di grazia che si commisura e assume la forma del gesto più intimo, eco di parole che non ingannano e che venendo da Dio camminano avanti, a fianco o dietro come pastori che nutrono la speranza e favoriscono la metà.
br. Come attuare questa conversione? Come può la parrocchia liberarsi dalla continua ricerca di attività e organizzazione? In agricoltura per sconfiggere i deserti si lanciano piccole palline di argilla contenenti tanti semi diversi. Il testo parte da questa metafora per ripensare la comunità. L'autore porta l'esperienza di un gruppo di preti e delle loro comunità, che camminano in questa direzione, riscoprendo qual è il senso profondo dell'essere Chiesa, cosa significa partire dalla visione per arrivare all'azione, come è possibile mettere realmente al centro le persone. Focus del testo: necessità di una conversione pastorale; nuovo modello di parrocchia e nuova visione di leadership; precedenza dell'evangelizzazione sulle strutture, dei processi sui progetti, del cambiamento sull'adattamento.
br. Dodici parroci espongono in lunghi dialoghi con l'autore certezze e dubbi teologici, problemi e pratiche pastorali, timori e speranze per la Chiesa futura. Con curiosità e disincanto si perviene a una visione rigorosamente laica eppur benevola, venata a tratti di ironia, di un mondo variegato e per molti versi sorprendente. Sono poi esaminati i tratti distintivi delle tre principali componenti del clero di oggi: innovatori, istituzionali e conservatori. Ma gli incontri fuori programma con altri tre parroci "anomali" avvertono che la realtà è più ricca e imprevedibile di qualsiasi schema. Rigore etnografico e piacevolezza del racconto rendono questo "viaggio" nella diocesi di un'importante città italiana una ricerca del tutto insolita nel panorama della letteratura sulla Chiesa nel tempo presente. La postfazione di don Roberto Repole, presidente dell'Associazione Teologica Italiana, sottolinea come quest'opera presenti, nella sua laicità, non pochi motivi di interesse anche per il popolo dei credenti.
In 16 (cm 8 x 14,5), pp. (12) + 161 + (7b) con antiporta illustrata con grande stemma e festone colorato a mano anticamente. Alcune carte si presentano uniformemente brunite. Cartonatura coeva. Seconda edizione (edizione originale 1655) di questo dramma pastorale in cinque atti. L'A. faceva parte della nobile famiglia anconetana dei Bonarelli Della Rovere. Il padre di Pietro, Guidobaldo, e lo zio, Prospero, furono entrambi autori di opere teatrali che ebbero una certa importanza in eta' barocca: la Filli di Sciro (1607), favola pastorale di Guidobaldo, e Il Solimano (1619), tragedia di Prospero. Pietro avrebbe coltivato a lungo le muse teatrali, rivendicando esplicitamente nei paratesti delle sue stampe il prestigio di una vera e propria tradizione familiare.
ill., br. Guardare e ascoltare. Far immaginare attraverso le figure e le parole per parlare non solo all'occhio del corpo ma anche all'occhio della mente. Ancor prima dell'avvento della stampa, i predicatori in volgare delle origini mostrano di saper bene come comunicare con il popolo e quali strumenti usare per influenzarlo, per controllarne le passioni, le paure e i piaceri. Sanno come fare per imprimere nella memoria di un largo pubblico i modelli di comportamento da seguire e i contenuti di una cultura della penitenza che proietta la vita quotidiana nella dimensione inesorabile dell'eternità e del giudizio divino. Le tecniche per tradurre le parole in immagini e le immagini in parole sono molte e sofisticate, e le prediche si possono leggere come una sorta di archeologia di spettacolo multimediale, dove vengono chiamate in gioco anche le pitture delle chiese e dei palazzi che fanno parte dell'esperienza quotidiana degli ascoltatori. Nei primi decenni del Trecento, i dipinti del Trionfo della Morte del Camposanto di Pisa diventano cosi ideale scenario delle parole di ammonimento dei domenicani, e nel Quattrocento san Bernardino trasformerà i palazzi, le chiese, le strade di Siena in un vero e proprio teatro della memoria della sua predicazione.
pp. [12], xxvii, 122, [2] (Books printed for Vernor and Hood). With fine line woodcut illustrations and vignettes by Thomas Bewick, John Anderson, and others. 16mo (in 8's). 160 mm. Original half leather binging over marbled boards; spine tooled in gilt and varnished. Robert Bloomfield (1766-1823) wrote poetry of the English farmers and laboring classes. This is the poem that made his reputation. Composed in a garret in Bell Alley, it was influenced by James Thomson's poem The Seasons. Bloomfield was able to carry some fifty to a hundred finished lines of it in his head at a time until there was opportunity to write them down. The manuscript was declined by several publishers and was eventually shown by his brother George to Capel Lofft, a radical Suffolk squire of literary tastes, who arranged for its publication with woodcuts by Thomas Bewick in 1800. The success of the poem was remarkable, over 25,000 were sold within the next two years, and many thoudands more in the next decade. It was extremely popular in America. Unfortunately, Vernor and Hood, his publishers, went bankrupt (1812) and much of the rest of Bloomfield's life was spent in poverty and depression. **PRICE JUST REDUCED! POETRY 4
br. L'italiano cardinale Giacomo Biffi con questa nuova edizione delle sue memorie e digressioni rompe eccezionalmente il silenzio che sta accompagnando il suo "ultimo tratto di vita terrena". Troppo urgenti le questioni che in questi ultimi anni hanno segnato la vita ecclesiale, politica e culturale del nostro paese, per non accogliere l'invito giunto da più parti ad offrire una parola, un giudizio, un'opinione su temi specifici di importanza cruciale. L'autore affida alla sua penna pungente, amabilmente chiara, provocatoriamente irriverente, il suo giudizio sul post-concilio, sul celibato, sull'omosessualità, sul ruolo delle donne nella Chiesa cattolica e nella società, sugli scandali che hanno colpito la Chiesa e su molto altro ancora. Un intelligente testimone della nostra epoca, la cui libertà è stata forgiata nella fede, che senza sosta oppone alla vanità di oggi la sua incessante ricerca della verità.
br. Quale futuro per la fede? E per le comunità cristiane? Dopo l'indagine che ha coinvolto 150 giovani di tutta Italia sul loro rapporto con la religione (Dio a modo mio. Giovani e fede in Italia, a cura di R. Bichi e P. Bignardi, Vita e Pensiero, 2015), l'équipe di ricerca dell'Osservatorio Giovani dell'Istituto Toniolo si è convinta che il futuro della fede - ma anche dell'umanità e della società - passi anche attraverso l'educazione, perché è generato nella coscienza delle persone in cui, nella libertà, si realizza l'intreccio tra umano e divino, tra ciò che si riceve e la spinta a reinterpretarlo. Da qui l'esigenza di conoscere meglio l'ispirazione, i temi, le motivazioni dei protagonisti - genitori, sacerdoti, insegnanti, suore, catechisti, animatori - che, con un'azione spesso poco riconosciuta, contribuiscono a iniziare i giovani al rapporto con il trascendente. La ricerca sugli "educatori alla fede" si è avvalsa di 165 interviste, condotte su tutto il territorio nazionale, con domande volte a indagare una molteplicità temi: come e dove si diventa oggi cristiani adulti? Quali sono gli obiettivi e lo stile degli educatori? Quali atteggiamenti hanno nei confronti del mutamento della Chiesa e del modo di intendere la fede? E ancora: che cos'è considerato successo o fallimento in questa azione educativa? Quali le reti e le relazioni all'interno della comunità cristiana? L'uso di tecniche di ricerca poco direttive ha consentito la raccolta di ricchissime testimonianze sui percorsi attraverso i quali gli educatori alla fede divengono tali, sulle fonti, i riferimenti, i motivi ispiratori che guidano la loro azione, sulle parole chiave e le sfide del mondo contemporaneo. Presentazione di Mons. Claudio Guiliodori. Postfazione di Mons. Luca Bressan.
br. "Credo che la responsabilità di farsi operatori di pace attraverso strade nonviolente, sia un dovere particolare di noi uomini e donne del 2000, a cominciare da noi occidentali, chiamati dalla nostra cultura e dalla nostra storia ad analizzare e organizzare il mondo materiale per metterlo al servizio dell'umanità, senza chiuderci nella ricerca e nella difesa dei nostri interessi e delle nostre supremazie ma ponendoci realmente al servizio di una crescita organica dell'umanità." A scrivere queste parole è mons. Bettazzi, il vescovo che nella chiesa del nostro paese ha autenticamente espresso lo slancio rinnovatore del Concilio, nella continua ricerca e nell'aperto dialogo con le altre culture. In queste pagine, il suo accorato e coinvolgente invito è rivolto a tutti i giovani, affinché sentano di essere i veri protagonisti della sfida della pace in un mondo che non va affatto per il verso giusto. Bisogna immaginarne uno diverso ma possibile. E bisogna farlo presto. E i giovani sono gli unici che possono riuscirci.
BERNHARD HARING INTRODUZIONE ALLA SOCIOLOGIA RELIGIOSA E PASTORALE. , EDIZIONI PAOLINE 1965, Volume 17,5x12 in copertina rigida telata che mostra macchie marroncine ai bordi. Gli interni non portano segni o marcature, pagine in caldo color avorio, accentuazione di imbrunitura ai margini. Tagli superiori con piccole macchie marroncine, rilegatura regolare. Nella Collana Biblioteca di Cultura Religiosa Seconda Serie diretta da V. Gambi e C. D'Anna. N. 82. Buono (Good) . <br> <br> <br> 609<br>
Dopo una lunga disanima della situazione presente, ricorda i doveri del sacerdote: santità, purezza, carità, disinteresse. Un'opera ancor oggi di grande attualità. Esemplare perfetto Brossura editoriale a stampa, pp. 45, in 16°
In 4, pp. 31 + (1b). Dedica autogr. dell'A. al fr. Lievissima mancanza al p. ant. Br. ed. Saggio pubblicato in occasione delle nozze Carocci-Foa' sulla diffusione e la popolarita' della poesia pastorale nell'Inghilterra elisabettiana.
br. Don Oreste Benzi, instancabile apostolo anche tra gli sposi, esperto e pratico di matrimonio, vicino ai coniugi, ai problemi che gli sottoponevano e alle gioie che volevano condividergli. Ma era anche un uomo di studio, che amava informarsi, approfondire sia le scienze umane che il cammino della Chiesa. E infine e soprattutto - don Oreste era sacerdote, che amministrava le cose sacre, come sacra è l'unione tra un uomo e una donna di fronte a Dio. È ciò che emerge da questo testo, una raccolta di omelie dei tanti matrimoni celebrati. L'amore umano è bello - dice spesso tra queste pagine - ma è fragile, passeggero. Costruire sulla roccia la casa del proprio matrimonio significa in primo luogo far propria la certezza che il "sì" è innanzitutto il sì ad una chiamata. La chiamata del Padre che ha pensato i suoi figli a vivere e a santificarsi in coppia fin dall'eternità.
brossura È la raccolta delle omelie che don Bensi svolgeva ogni domenica nella messa di mezzogiorno della sua parrocchia di San Michele Visdomini da cui per diversi decenni, sia col sacramento della confessione, sia con il consiglio, ha svolto la sua missione cristiana di curato delle anime di tanti che hanno scritto la storia fiorentina fra il 1925 e il 1985.
ill. "Un altro libro su Francesco? Perché no? Quando incontri un uomo del genere, che si è messo completamente nelle mani di Dio, non puoi fare a meno di amarlo e di voler parlare di lui. Io ho voluto farlo attraverso lo strumento che mi è più congeniale, la vignetta. In punta di piedi, ho ripercorso la sua vita soffermandomi anche su alcuni episodi poco conosciuti... Un piccolo contributo alla riflessione, certo, ma anche al sorriso". (Roberto Benotti). Caratterizzano il volumetto un disegno dal tratto originale e delicato, l'umorismo gentile e mai irriverente, la sensibilità verso i temi sociali di più scottante attualità.
ril. Queste "Ultime conversazioni" rappresentano il testamento spirituale, il lascito intimo e personale del papa che più di ogni altro è riuscito ad attirare l'attenzione sia dei fedeli sia dei non credenti sul ruolo della Chiesa nel mondo contemporaneo. Indimenticabile resta la scelta di abbandonare il pontificato e di rinunciare al potere: un gesto senza precedenti e destinato a cambiare per sempre il corso della storia. In questa lunga intervista con Peter Seewald il papa affronta per la prima volta i tormenti, la commozione e i duri momenti che hanno preceduto le sue dimissioni; ma risponde anche, con sorprendente sincerità, alle tante domande sulla sua vita pubblica e privata: la carriera di teologo di successo e l'amicizia con Giovanni Paolo II, i giorni del Concilio Vaticano e l'elezione al papato, gli scandali degli abusi sessuali del clero e i complotti di Vatileaks. Benedetto XVI si racconta con estremo coraggio e candore, alternando ricordi personali a parole profonde e cariche di speranza sul futuro della fede e della cristianità. Leggere oggi le sue ultime riflessioni è un'occasione privilegiata per rivivere e riascoltare i pensieri e gli insegnamenti di un uomo straordinario capace di amare e di stupire il mondo.
ril. "Dalla crisi di oggi nascerà una Chiesa che avrà perduto molto. Diventerà più piccola, bisognerà ricominciare tutto da capo. Tuttavia, nonostante i cambiamenti, la Chiesa ritroverà ciò che le è essenziale, ciò che è sempre stato il suo centro: la fede nel Dio uno e trino, in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fattosi uomo, nell'assistenza dello Spirito, che durerà fino alla fine. Metterà la fede e la preghiera di nuovo al centro e sperimenterà di nuovo i sacramenti come servizio divino e non come un problema di struttura liturgica." Queste parole, pronunciate a Natale del 1969 ai microfoni della radio dell'Assia, appartengono a uno dei testi di questo libro, che raccoglie una scelta di meditazioni, prediche e conferenze radiofoniche tenute da Joseph Ratzinger quando era ancora "solo" professore, ordinario di dogmatica e storia dei dogmi, la "carriera" che aveva scelto e che ha dovuto poi abbandonare perché chiamato a un compito più grande. A distanza di anni colpisce non solo l'attualità dei temi trattati da Ratzinger - il rapporto della fede con la scienza; i dubbi dell'uomo moderno riguardo a Dio, alla fede e alla Chiesa; il problema dell'accettazione dei dogmi da un lato, la sete di Dio nella solitudine della città dell'uomo dall'altro - ma anche e soprattutto la sua lucida analisi del futuro della Chiesa: la sua visione, all'indomani del Concilio Vaticano II, ha trovato riscontro negli sviluppi post-conciliari. Da queste pagine emergono anche le due anime inscindibili della personalità di Ratzinger, che abbiamo imparato a conoscere negli Angelus e nelle Catechesi del mercoledì: quella del teologo e quella del pastore. Esse contengono in nuce il pensiero del futuro pontefice, segnato dal costante richiamo all'amore paterno di Dio quale "centro della fede cristiana" e costituiscono il lascito spirituale di Benedetto XVI.
br. Nel titolo della "Caritas in veritate" appaiono i due termini fondamentali del magistero di Benedetto XVI, appunto la "Carità" e la "Verità". Questi due termini hanno segnato tutto il suo magistero in questi anni di pontificato, in quanto rappresentano l'essenza stessa della Rivelazione cristiana. Essi, nella loro connessione, sono il motivo fondamentale della dimensione storica e pubblica del cristianesimo, sono all'origine quindi della Dottrina sociale della Chiesa.
br. Un testo che aiuta la comprensione dei termini Vangelo, Catechesi, Catechismo, e del loro reciproco rapporto. Il Papa chiarisce il contenuto e approfondisce la radice del rapporto profondo tra questi concetti, mettendo via via in luce la novità e la singolarità del Cristianesimo
br. «Se chi amo, se l'amore, se il più grande regalo della mia vita mi è vicino, se posso essere certo che colui che mi ama è con me, allora anche nelle difficoltà provo nel profondo del cuore una gioia che è più grande di ogni sofferenza.» Joseph Ratzinger/Benedetto XVI Il Papa emerito eccezionalmente torna a parlare. Ha deciso di consegnare al grande pubblico questa raccolta di sue omelie, in gran parte ancora inedite, in cui affronta il tema che sin dall'inizio più di ogni altro ha cantato, meditato, testimoniato: l'amore. Perché l'amore per lui è il nucleo vitale della Chiesa, e servire Cristo è anzitutto questione d'amore: «Pietro, mi ami tu? Pasci le mie pecorelle» (cfr. Gv 21,15-17). Ma l'amore è anche l'anima della vita di ogni uomo in cammino sui sentieri del tempo verso l'eternità. Così con questo suo ultimo libro Benedetto XVI si rivela come non mai il grande innamorato dell'Amore di Dio che, come pochi, con dolcezza, sa prenderci per mano e guidarci alla risposta più vera all'attesa dei nostri cuori inquieti per le domande che ci portiamo dentro. «Il cristianesimo è un movimento, un cammino; non è una teoria, una somma di dottrine; il cristianesimo è vita, è uno slancio vitale che ci porta verso la vera vita. Il cristianesimo è quindi l'inversione della direzione normale della nostra esistenza. La vita umana è, secondo la sua tendenza naturale, un cammino verso la morte. Ma allora, che cosa è la vita? Quando uno può dire: "ho trovato la vita"? Dove la troviamo? L'amore è la vita. L'amore è sintesi, la morte è dissolvimento. Chi ha trovato l'amore può dire: ho trovato la vita.» (Joseph Ratzinger/Benedetto XVI)
br. Il testo nasce dalla raccolta di alcune riflessioni di Joseph Ratzinger quando era arcivescovo di Monaco-Frisinga.Sono riflessioni che accompagnano i fedeli lungo l'intero anno liturgico, illustrando l'origine delle feste che celebriamo (Avvento, Candelora, Pasqua?), spiegandone le motivazioni o le trasformazioni nel corso dei secoli, aiutando a riflettere sulla nostra religiosità e sul mondo che ci circonda. Il libro propone inoltre propone alcune meditazioni su vari argomenti come le ferie, il gioco, la pace, la natura. Con uno stile accurato ma semplice, il cardinale Ratzinger aiuta a riflettere sulle questioni fondamentali e sempre attuali della fede e dell'essere cristiani.
br. La prima enciclica di papa Benedetto XVI è dedicata al tema dell'amore come matrice fondamentale che definisce l'essere umano e il creato, oltre che contenuto stesso della salvezza di ogni uomo resosi visibile nella persona di Gesù di Nazareth. Edizione in lingua portoghese.