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Volume in 8° legato in pergamena (allentata nella cucitura), titolo calligrafico al dorso, bianche (data e firma del possessore manoscritta), frontespizio, 3 cc. non numerate, 360 pp. Un vero trattato dell'arte retorica, con un'analisi puntuale e puntigliosa della materia. Il volume si presenta in buone condizioni, qualche traccia molto chiara di gore nella prima e nell'ultima parte, alcuni non influenti segni di tarlo nel margine destro delle ultime 50 pagine. Sicuramente poco comune, interessante.
Pagine: 360 . Illustrazioni: Fregi e capilettere . Formato: 24° . Rilegatura: Brossura . Stato: Deteriorato . Caratteristiche: Manca copertina. Bruniture. Gore. Da rilegare. Alcuni segni ad inchiostro . Macchia laterale nel frontespizio..Gli autori Decolonia Domenico 1660-1741, gesuita e professore di retorica a Lione ed studioso di giansenismo, e Joseph De Juvanchy 1643-1719, poeta, furono famosi letterati francesi. .
in 12°, 15 cm, rilegatura coeva in cartone "alla rustica", titolo manoscritto al dorso e antica scritta a penna al piatto; p. (4), 346, (6). vignetta incisa al frontespizio, leggere tracce d'uso sparse
17 cm, cartone alla rustica coevo, titolo manoscritto al dorso; pp. 360, 2 vignette incise nel testo; qualche brunitura, qualità della carta. Mancanza alla base del dorso
17 cm, cartone alla rustica coevo; pp. 377; antichi appunti ai risguardi e alle cop
in 12°, 15 cm, rilegatura coeva in piena pergamena, titolo manoscritto al dorso; pp. 527, ex libris "bibliotecae Petri Buoninsegni, Senis, 1802 " al risguardo. Tracce d'uso alle copertine e ai risguardi
Venetiis, ex typographia Balleoniana, 1805, in-12, cartonatura rustica coeva, pp. VI, 318. Buon esemplare.
In-16° cm. 16, pp. 4-377, leg. in mezza pergamena muta, legg. allentata sul retro.
In-8°; cc. (4), 31, (13), capilettera figurati; legatura in cartonato, Fori e qualche galleria di tarli passanti, che non intaccano il testo. Edizione originale della traduzione in latino di Maslowski della nota e fortunata opera dell’oratore greco Demetrio di Phaleron, allievo di Teofrasto, sullo stile e l’eloquenza, con alcuni capitoli sui caratteri. Seguono gli Scholia sul de Elocutione, di Maslovio (1530-post 1590), grecista polacco all’Università di Padova. La dedica è a Ioannes Praerembio.
Si vendono in Parma dalli Fratelli Faure Librari di S.A.R.<BR>Cm. 16 x 9,5; pp. 116 + 1 c.nn. di indici; legatura coeva in tutta pergamena.<BR>Qualche danno con perdita alla pergamena del dorso; abrasioni ai margini e agli angoli della copertina; segni a penna d'epoca alle carte di guardia (quelle anteriori anche con delle perdite). Interno più che discreto.<BR>Il frontispizio riporta solo l'anno, l'indicazione "superiorun permissu" e l'ulteriore indicazione, stampata su di una pecetta incollata: "Si vendono in Parma dalli Fratelli Faure Librari di S.A.R.".<BR>Edizione, probabilmente parmigiana (assai più rara di quelle successive torinesi), di questo celebre volumetto di retorica dal contenuto simpatico diviso in due parti: una dedicata alla costruzione del discorso, allo stile e alle figure retoriche, l'altra dedicata a esercizi di oratoria.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, LIEVE BRUNITRA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. RARO. L'Oratio pro lege Manilia de imperio Cn. Pompei (Orazione in difesa della Legge Manilia sul supremo comando di Gneo Pompeo), meglio nota semplicemente come Pro lege Manilia o De imperio Cn. Pompei, è la prima orazione politica pronunciata dall'oratore romano Marco Tullio Cicerone (66 a.C.), a difesa della Lex Manilia, che affidava il supremo comando a Gneo Pompeo nella guerra contro Mitridate VI, re del Ponto, e Tigrane II. Cicerone pronunciò il suo primo discorso politico, Pro lege Manilia de imperio Cn. Pompei, in favore del conferimento dei pieni poteri a Pompeo per la guerra mitridatica. In questa occasione Pompeo era appoggiato dai cavalieri, interessati alla rapida risoluzione della guerra in Asia, mentre gli era contraria la maggioranza del senato. Il motivo dell'impegno di Cicerone in una causa ostile all'alta aristocrazia (che d'altronde era restìa ad accoglierlo tra le proprie file) sta nell'importanza che essa aveva per i pubblicani e gli affaristi, minacciati nei loro interessi da Mitridate VI. La provincia dell'Asia Minore, minacciata dal sovrano del Ponto, era, infatti, particolarmente attiva dal punto di vista dell'economia e del commercio. Descrizione bibliografica Titolo: De imperio Cn. Pompei ad Quirites oratio (Pro lege Manilia): introduzione e commento Autore: Marco Tullio Cicerone (Marcus Tullius Cicero) Curatore (introduzione, traduzione e commento): Ettore Guerriero Editore: Napoli: Luigi Loffredo, stampa 28 Maggio 1943 Lunghezza: 89 pagine; 21 cm; [2] c. di tav.: ritr.; illustrato in b/n Lingua: Latino, Italiano Soggetti: Orazioni politiche, Storia romana, Letteratura latina classica, Versioni, Classici latini, Ars Oratoria, Opere letterarie in latino, Edizioni critiche, Commenti, Note, Traduzioni, Testi scolastici antichi, Libri Vintage Fuori catalogo, Collezionismo, Anni Quaranta, Antichità romana, Scrittori romani, Senatori, Giuristi, Retorica, Discorsi, Quiriti, Tigrane, Mitridate, Guerre, Nemici, Confini, Asia, Negotiatores, Dazi, Gabelle, Armatori, Commercio, Reddito, Naviculari, Provincia, Stato, Entrate, Imposte, Beni, Ricchezza, Affari, Prestiti, Nicomede III, Ariobarzane, Foro romano, Economia, Vita economica, Aristocrazia, Cavalieri, Ordine equestre, Plebe, Tribuni, Gaio Manilio, Assemblea del popolo, Maffii, Equites, Lex Calpurnia, Silla, Otto quaestiones, Pompeo, Cilicia, Bitinia, Poteri, Potere, Condottieri romani, Dione, Cesare, Pubblico, Eloquenza, Lucullo, Alleati, Manio Acilio Giabrone, Aulo Gellio, Conquiste, Territori, Impero romano, Amministrazione, Velleio Patercolo, Storiografia, Bibliografia, Studi culturali, Avversari politici, Patria, Legge, Governo, Giurisprudenza, Diritto romano, Respublica, Pericoli, Difesa, Repubblica, Monarchia, Denaro, Magistrati, Tribuni, Tributi, Legioni, Comando, Lucio Lucullo, Interessi, Benessere, Cizico, Barbagallo, Rostra vetera, Indice dei nomi, Cose notevoli, Manuali, Romanità, Pompeo Magno, Testo critico, Provocatio ad populum, Discorso, Traduzioni, Traduzione, Libri antichi da collezione, Ponto, Roma, Saggi letterari, Political Orations, Roman History, Classical Latin Literature, Versions, Latin Classics, Literary Works in Latin, Critical Editions, Comments, Notes, Translations, Old School Texts, Out of Print Books, Collectibles, Forties, Roman Antiquity, Roman Writers, Senators, Jurists, Rhetoric, Speeches, Tigranes, Mithridates, Wars, Enemies, Borders, Negotiatores, Duties, Shipowners, Commerce, Income, Navicular, Province, State, Revenue, Taxes, Goods, Wealth, Business, Loans, Nicomedes III, Roman Forum, Economy, Economic life, Aristocracy, Knights, Equestrian order, Plebeians, Tribunes, Gaius Manilius, Assembly of the people, Equites, Bithynia, Powers, Roman leaders, Caesar, Audience, Eloquence, Lucullus, Allies, Conquests, Territories, Administration, Historiography, Bibliography, Cultural studies, Fatherland, Law, Government, Jurisprudence, Roman law, Respublica, Dangers, Defense, Republic, Monarchy, Money, Magistrates, Tribunes, Tributes, Legions, Command, Interests, Well-being, Cyzicus, Index of names, Notable things, Manuals, Roman times, Pompey the Great, Critical text, Speech, Translations, Translation, Ancient collectible books, Pontus, Rome, Literary essays, Roman Empire
In 16, pp. (6) + 321 + (3). Legatura in p. pl. coeva con lievi danni al d. Trattato d'eloquenza di questo avvocato francese (1726-1807) che fu fra i membri del nuovo parlamento istituito da Maupeou.
In 8, pp. 74 + (2b). Dedica autogr. dell'A. all'occhietto. Br. ed.
In-8°, pp. XXXII, brossura marmorizzata ottocentesca. Dedica a stampa al patrizio veneto Giovanni Emo. Bruniture e aloni alle ultime cc. Unica edizione di questa dissertazione letta nel Ginnasio padovano. Jacopo Facciolati (Torreglia, 1682–Padova, 1769) fu poeta, lessicografo, filologo e latinista, professore di logica all'Università di Padova. Curatore di edizioni del Thesaurus Ciceronianus del Nizolio e del Lexicon Septem Linguarum del Calepino, per i suoi numerosi lavori dedicati alla lingua latina (maggiore tra tutti il "Totius Latinitatis Lexicon", realizzato con il Forcellini) raggiunse notorietà europea, al punto da essere espressamente invitato a Lisbona dal Re del Portogallo.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. RARO. Il De ratione dicendi (1532) di Juan Luis Vives è stato tradotto in spagnolo, inglese, tedesco, ma mai in italiano. Questa di Emilio Mattioli è la prima traduzione italiana. Non si tratta di un ricupero erudito, ma di un apporto concreto al progetto di rivalutazione dell'umanesimo dal punto di vista filosofico che Ernesto Grassi ha lasciato come sua eredità spirituale. L'introduzione di Emilio Hidalgo-Serna, uno dei maggiori conoscitori di Vives, chiarisce il significato filosofico della retorica dell'umanista spagnolo: "la sua filosofia del linguaggio merita di essere valorizzata come uno degli apporti più originali della sua opera al pensiero del secolo XVI. Vives sostiene l'efficacia del linguaggio originario per arrivare a rendere concettualmente ingegnose quelle relazioni e quei significati che rimangono inaccessibili ad una visione razionale". La retorica di Vives è, dunque, un testo profondamente innovativo, fortemente polemico nei confronti della tradizione scolastica e permeato della consapevolezza della sua novità. La originale concezione del linguaggio, colto nella concretezza delle lingue storiche, dà a Vives la capacità di affrontare problemi di teoria letteraria, valga per tutti l'esempio del problema della traduzione che l'umanista sviluppa in una tipologia singolarmente attuale. Complessivamente questo testo rappresenta, insieme al De disciplinis (1531) cui è strettamente connesso, un capitolo fondamentale in quella tradizione di pensiero che va dall'umanesimo italiano a Vico. Fuori dello scenario significativo del linguaggio storico è impossibile immaginare l'esistenza di un metodo fruttuoso ed inventivo di parlare, di sapere o di pensare. Nella lingua e nel linguaggio comune, nella parola metaforica e nella elocuzione retorica si radicano inevitabilmente la comunicazione, le arti del sermo, tutte le scienze, la nostra conoscenza e la riflessione filosofica. L'ontologia scolastica e il pensiero occidentale dimenticarono spesso la stretta correlazione tra il verbum e la res. In questa tradizionale amnesia gli umanisti individuarono la causa del travisamento del linguaggio originario e della decadenza della filosofia e delle discipline. La struttura astratta del discorso metafisico e della logica formale non riconosce i vincoli che uniscono gli individui con la società e con le loro incessanti necessità di significare e di rappresentare la realtà storica. Questa edizione e traduzione del De ratione dicendi (1532) offre ora al lettore italiano uno strumento rapido ed efficace per capire meglio la tradizione umanistica e l'attualità del pensiero di Juan Luis Vives (1492-1540). L'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici organizzò a Napoli nel 1992 un Congresso Internazionale su Juan Luis Vives. Linguaggio, retorica e umanesimo filosofico. Nel commemorare nella città di Giambattista Vico il quinto centenario della nascita di Vives, furono ana lizzati i negativi giudizi del razionalismo e dell'idealismo europeo nei confronti della retorica e dell'umanesimo; oltre al significato filosofico che il pensatore di Valenza attribuisce alla retorica filosofica di Juan Luis Vives. INDICE Introduzione di EMILIO HIDALGO-SERNA JUAN LUIS VIVES De ratione dicendi La retorica Prefazione Libro I Libro II Libro III Indice dei nomi Descrizione bibliografica Titolo: La retorica filosofica. Testo latino originale a fronte Titolo originale: De ratione dicendi Autore: Juan Luis Vives Introduzione di: Emilio Hidalgo-Serna Traduzione e note di: Emilio Mattioli Editore: Napoli: La Città del Sole, Aprile 2002 Lunghezza: 255 pagine; 23 cm ISBN: 8882920232, 9788882920234 Collana: Volume 4 di Studia humanitatis. Testi Lingua: Italiano, Latino Soggetti: Filosofia, Retorica del discorso, Umanesimo, Umanisti, Letteratura spagnola, Critica letteraria, Cinquecento, Trattati filosofici, Linguaggio comune, Cultura umanistica, Dialettica, Sapienza, Discorso, Comunicazione, Classicismo, Rinascimento, Spagna, Psicologia, Educazione, Aristotele, Lingua parlata, Scrittura, Parlare, Ingegno, Parola, Esperienza, Dialogo, Conoscenza, Arti performative, Poetica, Estetica, Politica, Scienze umane, Anti-formalismo, Greco, Latino, Filologia, Tommaso Moro, Intellettuali, De disciplinis, De anima et vita, Opere umanistiche rinascimentali spagnole, Didattica, Insegnamento, Forma, Sostanza, Logica, Parole, Dissimulazione, Figure retoriche, Metafora, Pronuncia, Senso, Significato, Verbi, Eloquenza, Costumi, Società, Donne, Ruoli, Relazioni sociali, Sermoni, Storia, Discorsi, Pubblico, Espressioni, Accenti, Sermo comunis, Astrattezza, Logica aristotelica, Cicerone, Pensiero razionale, Corruzione, Vita quotidiana, Povertà, Disordine sociale, Bene comune, Verità, Verosimile, Comprensione, Contesto, Memoria, Declamazione, Apuleio, Riferimento, Consultazione, Cesare, Catone, Eschine, Fabiano, Demostene, Galeno, Livio, Luciano, Omero, Plinio, Orazio, Ovidio, Ortensio, Quintiliano, Seneca, Socrate, Sallustio, Virgilio, Terenzio, Tacito, Bibliografia, Libri Rari, Libri Vintage Fuori catalogo, Passioni, Funzione civile, Concordia, Necessità, Studi culturali, Compassioni, Corpo, Gnoseologia, Cesare Vasoli, Ernesto Grassi, Decadenza linguistica, Natura umana, Libera espressione, Efficacia, Arte del dire, Oratoria, Oratori, Favola, Racconto, Analisi, Parole, Uso, Sofistica, Storicità, Etimologia, Grammatica, Capacità espressiva e comunicativa dell'uomo, Philosophy, Rhetoric of discourse, Humanism, Humanists, Spanish literature, Literary criticism, Sixteenth century, Philosophical treatises, Common language, Humanistic culture, Dialectics, Wisdom, Speech, Communication, Classicism, Renaissance, Spain, Psychology, Education, Aristotle, Spoken language, Writing, Speaking, Wit, Word, Experience, Dialogue, Knowledge, Performing Arts, Poetics, Aesthetics, Politics, Human Sciences, Anti-formalism, Greek, Latin, Philology, Thomas More, Intellectuals, Spanish Renaissance Humanities, Didactics, Teaching, Form, Substance, Logic, Words, Dissimulation, Figures of speech, Metaphor, Pronunciation, Sense, Meaning, Verbs, Eloquence, Costumes, Society, Women, Roles, Social relations, Sermons, History, Speeches, Audience, Expressions, Accents, Abstractness, Aristotelian logic, Cicero, Rational thinking, Corruption, Daily life, Poverty, Social disorder, Common good, Truth, Likely, Understanding, Memory, Declamation, Apuleius, Reference, Consultation, Caesar, Cato, Aeschines, Fabian, Demosthenes, Galen, Livius, Lucian, Homer, Pliny, Horace, Ovid, Socrates, Tacitus, Bibliography, Rare Books, Out of Print Books, Passions, Civil Function, Concord, Necessity, Cultural Studies, Body, Gnoseology, Linguistic decline, Human nature, Free expression, Effectiveness, Art of saying, Oratory, Oratories, Fable, Short story, Analysis, Words, Use, Sophistication, Historicity, Etymology, Grammar, Man's expressive and communicative capacity Parole e frasi comuni acuta alia animi argomenti ascoltatori brevi caso causa Cicero Cicerone comune discorso diverso esempio facile figure filosofia forma forza frasi genere giudicare Greci habent ingegnosa inquit J.L. Vives libro lingua linguaggio loco magis male membra minus multa natura naturale nihil nisi nome nulla omnia opera oratio orationis parole passo pensiero proposito quibus quid quidem quod quoque ratione dicendi rebus rerum retorica semplice senso sermo significati storia storico suono traslati tratta umano velut verba verbis verborum vero verso Vives
In 24 (cm 9 x 14,5), pp. (16) + 299 (ma 297) per errore di numerazione dell'ultima pagina + 42 + (1 bianca). Legatura settecentesca in piena pergamena. Terza edizione dello stesso anno della prima stampata a Milano, presso Da Ponte (la seconda, di pochi giorni successivi alla prima milanese, e' di Verona). La Rhetorica ecclesiastica di Agostino Valier, vescovo di Verona, fu uno degli scritti teorici piu' importanti per l'elaborazione di un'omiletica - ramo degli studi teologici cristiani che si occupa dell'arte e della teologia della predicazione - borromaica. Si tratta di un manuale di retorica ecclesiastica che conobbe varie ristampe. Valier dedica quasi tutto il secondo dei suoi tre libri di Rhetorica ecclesiastica alla commozione sostenendo, contro le dottrine stoiche, che vi sono passioni buone da stimolare e sostenere. Senza la commozione, l'orazione e' per Valier 'ingrata et exanguis'. L'A. raccomanda inoltre l'unita' tematica nell'omelia.
In-4°; pp. (12), 386, (2), 1 diagramma f.t. ripiegato, all’ultima pagina marca tipografica incisa su legno. Testo greco e latino a fronte. Legatura in mezza pelle moderna con angoli rossa con titolo e fregi dorati al dorso.
Paper wrappers. Spine is reinforced with clear tape (now browned). Wraps are browned with a few tears. Ex-library copy with usual stamps, call numbers. ; 45 pages
in 8°, 17 cm, rilegatura coeva in cartone ricoperto, titolo in oro su tassello al dorso; pp. 67, vignetta incisa al frontespizio, firmetta al risguardo
In-8°, brossura muta del tempo, pp. 55(1). L'articolo sulla diatriba tra classicisti e romantici cita Schlegel, Londonio, Ermes Visconti, Byron, Francesco Torti, Népomucène Lemercier, J. Ch. Simonde de Sismondi, Madame de Stael, Gherardini; oltre a Voltaire, Alfieri, Shakespeare e altri grandi autori delle epoche passate e presente. Il Dialogo - le cui personae sono 'un Alemanno, un Italiano, un Francese, un Inglese, e uno Spagnolo' - è stampato da p. 32 alla fine. L'autore, classicista intransigente, aveva avviato alla fine del 1818 - insieme al nobile bergamasco Trussardo Calepio e a Bernardo Bellini - un periodico dal titolo 'Attaccabrighe, ossia classico-romanticomachia'. Legatura leggermente allentata; leggera brunitura al margine superiore del frontespizio. Per il resto ottimo esemplare.
(Collana : I capolavori dei Gialli Mondadori) (1.XI.4). - Il ricavato della vendita di questo libro sarà destinato ai progetti di ricerca e formazione promossi dalla "Fondazione Salvatore Calabrese"
(Collana : Il Giallo Mondadori) La paura serpeggia al club delle Donne, una tranquilla pensione per donne sole (1.XI.4). - Il ricavato della vendita di questo libro sarà destinato ai progetti di ricerca e formazione promossi dalla "Fondazione Salvatore Calabrese"
(Collana : -) Il 3 settembre 1913 il barone Erminio Villosa viene trovato assassinato nella propria abitazione di via Maqueda a Palermo (1.II.6). - Il ricavato della vendita di questo libro sarà destinato ai progetti di ricerca e formazione promossi dalla "Fondazione Salvatore Calabrese"
Torino, Paravia, 1874, 16° brossura, pp. 112