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large 8vo, as new cloth in dj with a repaired tear (no loss), 864 pp. Written by 118 scholars in the field, the book is arranged chronologically, moving from the 11th century to the present. Throughout, it depicts the contribution that Jewish writers have made to German culture and at the same time explores what it means to the "other" within that mainstream culture. The contributors view German-Jewish literature as a historical and cultural phenomenon from a wide array of critical perspectives. Many essays focus on significant social and political events that affected the relationship between Germans and Jews: others concentrates on a particular genre, author, group of writers, cultural debate, or literary movement. Entries include an account of the Crusades in 1076, a treatment of Jewish mysticism in the Renaissance, a 17th-century memoir by a woman, the description of a meeting between Heinrich Heine and Karl Marx in 1843 and discussions of works by such luminaries as Sigmund Freud, Arthur Schnitzler, Joseph Roth, Martin Buber, Walter Benjamin, Elias Canetti, Hermann Broch, Hannah Arendt, Theodor Adorno and Peter Weiss. heavy will require extra shipping for international customers.
1st edition -1st printing, very good black cloth with silver lettering, in good d jacket 262 pgs., Late Professor Louis Ginzberg was among the most noted Jewish scholar of his time. author of The Legends of the Jews.
8vo, br. ed. 470pp. Nell'estate del 1934, all'età di trentasette anni, Jacob Glatstein si mise in viaggio da New York a Lublino, in Polonia, per accorrere al capezzale della madre morente, attraversando l'Atlantico, la Francia e la Germania nazista e ripercorrendo in senso inverso la rotta delle migrazioni ebraiche in un momento in cui chi poteva tentava con ogni mezzo di fuggire dalla trappola europea. Il racconto di quel viaggio è più di un semplice romanzo, è un viaggio sperimentale, poetico e artistico alla scoperta di nuove modalità espressive, tra realtà e irrealtà. E, per l'autore, è un viaggio interiore, alla ricerca della sua identità, delle sue origini, del motivo profondo del suo essere al mondo e del suo essere ebreo. È anche un viaggio nel tempo, dove passato e presente, tradizione e modernità si sovrappongono in un dialogo serrato, e nella storia, dove il presente incombe minaccioso e la riflessione si fa politica e filosofica.
in-12, X-376 pages. Toile perfect etat photographies en noir et blanc et en couleurs et cartes en noir et blanc hors-texte, certaines dépliantes. Avant-propos. I. Prise de Jérusalem, 1967. II. Incorporation forcée de Jérusalem à l'Etat hébreu. III. Préliminaires à la destruction de la Ville Sainte. IV. Démolitions et évacuations. V. Equivoques et "annexions rampantes". Le quartier juif. VI. Plans pour la nouvelle Jérusalem. VII. Les difficultés du Plan Directeur. VIII. La ville historique au bord de sa transformation. IX. L'horizon et les finances. X.et la sécurité. Une forteresse ? XI. Implantations. Vers une nouvelle annexion ? XII. Les fouilles archéologiques : Les foules officielles. XIII. Les fouilles archéologiques : Recherches souterraines. XIV. Engagements signés par Israël. XV. Fin de la ville universelle ? Annexes : I-IV. Mesures israéliennes concernant Jérusalem ; V-XX. Résolutions des Nations Unies concernant Jérusalem ; V-VII. Assemblée générale ; VIII-XI. Conseil de sécurité ; XII-XX. Unesco ; XXI-XXII. Implantations israéliennes hors de la région de Jérusalem ; XXI. Golan - Côte du golfe Aqaba - Régions de Latroun - Qalqiliya - Naplouse ; XXII. Les implantations de la Trouée de Rafah. Bibliographie. Index.
8vo, Brossura editoriale volume come nuovo, collana "Temi" 109 pagine circa
8vo. cloth, 245x160 mm. XII+240 pages. inscribed by author, pareri rabbinici sulla vita degli ebrei di salonicco nel '500. in english. autografato.
8vo, tela ed. in sovracoperta, pp.710. L'ebraismo ha mantenuto invariata la sua fortissima identità nonostante le innumerevoli forme e credenze che hanno costellato il suo corso millenario. Il libro di Martin Goodman offre la prima storia complessiva della sua nascita, della sua evoluzione e delle sue diverse correnti e tradizioni. Dalle origini della religione ebraica nel mondo politeistico del secondo e primo millennio al culto del tempio d'epoca cristiana, Storia dell'ebraismo racconta le vicende di rabbini, mistici e messia medievali e agli albori dell'età moderna, descrive le varietà religiose contemporanee dall'Europa alle Americhe, dall'Africa all'India e alla Cina, così come le istituzioni e le idee sulle quali si fonda ogni forma di ebraismo. Intrecciando i diversi fili del dibattito filosofico e dottrinario che attraversa tutta la sua storia, questo libro, autorevole e coinvolgente insieme, restituisce la cronaca di una tradizione fondamentale per l'eredità spirituale umana.
br. ed. 315pp. Prima di morire Mosè pronuncia il suo discorso più importante, che contiene una riflessione politica rivoluzionaria, incentrata sul rapporto tra religione, potere e forza. L'ultimo discorso è l'eredità che lascia al popolo d'Israele per affrontare il futuro in assenza della sua voce profetica; un messaggio etico che indica la via per gestire quelle responsabilità politiche di cui un leader e un popolo dovranno farsi carico. Sulla scia di grandi pensatori come Freud e Buber, Micah Goodman affronta il personaggio Mosè da una prospettiva inedita, basata su una sorprendente conoscenza delle fonti e un'ispirata vicinanza emotiva, costruendo così un testo originale e profondo nel quale l'esegesi biblica diventa un messaggio politico, un monito quanto mai attuale.
1982dk1005Rocher Documents Broché 1982 In-8 (14 x 22,5 cm.), broché, couverture illustrée ,162 pages, illustrations noir et blanc in-texte ; coiffes et coins légèrement frottés, dos plissé, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1987189898Fayard Paris, Fayard, 1987. In-8 broché, couverture à rabats de 294 pages. Très bon état
in-16°, pp. 391-(4) con 3 cartine n.t. e 11 tav. f.t.Leg. edit. con sovrac. ill. Dopo i "Miti Greci", ecco questo volume con cui l'autore confronta i miti che si trovano nella Genesi e quelli dell'area mediterranea. Imperdibile anche per la passione con cui è scritto
16424Paris, Les Editeurs Français Réunis, 1980. 13 x 21, 326 pp., broché, bon état.
Scripture Natural History 2 volumes, Vol 1; The Trees and Plants mentioned in the Bible: vol. 2; The Animals Mentioned in the Bible: pp.235, 240, numerous illustrations. original decorated cloth and feps. label on spine, ow.very good and crisp.
8vo, ril ed. in sovracoperta 232pp-
Bross.ed. in-16 - pp. 324 - intr. e note di Fausto Parente
17145Chêne, 1978 - Reliure cartonnage éditeur au format 210 x 280mm, sous jaquette illustrée, 40 Planches à pleine page sur couché expliquées en regard, 119 pages, très bel exemplaire sous tous rapports.
8vo, hardcover in dj. 387pp. From the award-winning historian of the Holocaust, Europe Against the Jews, 1880-1945 is the first book to move beyond Germany?s singular crime to the collaboration of Europe as a whole. The Holocaust was perpetrated by the Germans, but it would not have been possible without the assistance of thousands of helpers in other countries: state officials, police, and civilians who eagerly supported the genocide. If we are to fully understand how and why the Holocaust happened, Götz Aly argues in this groundbreaking study, we must examine its prehistory throughout Europe. We must look at countries as far-flung as Romania and France, Russia and Greece, where, decades before the Nazis came to power, a deadly combination of envy, competition, nationalism, and social upheaval fueled a surge of anti-Semitism, creating the preconditions for the deportations and murder to come. In the late nineteenth century, new opportunities for education and social advancement were opening up, and Jewish minorities took particular advantage of them, leading to widespread resentment. At the same time, newly created nation-states, especially in the east, were striving for ethnic homogeneity and national renewal, goals which they saw as inextricably linked. Drawing upon a wide range of previously unpublished sources, Aly traces the sequence of events that made persecution of Jews an increasingly acceptable European practice. Ultimately, the German architects of genocide found support for the Final Solution in nearly all the countries they occupied or were allied with. Without diminishing the guilt of German perpetrators, Aly documents the involvement of all of Europe in the destruction of the Jews, once again deepening our understanding of this most tormented history.
pp.xx-233, cloth in dj, vg. author, a Jewish philosopher, Biblical commentator and Hebrew grammarian who lived in France in the late 12th or early 13th century, added his own narrative details to the traditional stories, using every opportunity to introduce Biblical quotations and allusions and use the language and lessons of the Old Testament, orchestrating the change which these fables underwent when viewed in the mirror of Hebrew culture. This edition consists of 119 fables. First published, 1967.
8vo, ril. ed. sovracop. pp.xx-308. Per gran parte del XX secolo, l'Europa è stata perseguitata da una minaccia scaturita dalla propria immaginazione: il bolscevismo giudaico. Questo mito - che riteneva il comunismo un complotto ebraico volto a distruggere le nazioni d'Europa - era una fantasia paranoica, eppure i timori di una cospirazione giudaico-bolscevica si affermarono dopo la Rivoluzione russa e si diffusero in tutta Europa. E durante la Seconda guerra mondiale tali paure contribuirono a seminare la morte, l'odio e l'orrore. Il racconto di Paul Hanebrink inizia con i movimenti controrivoluzionari che turbavano l'Europa alla fine della Prima guerra mondiale. Fascisti, nazisti, cristiani conservatori e molti altri europei, terrorizzati dal comunismo, immaginavano i bolscevichi ebrei come nemici sul punto di varcare i confini per sovvertire l'ordine dall'interno con le loro idee devastanti. Negli anni che seguirono, il bolscevismo giudaico fu un'arma politica potente e facile da usare. Dopo l'Olocausto, quello spettro, lungi dal morire, semplicemente si modificò, diventando uno dei componenti della guerra fredda. Dopo un'ennesima trasformazione, persiste ancora oggi su entrambe le sponde dell'Atlantico nella politica tossica del nazionalismo di destra rivitalizzato.
1713AUB-9256A Amsterdam chez les Frères Chatelain 1713. Bon exemplaire relié, dos à 5 nerfs avec dorures et titres dorés, pet in-8 (17x11), LXXIV + 379 page + table + errata + planches.
1019383267.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
16mo, br. ed. 206pp. Le "Melodìe ebraiche", scritte da Heinrich Heine (1797-1856) quando era ormai prostrato dalla malattia, concludono il "Romanzero", la sua ultima raccolta poetica, e rappresentano per certi versi il suo testamento spirituale nonché l'omaggio alla religione dei padri. In quest'opera il poeta cerca di far rivivere il mondo, che tanto lo affascinava, degli ebrei spagnoli nell'epoca aurea della cultura ebraica entro la sfera intellettuale araba. Le "Melodie ebraiche" rappresentano pertanto una sorta di approdo spirituale dopo i tentativi di sganciarsi, attraverso la conversione, dal mondo ebraico, sentito come ostacolo alla piena integrazione nella società e nella cultura tedesca. Cantando i poeti ebrei di Spagna Heine riesce a ridare voce a una tradizione millenaria. Sarà dunque proprio il linguaggio della poesia il luogo privilegiato in cui l'ebraismo di Heine troverà una "patria" e un rifugio. Il saggio introduttivo di Liliana Giacoponi si sofferma in particolare su un'identità scissa tra ebraismo e germanesimo, mostrando come il rapporto complesso con l'ebraismo, a partire dall'opera giovanile "Almansor" del 1820 e dal "Rabbi di Bacharach" (già iniziato negli anni fra il 1824 e il 1826 ma pubblicato solo nel 1840), caratterizzi comunque l'opera di Heine. La traduzione di Giorgio Calabresi qui utilizzata è accompagnata da un apparato di note che permette di ricostruire, in maniera meticolosa, il contesto in cui si muove l'autore.
8vo, 188 p.; 22 cm. Legatura editoriale con sovracoperta. esemplare come nuovo. Dalla quarta di copertina: Come essere indipendenti dalla civiltà della nevrosi che ci opprime? Sfuggendo all'oppressione dello spazio, dove tutto è diviso e spadroneggia la volontà del più forte, per raggiungere la dimensione della libertà, cioè del tempo consacrato, in cui ogni ora è unica, la sola concessa in quel momento, esclusiva e infinitamente preziosa. Il tempo è infatti la presenza di Dio nello spazio, ed è nel tempo che noi possiamo avvertire l'unità di tutti gli esseri. «La sorgente del tempo», scrive Heschel, «è l'eternità, il segreto dell'essere è l'eterno che è nel tempo». 11 Sabato, cioè il giorno di festa, è fatto per celebrare il tempo. Per sei giorni alla settimana noi viviamo sotto la tirannia delle cose dello spazio; il Sabato ci mette in sintonia con la santità del tempo. Per sei giorni alla settimana lottiamo con il mondo, spremendo profitto dalla terra; nel settimo giorno ci interessiamo con cura speciale dei semi di eternità piantati nella nostra anima. Il Sabato è un giorno di armonia e di pace, che illumina anche gli altri giorni della settimana. È comunione dell'universo con Dio. «Il Sabato», spiega Heschel, «è il contrappunto del nostro vivere, è la melodia continua attraverso tutte le agitazioni e vicissitudini che incombono sulla nostra coscienza; è la consapevolezza che Dio è presente nel mondo». Celebrare il Sabato significa curare il proprio io dalle ferite che riceve nella vita quotidiana, riannodare i fili della quiete, dissipare le illusioni e i miraggi per ritrovare la realtà. Con quest'opera, che è religiosa, filosofica e letteraria nello stesso tempo, Abraham Joshua Heschel ci offre una meditazione preziosa sul giorno di festa e sul suo profondo significato, che noi moderni dimentichiamo spesso.
8vo, 188 p.; 22 cm. Legatura editoriale con sovracoperta. ingiallimento, alcune sottolineature e segni a matita, altrimenti buono. Dalla quarta di copertina: Come essere indipendenti dalla civiltà della nevrosi che ci opprime? Sfuggendo all'oppressione dello spazio, dove tutto è diviso e spadroneggia la volontà del più forte, per raggiungere la dimensione della libertà, cioè del tempo consacrato, in cui ogni ora è unica, la sola concessa in quel momento, esclusiva e infinitamente preziosa. Il tempo è infatti la presenza di Dio nello spazio, ed è nel tempo che noi possiamo avvertire l'unità di tutti gli esseri. «La sorgente del tempo», scrive Heschel, «è l'eternità, il segreto dell'essere è l'eterno che è nel tempo». 11 Sabato, cioè il giorno di festa, è fatto per celebrare il tempo. Per sei giorni alla settimana noi viviamo sotto la tirannia delle cose dello spazio; il Sabato ci mette in sintonia con la santità del tempo. Per sei giorni alla settimana lottiamo con il mondo, spremendo profitto dalla terra; nel settimo giorno ci interessiamo con cura speciale dei semi di eternità piantati nella nostra anima. Il Sabato è un giorno di armonia e di pace, che illumina anche gli altri giorni della settimana. È comunione dell'universo con Dio. «Il Sabato», spiega Heschel, «è il contrappunto del nostro vivere, è la melodia continua attraverso tutte le agitazioni e vicissitudini che incombono sulla nostra coscienza; è la consapevolezza che Dio è presente nel mondo». Celebrare il Sabato significa curare il proprio io dalle ferite che riceve nella vita quotidiana, riannodare i fili della quiete, dissipare le illusioni e i miraggi per ritrovare la realtà. Con quest'opera, che è religiosa, filosofica e letteraria nello stesso tempo, Abraham Joshua Heschel ci offre una meditazione preziosa sul giorno di festa e sul suo profondo significato, che noi moderni dimentichiamo spesso.