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8vo, br. ed. «Esther Kreitman era la maggiore dei tre fratelli Singer: per età, e forse anche per qualità della prosa». Wlodek Goldkorn,LEspresso. La protagonista di questo romanzo, Deborah, vive nel villaggio polacco di Jelhitz, agli inizi del Novecento, con i genitori e il fratello Michael. Il padre, Reb Avram Ber, è un rabbino seguace della corrente chassidica, che la madre, Reitzela, figlia di un rabbino erudito e di rango superiore, disprezza. Reitzela disprezza il marito, incapace di farsi valere, e anche la figlia, semplicemente per il fatto che sia femmina, poco attraente e quindi difficile da maritare. Mentre Michael riceve una buona istruzione ed è libero di muoversi a piacimento, Deborah è relegata in casa, a sbrigare faccende: non le è permesso di studiare, e nemmeno di leggere, quindi invidia il fratello con tutta lanima, e sogna di sfuggire a una vita limitata ai pettegolezzi e al mercato. Quando però il rabbino si trasferisce con la famiglia a Varsavia, Deborah viene a trovarsi in un ambiente non meno squallido e repressivo. Solo dopo lincontro con una donna che la inizia allideologia socialista, e la introduce in un circolo semiclandestino, comincia a nutrire la speranza di dare uno scopo alla propria vita. Alle riunioni rivede Simon, un giovane attraente, intelligente, conosciuto in precedenza. I due si innamorano ma non sospettano nemmeno lontanamente che il sentimento che nutrono sia reciproco; per di più, quando scopre che Deborah è la figlia del rabbino, Simon le proibisce di tornare agli incontri politici, gettandola in uno stato di assoluta depressione. Temendo di impazzire, la ragazza accetta di sposare un tagliatore di diamanti di Anversa, che si rivela presto pigro e incapace di sollevarsi da una condizione di fame e povertà. Linstabilità mentale della giovane donna si aggrava, e il romanzo si conclude con un sogno spaventoso: Deborah torna a Varsavia, e scopre che i genitori non abitano più lì. Si risveglia dallincubo solo per ritrovarsi accanto al marito, nella casa vuota e silenziosa, in preda alla disperazione.
8vo, ril in sovracoperta. qualche ingiallimento dovuto all'età, altrimenti ottimo.
8vo, br. ed.
8vo, br. ed. pp.278. Un memoir, i ricordi dell'autore: la sua famiglia, la famiglia d'origine della madre, i due villaggi che l'hanno visto bambino. E i personaggi veri che popolano Leoncin e Bilgoraj - il padre sognatore, ingenuo, fragile, affascinato dal chassidismo con la sua vena mistica, le sue danze e i suoi canti, ma incapace di mantenere la famiglia a un livello accettabile; la madre, donna colta e intellettuale; il nonno, rabbino autorevole e benestante; la nonna, regina di una cucina generosa e affollata - sono, se possibile, ancora più vivi e originali di quelli dei romanzi, come se l'autore, mentre scrive, stesse rivivendo quei giorni lontani, e li raccontasse con lo stesso sguardo critico, ironico, ma affettuoso e tollerante che gli appartiene sempre. Una storia vera, calata nell'ambiente ristretto di due villaggi d'antan, che in realtà rivela un intero universo.
8vo, br. ed.
1333429126.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
8vo, ril. tela ed. in sovracop. raduzione di Fausto Galuzzi. "1992. Christopher Lucas, giornalista americano di padre ebreo e madre cattolica, si trasferisce a Gerusalemme nella speranza di guarire dal suo "affettuoso, sciocco attaccamento alla religione". Ma questo stesso attaccamento lo spinge a collaborare con uno psichiatra alla stesura di un libro sulla "sindrome di Gerusalemme", il disturbo psicologico che coglie le presonalità più instabili tra i visitatori della Terra Santa, inducendoli a ritenersi investiti di una missione divina. L'indagine potrebbe essere una tranquilla, per quanto appassionante, ricerca all'incrocio fra giornalismo, psicoanalisi e teologia; invece porta Lucas a contatto con ambigui personaggi." cm.14x21, pp.552, firma di app, altrimenti come nuovo
16mi, br. A cura di Gianfranco Bonola. cm.11,5x19,5, pp.163, Coll. Schulim Vogelmann, 76
br, 8vo, 598 photos
br. 8vo, 599 photos.
190615168Angoulême, Imprimerie L. Coquenard, sans date (1906) ; in-8, brché-agrafé ; (2) titre, 20 pp., (1) f. blanc, couverture gris-vert imprimée avec la numérotation manuscrite et la signature autographe de Sédir.
8vo, br. ed. 288 pages. 8.98x5.91x0.87 inches.]Old Odessa, on the Black Sea, gained notoriety as a legendary city of Jewish gangsters and swindlers, a frontier boomtown mythologized for the adventurers, criminals, and merrymakers who flocked there to seek easy wealth and lead lives of debauchery and excess. Odessa is also famed for the brand of Jewish humor brought there in the 19th century from the shtetls of Eastern Europe and that flourished throughout Soviet times. From a broad historical perspective, Jarrod Tanny examines the hybrid Judeo-Russian culture that emerged in Odessa in the 19th century and persisted through the Soviet era and beyond. The book shows how the art of eminent Soviet-era figures such as Isaac Babel, Il'ia Ilf, Evgenii Petrov, and Leonid Utesov grew out of the Odessa Russian-Jewish culture into which they were born and which shaped their lives.
8vo, br,. ed. pp.400, br.cop.fig.con bandelle. Coll.Biblioteca di Storia
8vo, Hardcover in dj. 281pp. Cloth. Joseph Suss Oppenheimer (1698-1738), better known as Jew Suss, was a court Jew, who advised the Duke of Wurttemberg. Clever and handsome, even ostentatious, he fitted easily into court life, despite his humble origins. However, his unpopular economic policies made him enemies and when the Duke died suddenly Suss was arrested, convicted of 'destestable abuses' and exectued in Stuttgart in an iron cage. His spectacular rise and fall inspired a media outpouring in the eighteenth century and he has been much written about subsequently. In the twentieth century two films were made about him, one British in 1934, the other German in 1940. Goebbels took an active interest in the latter. After the war its director, Veit Harlan, was tried for Crimes against Humanity for having made the film. Despite his acquittal, the film's association with the Holocaust remains controversial to this day. For almost three centuries the life of Jew Suss has been adapted, distorted and transformed. This book tells the story of these transformations.
193321864Paris, Plon, collection Byblis, 1933 ; in-8, chagrin maroquiné prune, dos à nerfs soulignés de filets à froid et dorés, titre doré, filet doré d'encadrement des plats, double filet doré d'intérieur, tête dorée, non rogné, couverture imprimée en orange et noir et dos conservés (rel. de l'époque) ; 208 pp., [4] ff. les 2 derniers blancs, 12 compositions hors-texte en couleurs, avec serpentes, de Manuel Orazi, y compris le frontispice.
1988472241988 grand in-8 reliure toile rouge éditeur - 1988 - 439 pages - Ed. Librairie Droz S. A. Genève - coll. Travaux d'Humanisme et Renaissance N° CCXXVI
8vo, br. ed. 288pp. I racconti antichi non sempre seguono strade consuete. Chiedono al lettore dedizione e in cambio regalano sprazzi e ornamenti, nitida intelligenza e ironia, immaginazione e culto dei testi. "Il rinnegato" è un giallo letterario, ambientato in un’epoca vertiginosa e incerta, in un mondo di passaggio: all’inizio del XIX secolo. Segue le vicende di David Ajash, rabbino di origini algerine, ma nato e cresciuto in Italia. La sua famiglia è benestante. Ma a Livorno si distingue per la sua inclinazione a una vita dissoluta e spregiudicata. Tutti sanno che è un libertino, e tutti sanno che è un ebreo ateo che per convenienza e opportunismo arriverà a farsi un convinto sostenitore del cristianesimo. Non crede in niente Ajash, solo nella Kabbalah, l’unica bussola per capire un mondo confuso, pieno di segni e di presagi, che Ariel Toaff racconta come un miniatore meticoloso e maniacale. Ne esce un libro fitto di sfumature, dove la storia è maneggiata con cura ma senza soggezioni, e dove l’intreccio ti conduce di continuo altrove. Uomo senza pace, sempre in viaggio, irrequieto, irrisolto, Asjah verrà trovato morto sotto un ulivo a Nablus in Palestina, perché non poteva che finire così: «certi uomini ad aggiustarli si fa peccato». E da questo mistero, omicidio o forse suicidio, si snoda una vicenda fatta di talismani ed enigmi, di segni e rivelazioni, ma soprattutto di un ironico fatalismo e della chiara consapevolezza che l’universo delle possibilità è sempre infinito e che la ricerca del piacere non dà mai pace. Perché «l’abiezione è una scala che non conosce fine e va sempre più giù, fin dentro le viscere della terra».
8vo, 22 cm, ril. editoriale, sovracop. illustrata, p. 316, alcune ill. e tabelle Ottimo
8vo, br. ed. pp.267, alcune figg.bn.nt.