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8vo, br. ed. come nuovo,221pp. con la sua cassetta. raro.
8vo, br. ed. 448pp. Dopo Auschwitz, è possibile pensare l'antisemitismo come ideologia politica? L'antisemitismo europeo è stato talvolta considerato dalla ricerca storica come un atteggiamento irrazionale, senza precisi obiettivi politici. Anche nella storiografia italiana sono stati finora pochi i contributi che indagavano gli aspetti teorico-politici dell'antisemitismo. Questo è invece da considerare un vero e proprio universo ideologico, alla stregua del liberalismo e del marxismo. Come qualsiasi altra ideologia, non solo l'antisemitismo ha avuto i suoi ideologi, ma ha un proprio mercato politico, i ceti medi e soprattutto quei settori della società borghese liberale timorosi che le crisi finanziarie possano erodere il loro status. Possiamo definire l'antisemitismo come un progetto di rivoluzione antiborghese, ma non anticapitalistica. In altri termini, esso è da considerarsi un socialismo del capitale, ovvero un socialismo della circolazione contrapposto al socialismo della produzione di impianto marxista.
large 8vo, as new cloth in dj with a repaired tear (no loss), 864 pp. Written by 118 scholars in the field, the book is arranged chronologically, moving from the 11th century to the present. Throughout, it depicts the contribution that Jewish writers have made to German culture and at the same time explores what it means to the "other" within that mainstream culture. The contributors view German-Jewish literature as a historical and cultural phenomenon from a wide array of critical perspectives. Many essays focus on significant social and political events that affected the relationship between Germans and Jews: others concentrates on a particular genre, author, group of writers, cultural debate, or literary movement. Entries include an account of the Crusades in 1076, a treatment of Jewish mysticism in the Renaissance, a 17th-century memoir by a woman, the description of a meeting between Heinrich Heine and Karl Marx in 1843 and discussions of works by such luminaries as Sigmund Freud, Arthur Schnitzler, Joseph Roth, Martin Buber, Walter Benjamin, Elias Canetti, Hermann Broch, Hannah Arendt, Theodor Adorno and Peter Weiss. heavy will require extra shipping for international customers.
8vo, br. ed. 470pp. Nell'estate del 1934, all'età di trentasette anni, Jacob Glatstein si mise in viaggio da New York a Lublino, in Polonia, per accorrere al capezzale della madre morente, attraversando l'Atlantico, la Francia e la Germania nazista e ripercorrendo in senso inverso la rotta delle migrazioni ebraiche in un momento in cui chi poteva tentava con ogni mezzo di fuggire dalla trappola europea. Il racconto di quel viaggio è più di un semplice romanzo, è un viaggio sperimentale, poetico e artistico alla scoperta di nuove modalità espressive, tra realtà e irrealtà. E, per l'autore, è un viaggio interiore, alla ricerca della sua identità, delle sue origini, del motivo profondo del suo essere al mondo e del suo essere ebreo. È anche un viaggio nel tempo, dove passato e presente, tradizione e modernità si sovrappongono in un dialogo serrato, e nella storia, dove il presente incombe minaccioso e la riflessione si fa politica e filosofica.
8vo, pp. vii-356. f.owner's signature on front fep, a repaired tear on the jacket, ow. fine
8vo, broch. pp. 350.
8vo, hardcover in dj, 262pp. In Quarantine! Howard Markel traces the course of the typhus and cholera epidemics that swept through New York City in 1892. The story is told from the point of view of those involved?the public health doctors who diagnosed and treated the victims, the newspaper reporters who covered the stories, the government officials who established and enforced policy, and, most importantly, the immigrants themselves. Drawing on rarely cited stories from the Yiddish American press, immigrant diaries and letters, and official accounts, Markel follows the immigrants on their journey from a squalid and precarious existence in Russia's Pale of Settlement, to their passage in steerage, to New York's Lower East Side, to the city's quarantine islands. At a time of renewed anti-immigrant sentiment and newly emerging infectious diseases, Quarantine! provides a historical context for considering some of the significant problems that face American society today.
8vo, br. ed. pp.448.
8vo, br. ed. 186pp. Les Khazars : une énigme historique de la taille d'un empire disparu qui aurait duré du VIIe au XIe siècle de notre ère et qui s'étendait entre la mer Caspienne et la mer Noire, de la Volga à la chaîne du Caucase, au croisement des grandes routes commerciales et des zones d'influence des trois spiritualités chrétienne, juive et musulmane. Comment retracer l'histoire de ce peuple cavalier d'origine turco-mongole ? Pourquoi les Khazars se sont-ils convertis massivement au judaïsme ? Pourquoi leur empire s'est-il écroulé ? Pourquoi ont-ils été si longtemps oubliés ? Et pourquoi, d'Arthur Koestler à Marek Halter, font-ils rêver ? Voilà les questions auxquelles tente de répondre cet ouvrage, mettant à contribution spécialistes et passionnés de la Russie.
In 8°,pp. XVI,603,(7). Tela editoriale con sovracoperta figurata. Copia in buono stato. Collana di studi religiosi. problema delle origini della Kabbalà, forma della mistica e della teosofia ebraica che sembra sorgere a un tratto nel secolo XIII, è uno dei più complessi e importanti nella storia religiosa dell'ebraismo dopo la distruzione del Tempio. Il volume sintetizza i risultati di oltre quarant'anni di lavoro. Le accurate e sistematiche ricerche compiute dall'autore sui manoscritti del periodo arcaico non solo dissipano diffidenze troppo a lungo diffuse per pregiudizio razionalistico o entusiasmo romantico, ma rinnovano completamente gli studi sul movimento. L'approfondito lavoro filologico e storico-critico condotto sulle fonti ha consentito di rilevare che il "Séfer Bahir" - testo fondamentale della Kabbalà prima dello "Zòhar" (fine del XIII secolo) - è redatto su materiali più antichi, tutti con caratteristiche gnostiche. Proprio attraverso il "Bahir", il pensiero gnostico mitopoietico ha fatto la sua ricomparsa all'interno del giudaismo e ha caratterizzato per secoli quella che oggi, grazie agli studi di Scholem, può essere definita, religiosamente e culturalmente, la corrente più vitale e originale del giudaismo. In antitesi a studi precedenti, l'autore sottolinea inoltre che la Kabbalà è nata da bisogni religiosi interni al giudaismo e non da apporti culturali esterni. In questo senso è espressione genuina e profonda dell'anima ebraica e differisce in modo sostanziale dalla filosofia, nella quale l'apporto greco e arabo è stato invece determinante.
8vo, br, ed. xxv + 641pp., map, index, Account of living through the 'Antisemitic Factory' of Bucharest in the 30s and WWII through the diary of a young Jewish writer.
8vo, tela ed. in sovracoperta. pp.451. esaurito fuori catalogo. firma di app. altrimenti ottimo.
8vo Or.cloth. with dustjacket, XVIII, 702 pp.
8vo, br, ed, 372pp. This book presents for the first time the complete text of the earliest known Ladino-language memoir, transliterated from the original script, translated into English, and introduced and explicated by the editors. The memoirist, Sa'adi Besalel a-Levi (1820-1903), wrote about Ottoman Jews' daily life at a time when the finely wrought fabric of Ottoman society was just beginning to unravel. His vivid portrayal of life in Salonica, a major port in the Ottoman Levant with a majority Jewish population, thus provides a unique window into a way of life before it disappeared as a result of profound political and social changes and the World Wars. Sa'adi was a prominent journalist and publisher, one of the most significant creators of modern Sephardic print culture. He was also a rebel who accused the Jewish leadership of Salonica of being corrupt, abusive, and fanatical; that leadership, in turn, excommunicated him from the Jewish community. The experience of excommunication pervades Sa'adi's memoir, which documents a world that its author was himself actively involved in changing.
New English Paperback. Pbo. Demy 8vo. (21 x 13,5 cm). In French. 424 p. Ce livre est à la fois une autobiographie et une mémoire d'un Juif qui a immigré de la Bessarabie à Constantinople au début du XXème siècle. L'auteur Albert Kant était un fermier dans une des fermes établie par sa famille et leur associés à Bandirma, ville sur la côte Egéenne de la Turquie. Tout au long de son récit l'auteur nous raconte comment ils ont pu faire face aux diverses difficultés survenues pendant la Guerre d'Indépendence menée par les Forces Kémalistes contre l'Armée Grecque ainsi que les difficultés rencontrées sous la jeune République Turque. Ce mémoire constitue une lecture indispensable aux lecteurs et chercheurs interessés par l'histoire des Juifs sous l'Empire Ottoman et la République Turque.
pp.217 numero vol.1 In 16 Broch. edit. (fascetta allegata). propaganda nazista e filoaraba contro il pericolo ebraico e sionista. nazi anti-jewish and anti-british propaganda on the middle east. eight crusade.
pp.xx-233, cloth in dj, vg. author, a Jewish philosopher, Biblical commentator and Hebrew grammarian who lived in France in the late 12th or early 13th century, added his own narrative details to the traditional stories, using every opportunity to introduce Biblical quotations and allusions and use the language and lessons of the Old Testament, orchestrating the change which these fables underwent when viewed in the mirror of Hebrew culture. This edition consists of 119 fables. First published, 1967.
8vo, br. ed. pp.407.È la metà del XII secolo. Giovane ebreo di Colonia, Giuda supera una profonda crisi spirituale convertendosi al cristianesimo e divenendo sacerdote. Con il nome di Ermanno l'ex-Ebreo scrive in latino il racconto della sua conversione, l'Opusculum de conversione sua, dopo le Confessioni di Sant'Agostino una delle prime autobiografie comparse in Occidente. Ma, si chiedono gli storici, si tratta di un racconto vero o fittizio? Fu solo propaganda confezionata dai chierici cristiani? L'autore di questo libro ribalta la questione: vero o fittizio, il racconto pur autobiografico è espressione corale di una comunità, limpido specchio della mentalità e della cultura del suo tempo. Il sogno che cambiò Ermanno lebreo Elena Loewenthal, Tuttolibri - La Stampa Ermanno è realmente esistito? E nel caso in cui questa domanda trovi una risposta affermativa, è lui l'autore dell'Opusculum? Tali interrogativi, insieme ad altri che portano con sé, sono da decenni il tormento di studio per molti esperti. Filologi e storici del Medioevo di diverso orientamento dibattono da tempo intorno a questa figura. È, certamente, una di quelle diatribe accademiche dure a spegnersi, magari ostiche e quasi ridicole, per il grande pubblico. Ma non è soltanto questo, perché intorno a Ermanno si sollevano grandi temi della storia e della fede, che volenti o nolenti ci coinvolgono tutti. A tredici anni Ermanno l'ebreo fece un sogno. Siamo nella Germania del Medioevo, più precisamente a Colonia, intorno alla metà del XII secolo. Il giovane Ermanno sogna una tavola imbandita, un cavallo bianco, l'imperatore. Queste immagini, cui i familiari non danno troppa importanza, sono invece il preludio e l'annuncio di una conversione al cristianesimo non folgorante, anzi: è un lungo cammino, tortuoso e coscienzioso, che Ermanno compie verso il sacerdozio che l'aspetta. E di cui racconta, con autentico piglio letterario, nel suo Opusculum: «Molti religiosi, sia uomini che donne, mi domandano spesso come mi sia convertito dal giudaismo alla grazia del Cristo, e se abbia sofferto delle tentazioni del Nemico maligno nei primi tempi della mia conversione. in realtà, non mi sono convertito con la facilità con la quale vediamo molti infedeli, ebrei o pagani, convertirsi alla fede cattolica con un cambiamento improvviso e imprevisto. la mia conversione, al contrario, ha conosciuto le tentazioni, le cui tempeste furono sempre più frequenti nei primi tempi, le insidie numerose dell'antico Nemico che vi si opponeva, gli ondeggiamenti più lunghi e le pene più grandi», scrive Ermanno nel prologo al suo racconto. Scrive? È per l'appunto intorno a questo dubbio che la critica discute. Questa storia, e il suo protagonista, sono una realtà del passato o una costruzione intellettuale? Un caso di propaganda apostolica? Quanta verità, quanta finzione si trovano nel racconto? Con Ermanno e il suo opuscolo si cimenta ora anche un grande storico francese, Jean-Claude Schmitt, considerato l'erede di Jacques Le Goff e della sua scuola storiografica che ha fondato un modo nuovo di guardare al Medioevo. Il suo saggio La conversione di Ermanno l'Ebreo. Autobiografia, storia, finzione è un'analisi a tutto campo: strettamente filologica (in appendice la traduzione dell'opuscolo di Ermanno), storico-documentaria. Egli presenta al lettore i tratti del dibattito attuale intorno all'autenticità del testo. Ci offre spunti interessanti e profondi, al proposito, sul concetto di «autore» e la sua attendibilità. Come dice la parola latina, infatti, auctor evoca, più che l'autografia in prima persona, il concetto di «autorità» del passato che conforta le parole nuove e ne «aumenta» il senso. In fondo, dunque, chiedersi se Ermanno sia realmente esistito e abbia scritto l'opuscolo, è una domanda viziosa: la certezza è quella di trovarsi invece di fronte al testo, e alla vicenda che vi si narra. Su questa certezza si sofferma lo storico, con estro eclettico. Molto interessante è ad esempio l'analisi d
8vo, br. ed. Softcover. xvi-278 pages. The definitive work of scholarship on the medieval conception of the Jew as devil Through documents, analysis, and illustrations, the book exposes the full spectrum of the Jew's demonization as devil, sorcerer, and ritual murderer. The author reveals how these myths, many with origins traced to Christian Europe in the late Middle Ages, still exist in transmuted form in the modern era. (Key Words: Joshua Trachtenberg, Marc Saperstein, Anti-Semitism, Devil, Mythology, Judaica, Medieval Jews).
br. ed. pp-294
8vo, tela ed. in sovracoperta, pp.710. L'ebraismo ha mantenuto invariata la sua fortissima identità nonostante le innumerevoli forme e credenze che hanno costellato il suo corso millenario. Il libro di Martin Goodman offre la prima storia complessiva della sua nascita, della sua evoluzione e delle sue diverse correnti e tradizioni. Dalle origini della religione ebraica nel mondo politeistico del secondo e primo millennio al culto del tempio d'epoca cristiana, Storia dell'ebraismo racconta le vicende di rabbini, mistici e messia medievali e agli albori dell'età moderna, descrive le varietà religiose contemporanee dall'Europa alle Americhe, dall'Africa all'India e alla Cina, così come le istituzioni e le idee sulle quali si fonda ogni forma di ebraismo. Intrecciando i diversi fili del dibattito filosofico e dottrinario che attraversa tutta la sua storia, questo libro, autorevole e coinvolgente insieme, restituisce la cronaca di una tradizione fondamentale per l'eredità spirituale umana.
8vo, cloth in dj, pp.265. Two thousand years ago, 967 Jewish men, women, and children?the last holdouts of the revolt against Rome following the fall of Jerusalem and the destruction of the Second Temple?reportedly took their own lives rather than surrender to the Roman army. This dramatic event, which took place on top of Masada, a barren and windswept mountain overlooking the Dead Sea, spawned a powerful story of Jewish resistance that came to symbolize the embattled modern State of Israel. The first extensive archaeological excavations of Masada began in the 1960s, and today the site draws visitors from around the world. And yet, because the mass suicide was recorded by only one ancient author?the Jewish historian Josephus?some scholars question if the event ever took place. Jodi Magness, an archaeologist who has excavated at Masada, explains what happened there, how we know it, and how recent developments might change understandings of the story. Incorporating the latest findings, she integrates literary and historical sources to show what life was like for Jews under Roman rule during an era that witnessed the reign of Herod and Jesus?s ministry and death. Featuring numerous illustrations, this is an engaging exploration of an ancient story that continues to grip the imagination today.
8vo, cloth on dj, 560pp.During the Second World War, three prominent members of the Frankfurt School--Franz Neumann, Herbert Marcuse, and Otto Kirchheimer--worked as intelligence analysts for the Office of Strategic Services, the wartime forerunner of the CIA. This book brings together their most important intelligence reports on Nazi Germany, most of them published here for the first time. These reports provide a fresh perspective on Hitlers regime and the Second World War, and a fascinating window on Frankfurt School critical theory. They develop a detailed analysis of Nazism as a social and economic system and the role of anti-Semitism in Nazism, as well as a coherent plan for the reconstruction of postwar Germany as a democratic political system with a socialist economy. These reports played a significant role in the development of postwar Allied policy, including denazification and the preparation of the Nuremberg Trials. They also reveal how wartime intelligence analysis shaped the intellectual agendas of these three important German-Jewish scholars who fled Nazi persecution prior to the war. Secret Reports on Nazi Germany features a foreword by Raymond Geuss as well as a comprehensive general introduction by Raffaele Laudani that puts these writings in historical and intellectual context. (ISBN:069113413