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Trade paperback, 6th (1987) printing, as news, 12mo., 193 pages., ISBN: 0834801582
8vo, ril. ed. in sovracop- Una storia della diaspora sefardita, la minoranza ebrea spagnola che, cacciata dalla penisola iberica all'indomani della scoperta dell'America, si insediò nei territori dell'Impero Ottomano, nei Balcani e in Asia minore. E lì si è sviluppata mischiando lingua, tradizioni, costumi e vita sociale con l'Islam mediterraneo. L'Impero Ottomano era un contesto multietnico e multiculturale in cui lingue, religioni e modelli economici e sociali si integravano e in cui gli ebrei, così come greci e armeni, godevano di ampie autonomie e funzionavano di fatto come uno stato nell'Impero, sotto la guida dei rabbini e dei notabili. La nascita di nuovi Stati con forte identità nazionale su base etnica segnerà la fine di quella fase e l'inizio delle persecuzioni. esaurito fuori catalogo. firma di app. altrimenti come nuovo.
8vo, br. ed., 377 pages, Until the publication of this remarkably comprehensive history of the Sephardi diaspora, only limited attention had been given to the distinctive Judeo-Spanish cultural entity that flourished in the Balkans and Asia Minor for more than four centuries. Yet the great majority of Sephardi Jews, after their expulsion from Spain in 1492 and subsequently from Portugal, found their way to this region, drawn by the political stability and relatively tolerant rule of the Ottoman Empire, as well as by promising socioeconomic conditions. Esther Benbassa and Aron Rodrigue show how Sephardi society and culture developed in the Levant, sharing language, religion, customs, and communal life as they did nowhere else, both during prosperous times and during the declining fortunes of the seventeenth and eighteenth centuries. The impact of westernization, the end of Ottoman power, and the rise of fragmenting nation-states transformed this vital community in the modern era. And, like many other Jewish communities, the unique Judeo-Spanish culture was dispersed and destroyed by the Holocaust and the migrations of the twentieth century. Sephardi Jewry presents its vivid history in a readable, well-documented narrative
1991qi1777Pluriverso Album cartonné avec jaquette 1991 In-4 (21 x 29,7 cm), broché, rabats illustrés, 105 pages, illustration en couleurs in et hors texte, texte en italien et anglais ; petite trace sur le dos, par ailleurs très bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
8vo, br. ed. pp.125. esaurito fuori catalogo
8vo, br. ed. 463pp. L'amicizia fra Benjamin e Scholem spicca, nel Novecento, come una tra le più affascinanti e vitali. E quando nel 1980 Scholem pubblica questo carteggio, che copre gli ultimi otto anni della vita di Benjamin, vuole rendere giustizia a un rapporto complesso e non privo di contrasti, ma improntato a una profonda fedeltà. Grande studioso della Qabbalah e della mistica ebraica, Scholem è, nel 1932, già da tempo in Palestina e ormai a un passo dalla cattedra; la vita di Benjamin, cabbalista in incognito e profondo innovatore del pensiero, attraversa invece la sua fase più tormentata: ospite di volta in volta a Ibiza, Parigi, Sanremo e in Danimarca, è costantemente alla ricerca di una base di sussistenza. Tra i due, fortemente segnati dalla formazione nella Berlino di inizio secolo e subito attratti dalle ricerche l'uno dell'altro, si sviluppa un confronto incessante che investe l'attualità politica, i libri letti, le comuni conoscenze (da Buber a Bloch, da Brecht ai francofortesi), e che trova il suo fulcro nei densissimi scambi a proposito di Kafka. Un dialogo a distanza - se si esclude il breve incontro parigino dell'inverno del 1938 - e non di rado drammatico, intessuto com'è anche di malintesi, puntute allusioni, eloquenti silenzi, ma che resta una prova convincente delle parole con cui Benjamin definì il suo rapporto con Scholem: «fra Gerhard e me le cose stanno così: ci siamo persuasi a vicenda».
2 volumi, 8vo, leg. edit. pp.1401, sovracoperta in cofanertto . "Sionista. L'aggettivo suona come un insulto. Il termine oggi e' talmente svalutato che la realta' cui si applica ha finito per sparire sotto i sedimenti della stigmatizzazione e persino, come in certe occasioni internazionali, della demonizzazione. Alla realta' di una fede e di una cultura, il discorso antisemita ha risposto con fantasie tremende (l'omicidio rituale, tra l'altro), soffocando nella paura un oggetto di conoscenza. Alla realta' di un'ideologia e di un movimento nazionale sostanzialmente atipico, il rifiuto risponde con il marchio d'infamia, ma non ci dice che cosa esso sia e, ancora meno, che cosa sia stato. Il sionismo e' a tal punto sepolto sotto strati e strati di riprovazione che oggi e' difficile determinare serenamente che cosa fu, in quali condizioni nacque, l'humus che lo nutri' e la pluralita' dei suoi significati. Posto di fronte ai problemi della modernita' politica, imboccando in particolare la strada della nazione, della laicita', dell'utopia sociale e della cultura come nuova forma della dimensione religiosa in societa' secolarizzate, il sionismo, lungi dal rivolgersi solo agli ebrei, contribuisce a porre le domande capitali del XX secolo. Che ne e' dei rapporti tra la lingua e la nazione, tra popolo e territorio, cosa succede a una fede nazionale nel processo globale di laicizzazione del mondo? Cosa accade alle forme culturali del politico nelle societa' massificate in cui il sionismo inizio' a prendere forma piu' di un secolo fa?" (Dall'Introduzione)
8vo, br. ed. vistosa dedica nella pagina di titolo. altrimenti come nuovo. ripruzioni fotograiche a colori dall'esposizione a roma cascina dei vallati 17 ottobre 2017-30 marzo 2018, nell'anniversario della proclamazione delle legi razziali in italia. phto ocumentation of racial laws in 1938 Italy. in italiano. .
8vo, br. ed. xxix + 321pp., b/w pls., index. a rarely considered yet critical dimension of anti-Semitism that was instrumental in the conception and perpetration of the Holocaust: the association of Jews with criminality. Drawing from a rich body of documentary evidence, including memoirs and little-studied photographs, Michael Berkowitz traces the myths and realities pertinent to the discourse on "Jewish criminality" from the eighteenth century through the Weimar Republic, into the complex Nazi assault on the Jews, and extending into postwar Europe.
1370210Paris: Herissant, 1742 in-12, XVI-502-XXX pages, carte dépliante "Carte de la Terre Promise" par BORDELET. Rel. basane d'ép., dos lisse orné, tranches marbrées, petit travail de vers au dos et aux mors, coins usés, bon état intérieur.
3757Nancy, Vagner, 1863 - 1864 ; trois tomes in-12 ; demie-basane havane, dos à nerfs ornés de fleurons dorés, titre et tomaison dorés (relire de l'époque) ; 439 pp. ; 448 pp. ; 447 pp., (1) p. d'errata.
br. Pag. 100 ISBN: 8881251191
8vo, br. ed. pp.198.
8vo, br. ed. 190pp. Fra il 1875 e il 1914 sbarcarono a Buenos Aires più di cinque milioni di stranieri. Molti di questi immigrati erano ebrei provenienti dai più disparati luoghi dell'Europa orientale. Dalla fusione di tutte le culture che in quel paese si erano incontrate nasceva il tango. L'apporto degli ebrei a questa avventura collettiva ha contribuito a fare di questo ballo-canzone un'arte universale. Gli ebrei lottarono duramente per integrarsi in Argentina, paese in cui i sentimenti antisemiti erano largamente diffusi. Per molti di loro il tango, musica e danza scandalosa per la borghesia "porteña", fu un mezzo di assimilazione e non è un caso se entrambi ebbero come comuni nemici sia i militari golpisti, che i movimenti fascisti.
1st American Edition. 8vo - over 7¾" - 9¾" tall. From the jacket: " 'Israel's Secret Wars' is the first documented, comprehensive history of all three of Israel's intelligence services, from their origins in the 1930s, through Israel's five wars, up to the present, including the Ostrovsky affair. Highly readable and exhaustively researched, it contains the most accurate information available about a shadowy and controversial subject in which myth all too often obscures reality."
8vo, Paperback, xix, 188 pages, illustrated, 24 cm. The Passover and its rite are central in the history of Judaism and Christianity. Explaining how the Passover evening celebration, the seder, became one of the most popular Jewish rituals, Baruch M. Bokser shows how it was based on and transformed a biblical sacrificial meal. Bokser demonstrates the significance of the motif of Passover in ancient Judaism, indicating why Jews and Christians employed it to express hopes for redemption. And he also illuminates the process of historical development through the interaction of a traditional heritage with contemporary and outside cultural influences. This is a fascinating book which will add much to our understanding of Judaism and Christianity and of the nature of religion in a changing world. Baruch Bokser was ordained as arabbi at Jewish Theological Seminary and also received a Ph. D. In religious studies from Brown University. Beginning in 1974, he taught at the University of California at Berkeley, leaving in 1982 for Dropsie College in Philadelphia (now the Annenberg Research Institute for Judaic and Near Eastern Studies) . Then in 1986, Bokser returned to the Jewish Theological Seminary to join the faculty and where, at his early death at age 44 in 1990, hewas the director ofthe program in ancient Judaism. "Packs facts, analysis and insight into its relatively short 141 pages of text and footnotes. The hypothesis and argument are clearly spelled [out] and and then supported by detailed references to various Talmud and Mishnah sections which are reproduced as necessary. Although.reprinted in 2002, it is current and consistent with more recent works. I read the book in the weeks leading up to 2009 Passover holidays and found much in Dr. Bokser's work to work into the actual Seder and ignite the interest of those present. In essence, Dr. Bokser makes a very persuasive case that the Passover Seder, as molded in the Hagaddah, was one of the key pillars for the survival of Judaism after the catastrophic destruction of the Second Temple in 70 C. E. Certainly, he establishes that the basics of the Seder as we know it today with its emphasis on freedom, community and symbolic ritual owes its genesis to the Tanna and the Amora of the centuries following the destruction" (Jerome Hoffman, Amazon review)
8vo, br. ed. bandelle. A Gerusalemme il soffio caldo dello Sharav accarezza gli oleandri dei viali, le sinagoghe e le moschee, la vita quotidiana di una città all'apparenza pacifica. Così come sembra serena la vita di due donne, due musiciste, giunte in Israele per tenere un concerto: Elisheva, una famosa violoncellista, e Rachel, la sua allieva prediletta, vengono da New York e resteranno a Gerusalemme solo tre giorni. Per entrambe, però, quello è un viaggio nel passato: Rachel, la più giovane, torna in famiglia, combattuta tra l'affetto per il padre, il senso di colpa (sente di aver tradito le sue aspettative di ebreo ortodosso) e il desiderio di fuggire da lui e dalla sua cultura. Anche la più anziana Elisheva è fuggita da qualcosa, anzi sopravvissuta: al campo di concentramento di Majdanek. E scampata alla morte, ma non ai ricordi che non hanno smesso di ossessionarla un solo giorno. A Gerusalemme incontra il suo figlioccio, Daniel, la cui madre era internata insieme a lei. Daniel, che è diventato un agente del Mossad, le consegna una valigia: all'interno c'è un'arma con cui la musicista vuole uccidere l'uomo noto solo come "Henker", il boia di Majdanek. Fuggito in Sudamerica, Henker si è costruito una nuova identità e proprio in quei giorni è a Gerusalemme con una comitiva di turisti. In un romanzo in cui ogni personaggio presenta la sua verità, Chochana Boukhobza intreccia due storie che segretamente risuonano l'una nell'altra, due storie di ferite mai rimarginate, di promesse fatte ai morti, di vendetta
8vo, 209pp. In Superman Is Jewish Harry Brod reveals the links between Jews and superheroes in a penetrating investigation of iconic comic book figures. He describes how the role of each hero reflects the evolution of the Jewish place in American culture-an alien in a foreign land, like Superman; a figure plagued by guilt for not having saved his family, like Spider-Man; outsiders persecuted for being different (X-Men); a nice, smart guy afraid people wont like him when hes angry (the Hulk). Brod blends humor and sharp observation as he considers these well-known figures overtly and discreetly Jewish characteristics and talks about how their creators-including Jerry Siegel, Joe Shuster, Stan Lee, and Jack Kirby-integrated their Jewish identities and their creativity. His lively guided tour takes us from the Passover Haggadahs exciting action scenes of Mosess superpowers to acclaimed Pulitzer Prize winners and overseas animators. Brod has written and lectured extensively on this fun and provocative topic and through his expertise explores the deeper story of how one immigrant group can influence the larger culture through entertainment and, in the process, see itself in new, more empowering ways. superman ebreo?
8vo., First Edition thus, with pictorial endpapers; plum cloth, gilt back, backstrip gilt a little faded (but wholly legible), a very good, bright, clean copy. Much-needed reissue of the original edition of 1862, edited by David Smith.
8vo, br. ed. How did the levels of anti-Semitism in the 1930s compare to those of earlier decades? Did anti-Semitism vary in content and intensity across societies? In other words, were Germans more anti-Semitic than their European neighbors, and, if so, why? How does anti-Semitism differ from other forms of religious, racial, and ethnic prejudice? In this 2003 book, William I. Brustein offersa truly systematic comparative and empirical examination of anti-Semitism within Europe before the Holocaust. Brustein proposes that European anti-Semitism flowed from religious, racial, economic, and political roots, which became enflamed by economic distress, rising Jewish immigration, and socialist success. To support his arguments, Brustein draws upon a careful and extensive examination of the annual volumes of the American Jewish Year Books and more than 40 years of newspaper reportage from Europe s major dailies. The findings of this informative book offer a fresh perspective on the roots of society s longest hatred.
8vo, br. ed. pp.129. "La vicinanza a Dio appartiene alle condizioni della natura dell'individuo; questa è perfetta una volta che egli ha trovato il suo archetipo e la sua quiete più alta, la fine di ogni movimento. Tutto ciò che è concreto raggiunge così, in Dio, nella sua perfezione, la quiete. Ogni essere ha la sua linea verso la realizzazione: ma Dio è il punto dove tutte le linee di perfezione si incontrano". La dissertazione dottorale di Martin Buber, dedicata a due grandi figure della mistica e del pensiero rinascimentale come Niccolò Cusano e Jakob Böhme.Il Nuovo Melangolo (24 gennaio 2013)
1972154619Garden City, New York: Doubleday 1972. XXX, 271 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Leinenband mit Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
280. pp cloth in dj as new
8vo, rilegat. ed. sovracoperta, cofanetto. 510pp. «La letteratura dei palazzi, o Hekalot, come si chiamano in ebraico, è antica, misteriosa, difficile. Mette soggezione anche al lettore esperto, abituato a vedersela con i testi astrusi della qabbalah, la sapienza segreta del giudaismo, che si è forgiata tra il XIII e il XVI secolo. Per quanto siano complesse le allegorie dei mistici medievali e della prima età moderna, questi palazzi a perpendicolo su dirupi di luce rimangono una meta proibitiva, quasi irraggiungibile. La letteratura degli Hekalot precede la qabbalah. La precede nel tempo, giacché comincia a costituirsi nei primi secoli dell'età volgare, e la precede nell'ordine mentale e nell'immaginario collettivo. Chi giunge alle dimore divine, e riesce a penetrarvi, entra in un'aristocrazia sapienziale, invidiata e ambita. Il percorso è pericoloso. Alle porte degli edifici superni vigilano guardiani scorbutici e maneschi. Bisogna saperli prendere con le buone, ingraziarseli, oppure aggirarli ricorrendo a qualche aiuto altolocato. Ma non è solo l'itinerario difficile a respingere molti, o forse quasi tutti. Il problema, con cui si scontrava l'adepto in età antica, e che ancora oggi scoraggia più di un lettore, è capire il perché di tanta fatica. Cosa si trova in cielo? Beninteso, non nel cielo volgare dei nostri viaggi intercontinentali. Quello che qui importa è il cielo incontaminato della sapienza primordiale. Il cielo abitato da Dio e dalla sua corte celeste. Il cielo affollato di angeli, protetto da mura altissime di tizzoni accesi, a un tempo percorso da melodie dolcissime e scosso da paurosi boati. Cosa c'è da vedere, cosa c'è da sapere? Questo è l'argomento del nostro libro. Le pagine che seguono sono una risposta alla domanda che, da sempre, s'è fatta a chi torna. Cos'hai visto? Ne valeva la pena? Cosa c'è "là"»? (dall'Introduzione)
167610186Bâle Jean König et Fils 1676 Petit In-8 Fort 8 ffnch+976+37 ffnch ( index ) pp, dentelles sur les coupes, léger manque sur coiffe supérieure, plats légèrement frottés ; bonne reliure.