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8vo, br. ed. 103pp. Accusa del sangue è l'espressione ebraica che da quasi mille anni a questa parte gli ebrei sono stati costretti a imparare. Essa designa ellitticamente l'accusa rivolta contro gli ebrei, di usare il sangue dei cristiani come ingrediente dei cibi e delle bevande prescritti per le feste pasquali". Così il grande studioso del mito Furio Jesi esordisce in questo suo libro. L'accusa del sangue non è fondata su fatti, è un'invenzione. Per controbatterla occorre smontare la convinzione dell'accusatore, scavando nelle figure immaginarie dell'antisemitismo, sia di quello popolare sia di quello colto. Ovvero è necessario comprendere non solo i miti, ma la macchina mitologica che produce superstizioni, credenze, luoghi comuni. Jesi si addentra nella cultura profonda, nelle ossessioni dell'antisemitismo moderno, individuandone le permanenze antiche. Perché l'accusa del sangue non è una credenza che si è persa nella notte dei tempi, ma riguarda anche periodi a noi vicini. Ricomparsa a Damasco nel 1840 (l'episodio da cui prende le mosse questo saggio) e ripetutasi più volte nel corso del Novecento, essa parla delle molte paure che popolano la nostra quotidiana attualità
8vo, ril. un sovracoperta. 483pp. Il campo per famiglie di Auschwitz è l'unico in cui vivono i bambini. Come uccelli rari in gabbia, i piccoli passano le loro giornate nel blocco 31, il paravento di normalità che i nazisti hanno preparato per gli ispettori della Croce Rossa. In questa baracca, che è poco più di una stalla, Fredy Hirsch, un trentenne ebreo tedesco, ha organizzato una scuola clandestina, dotata addirittura di una vera biblioteca. Gli otto volumi che la compongono - fra cui "La breve storia del mondo" di H.G. Wells, un trattato di Freud, "Il buon soldato Svejk" e "Il conte di Montecristo" - sono affidati alle cure della quattordicenne cecoslovacca Edita. Squadernati, strappati e malridotti, i libri sono arrivati al campo per vie clandestine e pericolose, e difenderli non è certo semplice. Edita è disposta anche a rischiare la vita per salvare il suo tesoro, l'unico che le permette di fuggire dal dolore e dal plumbeo grigiore del campo di sterminio. Sarà proprio la sua fiducia nel potere dei libri a consentirle di sopravvivere all'orrore. Una storia vera di coraggio e speranza.
8vo grande, br. ed. pp.390.
8vp, br. ed. pp.370. l maschile, il femminile e le relazioni erotiche che ne derivano costituiscono, fin dall'epoca più remota, anche un modo di pensare le coppie di elementi opposti o complementari e i rapporti che intercorrono fra essi. In Occidente, alla tradizione di pensiero che da Empedocle e dal "Simposio" di Platone giunge sino ai testi ermetici si affianca quella ebraica, e più specificamente cabbalistica. Il racconto della creazione androgina del primo essere umano e della sua scissione in Adamo ed Eva e l'interpretazione del "Cantico dei Cantici" sono i fondamenti da cui si sviluppano speculazioni che estendono la sfera del pensiero erotico fino ad abbracciare la dimensione intradivina, creando una molteplicità di coppie sessuate che si rifrangono specularmente a tutti i livelli della realtà. In questo libro Moshe Idel, lo studioso che ha ripreso e sviluppato in nuove direzioni le indagini di Scholem, si addentra in quella che egli definisce la "cultura dell'eros" peculiare dell'ebraismo, dove il rapporto sessuale non solo assolve a un comandamento fondamentale, ma ha una valenza cosmica, poiché esercitando un'azione teurgica sulla sfera superna favorisce di riflesso l'unione di Dio con la sua consorte, la "Shekhinah", ovvero la sua presenza immanente, e fa così discendere sul mondo la benedizione dell'influsso divino. L'eros rappresenta dunque una via d'accesso privilegiata tanto alla conoscenza teosofica quanto all'esperienza mistica.
8vo, broch. pp. 350.
8vo, br con sovracoperta. illuminismo questione ebraica rivoluzione francese, testo del 1789
8vo, pp. vii-356. f.owner's signature on front fep, a repaired tear on the jacket, ow. fine
First edition. Tall octavo, viii + 402 pp. Bound in black and gray boards. Photographs on inner front cover and front free fly and back cover and back free fly. Glossary. Notes on sources. Selected bibliography. Photograph credits. Index
8vo, 188 p.; 22 cm. Legatura editoriale con sovracoperta. esemplare come nuovo. Dalla quarta di copertina: Come essere indipendenti dalla civiltà della nevrosi che ci opprime? Sfuggendo all'oppressione dello spazio, dove tutto è diviso e spadroneggia la volontà del più forte, per raggiungere la dimensione della libertà, cioè del tempo consacrato, in cui ogni ora è unica, la sola concessa in quel momento, esclusiva e infinitamente preziosa. Il tempo è infatti la presenza di Dio nello spazio, ed è nel tempo che noi possiamo avvertire l'unità di tutti gli esseri. «La sorgente del tempo», scrive Heschel, «è l'eternità, il segreto dell'essere è l'eterno che è nel tempo». 11 Sabato, cioè il giorno di festa, è fatto per celebrare il tempo. Per sei giorni alla settimana noi viviamo sotto la tirannia delle cose dello spazio; il Sabato ci mette in sintonia con la santità del tempo. Per sei giorni alla settimana lottiamo con il mondo, spremendo profitto dalla terra; nel settimo giorno ci interessiamo con cura speciale dei semi di eternità piantati nella nostra anima. Il Sabato è un giorno di armonia e di pace, che illumina anche gli altri giorni della settimana. È comunione dell'universo con Dio. «Il Sabato», spiega Heschel, «è il contrappunto del nostro vivere, è la melodia continua attraverso tutte le agitazioni e vicissitudini che incombono sulla nostra coscienza; è la consapevolezza che Dio è presente nel mondo». Celebrare il Sabato significa curare il proprio io dalle ferite che riceve nella vita quotidiana, riannodare i fili della quiete, dissipare le illusioni e i miraggi per ritrovare la realtà. Con quest'opera, che è religiosa, filosofica e letteraria nello stesso tempo, Abraham Joshua Heschel ci offre una meditazione preziosa sul giorno di festa e sul suo profondo significato, che noi moderni dimentichiamo spesso.
8vo, 188 p.; 22 cm. Legatura editoriale con sovracoperta. ingiallimento, alcune sottolineature e segni a matita, altrimenti buono. Dalla quarta di copertina: Come essere indipendenti dalla civiltà della nevrosi che ci opprime? Sfuggendo all'oppressione dello spazio, dove tutto è diviso e spadroneggia la volontà del più forte, per raggiungere la dimensione della libertà, cioè del tempo consacrato, in cui ogni ora è unica, la sola concessa in quel momento, esclusiva e infinitamente preziosa. Il tempo è infatti la presenza di Dio nello spazio, ed è nel tempo che noi possiamo avvertire l'unità di tutti gli esseri. «La sorgente del tempo», scrive Heschel, «è l'eternità, il segreto dell'essere è l'eterno che è nel tempo». 11 Sabato, cioè il giorno di festa, è fatto per celebrare il tempo. Per sei giorni alla settimana noi viviamo sotto la tirannia delle cose dello spazio; il Sabato ci mette in sintonia con la santità del tempo. Per sei giorni alla settimana lottiamo con il mondo, spremendo profitto dalla terra; nel settimo giorno ci interessiamo con cura speciale dei semi di eternità piantati nella nostra anima. Il Sabato è un giorno di armonia e di pace, che illumina anche gli altri giorni della settimana. È comunione dell'universo con Dio. «Il Sabato», spiega Heschel, «è il contrappunto del nostro vivere, è la melodia continua attraverso tutte le agitazioni e vicissitudini che incombono sulla nostra coscienza; è la consapevolezza che Dio è presente nel mondo». Celebrare il Sabato significa curare il proprio io dalle ferite che riceve nella vita quotidiana, riannodare i fili della quiete, dissipare le illusioni e i miraggi per ritrovare la realtà. Con quest'opera, che è religiosa, filosofica e letteraria nello stesso tempo, Abraham Joshua Heschel ci offre una meditazione preziosa sul giorno di festa e sul suo profondo significato, che noi moderni dimentichiamo spesso.
16mo, br. ed. 206pp. Le "Melodìe ebraiche", scritte da Heinrich Heine (1797-1856) quando era ormai prostrato dalla malattia, concludono il "Romanzero", la sua ultima raccolta poetica, e rappresentano per certi versi il suo testamento spirituale nonché l'omaggio alla religione dei padri. In quest'opera il poeta cerca di far rivivere il mondo, che tanto lo affascinava, degli ebrei spagnoli nell'epoca aurea della cultura ebraica entro la sfera intellettuale araba. Le "Melodie ebraiche" rappresentano pertanto una sorta di approdo spirituale dopo i tentativi di sganciarsi, attraverso la conversione, dal mondo ebraico, sentito come ostacolo alla piena integrazione nella società e nella cultura tedesca. Cantando i poeti ebrei di Spagna Heine riesce a ridare voce a una tradizione millenaria. Sarà dunque proprio il linguaggio della poesia il luogo privilegiato in cui l'ebraismo di Heine troverà una "patria" e un rifugio. Il saggio introduttivo di Liliana Giacoponi si sofferma in particolare su un'identità scissa tra ebraismo e germanesimo, mostrando come il rapporto complesso con l'ebraismo, a partire dall'opera giovanile "Almansor" del 1820 e dal "Rabbi di Bacharach" (già iniziato negli anni fra il 1824 e il 1826 ma pubblicato solo nel 1840), caratterizzi comunque l'opera di Heine. La traduzione di Giorgio Calabresi qui utilizzata è accompagnata da un apparato di note che permette di ricostruire, in maniera meticolosa, il contesto in cui si muove l'autore.
8vo, ril. ed. sovracop. pp.xx-308. Per gran parte del XX secolo, l'Europa è stata perseguitata da una minaccia scaturita dalla propria immaginazione: il bolscevismo giudaico. Questo mito - che riteneva il comunismo un complotto ebraico volto a distruggere le nazioni d'Europa - era una fantasia paranoica, eppure i timori di una cospirazione giudaico-bolscevica si affermarono dopo la Rivoluzione russa e si diffusero in tutta Europa. E durante la Seconda guerra mondiale tali paure contribuirono a seminare la morte, l'odio e l'orrore. Il racconto di Paul Hanebrink inizia con i movimenti controrivoluzionari che turbavano l'Europa alla fine della Prima guerra mondiale. Fascisti, nazisti, cristiani conservatori e molti altri europei, terrorizzati dal comunismo, immaginavano i bolscevichi ebrei come nemici sul punto di varcare i confini per sovvertire l'ordine dall'interno con le loro idee devastanti. Negli anni che seguirono, il bolscevismo giudaico fu un'arma politica potente e facile da usare. Dopo l'Olocausto, quello spettro, lungi dal morire, semplicemente si modificò, diventando uno dei componenti della guerra fredda. Dopo un'ennesima trasformazione, persiste ancora oggi su entrambe le sponde dell'Atlantico nella politica tossica del nazionalismo di destra rivitalizzato.
pp.xx-233, cloth in dj, vg. author, a Jewish philosopher, Biblical commentator and Hebrew grammarian who lived in France in the late 12th or early 13th century, added his own narrative details to the traditional stories, using every opportunity to introduce Biblical quotations and allusions and use the language and lessons of the Old Testament, orchestrating the change which these fables underwent when viewed in the mirror of Hebrew culture. This edition consists of 119 fables. First published, 1967.
8vo, hardcover in dj. 387pp. From the award-winning historian of the Holocaust, Europe Against the Jews, 1880-1945 is the first book to move beyond Germany?s singular crime to the collaboration of Europe as a whole. The Holocaust was perpetrated by the Germans, but it would not have been possible without the assistance of thousands of helpers in other countries: state officials, police, and civilians who eagerly supported the genocide. If we are to fully understand how and why the Holocaust happened, Götz Aly argues in this groundbreaking study, we must examine its prehistory throughout Europe. We must look at countries as far-flung as Romania and France, Russia and Greece, where, decades before the Nazis came to power, a deadly combination of envy, competition, nationalism, and social upheaval fueled a surge of anti-Semitism, creating the preconditions for the deportations and murder to come. In the late nineteenth century, new opportunities for education and social advancement were opening up, and Jewish minorities took particular advantage of them, leading to widespread resentment. At the same time, newly created nation-states, especially in the east, were striving for ethnic homogeneity and national renewal, goals which they saw as inextricably linked. Drawing upon a wide range of previously unpublished sources, Aly traces the sequence of events that made persecution of Jews an increasingly acceptable European practice. Ultimately, the German architects of genocide found support for the Final Solution in nearly all the countries they occupied or were allied with. Without diminishing the guilt of German perpetrators, Aly documents the involvement of all of Europe in the destruction of the Jews, once again deepening our understanding of this most tormented history.
Bross.ed. in-16 - pp. 324 - intr. e note di Fausto Parente
8vo, ril ed. in sovracoperta 232pp-
Scripture Natural History 2 volumes, Vol 1; The Trees and Plants mentioned in the Bible: vol. 2; The Animals Mentioned in the Bible: pp.235, 240, numerous illustrations. original decorated cloth and feps. label on spine, ow.very good and crisp.
in-16°, pp. 391-(4) con 3 cartine n.t. e 11 tav. f.t.Leg. edit. con sovrac. ill. Dopo i "Miti Greci", ecco questo volume con cui l'autore confronta i miti che si trovano nella Genesi e quelli dell'area mediterranea. Imperdibile anche per la passione con cui è scritto
br. ed. 315pp. Prima di morire Mosè pronuncia il suo discorso più importante, che contiene una riflessione politica rivoluzionaria, incentrata sul rapporto tra religione, potere e forza. L'ultimo discorso è l'eredità che lascia al popolo d'Israele per affrontare il futuro in assenza della sua voce profetica; un messaggio etico che indica la via per gestire quelle responsabilità politiche di cui un leader e un popolo dovranno farsi carico. Sulla scia di grandi pensatori come Freud e Buber, Micah Goodman affronta il personaggio Mosè da una prospettiva inedita, basata su una sorprendente conoscenza delle fonti e un'ispirata vicinanza emotiva, costruendo così un testo originale e profondo nel quale l'esegesi biblica diventa un messaggio politico, un monito quanto mai attuale.
8vo, tela ed. in sovracoperta, pp.710. L'ebraismo ha mantenuto invariata la sua fortissima identità nonostante le innumerevoli forme e credenze che hanno costellato il suo corso millenario. Il libro di Martin Goodman offre la prima storia complessiva della sua nascita, della sua evoluzione e delle sue diverse correnti e tradizioni. Dalle origini della religione ebraica nel mondo politeistico del secondo e primo millennio al culto del tempio d'epoca cristiana, Storia dell'ebraismo racconta le vicende di rabbini, mistici e messia medievali e agli albori dell'età moderna, descrive le varietà religiose contemporanee dall'Europa alle Americhe, dall'Africa all'India e alla Cina, così come le istituzioni e le idee sulle quali si fonda ogni forma di ebraismo. Intrecciando i diversi fili del dibattito filosofico e dottrinario che attraversa tutta la sua storia, questo libro, autorevole e coinvolgente insieme, restituisce la cronaca di una tradizione fondamentale per l'eredità spirituale umana.
8vo. cloth, 245x160 mm. XII+240 pages. inscribed by author, pareri rabbinici sulla vita degli ebrei di salonicco nel '500. in english. autografato.
8vo, Brossura editoriale volume come nuovo, collana "Temi" 109 pagine circa
in-12, X-376 pages. Toile perfect etat photographies en noir et blanc et en couleurs et cartes en noir et blanc hors-texte, certaines dépliantes. Avant-propos. I. Prise de Jérusalem, 1967. II. Incorporation forcée de Jérusalem à l'Etat hébreu. III. Préliminaires à la destruction de la Ville Sainte. IV. Démolitions et évacuations. V. Equivoques et "annexions rampantes". Le quartier juif. VI. Plans pour la nouvelle Jérusalem. VII. Les difficultés du Plan Directeur. VIII. La ville historique au bord de sa transformation. IX. L'horizon et les finances. X.et la sécurité. Une forteresse ? XI. Implantations. Vers une nouvelle annexion ? XII. Les fouilles archéologiques : Les foules officielles. XIII. Les fouilles archéologiques : Recherches souterraines. XIV. Engagements signés par Israël. XV. Fin de la ville universelle ? Annexes : I-IV. Mesures israéliennes concernant Jérusalem ; V-XX. Résolutions des Nations Unies concernant Jérusalem ; V-VII. Assemblée générale ; VIII-XI. Conseil de sécurité ; XII-XX. Unesco ; XXI-XXII. Implantations israéliennes hors de la région de Jérusalem ; XXI. Golan - Côte du golfe Aqaba - Régions de Latroun - Qalqiliya - Naplouse ; XXII. Les implantations de la Trouée de Rafah. Bibliographie. Index.