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1875GITh588Paris Garnier Frères 1875. In-12 422pp dont table. Demi chagrin rouge, dos à nerfs orné de cadres de filets et fleurettes dorés, tranches marbrées, reliure de l'époque. Bel exemplaire frais, sans rousseurs, jolie reliure en bon état et décorative. (4650)
1966R300322980Jean-Jacques Pauvert. 1966. In-12. Broché. Etat d'usage, Coins frottés, Dos plié, Intérieur acceptable. 50 pages. Lettrines.. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
1995RO80073150BELIN. 1995. In-12. Broché. Bon état, Couv. fraîche, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 204 pages. Quelques dessins en noir et blanc, dans le texte et en hors-texte.. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
br. Il volume propone un'analisi sull'italiano neostandard da una prospettiva innovativa: quella dei testi di genere sportivo. Alla base del corpus di italiano scritto preso in esame da Chalupinski, infatti, ci sono titoli, occhielli, porzioni di testi tratti dai quotidiani più letti, ancor più di quelli di cronaca. La ricerca si fonda sui vari fenomeni morfosintattici della varietà: dall'uso dei clitici "ci", "ne", "lo" come marche complementari alla diminuzione dell'uso del congiuntivo in modalità epistemica, solo per fare qualche esempio. Un libro, dunque, che coniuga più "anime": quella rigorosa di saggio scientifico e quella di lettura divulgativa che può incuriosire gli appassionati della carta stampata e quelli di lingua italiana.
198216151982 cartonné in-octavo, dos marron clair, premier plat orné d'une illustration photographique en couleurs ( médaillon portrait de l'Auteur ), illustrations in et hors-texte, 349 pages, 1982 Paris Editions Jean-Claude Lattès,
brossura Castelluccio Valmaggiore (FG) è un comune di 1300 abitanti, sull'alta valle del Celone, alle pendici del monte Cornacchia. Le sue origini, testimoniate dall'anno di costruzione della torre bizantina (1019), risalgono all'XI secolo. Il castelluccese fa parte dei dialetti altomeridionali distribuiti lungo la fascia dei Monti Dauni entro le isoglosse evidenziate da Francesco Avolio. Condivide con i dialetti dell'area centromeridionale l'assimilazione (quanne quando), l'anaptissi (èreve erba), la metafonia (rusce-rosce rosso -a), l'uso sistematico del dimostrativo codesto. Con i dialetti dell'area altomeridionale condivide l'onnipresente e indistinta (cerase ciliegia), l'esito di pl in c (chiante pianta), la concordanza del participio con l'oggetto (ha cuote nu funge ha raccolto un fungo, ha còte na méle ha raccolto una mela), la posposizione dell'aggettivo e in particolare del possessivo in posizione enclitica (frateme mio fratello, caste casa tua). Il presente lavoro vuole essere un contributo agli studi di dialettologia italiana e alla conservazione del castelluccese.
1992115397Marval 1992 Grand In-8 relié. 184 pages. Jaquette noire en bon état. Très bon état d’occasion.
126585sd Paris, Arthème Fayard, Editeur du "Livre Populaire" - Sans date (Début XXe) - In-8 broché, couverture illustrée signée Gino Starace - 379 pages
1974296581974 in-8 reliure éditeur - 1974 - 632p - Ed. Fleuve Noir
19751157868Thomas Y. Crowell Publ.; New York, 1975. XVIII; 766 S., 23,5 cm. Originalleinen.
brossura Perché un vocabolario Catanese-Italiano? Forse ai più potrà presentarsi come un atto di presunzione di chi vuole, a tutti i costi, dare risalto al proprio parlare, facendolo assurgere inopinatamente al superiore rango di lingua vera e propria, differenziandola così dalla comune definizione di dialetto come sistema di lingua limitato ad un ambito geografico e per molteplici aspetti, ben definito, ma che per sé intende abbracciare gli inconsueti caratteri di una tradizione letteraria abbastanza circoscritta. Se poi si prende in considerazione il cosiddetto dialetto siciliano, si evidenziano subito i molteplici aspetti di ogni parola con diecine e diecine di varianti fonetiche e morfologiche in dipendenza della diversità dei luoghi ma principalmente dall'uso tramandato nel tempo e che ancor oggi se ne fa. Nello specifico il testo del vocabolario è diviso in tre sezioni: la prima contiene brevi nozioni grammaticali sul catanese; la seconda, il vocabolario vero e proprio con oltre 9500 lemmi; e la terza, in appendice, una raccolta di nomi propri catanesi, una curiosa lista di nomi di abitanti, i nomi di alcuni luoghi caratteristici della città e i nomi di mestieri, secondo proprio il parlare catanese e quanto una popolare tradizione ha tramandato.
br. 'Vicende storiche della lingua di Roma' s'intitola il saggio con cui, nel 1929, Clemente Merlo dava avvio agli studi scientifici moderni sul romanesco antico, mentre pochi anni dopo, nel 1932, Bruno Migliorini definiva la storia del romanesco come «la storia del suo disfacimento, dovuto all'azione esercitata per secoli su di esso dal toscano che gli si sovrappose». I due nomi citati stanno per le due tradizioni di ricerca, quella glottologica e quella storico-linguistica, che da allora su questo oggetto proteiforme si sono esercitate, evidenziandone da un lato le specificità strutturali rispetto alla lingua nazionale, dall'altro la particolarità sociolinguistica nel panorama italiano, particolarità che consiste proprio nell'aver instaurato col volgare sovraregionale una precocissima osmosi.
br. La valorizzazione e la promozione delle lingue regionali e minoritarie presenti in Italia, sostenuta da un diffuso favore da parte delle popolazioni interessate, trova una sua particolare declinazione in ambito scolastico. Partendo da una riflessione generale su aspetti relativi alla normativa di tutela e passando per l'ormai consolidata esperienza svolta dagli istituti che sviluppano competenze al loro interno o si giovano del supporto delle agenzie formative del territorio, il volume propone una descrizione delle due maggiori lingue regionali del nostro Paese, quella friulana e quella sarda, tracciandone un essenziale profilo linguistico e analizzando le condizioni che ne hanno permesso una prima introduzione nei curricoli scolastici. Di prospettiva, anche per il possibile coinvolgimento di altri contesti dove insistono lingue di minoranza, è la sezione conclusiva del lavoro che affronta la questione della certificazione delle competenze glottodidattiche del docente di friulano e di sardo. La sfida da vincere, ancora una volta, è quella della qualità della didattica, qualità che sola può assicurare la trasmissione ai più giovani dell'insieme dei saperi, dei valori e delle sensibilità che costituiscono il patrimonio tradizionale delle nostre comunità.
brossura Le prime testimonianze letterarie di una lingua, quella sarda, che affidava la sua sopravvivenza essenzialmente alla trasmissione orale, sono contenute nei condaghi. Preziosi manoscritti su pergamena rilegati in schede sovrapposte, quindi arrotolate attorno ad un bastone, in greco, kontákion, archiviavano inventari e annotazioni di vario genere relativi ad atti notarili e giudiziari, permute, commerci, contese patrimoniali con il proposito di certificare e definire i possedimenti di istituzioni ecclesiastiche o comunità religiose. Di indiscussa importanza filologica e storico-politica, i condaghi, specchio della vita delle grandi basiliche sarde del Medioevo, da cui prendono il nome, sono andati per la maggior parte perduti. Quello di San Pietro di Silki riflette la vita dell'omonimo cenobio benedettino fondato a Sassari nel 1065.
Attaboys, Gorgers, Night-Hawks and Widos, the street argot of the past is every bit as colourful and irreverent as todays hip hop and bling. Slang has always aroused strong opinions, but whether you agree with Alan Bennett that there is something suspect about those in the vanguard of slang or with John Galsworthy that it is vigorous and apt, this fascinating new compendium unveils a wealth of information about the fads and peccadilloes of bygone days. What does it say, for instance, about the English that they once had over 100 terms for gin, including Stark Naked, Stinkious, and Wind? Always inventive, frequently hilarious and occasionally utterly outrageous slang is an exuberant celebration of the comic possibilities of everyday life. From Monday Mice to Marriage Music, Wiffle-Woffles to Bummaree, dip into the pages of Bingo Boys and Poodle-Fakers and discover the rough and rumbustious delights of Shakespeare's man of fire-new words, fashions own knight: the ever-changing underworld of the English language.117p. illus. decorated endpapers Book
525368P., Belles Lettres, 1971. In-8 broché, 142 pp. (Annales de la Faculté des Lettres et Sciences humaines de Nice, 12).
583929Nancy, Berger-Levrault, , 1948. Gr. in-8 broché, couv. rempliée, XXIV-152 pp., texte en patois accompagné de sa traduction en regard, carte in fine. Envoi manuscrit de Marcel Cressot au Dr Jean Girard.
cROU-843Paris,Denoël,1971 ; in-4°,plein catonnage éditeur vert sombre imprimé en blanc et rouge; 167pp.,3ff.;petite trace de mouillure très pale sur 1 cm en haut des feuillets.
598475Cholet, Editions du Choletais, 1977. In-8 broché, couv. ill., 197 pp., ill. à pleine pp. (dessins), appendice, vocabulaire poilu-français, locutions populaires, bibliographie. Première édition.
20021222002002 Sérigraphie par Les Apagogistes, collection "Black is beautiful" dirigée par Serge Rey & Stéphane Desplanches - 2002 - In-4, broché, couverture noire - Sans pagination - exemplaire n° 17, tirage limité à 250 exemplaires
35216Paris, Guy Victor, 1963, in 8° broché, 271 pages ; nombreuses illustrations ; couverture illustrée (très légèrment fanée).
brossura Castelluccio Valmaggiore (FG) è un comune di 1300 abitanti, sull'alta valle del Celone, alle pendici del monte Cornacchia. Le sue origini, testimoniate dall'anno di costruzione della torre bizantina (1019), risalgono all'XI secolo. Il castelluccese fa parte dei dialetti altomeridionali distribuiti lungo la fascia dei Monti Dauni entro le isoglosse evidenziate da Francesco Avolio. Condivide con i dialetti dell'area centromeridionale l'assimilazione (quanne quando), l'anaptissi (èreve erba), la metafonia (rusce-rosce rosso -a), l'uso sistematico del dimostrativo codesto. Con i dialetti dell'area altomeridionale condivide l'onnipresente e indistinta (cerase ciliegia), l'esito di pl in c (chiante pianta), la concordanza del participio con l'oggetto (ha cuote nu funge ha raccolto un fungo, ha còte na méle ha raccolto una mela), la posposizione dell'aggettivo e in particolare del possessivo in posizione enclitica (frateme mio fratello, caste casa tua). Il presente lavoro vuole essere un contributo agli studi di dialettologia italiana e alla conservazione del castelluccese.
br. Questo dizionario è un'avventurosa spedizione alla ricerca del tesoro linguistico dei nostri dialetti, dalle vallate alpine all'estremo Meridione. Spesso oscurati e repressi in nome della costruzione di una lingua italiana standard, i dialetti custodiscono un vero patrimonio di parole ed espressioni, che ha nutrito con la sua linfa gli scritti "italiani" di alcuni dei nostri maggiori poeti e narratori: da Foscolo a Calvino, da Verga e Serao a Pasolini, passando per Deledda, D'Annunzio, Gadda, Montale, Landolfi... Ma non solo. Il criterio adottato da Manlio Cortelazzo e Carla Marcato infatti non si limita alle testimonianze letterarie: registra l'ingresso di forme italiane nei dialetti e di forme dialettali nell'italiano (la cassata, il grissino), riconosce l'unicità di termini dialettali che non hanno un corrispettivo italiano (come le ormai celebri accabadòras), ricostruisce complicate etimologie (dai bagigi, le arachidi che vengono dall'arabo habb per "bacca" fino al ghiotto supplì, che al francese surprise deve l'allusione alla "sorpresa" del ripieno). Il "Dizionario etimologico dei dialetti italiani" è una vera e propria miniera linguistica, insieme valido strumento scientifico, documento storico-culturale e wunderkammer che riserva scoperte continue per tutti i lettori curiosi.