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198729406Perpignan, Castillet, 1987. 1. Aufl., 126 S., Register, Bibliographie Orig.-Kart., 8°
199115153Larousse 1991 15x22x3cm. 1991. Reliure editeur cartonnée. Le 'Dictionnaire de la défense et des forces armées' est un ouvrage de référence publié par Larousse en 1988 rédigé par une équipe de onze auteurs civils et militaires. Il offre une vision globale de la défense civile et militaire française couvrant concepts organisations équipements traités entreprises d'armement biographies de responsables depuis 1958 et inclut un vocabulaire d'argot militaire
1970244321970 Ed. Le Cercle Européen du Livre - coll. Les Chefs-d'Oeuvre de la Littérature d'Action, 1970 - In-8 reliure éditeur - 412 p.
29104Paris, Delagrave (Bibliothèque des Chercheurs et des Curieux), 1929, in 12 broché, 189 pages ; large mouillure à toutes les pages. Exemplaire de travail.
19251129881925 Eugène Figuière, Editeur, Paris - 1925 - In-8, broché - 98 pages
1374916Paris: Presses de la Cité, 1975 in-8, 510 pages, broché.
1974296481974 Ed. Fleuve Noir - 1974 - In-8, cartonnage relié rouge, signet rouge, avec son rodhoïd d'origine - 634 p.
1970296501970 in-8 reliure éditeur sans sa jaquette rhodoïde - 1970 - 637p - Ed. Fleuve Noir
19732151973 - Broché - Edition Emgleo Breiz, Presse Libérale du Finistère - Imprimerie Cornouaillaise, Quimper - 1973 - Sixième édition - In-8 (21 x 13,5 cm) broché - 96 pages - Illustration in texte de Joël Sévellec
054209Paris berg international éditeurs 2007 in 12 (19x11,5) 1 volume broché, 207 pages. Bel exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
Very Good Turkish Paperback. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. 43, [1]; 20 p. Mecaz ve argo lûgatçesi [Ikii kitap birarada].
grand in-8°, 289 pages, rel. cartonnage ill. plast. Tres bel exemplaire. [MO-1]
A clean, unmarked book with a tight binding. 150 pages.
Ex-library book with the usual stamps and markings. Spots on buckram cloth cover. Oblong format: 9 5/8"w x 7 3/8"h. "Brave Johnny O'Hare would be just another boaster routed by something routine except that this is set ""way down there/ In the upside-down land/ of koala bear"" where ""dingoes howl and crocodiles lie/ In warm deep pools/ Under summer sky"" and ""the kookaburra in the tall gum tree/ Laughs and hoots, 'Ha, ho, hee, hee'."" And where brave Johnny O'hare scoffs at tales ""of the Bunyip there."" [Kirkus Review]
brossura Quando si tratta di dialetti, ci rendiamo conto che non c'è una sola Toscana, ma ne esistono diverse, ognuna con il suo patrimonio di usanze e tradizioni. È su questa idea che si basa il nuovo "Vocabolario" di Alessandro Bencistà, uno dei più attivi studiosi di lingue e tradizioni popolari. Il dizionario riporta migliaia di voci, da "abbacare" a "zuppa", utilizzate nelle diverse zone della regione, spiegandone il significato e indicandone la provenienza. Le citazioni da opere celebri della letteratura, della musica e del folklore ci aiutano a comprendere il senso di alcune espressioni. Questo nuovo lavoro di Bencistà parte dal vernacolo fiorentino, considerando Firenze il centro motore di una lingua che fin dal Trecento si è rapidamente estesa a tutto il territorio regionale e poi nazionale. La scelta delle voci è un viaggio nella memoria che nasce da una profonda conoscenza del mondo in cui siamo cresciuti, insieme ai contadini e alle massaie: un mondo di cui conserviamo ancora viva non solo l'immagine, ma anche le amicizie, gli affetti e i ricordi. Frequentando la poesia estemporanea, i canti folcloristici, il teatro, le parlate di aree come la Lunigiana o la Valdichiana, consultando oltre trenta dizionari già esistenti, l'autore ha realizzato un ampio compendio di vocaboli e colorite espressioni che non dobbiamo dimenticare.
ill., br. In questo lavoro l'autore offre un quadro il più possibile completo della grammatica del dialetto veronese, con una particolare attenzione agli aspetti fonologici e morfologici. Ampio spazio è dedicato all'uso vivo della lingua, cioè ai modi di dire che caratterizzano la parlata quotidiana. Completano il lavoro un dizionario essenziale veronese-italiano e italiano-veronese.
br. Quattro classici di un'eccentrica e tutta italiana modernità. Il palermitano Meli, il milanese Porta, il romano Belli, il napoletano Di Giacomo optando per il dialetto attuano diversamente e prodigiosamente la conversione del popolare nel poetico. Situazioni, personaggi e ambienti non fanno folclore, fanno teatro e racconto e anche musica. La loro poesia è frutto di un'ars poetica coscientemente perseguita e per questo si tramanda oltre che con la lettura e l'ascolto con un esercizio assiduo di interpretazione, come per tutti i classici.
ill., ril. Le parole del dialetto dimenticate. 226 parole del dialetto e del gergo in un libro che viaggia tra canzoni, immagini, ricordi e presente che si intreccia con il passato di quel borgo diventato città e poi metropoli.
br. Il parlato è l'oggettivazione del pensiero; il pensiero è un tentativo di spiegare a noi la realtà che ci circonda. Solo che la relazione tra ordo verbarum, ordo idearum, ordo rerum non è sempre così speculare e simmetrica, come il pensiero comune immagina. Quando comunichiamo utilizziamo circuiti linguistici convenzionali, aforismi, modismi espressivi che veicolano il pensiero verso altri, verso l'esterno modificandolo e impacchettandolo per farsi comprendere. Il linguaggio dialettale ha una particolarità: è semplice, fresco, immediato, comprensibile. Si adatta di più all'ascoltatore e proviene dall'esperienza vissuta. È figlio della civiltà della fame, della povertà, Vox populi vox Dei. Con questo, si afferma che il pensiero, comune e condiviso, è espressione di una verità forte! In questo percorso, si fruga tra il parlato dialettale per trovare tracce ed orme di un sentito comune riguardante l'universo femminile. Sentenze, modi linguistici, aforismi modellati dalla gente semplice ed arguta che, con una frase, cerca di consegnare la propria rappresentazione del mondo.
br. L'autore offre un'ampia selezione delle ingiurie napoletane prevalentemente rivolte agli uomini, dopo essersi dedicato, per così dire, alle donne nel precedente saggio "Le zandraglie". Secondo il suo stile ormai collaudato, Galassi propone una selezione di contumelie nelle quali la ferocia dell'offesa non è mai disgiunta da un'ironia assidua e costante, iperbolica e spaccona, inverosimile e barocca, colorita e irriverente più che demolitrice, quasi a voler sorridere con l'ingiuriato per gli strabilianti prodotti di una fantasia e di una creatività le cui invenzioni, in materia, attingono sempre a quel grande teatro disordinato e a tratti surreale che è il tessuto antropologico della civitas neapolitana. Contumelie, quindi, che sono anche lazzi, sberleffi, motti buffoneschi e sguaiati, frizzi mordaci e folgoranti, sillabe scoppiettanti come petardi, innesti semantici al limite dell'assurdo: tutto ciò, e altro ancora, è l'offesa a Napoli, che anche quando appare impietosa e crudele, contiene sempre l'implicito messaggio "Ce l'ho con te ma, nel comunicartelo, mi voglio, ti voglio, divertire".
brossura Da circa quattro anni, Vincenzo Ostuni annota e seleziona, su Twitter e Facebook, le paroleorrende: parole che vengono ripetute in maniera stereotipata, a volte arbitraria, da un numero crescente di parlanti, a scapito dei sinonimi più appropriati e dell'aderenza al contesto. Tic Edizioni ha stampato una selezione di paroleorrende su tessere magnetiche componibili in testi "orrendi". Naturalmente non viene promosso un atteggiamento di tipo censorio, nascendo l'hashtag come un gioco.
br. Il volume è il secondo di una serie riguardante il Vocabolario storico-etimologico del veneziano (VEV), progetto finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca (Fns) e svolto in collaborazione dall'Università di Losanna e dalla Scuola Normale Superiore di Pisa, con il sostegno dell'Opera del Vocabolario italiano del Cnr di Firenze. Il volume include una raccolta significativa di insulti documentati nella storia linguistica di Venezia, come bacalà, baùco, insemenìo e mona.