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Creasing to book near spine. Minor edgewear to wraps. Pages unopened. ; Skrifter Utgivna Av Svenska Institutet I Athen / Acta Instituti Atheniensis Regni Sueciae, Series in 4°, XIX; 4to 11" - 13" tall; 80 pages
A couple of Corners are lightly bumped. Very light pen notes to ffep and 1 page (word crossed out) with pencil notes and underlining to a couple of pages. Dustsoiling to top of textblock. Dustjacket has minor shelfwear. DJ spine is a little browned. ; 512 pages; How does the funeral oration relate to democracy in ancient Greece? How did the death of an individual citizen-soldier become the occasion to praise the city of Athens? In The Invention of Athens, Nicole Loraux traces the different rhetoric, politics, and ideology of funeral orations--epitaphioi--from Thucydides, Gorgias, Lysias, and Demosthenes to Plato. Arguing that the ceremony of public burial began circa 508-460 BCE, Loraux demonstrates that the institution of the funeral oration developed under Athenian democracy. A secular, not a religious phenomenon, a literary genre with fixed rhetoric effects, the funeral oration was inextricably linked to the epainos--praise of the city--rather than to a ritualized lament for the dead as is commonly assumed. Above all, the funeral oration celebrated the city of Athens and the Athenian citizen. Loraux interprets the speeches from literary, anthropological, and political perspectives. She explains how these acts of secular speech invented an image of Athens often at odds with the presumed ideals of democracy. To die in battle for the city was presented as an act of civic choice--the "fine" death that defined the citizen-soldier's noble, aristocratic ethos. At the same time, the funeral oration cultivated an image of democracy at a time when there was, for example, no formal theory of a respect for law and liberty, the supremacy of the collective and public over the individual and the private, or freedom of speech.
Backstrip is missing. Wrappers are close to being disbound. The stitching keeping the textblock is holding. Pages uncut. Chipping to wraps at extremities. ; 20 large plates. ; 4to 11" - 13" tall
Backstrip has been crudely repaired with tape in places with tape stains and is torn. Dampstaining to upper edges of pages and wraps. ; 20 large plates. ; 4to 11" - 13" tall; 67 pages
Former owner's bookplate on front pastedown. Light foxing to top of textblock. ; Reprint of the 1911 ed. Xii, 460pp, 29pls. ; 460 pages
Shelfwear and discoloration to spine. ; Contents: Absolute and the ordained powers of the Pope: an unedited text of Henry of Ghent; Stephanus Demonasterio and the Notariat at Aubenas in the Early Fifteenth Century; Trier, bibliothek des Priesterseminars Ms. 100 and the Text of Martianus Capella; Court Bishops of Alfonso VII of Leon-Castilla, 1147-1157; Roman REvolution of the eighth century: papal separation from Byzantium and alliance with the Franks; ... Bishop Robert Grosseteste; BM Ms. Arundel 43; Marchfield part of Frankish Constitution? Bibliographia Gotica. Bibliography of Writings on Gothic Language to 1972; Constabulary of Bordeaux: the accounts of John Ludham and robert de Wykford; Malory and the Chivalric Ethos. Hero of Arthur and the Emperor Lucius; Grail in Wolfram's Parzival; Nicholas of Cusa as Reformer: Papal legation to the Germanies; Problem of OE holmwudu; Liber Monstrorum and Beowulf; etc....; 1974; Vol. 36; 501 pages
Wraps a bit browned. Tear to wraps near head of spine (2 cm). Creasing to 1 corner. Scholars' bookplate to inner cover (Slater & Dunbabin). ; Bibliothèque De La Faculté Des Lettres De Lyon IV; 195 pages
Very light shelfwear. ; Xi, 134pp, 8pls. Nos. 2892-2942 ; Graeco-Roman Memoirs No. 56; Vol. 40; 134 pages
Light bumping to upper corners. Light shelfwear. ; Xviii, 163pp, 12pls. Nos. 3088-3150; Graeco-Roman Memoirs No. 60; Vol. 43; 163 pages
Light knocking along top edge of front boards. Very minor shelfwear. ; Xvi, 127pp, 8pls. Nos. 3267-3315. ; Graeco-Roman Memoirs No. 65; Vol. 46; 127 pages
brossura Legata alla cultura faraonica e sua espressione diretta, la lingua egiziana classica costituì per secoli un modello ideale di comunicazione: una lingua nata dal parlato, poi cristallizzatasi come parte integrante della cultura del testo scritto. L'egiziano classico fu usato dall'amministrazione, ma espresse anche una vasta produzione letteraria che si fece segno distintivo dell'Egitto faraonico. Fortemente connessa alla scrittura geroglifica, questa lingua seppe farsi espressione di identità culturale, prima ancora che nazionale, e la sua riscoperta ha quindi aperto le porte di un mondo antico, affascinante, ma certo non staccato dalla realtà storica. Questo volume si muove nella documentazione antica seguendo un percorso che è soprattutto culturale, e non solo grammaticale, per fornire ampie prospettive a chi si accosti allo studio dell'antica lingua dei faraoni. L'inquadramento storico-culturale è la premessa alla trattazione grammaticale, mentre la crestomazia mette a disposizione del lettore documenti di varia natura ed epoca, compresa una scelta di materiali tardi con fenomeni di 'crittografia'. L'apparato didattico comprende una serie di supporti (esercizi con relative soluzioni, lista dei segni, glossario egiziano-italiano) che consentono di acquisire una progressiva familiarità con la lingua e la scrittura.
Anche molto tempo dopo l'avvento della stampa a caratteri mobili, la scrittura a mano ha continuato a conservare un suo fascino tutto particolare, fino a diventare una vera e propria arte, degna di essere descritta e codificata in appositi trattati. Fu in particolare nel Cinquecento italiano che, accanto al trionfo definitivo dell'editoria, il dibattito teorico sulla scrittura a mano fu più fecondo e serrato. E che a quel secolo appartenga la più gran parte della produzione libraria (anche manoscritta) intorno ai "modi" di scrivere e ai processi del loro apprendimento lo hanno ampiamente dimostrato le ricerche che dalla fine dell'Ottocento a oggi sono state condotte sia in Italia (Giacomo Manzoni, Emanuele Casamassima, Armando Petrucci), sia, soprattutto, nel mondo anglosassone (Stanley Morison, Alfred Fairbank). A questi approcci, di tipo tradizionale, questa Collana intende affiancare altre prospettive di approfondimento che, considerando le piú recenti acquisizioni storiografiche (per esempio i dibattiti intorno all'epistolografia e sulla figura del segretario, o le questioni sollevate dal lessico tecnico e specialistico), hanno come scopo la migliore penetrazione del dettato dei trattati di scrittura di quel secolo. Della stagione cioè nella quale il fenomeno divenne di portata europea. In quell'aureo secolo infatti alla scrittura, anzi al disegno dei caratteri dell'alfabeto, in ogni regione del continente dedicarono cure artisti, cartografi, umanisti, tipografi (tra gli altri Albrecht Dürer, Giovanni Mercatore, Geoffry Tory, Claude Garamond). Tutto era cominciato nel 1514 con la "Theorica et pratica de modo scribendi" dell'ingegnere ferrarese Sigismondo Fanti. Che era il punto d'avvio di una attività editoriale che per varietà di prodotti e particolarità di contenuti merita di essere considerata, minore quanto si vuole, un vero e proprio genere letterario. Autori: Francesco Torniello, Ludovico Degli Arrighi. Curatori: Antonio Ciaralli, Paolo Procaccioli, Claudia Catalano, Martina Pazzi, Danilo Romei.
Top of Backstrip is torn but still attached (1 inch). Ex-library copy with usual stamps, call numbers and pocket. Edgewear to extremities. ; Looks at a Christian papyrus discovered in Egypt. ; 0.24 x 8.98 x 7.32 Inches; 84 pages
Mm 245x340 Volume in copertina rigida rilegato in mezza tela, sovraccoperta mancante, xvi-263 pagine con 61 tavole a colori. Contributi di Carlo Verdelli, prefazione di Armando Petrucci. Copia in ottimo stato complessivo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 8°, broch. edit., pp 102. Es. a fogli chiusi.
8vo., First Edition; cloth, gilt back, a fine copy in the dustwrapper. Carefully edited collection of 15th century letters from a recently discovered MS in Chetham's Library, Manchester. For intrinsic interest and historical significance they have been compared with the Paston and Stonor correspondence
Sm. 4to., First Edition, with numerous coloured and monochrome illustrations (a number full-page) in the texct; original printed wrappers, a near fine copy. Deceptively detailed and well-illustrated account of the restoration and preservation of England's foremost MS record
ill., br. Il volume offre una esposizione complessiva e aggiornata della storia della scrittura greca per i corsi universitari di Paleografia greca fornendo un quadro dei metodi dell'indagine paleografica, nonché delle forme e dello svolgimento della scrittura greca, dall'antichità all'epoca della stampa. Il libro è anche utile a quanti, interessati allo studio della civiltà antica e medievale, intendono farsi un'idea della cultura scritta in età ellenistico-romana e bizantina, nel quadro complesso e articolato delle vicende culturali e storiche che ne scandiscono le fasi. La mancanza di modelli aggiornati e lo stato ancora problematico di molte questioni relative ad aspetti importanti della storia della scrittura greca, fanno del libro risultato del lavoro coordinato di un gruppo di studiosi con competenze specifiche sui diversi argomenti - oltre che un tentativo di trattazione complessiva della materia, anche uno stimolo alla riflessione sui modelli di sistemazione e di esposizione di una disciplina complessa e dalle prospettive ancora feconde di approfondimenti e sviluppi. Completa il testo un ampio capitolo su materiali e tecniche di confezione del libro manoscritto greco.
br. Accostare Erodoto ai papiri greco-egizi può sembrare anomalo: lo storico greco visse e scrisse più di un secolo prima delle più antiche attestazioni scritte provenienti dall'Egitto ellenistico. Eppure, entrambe le fonti forniscono una dettagliata descrizione dell'Egitto antico dal duplice punto di vista dei Greci e degli Egiziani. Lo scopo di questo volume è quello di mettere a confronto i due mondi (l'Egitto di Erodoto e quello dei papiri greci) per verificare come e quanto la cultura egiziana si sia saputa mantenere solida e compatta di fronte all'avanzata ellenica.
Autori: Vittorio Lazzarini.
<br/> STATO: DA COLLEZIONE, ACCETTABILE.<br/> TITOLO: Abbazia di Montevergine. Regesto delle pergamene. Vol.VI: secc.XVII-XX. <br/> AUTORE: --<br/> CURATORE: A cura di G.Mongelli o.s.b.<br/> EDITORE: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato- Archivi di Stato<br/> DATA ED.: 1958,<br/> COLLANA: Coll.Pubblicazione degli Archivi di Stato,XXXIV.<br/>
cm. 17,5 x 25,5, xiv-314 pp. Carteggi di Cesare Guasti 705 gr. xiv-314 p.
NUOVO, imballato! Consegna 24/48 ore (55 p2) Copertina flessibile: 689 pagine Editore: Ist.Poligrafico e Zecca Dello Stato- Archivi Stato (15 gennaio 1992) Collana: Corrispondenze diplomatiche Lingua: Italiano ISBN : 9788824001328 Peso di spedizione: 1,2 Kg
P. Cocchi, Presentazione. S. Zamponi, Premessa. S. Zamponi, Dalla proposta Casamassima-Crocetti ad oggi - G. Pomaro, Dieci anni del progetto "Codex": esperienze e prospettive - P. Ricciardi, Gestione e tutela dei fondi manoscritti: considerazioni sull'esperienza toscana - G.P. Mantovani, Il manoscritto moderno come problema catalografico - M. Vivarelli, La gestione della sala di consultazione dei <br/> STATO: NUOVO.<br/> TITOLO: Conoscere il manoscritto: esperienze, progetti, problemi. Dieci anni del progetto Codex in Toscana <br/> AUTORE: Atti del Convegno:<br/> CURATORE: Firenze, 29-30 giugno 2006. A cura di Michaelangiola Marchiaro e Stefano Zamponi.<br/> EDITORE: Sismel - Edizioni del Galluzzo<br/> DATA ED.: 2007,<br/> COLLANA: Coll.Millennio Medievale, 70. Atti di Convegni, 22.<br/> E