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150655Leuven, 1942.
cm. 13 x 20, x-100 pp. con 4 tavv. f.t. 155 gr. x-100 p. ristampa 1986
cm. 15,5 x 21,5, viii-96 pp. con 2 tavv. f.t. Biblioteca di ?Lares? 207 gr. viii-96 p.
117327Tübingen, Wasmuth, (1983).
95800Ldn., Chatto & Windus, 1977.
Light soiling to rear wrap. ; Conference publication ; 185 pages
Cartella in-4° gr., pp. III e 40 fogli sciolti con testo alternato a tavola illustrata con la riproduzione di documenti paleografici e archivistici.
COME NUOVO: libro NUOVO da magazzino, copertina lievemente rovinata, libro imballato. Consegna 24/48 (55 p2) Copertina flessibile: 613 pagine Editore: Ist.Poligrafico e Zecca Dello Stato- Archivi Stato (15 gennaio 1991) Collana: Corrispondenze diplomatiche Lingua: Italiano ISBN : 9788824001311 Peso di spedizione: 1 Kg
Testo in italiano, francese, tedesco, inglese, latino. <br/> STATO: USATO, BUONO.<br/> NOTE: Lievi fioriture al dorso.<br/> TITOLO: Scritti di Storia e Paleografia pubblicati sotto gli auspici di S.S.Pio XI in occasione dell'ottantesimo natalizio dell'E.mo Cardinale Francesco Ehrle. Vol.II.<br/> AUTORE: AA.VV.<br/> EDITORE: Biblioteca Apostolica Vaticana<br/> DATA ED.: 1972,<br/> COLLANA: Coll.Studi e Testi.Miscellanea Francesco Ehrle. Intonso.<br/> Ristampa anastatica dell'ediz.del 1924.
Testo in italiano, francese, tedesco, inglese, latino. <br/> STATO: USATO, MOLTO BUONO.<br/> NOTE: Bruniture ai margini della copertina. Ottimo esemplare.<br/> TITOLO: Scritti di Storia e Paleografia pubblicati sotto gli auspici di S.S.Pio XI in occasione dell'ottantesimo natalizio dell'E.mo Cardinale Francesco Ehrle. Vol.III: Per la storia ecclesiastica e civile dell'Età di mezzo.<br/> AUTORE: AA.VV.<br/> EDITORE: Biblioteca Apostolica Vaticana<br/> Ristampa anastatica dell'ediz.del 1924.
158148Città del Vaticano, Pont. Scuola Vaticana di Paleografia e Diplomatica, 1949.
92274Brussel, Koninklijke Bibliotheek Albert I, 1991.
24 tavole in bianco e nero fuori testo
5 illustrazioni nel testo 9 tavole in bianco e nero fuori testo
92243Wiesbaden, Dr. Ludwig Reichert, (1971).
Faint crease to 1 corner of wraps. Else very minor shelfwear. ; Epigraphic Evidence is an accessible guide to the responsible use of Greek and Latin inscriptions as sources for ancient history. It introduces the types of historical information supplied by inscriptional texts and the methods with which they can be used. It outlines the limitations as well as the advantages of the different types of evidence covered. Epigraphic Evidence includes a general introduction, a guide to the arrangement of the standard corpora inscriptions and individual chapters on local languages and native cultures, epitaphs and the ancient economy amongst others. ; Approaching The Ancient World; 8.4 X 5.8 X 0.8 inches; 272 pages
8vo., on laid paper; original buckram, gilt back, a very good, clean copy. Greatly expanded edition of an invaluable standard reference
Roy. 4to., First Edition, with fine coloured facsimile as frontispiece, 12 fine coloured facsimiles (8 full-page) and numerous facsimiles (a number full-page) in monochrome; original green boards printed in black, a near fine copy. WITH THE PRINTED LIST OF ESTIMATES LOOSELY INSERTED. The catalogues lists 19 lots. The catalogue includes an introduction to the John Carter Brown Library by Thomas Adams and list of sources. The Ottobeuren Gradual was purchased by Kraus for over GBP700,000.
ill., br. Pubblicata a Venezia nel 1514, la "Theorica et pratica de modo scribendi" è l'opera d'esordio di un matematico ferrarese, Sigismondo Fanti, che nel 1521 era "inzegnero general" della Serenissima Repubblica e che è noto al lettore di cose cinquecentesche soprattutto per le quartine oracolari del Triompho di fortuna (1527). L'opera era il punto di arrivo della prima stagione di un dibattito che nel Quattrocento aveva coinvolto artisti come Leon Battista Alberti, Mantegna e Leonardo, umanisti e antiquari come Felice Feliciano, matematici come Luca Pacioli, e a sua volta inaugurava la nuova stagione dei trattati di scrittura, destinata a lasciare tracce significative nella cultura grafica della modernità, e non solo di quella italiana. In quattro libri la Theorica offriva una trattazione sistematica della materia, che veniva presentata come un momento fondamentale nella formazione professionale e morale di ogni scrivente. Il primo libro, in particolare, ne illustrava gli aspetti tecnici, sia quelli materiali (si parlava della carta, dell'inchiostro, della penna) che quelli più propriamente teorici (a partire dalle logiche geometriche implicate, soprattutto quelle euclidee). I tre successivi si impegnavano nell'illustrazione analitica, condotta lettera per lettera, dei più importanti modelli grafici allora in corso.
ill., br. Perché è stata inventata la scrittura? Quali ragioni hanno determinato l'elaborazione delle prime scritture ideografiche, sillabiche e alfabetiche? Quali effetti questa invenzione ha avuto sul piano sociale e come ha modificato i rapporti tra popolazioni diverse? Concentrandosi sui popoli che nell'età del bronzo hanno abitato il bacino del Mediterraneo, Louis Godart ricostruisce ragioni e conseguenze dell'invenzione che più di ogni altra ha segnato lo sviluppo della civiltà, ripercorre l'itinerario biografico e intellettuale di coloro che per primi hanno ricercato e studiato i segni incisi (Schliemann, Evans, Ventris e Champollion) e rivisita i più celebri luoghi e oggetti dell'archeologia mediterranea (le tombe di Micene, il palazzo di Cnosso a Creta, i resti di Troia, la stele di Rosetta e l'enigmatico disco di Festo). L'immagine del mondo antico che viene fatta rivivere risulta cosi più complessa e affascinante di quanto siamo soliti pensare. Se, da un lato, Godart spiega la nascita della scrittura come risultato delle esigenze amministrative ed economiche delle diverse organizzazioni sociali, dall'altro lato delinea un Mediterraneo inteso come luogo di incontri, contaminazioni e scambi culturali.
br. Nelle culture orali il pensiero e l'espressione richiedono strutture e forme di organizzazione estranee alle culture alfabetizzate. È stata l'introduzione della scrittura a trasformare lo stile cognitivo e la coscienza degli uomini, producendo nuovi modelli di pensiero che hanno reso possibile l'enorme sviluppo della cultura. Punti di svolta altrettanto decisivi sono stati l'invenzione della stampa e la diffusione del computer. Impostosi come un classico negli studi sul tema, il libro ricostruisce le tappe e i profondi mutamenti che hanno scandito questo lungo e affascinante cammino. John Hartley ci illumina sullo stato delle conoscenze prima e dopo la proposta interpretativa di Ong.
Pubblicata a Venezia nel 1514, la "Theorica et pratica de modo scribendi" è l'opera d'esordio di un matematico ferrarese, Sigismondo Fanti, che nel 1521 era "inzegnero general" della Serenissima Repubblica e che è noto al lettore di cose cinquecentesche soprattutto per le quartine oracolari del Triompho di fortuna (1527). L'opera era il punto di arrivo della prima stagione di un dibattito che nel Quattrocento aveva coinvolto artisti come Leon Battista Alberti, Mantegna e Leonardo, umanisti e antiquari come Felice Feliciano, matematici come Luca Pacioli, e a sua volta inaugurava la nuova stagione dei trattati di scrittura, destinata a lasciare tracce significative nella cultura grafica della modernità, e non solo di quella italiana. In quattro libri la Theorica offriva una trattazione sistematica della materia, che veniva presentata come un momento fondamentale nella formazione professionale e morale di ogni scrivente. Il primo libro, in particolare, ne illustrava gli aspetti tecnici, sia quelli materiali (si parlava della carta, dell'inchiostro, della penna) che quelli più propriamente teorici (a partire dalle logiche geometriche implicate, soprattutto quelle euclidee). I tre successivi si impegnavano nell'illustrazione analitica, condotta lettera per lettera, dei più importanti modelli grafici allora in corso. Autori: Sigismondo Fanti. Curatori: A. Ciaralli, P. Procaccioli.