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brossura Monumenti, strade, castelli, musei sono gli immediati indicatori per chiunque voglia farsi un'idea della civiltà di Napoli, ma è nelle biblioteche, e più precisamente nel libro, sia manoscritto che stampato, che quelle indicazioni trovano una spiegazione più compiuta, nelle pagine degli autori che hanno scritto sugli innumerevoli aspetti della città. Tale concetto costituisce lo sfondo di questa "Storia del libro napoletano", cercando di far emergere le peculiarità più rilevanti della storia e della cultura napoletana, attraverso le testimonianze librarie più importanti che partono dai papiri ercolanesi, per seguire con i codici medievali, manoscritti talora splendidi per le alluminazioni, fino ad arrivare al 1471 quando si ebbe la prima stampa a caratteri mobili, il Bartolo di Sassoferrato, Lectura, un testo giuridico, che inaugura una caratteristica non secondaria della cultura napoletana, per concludere al 1860.
brossura Il catalogo degli stampatori napoletani contenuto nel volume, in due parti, è una esemplificazione della loro attività tipografica partendo dal 1471 a tutto il Settecento, utilizzando le schede raccolte durante l'attività libraria e la lettura di bibliografie. In deroga, tenuto conto dell'importanza del Grand Tour, si è compilato un paragrafo di libri illustrati ottocenteschi, molti dei quali ristampati, come si è inserito un paragrafo sulle Copielle e sui libri dei Cantastorie. Per il suo carattere esemplificativo questa Storia, nei suoi volumi, vuole essere uno strumento di prima consultazione, giacché tutte le nostre epoche tipografiche sono state ampiamente illustrate dai bibliografi napoletani e non, cui si rimanda, a partire almeno da Toppi e Giustiniani, per arrivare ai moderni come i Fava-Bresciano, Parenti, Minieri-Riccio, Croce, Nicolini, Manzi, ecc., fino agli ultimi quali Sbordone, Santoro, Lombardi, Rao, Mansi, Travaglione ecc., senza contare i repertori, gli schedari, le mostre tematiche che si tengono nelle biblioteche, e i cataloghi delle librerie antiquarie del passato come Lubrano, Dura, Casella, Fiorentino e le moderne come Berisio, Lombardi, Apulja, Regina e Grimaldi, e gli elenchi che si traggono da internet.
brossura Il catalogo degli stampatori napoletani contenuto nel volume, in due parti, è una esemplificazione della loro attività tipografica partendo dal 1471 a tutto il Settecento, utilizzando le schede raccolte durante l'attività libraria e la lettura di bibliografie. In deroga, tenuto conto dell'importanza del Grand Tour, si è compilato un paragrafo di libri illustrati ottocenteschi, molti dei quali ristampati, come si è inserito un paragrafo sulle Copielle e sui libri dei Cantastorie. Per il suo carattere esemplificativo questa Storia, nei suoi volumi, vuole essere uno strumento di prima consultazione, giacché tutte le nostre epoche tipografiche sono state ampiamente illustrate dai bibliografi napoletani e non, cui si rimanda, a partire almeno da Toppi e Giustiniani, per arrivare ai moderni come i Fava-Bresciano, Parenti, Minieri-Riccio, Croce, Nicolini, Manzi, ecc., fino agli ultimi quali Sbordone, Santoro, Lombardi, Rao, Mansi, Travaglione ecc., senza contare i repertori, gli schedari, le mostre tematiche che si tengono nelle biblioteche, e i cataloghi delle librerie antiquarie del passato come Lubrano, Dura, Casella, Fiorentino e le moderne come Berisio, Lombardi, Apulja, Regina e Grimaldi, e gli elenchi che si traggono da internet.
4161, Brussel, Paleis der Academien, 1956., Broche, couverture d' editeur, 18 x 26cm, 337pp.+ 34 b/w planches hors-text, 7 tables, 19 figures, maps.
337pp.+ illustrations hors-texte + 1 tableau dépliant + 34 planches hors-texte + joint: 6 tableaux, 27cm., dans la série "Verhandelingen van de Koninklijke Vlaamse Academie voor Wetenschappen, Letteren en Schone Kunsten van België. Klasse der Letteren" nr.26, br.orig., bel état, texte en français, [joint: "Universitas Catholica in Oppdio Lovaniensi. Institutum Orientalisticum, 1956-1957, no.17: Theses", br., 2pp.], X73947
337pp.+ illustrations hors-texte + 1 tableau dépliant + 33 planches hors-texte + joint: 6 tableaux, brochure originale (dos restauré, bien protégée par une couv. supplémentaire en papier cristal), 27cm., texte en français, dans la série "Verhandelingen van de Koninklijke Vlaamse Academie voor Wetenschappen, Letteren en Schone Kunsten van België. Klasse der Letteren" Verhandeling nr.26, bon état, X50592
1956X50592Brussel, 1956 337pp.+ illustrations hors-texte + 1 tableau dépliant + 33 planches hors-texte + joint: 6 tableaux, brochure originale (dos restauré, bien protégée par une couv. supplémentaire en papier cristal), 27cm., texte en français, dans la série "Verhandelingen van de Koninklijke Vlaamse Academie voor Wetenschappen, Letteren en Schone Kunsten van België. Klasse der Letteren" Verhandeling nr.26, bon état, X50592
1956X73947Brussel, 1956 337pp.+ illustrations hors-texte + 1 tableau dépliant + 34 planches hors-texte + joint: 6 tableaux, 27cm., dans la série "Verhandelingen van de Koninklijke Vlaamse Academie voor Wetenschappen, Letteren en Schone Kunsten van België. Klasse der Letteren" nr.26, br.orig., bel état, texte en français, [joint: "Universitas Catholica in Oppdio Lovaniensi. Institutum Orientalisticum, 1956-1957, no.17: Theses", br., 2pp.], X73947
1956X117335Brussel, Paleis der Academiën 1956 337pp. + illustrations hors-texte + 1 tableau dépliant + 34 planches hors-texte + joint: 6 tableaux, texte en français, 27cm., dans la série "Verhandelingen van de Koninklijke Vlaamse Academie voor Wetenschappen, Letteren en Schone Kunsten van België. Klasse der Letteren" nr.26, jolie reliure solide, dos en toile rouge avec titre doré, bon état, poids: 1.2 kg., X117335
In 4° (31x23cm), legatura moderna in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso, pp. VII, 1, 549, 1. Archivi delle confraternite sangallese, fabariense e augiense, con "index rerum" e "index geographicus".
In 8, cm 17 x 24, pp. XLVI + 42. Brossura editoriale. Pubblicazione che testimonia il lavoro di riordino dell'archivio comunale di questo paese della bergamasca. La prima parte fornisce un'ampia e documentata descrizione dell'archivio e della sua formazione oltre a dare una serie di cenni storici sul paese a partire a partire dalle tracce preistoriche. La seconda parte e' costituita dall'inventario dell'archivio. L'autore originario di Martinengo (1872), ebbe varie cattedre nei licei del paese. A lui si devono molti studi sul suo paese d'origine e sull'area bergamasca
66072, Brepols, 2019 Paperback, 322 pages, Size:156 x 234 mm, Illustrations:15 b/w, 27 tables b/w., Languages: French, English. ISBN 9782503577951.
82125Fribourg, Editions Universitaires 1989, 225x150mm, frontispice, XIV - 265pages, broché. Bel exemplaire.
110317Firenze, Edizioni del Galluzzo 2019, 210x140mm, VI - 329pagine, in brossura. Nuovo stato.
cm 17 x 24, xxiv-410 pp. con 8 tavv. f.t. a colori Studi e testi per il Corpus dei papiri filosofici greci e latini 18 Dieci anni dopo l?editio princeps del Papiro di Derveni pubblicata in questa serie (Kouremenos / Par?ssoglou / Tsantsanoglou, STCPF 13), esce uno studio sulle prime colonne del papiro, conservate in maniera assai frammentaria e tuttora oggetto di ampia discussione. Si tratta di un?analisi a tutto tondo: dal contesto di ritrovamento a quello della produzione e della fruizione del testo del pi? antico libro pervenutoci della cultura occidentale (V-IV sec. a.C.). Piano - Il papiro di Derveni Paleografia 809
600897Le Caire, IFAO, 1953. In-4, reliure pleine percaline bordeaux, titre doré sur dos lisse, 86 pp., 2 fig. in-t., 42 pl. dont qqes photogr. en noir, index.
In-4°, XVI, 152pp, 2 carte di tavola ripiegate xilografiche, illustrazione , calcografica p.30, frontespizio in rosso e nero con vignetta calcografica, iniziale calcografica a c a2 incisa da Sebastiano Conca. Testo in latino e greco. Legatura in cartoncino moderno.
75668Perugia, Editrice Umbra Cooperativa 1983 235x170mm, XV - 99pagine, in brossura. Timbri della biblioteca. Buono stato.
69495Hildesheim, Olms, 1964.
Dustjacket has shelfwear and rubbing. Light edgewear and chipping to extremities. ; Die Werke des Publilius Syrus - eines moralisierenden Mimendichters aus der Zeit Caesars ; Tusculum-Bücherei; 252 pages
Light pencilling to a few pages by W. J. Slater. From the library of W. J. Slater (Slater wrote a review of this book). Very minor shelfwear. ; Asia Minor Studien Band 58; 4to 11" - 13" tall; 121 pages
75606Roma, Accademia Nazionale dei Lincei 1977 270x185mm, XLVIII - 239pagine, in brossura. Dedicato dall'autore.
br. "Eppure i muri delle città italiane non sono ritornati «puliti»; eppure i lucidi manifesti della pubblicità commerciale e di quella politica non sono rimasti soli a riempire gli spazi urbani con i loro eleganti segni, con i loro rassicuranti ed elementari messaggi. Qua e là, in modo disordinatamente aggressivo, compaiono ancora comparti di scritte spontanee, fatte di simboli, di slogan, di nomi. La guerriglia continua, assale monumenti ed edifici, compare ora sui muraglioni lungo i corsi d'acqua e le linee ferroviarie, ora sui recinti delle fabbriche; esplode accanto agli stadi o nelle borgate dormitorio; riappare nelle università e nelle scuole, si rifugia nelle peri - ferie, insozza improvvisamente saracinesche e cartelli stradali, deforma manifesti, ricopre statue: esiste, insomma. "Scritte presenti dappertutto, dipinte, graffite, incise, sospese su tabelle lignee o tracciate su riquadrature bianche, ... ora pubblicitarie, ora politiche, ora funerarie, ora celebrative, ora pubbliche, ora privatissime, di appunto o di insulto, o di scherzoso ricordo..." La città romana d'epoca imperiale descritta da Armando Petrucci non somiglia affatto al muto corteo di mura che le rovine di oggi suggeriscono: al contrario, quei muri grondano di scritture presenti ovunque, ma "con qualche preferenza, è vero, per alcuni luoghi deputati, piazze, fori, edifici pubblici, necropoli, ma soltanto per le più solenni." Tutto questo sembra sparire con la fine del mondo classico, quando l'alfabeto cessa di essere un mezzo di espressione alla portata di tutti e nelle città, prive dei grandi spazi del passato, i luoghi privilegiati di trasmissione del discorso pubblico saranno le chiese, luoghi dove la comunicazione attraversa i canali dell'oralità e della visualità. Dopo l'anno Mille, tuttavia, qualcosa accade: quegli stessi muri ricominciano pian piano a parlare, e l'arte della scrittura inizia il viaggio che Petrucci descrive in questo libro. "La scrittura. Ideologia e rappresentazione" è al tempo stesso un profilo storico dell'epigrafia italiana e, in senso più ampio, la storia culturale di ogni manifestazione della visualità dello scrivere e del suo significato ideologico. Passando in rassegna forme, materiali, destinazioni d'uso e attraversando le epoche, da Roberto il Guiscardo a Federico II, dalla Roma di Sisto V e di Michelangelo fino all'esplosione dell'arte tipografica, e ancora dalla rivoluzione industriale ai totalitarismi del XX secolo e fino alla "guerriglia continua" delle scritte sui muri nelle nostre città, Armando Petrucci svela il profondo significato politico della scrittura scolpita, graffita, dipinta, esposta con orgoglio o furtivamente tracciata, ma in nessun caso neutrale.
In.8° (cm. 24), pp. da p. 29 a p. 45). Fasc. editoriale a graffe.