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In-8° (cm. 24,2), pp. 39 da p. 141 a p. 179) + 3 TAVOLE in bianco e nero fuori testo con pagine ripr. del Codice, Fasc. edit. a graffe.
In 8, cm 14,5 x 21,5, pp. 30. Brossura editoriale. Dissertazione tenuta presso la Pontificia accademia dell'Imm. concezione dedicata a questo codice palimsesto contenente i libri profetici della bibbia, uno tra i quattro piu' antichi conosciuti scoperto dal Monaco Basiliano Giuseppe Cozza nella biblioteca dei monaci di Grottaferrata
<br/> TITOLO: Un codice ambrosiano del Sidrac. Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, estratto dai Rendiconti, Classe di Lettere, vol. LXXXIII, 1950.<br/> AUTORE: Parlangeli,Oronzo.<br/> EDITORE: Hoepli<br/> DATA ED.: 1950,<br/>
cm. 17,5 x 25, 72 pp. con 37 ill. Fondazione Ginori-Conti 230 gr. 72 p.
In 8, br. ed. ill. col. pp. 126Luogo di pubblicazione RomaEditore Edizioni di storia e letteraturaAnno pubblicazione 2014Collana Chartae bulgares antiquaires-Quaderni-1Materia/Argomento Letteratura, Critica letteraria, Paleografia
Con 13 tavole fuori testo. Text in Italian and Ancient Greek; Accademia Toscana Di Scienze E Lettere La Colombaria. Studi CVII; 175 pages
DJ spine is sunned. ; Creates a typology for the decorative and informative Roman historical reliefs; Jerome Lectures; 144 pages
ill., br. Pubblicata a Venezia nel 1514, la "Theorica et pratica de modo scribendi" è l'opera d'esordio di un matematico ferrarese, Sigismondo Fanti, che nel 1521 era "inzegnero general" della Serenissima Repubblica e che è noto al lettore di cose cinquecentesche soprattutto per le quartine oracolari del Triompho di fortuna (1527). L'opera era il punto di arrivo della prima stagione di un dibattito che nel Quattrocento aveva coinvolto artisti come Leon Battista Alberti, Mantegna e Leonardo, umanisti e antiquari come Felice Feliciano, matematici come Luca Pacioli, e a sua volta inaugurava la nuova stagione dei trattati di scrittura, destinata a lasciare tracce significative nella cultura grafica della modernità, e non solo di quella italiana. In quattro libri la Theorica offriva una trattazione sistematica della materia, che veniva presentata come un momento fondamentale nella formazione professionale e morale di ogni scrivente. Il primo libro, in particolare, ne illustrava gli aspetti tecnici, sia quelli materiali (si parlava della carta, dell'inchiostro, della penna) che quelli più propriamente teorici (a partire dalle logiche geometriche implicate, soprattutto quelle euclidee). I tre successivi si impegnavano nell'illustrazione analitica, condotta lettera per lettera, dei più importanti modelli grafici allora in corso.
Pubblicata a Venezia nel 1514, la "Theorica et pratica de modo scribendi" è l'opera d'esordio di un matematico ferrarese, Sigismondo Fanti, che nel 1521 era "inzegnero general" della Serenissima Repubblica e che è noto al lettore di cose cinquecentesche soprattutto per le quartine oracolari del Triompho di fortuna (1527). L'opera era il punto di arrivo della prima stagione di un dibattito che nel Quattrocento aveva coinvolto artisti come Leon Battista Alberti, Mantegna e Leonardo, umanisti e antiquari come Felice Feliciano, matematici come Luca Pacioli, e a sua volta inaugurava la nuova stagione dei trattati di scrittura, destinata a lasciare tracce significative nella cultura grafica della modernità, e non solo di quella italiana. In quattro libri la Theorica offriva una trattazione sistematica della materia, che veniva presentata come un momento fondamentale nella formazione professionale e morale di ogni scrivente. Il primo libro, in particolare, ne illustrava gli aspetti tecnici, sia quelli materiali (si parlava della carta, dell'inchiostro, della penna) che quelli più propriamente teorici (a partire dalle logiche geometriche implicate, soprattutto quelle euclidee). I tre successivi si impegnavano nell'illustrazione analitica, condotta lettera per lettera, dei più importanti modelli grafici allora in corso. Autori: Sigismondo Fanti. Curatori: A. Ciaralli, P. Procaccioli.
Anche molto tempo dopo l'avvento della stampa a caratteri mobili, la scrittura a mano ha continuato a conservare un suo fascino tutto particolare, fino a diventare una vera e propria arte, degna di essere descritta e codificata in appositi trattati. Fu in particolare nel Cinquecento italiano che, accanto al trionfo definitivo dell'editoria, il dibattito teorico sulla scrittura a mano fu più fecondo e serrato. E che a quel secolo appartenga la più gran parte della produzione libraria (anche manoscritta) intorno ai "modi" di scrivere e ai processi del loro apprendimento lo hanno ampiamente dimostrato le ricerche che dalla fine dell'Ottocento a oggi sono state condotte sia in Italia (Giacomo Manzoni, Emanuele Casamassima, Armando Petrucci), sia, soprattutto, nel mondo anglosassone (Stanley Morison, Alfred Fairbank). A questi approcci, di tipo tradizionale, questa Collana intende affiancare altre prospettive di approfondimento che, considerando le piú recenti acquisizioni storiografiche (per esempio i dibattiti intorno all'epistolografia e sulla figura del segretario, o le questioni sollevate dal lessico tecnico e specialistico), hanno come scopo la migliore penetrazione del dettato dei trattati di scrittura di quel secolo. Della stagione cioè nella quale il fenomeno divenne di portata europea. In quell'aureo secolo infatti alla scrittura, anzi al disegno dei caratteri dell'alfabeto, in ogni regione del continente dedicarono cure artisti, cartografi, umanisti, tipografi (tra gli altri Albrecht Dürer, Giovanni Mercatore, Geoffry Tory, Claude Garamond). Tutto era cominciato nel 1514 con la "Theorica et pratica de modo scribendi" dell'ingegnere ferrarese Sigismondo Fanti. Che era il punto d'avvio di una attività editoriale che per varietà di prodotti e particolarità di contenuti merita di essere considerata, minore quanto si vuole, un vero e proprio genere letterario. Autori: Francesco Torniello, Ludovico Degli Arrighi. Curatori: Antonio Ciaralli, Paolo Procaccioli, Claudia Catalano, Martina Pazzi, Danilo Romei.
Madrid, Victoriano Suárez, 1932, 2 tomos, un tomo de texto de 24,5 x 17 cm. y un atlas de 32,5 x 22,5 cm., holandesa editorial, 535 págs. con 53 figuras intercaladas = VIII págs. + 121 láminas en papel couché con CXXXI figuras.
in folio, pp. 22, bella leg. carta dec. coeva. Pubblicaz. per le nozze Papafava-Cittadella.
Very slight bumping to top of spine. Minor shelfwear. ; 1068 pages
Spine very lightly discolored. Minor shelfwear. Bottom corners lightly bumped. ; 1068 pages
Scholars' bookplate to inner cover else fine. ; Kleine Texte Für Vorlesungen Und Übungen ; 192; 49 pages
Light rubbing to boards. Minor shelfwear. ; Xiii, 157pp, 16 pls, 2 folding charts. ; 157 pages
Roy. 8vo., First Edition thus, with very numerous splendid coloured heightened in gold; blue cloth, upper board blocked in gilt, gilt back, gilt top, a fine copy in publisher's board slip-case with mounted coloured plate. With extended introduction and bibliography.
Foxing to textblock. Scholar's bookplate to inner cover (G. P. Goold). Bound in greek buckram with gilt lettering to spine. ; Thesis submitted in conformity with the requirements for the Degree of Doctor of Philosophy in the University of Toronto. ; Thesis/dissertation; 261 pages
Roy, 8vo., First Edition, on laid paper, with many fine full-page facsimiles in collotype throughout, mounted section titles, interleaved with blanks, free endpapers browned, some light spotting to title and interleaves (not facsimiles), neat ownership inscription on front free endpaper; green cloth, ivory buckram back with printed paper label, uncut, a very good, bright copy. Splendid facsimiles of the two versions in the BM: the complete Scott-printed copy (Huth 32) and (2) the fragment of an edition printed by Pynson (C21. c17). John Alexander (Dept. of MSS), in comparing this facsimile with the original copies, reports that 'it is admirably reproduced, especially in the case of the Pynson fragment which is practically faultless'. EXTREMELY SCARCE.
Ex-library copy with usual stamps, call numbers and pocket. Light scratches and rubbing. 1 light bump to foredge of rear board. Lower front corner is frayed and worn with exposed board at corner. ; Xiii, 198pp. ; 198 pages
Ex-library copy with usual stamps, call numbers and pocket. Light scratches and rubbing. Bump to upper rear corner. Institution perforated label to titlepage. ; Xiii, 198pp. ; 198 pages
Binding rubbed at extremities, small chip to top edge of front board, a couple of corners bumped; light tanning to pages. Else book is Very Good. Dustjacket is tattered and torn with chipping. DJ is price-clipped now in mylar. ; Xiii, 198pp. ; 198 pages
Very light foxing just starting to textblock. Else fine. Attractive book. ; Unchanged Reprint of 1952 edition. Contents: Introduction; Codices; Bibliography; Periplus Ponti Euxini; Menippi Pergameni Periplus; Fragmenta Periegesseos ad Nicomedem Regem (Pseudo-Scymni). Addenda. Indices: Nomina Graeca. Geographi Minores. Manuscripts. Persons. Map. Plates. ; Philological Monographs Published by the American Philological Association Number XIV; 200 pages
Foxing to spine and edges of wraps. Faint foxing to textblock. ; 222 pages
Bookplate of Robert I. Curtis on front inner cover. Spine slightly browned. ; Reprint of the 1926 ed. 76pp. Language Monographs of the Linguistic Society of America, 2. ; Language Monographs Number 2; 76 pages