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NUOVO. I termini paura e immaginazione evocano temi di grande attualità, pensarli insieme richiama la funzione terapeutica e creatrice dell'immaginazione rispetto all'impatto emotivo della paura. Se la paura è l'innegabile sfondo emotivo che accompagna l'esistenza umana consapevole della caducità e del pericolo di una vita a termine, l'immaginazione, muovendosi in direzione di immagini di catastrofe o di salvezza, può declinarla con la speranza o con la rassegnazione, individuando modi di investimento che, decontestualizzando e de-investendo la carica emotiva, alleggeriscono il peso della realtà. Le diverse visioni del mondo sono altrettanti ordini di dislocazione possibile degli affetti umani. I saggi presenti in questo volume focalizzano le infinite sfumature della paura attraverso la trama continua delle storie attraverso le quali l'uomo si è rappresentato, raccontato, legittimato nel suo essere - nel - mondo ed essere - con - altri. Informazioni bibliografiche Titolo: Paura e immaginazione Collana: Saggi e narrazioni di estetica e filosofia Curatori: Rossella Bonito Oliva, Aldo Trucchio Editore: Milano: Mimesis, 2007 ISBN: 8884833345, 9788884833341 Lunghezza: 281 pagine; 21 cm Soggetti: Filosofia, Etica, filosofia morale, Paura, Immaginazione, Saggistica, Catastrofe, Semiotica, Emergenza, Percezione, Comunicazione, Diritto naturale, Hegel, Libertà civile, Spinoza, Resistenza, Resa, Filosofia politica, Edipo, Stalin, Kojeve, Strauss, Ierone, Senofonte, Antropologia, Idealismo tedesco SCRITTI DI: Remo Bodei, Silvia Vegetti Finzi, Paolo Virno, Mario Vegetti, Domenico Silvestri, Giuseppe Cantillo, Carlo De Rita, Paolo Fabbri, Rossella Bonito Oliva, Achille Bonito Oliva, Giancarlo Alfano, Simona Forti, Gabriele Frasca, Gabriele Guercio, Aldo Trucchio
pp. 174, cm 21x14, brossura, Il Campo semiotico.
pp. 148, cm 21x14, brossura, Il Campo semiotico.
brossura L'autore analizza il rapporto che intercorre tra il marketing, i linguaggi pubblicitari e le sfere di dominio inerenti internet e le neuroscienze, secondo un'ottica di tipo semiotico, utilizzando cioè tale disciplina come "lente di ingrandimento" per l'analisi delle tematiche e delle problematiche legate agli specifici linguaggi settoriali delle comunicazioni finalizzate alla vendita di un bene e servizio in relazione alle nuove scoperte neuro scientifiche e all'uso della Rete e del web 2.0. La semiotica viene utilizzata come strumento atto a decodificare e decostruire gli specifici linguaggi settoriali utilizzati nel campo del marketing ed in quello della pubblicità al fine di comprenderne dall'interno le strutture soggiacenti e il loro funzionamento. Essendo, il marketing e la pubblicità, due sfere dell'umano che hanno una forte influenza da un punto di vista sociale e culturale, la semiotica si rivelerà un potente mezzo per lo studio e la comprensione di meccanismi di significazione: ciò permetterà di comprendere in modo più profondo alcune importanti dinamiche sociali contemporanee.
br. Il libro evidenzia come alcune scoperte delle neuroscienze acquisiscano coerenza nelle teorie elaborate dalla semiotica interpretativa e mostra perché non si possa dare per scontato, come fa la neuroestetica, che il senso sia sempre inscritto nella percezione stessa e che qualunque altra interpretazione del "dato" sia superflua in quando non arricchisce ulteriormente il suo contenuto semantico. E, similmente, rileva come non sia più accettabile continuare ad analizzare i fenomeni iconici con gli strumenti della psicologia della gestalt come fa la semiotica visiva greimasiana. La relazione che unisce, oppone e disgiunge il discorso dell'arte con quello del design è osservata all'interno di un campo semantico ed è utilizzata per intersecare l'analisi delle neuroscienze con quella della semiotica. Letture di neurosemiotica tra arte e design ridefinisce l'arte elettronica (net art, cybernetic art, new media art...), come una forma di ingegnerizzazione del processo semiotico attuata per generare fenomeni estetici.
br. Il libro evidenzia come alcune scoperte delle neuroscienze acquisiscano coerenza nelle teorie elaborate dalla semiotica interpretativa e mostra perché non si possa dare per scontato, come fa la neuroestetica, che il senso sia sempre inscritto nella percezione stessa e che qualunque altra interpretazione del "dato" sia superflua in quando non arricchisce ulteriormente il suo contenuto semantico. E, similmente, rileva come non sia più accettabile continuare ad analizzare i fenomeni iconici con gli strumenti della psicologia della gestalt come fa la semiotica visiva greimasiana. La relazione che unisce, oppone e disgiunge il discorso dell'arte con quello del design è osservata all'interno di un campo semantico ed è utilizzata per intersecare l'analisi delle neuroscienze con quella della semiotica. Letture di neurosemiotica tra arte e design ridefinisce l'arte elettronica (net art, cybernetic art, new media art...), come una forma di ingegnerizzazione del processo semiotico attuata per generare fenomeni estetici.
ill., br. Come è cambiato il linguaggio politico degli ultimi trent'anni? L'irruzione sulla scena dei nuovi media, l'ossessione per lo storytelling, la crescente personalizzazione all'interno di partiti e movimenti hanno rivoluzionato il quadro. Il libro passa in rassegna le tendenze più rilevanti nel panorama comunicativo italiano e internazionale e dedica ampio spazio ad alcuni casi di studio, dalla narrazione americana sul terrorismo alle contraddizioni del marketing politico di casa nostra, dalla comunicazione dei movimenti di protesta internazionali al caso di Grillo e dei 5 Stelle. Uno strumento essenziale sia per chi fa politica tutti i giorni (leader, consiglieri di staff, consulenti, attivisti) sia per chi vuole decifrare meglio i segnali inviati da chi ci governa o aspira a governarci.
br. Il mondo in cui nasciamo, l'ambiente in cui viviamo, lo sfondo del nostro agire. Volenti o nolenti siamo sempre inseriti in uno spazio. Uno spazio che comunica, elabora azioni, suscita passioni. E dice molto sulla società, sui soggetti che lo vivono. I luoghi parlano e raccontano la nostra cultura. Ma sono anche qualcosa di cui si parla: nei media, nel turismo, nei dibattiti cittadini, nelle pubblicità, nei film. Diretto a tutti coloro che per motivi di studio, di lavoro o di semplice curiosità sono interessati a conoscere gli strumenti e i modelli che la semiotica utilizza per analizzare luoghi, progetti, percorsi, il volume mostra attraverso esempi variegati come il senso dello spazio si costruisca nelle continue negoziazioni tra gli attori sociali, nelle relazioni tra pratiche, oggetti e soggetti, nei sommovimenti e nelle trasformazioni che ogni ambiente sperimenta. È considerando la dialettica tra spazio dato e spazio vissuto, tra luoghi che parlano e luoghi di cui si parla, tra organizzazioni significanti e corpi semoventi che si possono cogliere il significato e il valore della spazialità.
brossura Nonostante si siano moltiplicate le forme e le piattaforme dell'audiovisivo, tra le serie televisive e il Web, i linguaggi si sono paradossalmente omologati. In parallelo la critica contemporanea, pressata com'è dal mercato e - conseguentemente - dal lifestyle journalism, si è adagiata su schemi (codicistici) di pensiero invece d'indagare in profondità i prodotti artistici, dal cinema all'enogastronomia. La Cinegustologia, in quanto libero metodo associativo, è una risposta alla globalizzazione del fare e del giudicare, smontando le presunte oggettività della semiotica strutturale in nome di quelle emozioni che i linguaggi tradizionali relegherebbero a un ruolo secondario. Il saggio, dopo una parte introduttiva, percorre tre tipologie di associazioni cinegustologiche che, nella loro dichiarata soggettività, non costituiscono dei nuovi codici, bensì il punto di "sentire" del suo autore. Così, il racconto dei movimenti artistici come fossero i piatti di determinati chef, dei generi cinematografici come fossero dei vitigni, e la filmografia di vari registi come fosse un coacervo di odori, sapori e consistenze, è un invito affinché il lettori trovi le sue personali associazioni. Il testo si conclude analizzando la valenza semantica del cibo all'interno dei film, cioè rivendicando il ruolo cinegustologico di ogni singola bevanda e ogni singolo piatto.
br. "Contaminazioni simboliche" è il primo volume della nuova collana interamente dedicata agli Annali del Centro Internazionale di Scienze Semiotiche di Urbino. Fin dalla sua nascita, alla fine degli anni '60, il CiSS ha pubblicato un cospicuo numero di Documenti di Lavoro elaborati da studiosi di scienze umane e sociali annoverati tra i più prestigiosi del secondo Novecento. Convogliando gli storici Documenti, gli Annali riportano oggi gli esiti delle attività che il Centro organizza. Frutto dei seminari condotti nel 2020, questo volume include contributi di notevole interesse semiotico, raccogliendo tra le altre le firme di: Dario Mangano e Franciscu Sedda, che nella prima parte (ri)cominciano a interrogare il concetto di simbolo; Roberta Bartoletti e Tiziana Migliore, che nella seconda parte pensano la scienza delle relazioni corpo a corpo per come la pandemia le sta portando a galla; nonché Gianfranco Marrone e Paolo Fabbri, che nella terza parte indagano, a partire dalle riflessioni di Lyotard sul postmoderno, il senso della particella post- applicata a fenomeni così tanto diversi da vanificarne i significati. In appendice, chiude la raccolta un testo di Philippe Hamon, testimonianza magistrale dell'apporto che il CiSS ha dato - e vuole continuare a dare - a una teoria della significazione a vocazione scientifica.
br. "Contaminazioni simboliche" è il primo volume della nuova collana interamente dedicata agli Annali del Centro Internazionale di Scienze Semiotiche di Urbino. Fin dalla sua nascita, alla fine degli anni '60, il CiSS ha pubblicato un cospicuo numero di Documenti di Lavoro elaborati da studiosi di scienze umane e sociali annoverati tra i più prestigiosi del secondo Novecento. Convogliando gli storici Documenti, gli Annali riportano oggi gli esiti delle attività che il Centro organizza. Frutto dei seminari condotti nel 2020, questo volume include contributi di notevole interesse semiotico, raccogliendo tra le altre le firme di: Dario Mangano e Franciscu Sedda, che nella prima parte (ri)cominciano a interrogare il concetto di simbolo; Roberta Bartoletti e Tiziana Migliore, che nella seconda parte pensano la scienza delle relazioni corpo a corpo per come la pandemia le sta portando a galla; nonché Gianfranco Marrone e Paolo Fabbri, che nella terza parte indagano, a partire dalle riflessioni di Lyotard sul postmoderno, il senso della particella post- applicata a fenomeni così tanto diversi da vanificarne i significati. In appendice, chiude la raccolta un testo di Philippe Hamon, testimonianza magistrale dell'apporto che il CiSS ha dato - e vuole continuare a dare - a una teoria della significazione a vocazione scientifica.
Autori: Mohamed Bernoussi.
ill., br. L'opposizione ipotizzata fra tradizioni orali e scritte, che prevale in antropologia, è ingannevole: in primis perché tende ad annullare l'orale nel contrario dello scritto, e non ne comprende il modo di funzionare specifico; in secondo luogo perché non contempla la possibilità che, tra gli estremi dell'orale puro e dello scritto puro, esistano molte situazioni intermedie. Paradossalmente oggi, nella nostra società così impregnata di immagini, l'oralità è ritornata ad assumere un ruolo centrale proprio per la produzione e la comprensione del codice visivo. Questa «oralità dell'immagine» è connaturata nei nostri comportamenti quotidiani e per questo motivo risulta difficile individuarla e analizzarla. In questa opera Rosario Perricone propone un profondo rinnovamento, tanto dell'«oggetto» fotografia quanto dello sguardo antropologico su di essa. Un volume ricco di fotografie realizzate tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento che ritraggono individui, gruppi o momenti cerimoniali e rispecchiano la «concezione del mondo e della vita» propria di quella società contadina. Ci si rivolgeva al fotografo per certificare i momenti fondamentali della vita, dalla nascita alla morte, affidandogli il compito di suggellare la gioia degli eventi lieti o di colmare lo strazio della lontananza e della separazione. E grazie alla narrazione di questi ricordi, integrati ad altre fonti documentali, che questo corpus di immagini può essere valutato secondo una moderna prospettiva storico-antropologica. E nella loro «storia di vita», nel loro passare da una generazione all'altra, da un certo tipo di rappresentazione di relazioni a un altro, che queste fotografie rivelano in pieno il loro essere un particolare tipo di «oggetto biografico» capace di sollecitare narrazioni attraverso il ricordo dei suoi possessori. Trascorsi gli uomini che ritraggono, le fotografie continuano a rievocarne le storie: l'inevitabile scolorire delle immagini si stempera allora nella vitalità delle voci che ne ripercorrono le vicende.
ill., br. La semiotica è considerata generalmente una disciplina complicata. La sua terminologia è fatta di neologismi apparentemente astrusi dietro i quali vi sono spesso concetti semplici, legati a operazioni comuni, quotidiane, come il costante impegno dell'essere umano a dare un senso a ciò che lo circonda. I suoi concetti principali, se spiegati con chiarezza, sono quindi tutt'altro che difficili. Il testo, ricchissimo di esempi concreti, nato dall'esperienza di insegnamento più che ventennale dell'autrice, ha lo scopo di introdurre agli assunti di base della semiotica, rimandando a successivi approfondimenti gli aspetti tecnici e filosofici più complessi della disciplina.
br. Ascoltare una musica come qualcosa che tocca e si lascia toccare, che suscita in noi la memoria di gesti ed evoca vissuti intersensoriali è il frutto dell'incontro fra strategie compositive e reazioni immaginative degli ascoltatori. In "Musica a pelle" si esplora l'immaginario musicale attraverso pagine della storia della musica che sembrano evocare in modo privilegiato metafore di esperienze corporee: i miti di Ermes e Medusa, la poetica acquatica di Debussy, la leggerezza dei Miroirs di Ravel, la voce graffiante di Janis Joplin, l'immaginario gestuale dei Pink Floyd... Oltre alla psicologia della musica, alla semiotica musicale e alla filosofia del linguaggio, questo libro fa ampi riferimenti alla globalità dei linguaggi, disciplina fondata su un'estetica semio-psico-fisiologica, intenta a scoprire il senso profondo dei comportamenti umani.
br. "Shenmue. Una sfida semiotica" propone un'analisi di una delle pietre miliari della storia dei videogame. Il libro offre un insieme di strumenti, concetti, categorie utili per comprendere il funzionamento ludo-narrativo dei videogiochi e capaci allo stesso tempo di fornire un quadro di riferimento terminologico per l'analisi di specifici testi. Dopo un'introduzione allo stato dell'arte della semiotica dei videogiochi, l'autore propone un possibile modello analitico che consiste nella scomposizione del testo secondo un triplice regime testuale. Nel terzo capitolo, gli strumenti individuati sono applicati all'analisi di Shenmue (Sega, 1999), tra i titoli più significativi e incompresi della storia recente dei videogiochi. A una decade di distanza dalla pubblicazione di "Semiotica dei videogiochi" di Massimo Maietti, questa monografia conferma l'efficacia degli approcci accademici allo studio del medium videoludico.
br. Una divergenza di opinioni porta quasi sempre a una discussione, che mira a renderla esplicita e a risolverla in favore di uno degli interlocutori. Quando discutiamo, però, spesso ci concentriamo sulle questioni sbagliate, talvolta (alcuni, sempre), più che discutere, litighiamo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista con mezzucci, in modo irragionevole, al limite, facendo ricorso alle minacce e alla violenza fisica. Probabilmente la società, la scuola, la famiglia, gli amici non ci hanno educati alla discussione cortese. Eppure ne avremmo tanto bisogno. "Il galateo della discussione", di Frans H. van Eemeren e A. Francisca Snoek-Henkemans, ci fornisce una serie di strumenti per analizzare e valutare gli argomenti usati dai nostri interlocutori e per migliorare, rendendoli più incisivi ed efficaci, i nostri. Soprattutto, ci suggerisce una serie di regole il cui mancato rispetto mette probabilmente a rischio non solo l'esito di una discussione ma anche la tenuta di una società liberale basata sulla tolleranza e il pluralismo. In un paese di maleducati, questo Galateo, erede dell'umanismo olandese, non è solo utile, ma persino necessario. Un laboratorio di argomentazione per il lavoro, la politica, il tribunale, l'università, la scuola (con un'appendice dedicata all'argomentazione nel nuovo Esame di Stato).
ill., br. Pensato per gli studenti dei corsi brevi dei trienni universitari, il libro colma una lacuna apparentemente inspiegabile: sebbene la semiotica e la semiotica del testo abbiano ormai da decenni posto al centro della propria attenzione la pubblicità, a tutt'oggi pochissimi sono i testi che prendono in esame la forma "spot", con le sue implicazioni assiologiche, narrative e patemiche. L'autrice Cinzia Bianchi insegna Analisi dei testi pubblicitari presso la facoltà di Scienze della comunicazione a Bologna, Semiotica allo IULM e Marketing e pubblicità presso la facoltà di Scienze politiche della Statale di Milano.
Parma, Pratiche, 1979, 16mo brossura, pp. 322. Contiene saggi, tra gli altri, di R. Jakobson - C. Levi-Strauss - R. Barthes - J. P. Vernant - C. Todorov. Ottimo stato.
In 8°, br. edit. ill. con ali, pp. 139,(5); coll. "Interpretazioni 2"; con CD-Rom allegato; prima ed., ottimo es.. (a021) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)