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In 8 (cm 14 x 22), pp. 29 + (3b). Pagine intonse. Brossura editoriale. Dedica autografa al frontespizio.
In 8, pp. 47 + (1b). P. post. rifatto con carta d'epoca. P. ant. in br. ed.
In 8o, pp. (CXXI) 786, br. Con le note letterali e critiche del Castelvetro, Tassoni, Muratori, Alfieri, Biagioli, Leopardi ed altri, raccolte, ordinate ed accresciute da Luigi Carrer. Solo primo volume, piatti staccati, dorso con mancanze, strappo al piatto superiore (620/ PETRARCA - CARRER - LETTERATURA ITALIANA)
note, incipitario e indici da pag. 381. Coll. "Scrittori d'Italia"
buono stato. Nuova Tiratura
Coll. "Biblioteca degli scrittori italiani" diretta da D. Isella e G. Pozzi
In 8, pp. 67 + (11). Sporadiche fioriture. Br. ed. Pubblicazione di una canzone sacra del Petrarca, una delle poche del Canzoniere, con commento critico di Antonio Marsand.
Bross. edit., in-8°, pp. 15. Al front. INVIO AUTOGRAFO dell'ASutore (non firmato) e timbo d'appart. di un fossanese. Piatto ant. parzialm staccato, piatto posteriore mancante. Rarissima plaquette, censita alla sola Biblioteca dell'Accademia delle scienze - Torino.
Il saggio di PULLINI occupa 21 pagine, sui canaglieschi, spesso fortemente osceni e talora truci racconti del GRAZZINI e dello STRAPAROLA. Il saggio di KRISTELLER (docente alla Normale di Pisa, grande studioso dell'Umanesimo) occupa 12 pagine, inclusa un'appendice di 5 pagine di fitti TESTI LATINI. Il fascicolo in-8° (cm. 24,8x17), cartoncino leggero editoriale, ombre in cop., ma intonso, è completo delle sue 113 pagine e contiene inoltre: 1) Antonio PIROMALLI, Storia interna delle MYRICAE [di Giovanni PASCOLI], 27 pagine di acuta anlisi..
8°, pp.64 (1) 3 bb., colophon nella penultima carta. Br.edit. con lievì macchie. Timbretto ex libris. Elegante ediz. in ampi margini, in barbe.
16° bross. edit. pp. 93, (1). Lieve brunitura della carta ma buon esempl.
In-4° (cm. 27,8), pp. 14 (da p. 260 a p, 273). Bross. edit. Fioriture e gualciture. ROSSI, (1865-1938), storico della letteratura e filologo, docente universitario, presidente dell'Accademia dei Lincei (dal 1933). Raro.
Mm 140x210 Volume di pp. 319, legatura in tela, ristampa anastatica dell'edizione di Amburgo del 1937. Opera in buone condizioni.
In-8° grande, leg. in bross. edit., pp. 225(3). Con sei cartine ripiegate f. testo, e fotografie a tutte le pagine dispari. Leggere bruniture ed altre marginali tracce del tempo alla copertina. Per il resto bell'esemplare.
In 8, pp. (2b) + (6) + (2b). Numero di catalogazione manoscritto al controp. ant. Sporadiche fioriture. Br. ed. Poesia dedicata al Petrarca.
Mm 145x230 Volume di pp. VI-410, cartonato rigido, sovraccoperta editoriale cofanetto editoriale. Opera in ottime condizioni.
In 8, pp. 27 + (1b). Dedica autogr. dell'A. alla prima c. bianca. Intonso. Br. ed.
In 8, pp. 10. Dedica al p. ant. cancellata. Br. ed.
Padova, Crescini, 1904, 8vo (cm. 24 x 17) brossura originale, pp. 30 (lievi fioriture) .
In 8, pp. 14 + (2b). Dedica autogr. dell'A. alla sguardia. Br. ed. Estratto dall'Archivio Storico Italiano, serie V, tomo XLIV, disp. 4o dell'anno 1909. Notizie relative alla morte di Petrarca che sono discordanti per le fonti storiche: per alcuni mori' di notte fra le braccia dell'amico Lombardo della Seta; per altri fu trovato di mattina in biblioteca col capo appoggiato su un libro. Incertezza anche sul giorno e le cause della morte.
ill., br. Nella lunga fedeltà di Carducci nei confronti di Petrarca c'è una zona d'ombra che riguarda i Trionfi. In un arco cronologico di quasi cinquant'anni, sono infatti rari gli affondi di Carducci sul poema italiano di Petrarca: non a caso, mentre nel 1896 usciva a Firenze l'edizione di Canzoniere e Trionfi dovuta a Giovanni Mestica, nel 1899 Carducci e Severino Ferrari pubblicavano le sole rime del Canzoniere. Eppure, nella Casa-Museo di Bologna si conservano due fascicoli di carte che trasmettono il suo commento, sino ad ora rimasto inedito, a cinque capitoli trionfali: un commento avviato nei primi anni Sessanta dell'Ottocento e abbandonato da Carducci in uno stato ancora provvisorio dopo il 1893, ma già fornito di un impianto storico ed erudito, fondato sulla tradizione esegetica precedente, volto all'esatta comprensione della lettera e integrato da annotazioni filologiche, linguistiche e stilistiche proprie del Carducci maturo. Questa edizione critica propone quindi per la prima volta il testo del commento di Carducci ai Trionfi, rispettando il più possibile lo stato degli autografi. Il testo è corredato di un apparato critico che dà conto degli interventi dell'autore sulle carte (emendamenti, aggiunte, cassature) e accompagnato da alcune note orientate a valorizzare la carducciana "arte del commento".
Il libro di Marco Praloran, linguista di fama europea, che ha contribuito a innovare gli studi sulla tradizione letteraria tra Medioevo e Rinascimento, propone un tentativo di ricerca a largo raggio sulla forma-canzone in Petrarca, intendendola non solo nelle sue strutture metriche ma soprattutto come modello complessivo di organizzazione del discorso e della significazione. Affiancando capitoli di taglio più teorico e metodologico ad altri che offrono delle serrate letture di testi singoli o di gruppi di testi, l'indagine fonde insieme più livelli di analisi: prosodia e rima, sintassi, processi argomentativi, sviluppi tematici. Ne riesce un'immagine assolutamente innovativa della canzone quale forma estrema dello sperimentalismo di Petrarca, luogo in cui la sublime e splendente complessità formale allude alla difficoltà di rappresentazione del mondo interiore, dominato dalle dinamiche del desiderio e sottoposto alla pressione della temporalità. Autori: Marco Praloran. Curatori: A. Soldani.
Uno studio per comprendere meglio il "Canzoniere" e l'immaginario poetico del Petrarca. Il lavoro di Maurizio Fiorilla indaga il Petrarca filologo e lettore di testi classici e il Petrarca autore di rime in volgare: mettere in relazione questi due momenti consente di ricostruire più concretamente l'immaginario letterario di un'opera complessa come il "Canzoniere", sapientemente elaborata attraverso l'intreccio di fonti diverse. Vengono presi in considerazione i manoscritti contenenti sia testi poetici sia opere in prosa (storiche, geografiche, enciclopediche, retoriche, filosofiche e narrative). Per ogni autore vengono per prima cosa presentati i testimoni appartenuti a Petrarca con notizie sul periodo in cui entrarono a far parte del suo scrittoio e furono da lui annotati, con particolare attenzione ai casi problematici in cui la datazione o la stessa autografia delle glosse è ancora sub iudice. Vengono quindi registrate e discusse le annotazioni collegabili al Canzoniere ancora inedite o già pubblicate in studi precedenti ma riesaminate alla luce di nuovi elementi e di più esatte letture paleografiche. L'indagine, oltre all'acquisizione di nuove schede esegetiche a commento di singoli luoghi del "Canzoniere", permette di analizzare quindi il complesso e sottile rapporto che lega le varie tipologie di note vergate da Petrarca in margine ai suoi libri alla sua memoria e scrittura poetica. Il volume è corredato da 16 tavole con immagini in bianco e nero dei manoscritti. Autori: Maurizio Fiorilla.
br. Pochi sanno che Mario Pomilio negli anni giovanili intraprese la carriera accademica. Allievo della Normale di Pisa, dove si era laureato con una tesi su Pirandello, fu borsista a Bruxelles e a Parigi, dove tra il 1950 e il 1952 si dedicò a un'ambiziosa ricerca sull'estetica del furor e sulla natura divina dell'ispirazione poetica dal Medioevo all'età moderna. All'interno di questo vasto progetto nacque lo studio su Petrarca che qui si pubblica: non del tutto rifinito, ma ampio e solido, raggiunse la misura di una robusta monografia. Negli scritti latini Petrarca realizzò un'originale sintesi di valori classici e cristiani, conciliando Cicerone con Lattanzio: la poesia, prima riduttivamente intesa come ornamentazione retorica, diventava così strumento privilegiato per svelare la verità e accedere a una superiore sapienza. Polemizzando con lo scientismo tomista e la cultura monastica, che attribuivano alle lettere una funzione ancillare, Petrarca proclamava la dignità etica e la potenza speculativa della poesia, inaugurando precocemente la luminosa stagione dell'umanesimo cristiano. Il saggio rimase inedito, ma la riflessione sull'estetica petrarchesca, e più in generale sul senso della letteratura e sulla sua intrinseca serietà, fu determinante nella "conversione" di Pomilio: fu anche in virtù di questa esperienza che egli riconobbe la propria vocazione, nascendo a se stesso come scrittore senza dismettere mai l'abito dello studioso e del pensatore.