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Cinque volumi di cm. 21, pp. 1.700 ca. complessive. Solida ed elegante legatura del tempo in mezza pelle, dorsi a piccoli nervi con titoli in oro e fregi a secco. Piatti e sguardie marmorizzati. Esemplare in ottimo stato di conservazione. Prima edizione, interessante.
in-4, pp. LX, 222, leg. m. pergamena ed angoli, titolo e filetti in oro su tassello in pelle al dorso, tagli marmorizzati, testatine e capilettera ornati, ritratto dell'autore inciso su rame da Francesco Bartolozzi ed uno di Federico Zanchini, cui l'opera è dedicata, inciso da Giov. Fabbri. ''Vuolsi scritta quest'opera verso 1370, ed è da tenersi fra le pregievoli del buon secolo. Il valoroso editore, Lorenzo Mehus, scrissa la Vita di Lapo e la predazione, e v'aggiunse un albero genealogico. La accrescono pregio parecchi documenti posti nell'Appendice, fra' quali sono cinqie Pistole del Petrarca, scritte a que' da Castiglionchio. Fu Lapo grande amico del Petrarca, e morì in Roma nel 1381'' (Gamba, 1078).. Gamba, 1078..
in-8. pp. 16, 317, 3. Cartonatura settecentesca. Hortis, n93. Marsand p.63. 6 incisioni in legno ai Trionfi . Completo e in buono stato.
Cm. 21, cc. (28) 415. Frontespizio entro cornice xilografica con xilografia allegorica centrale. Capolettera, testate, ritratto di Petrarca e Laura nel testo e 6 belle xilografie nel testo ad illustrare i Trionfi. Legatura strettamente coeva in piena pergamena semifloscia con titoli ms. su etichetta al dorso. Prima sguardia assente, una gora chiara al margine inferiore delle ultime carte ed un tarletto anticamente richiuso al margine di una decina di carta che in alcuni casi tocca il testo. Peraltro complessivamente esemplare genuino e ben conservato. Celebre edizione che riprende la stampa del 1574. Cfr. Brunet, IV, 552.
In 4° (20x14 cm); (28), 413 [i.e.415] cc. Legatura seicentesca di recupero in piena pergamena montata nella prima metà dell'ottocento, come la fascetta in pelle al dorso con titolo, autore e fregi in oro impressi al dorso. Tagli gialli. Frontespizio racchiuso entro cornice xilografica, con grande marca dello stampatore raffigurante la Fama, donna alata con un piede sul globo che suona una tromba ed il motto "Io volo al ciel per riposarmi in Dio " (tale marca fu utilizzata in quegli anni dall'Accademia Veneta e da Jacopo Vidali, che nel 1574 aveva stampato l'edizione del Petrarca a cui questo esemplare si rifà). Antiche firme di appartenenza al frontespizio, in parte anticamente cancellate ma ancora leggibili che identificano l'esemplare come appartenuto a Bartolomeo de Rossi come attesta anche la scritta "Ad usum de Rossi". Scrive il Brunet: "Dans cette derniere il manque les trois sonnets contre la cour de Rome, et aussi un 4 sonnet: l'"Avara Babilonia". C'est d'ailleurs une copie exacte de l'edition de 1574". Iniziali xilografiche, qualche testatina e finalino. C. 4v ritratto di Petrarca e Laura entro cuore; altre sei xilografie n.t. che illustrano i Trionfi. Due forellini al margine esterno bianco del frontespizio e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Non comune edizione di questo celeberrimo commento all'opera del Petrarca ad opera di Giovanni Andrea Gesualdo (Traetto 1496 - ?), poeta volgare che godette di molta fortuna ed è considerato uno dei più ricchi commenti del Cinquecento al Canzoniere: in particolare il lavoro del Gesualdo non si limitò solo al commento critico del testo poetico ma anche all'esposizione di problemi di carattere filosofico e linguistico (si vedano i numerosi richiami lessicali all'etimologia greca). il volume è diviso in tre sezioni: le prime due (1 - 276 e 276 - 346) dedicate al Canzoniere petrarchesco, la terza (346 - 413) dedicata ai Trionfi. Questa edizioni riprende la divisione canonica effettuata dal Bembo per Manuzio. All'interno dei "I Trionfi" si trovano 5 bellissime incisioni xilografiche che riprendono il tema del testo poetico stampato in un bel carattere corsivo, contornato dal commento dell'autore in un carattere più minuto. Rif. Bibl.: Adams, 833; Brunet, IV, 552.
In-4°: pp. 100, (2), marca tipografica incisa su legno al fontespizio, un capolettera inciso su legno. Alcune glosse nel testo. legatura in mezza pergamena. Piccolo marginale foro di tarlo alle prine tre carte e più avanti su dieci carte; angolo bianco dell’ultima carta restaurato
in-8, pp. (10), XCVI, 397, (3), legatura coeva piena pergamena, dorso a nervi, con titolo ms. Pregiata edizione che contiene, Vita, Testamento, Elogi, Edizioni del Petrarca (oltre 130 diverse ediz.), In morte di Madonna Laura, Canzoni, Sonetti, Trionfi, la Frottola, etc. Ottima edizione critica, curata dai fratelli Volpi.. Hortis n.159. Gamba, Testi di Lingua, n.730.''riputatissima edizione''..
In 16° (140 x98), 110 carte, 1 n.n. con la marca tipografica in ultima pagina. Leg. in mezza pelle ottocentesca con fregi e titolo in oro al dorso. Seconda rara edizione di questa importante opera sulla lingua italiana e sulla grammatica, che presenta il "Dialogo sopra le lettere del Trissino", mancante nella prima edizione del 1526, pubblicata a Venezia da De Gregari. <BR>Il trattato riporta in forma parte discorsiva e parte di dizionario, le forme grammaticali che ricorrono nei tre autori, con citazione dei luoghi in cui compaiono. Timbrino tondo di collezione privata alla prima pagina e piccola annotazione a penna. Copia un po' rifilata in testa, senza alcuna perdita di testo, ma ben conservata; manca il foglio di guardia anteriore. Brunet III, 1068: "...augmenté du Dialogo sopra certe lettere, ovver caratteri trovati da Giov. Georgio Trissino..."; Graesse IV, 202. Non in Adams.<BR>
In-8 p., legatura edit. in mz. marocchino verde, tagli super. dorati, custodia in cartoncino, pp. 83,(3). Lettera in latino che narra dell'escursione sul monte Ventoux, con traduzione italiana di E. Bianchi; seguono un testo di Fabre in francese con la riproduzione a colori di una farfalla, uno studio sulla lettera del Petrarca di G. Billanovich e una nota su Fabre di G. Mardersteig. Cfr. Cat. Mardersteig,136. Edizione di 175 esemplari. Il ns., 26, fa parte della tiratura di 101 in numeri arabi, su carta a mano Cernobbio. In perfetto stato.
Volume in 12° legato in mezza pergamena, titolo al tassello al dorso, sguardie, frontespizio con marca tipografica, 26 carte non numerate (carta della Sorga, luogo dove nacque Laura e dove il Petrarca s'innamorò, illustrazione a doppia pagina; silografia a piena pagina col ritratto di Laura e del Petrarca raffigurati in uno splendido vaso con al piede cartiglio), 400 pp. per le Rime i Trionfi e le Rime rifiutate (i Trionfi con proprio frontespizio), frontespizio delle "annotationi di Giulio Camillo" per 63 carte comprensive degl'indici, al verso dell'ultima colophon con marca tipografica, sei illustrazioni silografiche a mezza pagina per i Trionfi. Il volume, col margine superiore un poco corto, è in bello stato. Sono da segnalare alcune macchie d'inchiostro su poche pagine ed un più preciso e reiterato atto di censura alle pagine 128 e 129 in cui i sonetti parrebbe volessero essere cancellati. I tratti di pennino affaticano ma non impediscono la lettura. In definitiva, una bella cinquecentina giolitiana illustrata, rara a reperirsi.
In folio (28x40); legatura moderna mz. pelle con angoli, titolo e fregi impressi in oro ai dorsi, cons. broch. edit.; pp. (4), VIII, 290, (2); numerose illustrazioni n.t. e 21 tavv. ft.; Ottimo esemplare parzialmente a fogli chiusi e a tiratura limitata (nostro n. 78).
Curatori: A. S. Bernardo, R. A. Bernardo.
Un volume di cm. 27, pp. (156) con il facsimile di manoscritto a colori e stampato su carta in similpergamena. Legatura in velluto rosso con dorso a nervi e tagli in oro. Insieme a d una cartella di cm. 27 contenente un testo esplicativo di pp. 8 + 18 tavole a colori sciolte di pagine con recupero digitale della scrittura. Legatura in velluto rosso con titoli in oro. I due volumi entro custodia in plexiglass. Perfetto stato di conservazione. Edizione a tiratura limitata di 499 esemplari numerati (ns. n. 82).
in-8. pp(1-3), 4-104. leg. piena pelle, tit. in oro. piccolissimi fori di tarlo che non toccano il testo.
<p>31 cm, in 4°, rilegatura coeva in cartone ricoperto da carta colorata, dorso marmorizzato con titolo su tassello cartaceo, p. XXXVIII, (2) 280 (2) IV numerate tavole fuori testo. Antiporta calcografico con il ritratto di Petrarca inciso su rame dal medaglista Giovanni Bernardi e "Veduta della casa in Arezzo ove nacque Francesco Petrarca" incisa da Giacomo Cattaneo. Quattro tavole calcografiche con il confronto di alcuni versi del Petrarca nelle diverse edizioni catalogate ed una bella xilografia con il dettaglio "del trionfo della fama" dall'edizione dei "Trionfi" pubblicata dal "Zopino" nel 1524. Al colophon "Edizione di sole cencinquanta copie in quarto" questo esemplare è il N° 86 di 150. Rara prima ed unica edizione originale di questo saggio - catalogo bibliografico che da conto di centinaia di edizioni a stampa del Petrarca a partire dal 1470 fino al 1826 con una breve sezione finale dedicata ai codici manoscritti dei secoli precedenti. L'opera si conclude con specifici indici di componimenti, personaggi ed edizioni rare. L'intera collezione qui descritta venduta dall'autore al Re di Francia Carlo X. Minimi segni del tempo alla rilegatura e piccolo monogramma in grafia coeva al margine di testa del frontespizio, nel complesso ottimo esemplare, fresco, non rifilato, in barbe.</p>
In-16 p. (mm. 152x92), 2 parti in 2 volumi, cartonato moderno, tit. oro su tassello al dorso. - Parte prima, pp. 501, inclusi: frontespizio, avviso de “gli Editori”, un proemio de “l’Autore della interpretazione a chi legge” (è anonimo); segue il testo del canzoniere petrarchesco “Sonetti e canzoni in vita di Madonna Laura”, con le note del Leopardi. - Parte seconda, pp. 971 (numeraz. continua), segue il rimanente del canzoniere ”Sonetti e canzoni in morte di Madonna Laura”, un Indice delle “Rime cioè sonetti, canzoni, sestine, ballate, madrigali e trionfi” sino alla p. 968. Nelle 3 seguenti v’è una “scusa dell’interprete”. Cfr. Mazzatinti / Menghini “Bibliografia leopardiana”,I, n. 658 - Cappelletti “Bibl. leopardiana”, p. 25: “l’edizione principale è Milano, Stella, 1826”. Con fioriture e aloni, ma complessivam. buon esemplare, con barbe.
In-12°; seconda e migliore edizione delle opere complete, comprende in prima edizione il secondo volume; pp. (36), 322, (2); 155, (1) tre legni nel testo, al frontespizio e all’ultima pagina marca tipografica, capilettera incisi su legno. 2 tomi in un volume, ciascuno con un proprio frontespizio; legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Contiene: Discorso in mteria del suo theatro, L’idea del Theatro, Trattato delle materie (sull’eloquenza), Trattato della imitatione, Oration prima al re christianiss. di Francia per il vescovo palavicino, Oratione seconda, Rime, De verbi semplici (in cui parla anche della traduzione e delle figure retoriche), Lettere a Marc’Antonio Flaminio, Pietro Aretino, a una anonima Signora (con una tavola in alfabeto ebraico e una tavola di anagrammi del nome Lucretia); nel secondo: La topica overo dell’elocutione, Discorso sopra l’idee di Hermogene, La Grammatica, Espositione opra il primo e secondo sonetto di Petrarca. Giulio Camillo, detto Delminio, (Friuli nel 1480 circa - 1544) fu umanista, filosofo, letterato e scrittore; si interessò di retorica e oratoria, mnemotecnica e cabala. Tutte le sue opere furono pubblicate postume. Adams S 454; Gamba 1283; Cicognara 754; Young p. 56, Yates p. 174. giolito giulio camillo delminio teatro theatre retorica eloquenza poems poesia traduzione, translation anagrammi grammatica petrarca memoria mnemotecnica memory
In-16 p. (mm. 153x100), p. vitellino ottocentesco, cornice a secco e filetto oro ai piatti, dorso a cordoni con decoraz. e tit. oro su due tasselli, 208 cc.num., testo in caratteri tondi; marca tipografica xilografata al frontespizio (due draghi nuotano affiancati, sullo sfondo navi sul mare). Al fine: “In Vinegia per Comin de Trino de Monferrato a instantia de Vicenzo Vaugris & Zuane di Francesij Compagni ne l’anno de Signore MDXXXXI”. L’opera è introdotta da “Vita e costumi del Poeta - Origine di Madonna Laura”; seguono “Divisione de soneti e de le canzoni del Petrarcha in tre parti - Alessandro Vellutello sopra i Triomphi del Petrarcha (del Triompho d’Amore, di Castità, di Morte, di Fama, del Tempo e di Divinità). Cfr. Brunet,IV,548: “La première edit. de ce commentaire estimé est de Venise, Fratelli da Sabio, 1525” - Short Title Cat. British Library, p. 504 - Manca all’Adams. Timbro di apparten. al frontesp., altrimenti esemplare ben conservato.
2 parts in 1 volume in-4to; (22), 346 cc; (72) cc.; frontespizio allegorico all'inizio di entrambe le opere, stampato entro elaborata cornice xilografica con i busti di Laura e Petrarca; 6 incisioni su legno a mezza pagina per ognuno dei Trionfi, belle iniziali xilografica istoriate; legatra in vitello marmorizzato del secolo XVIII, filetti e dorso dorati. Leggere macchie, titloo rifilato ma senza mancanze, numarazione talvolta erronea ma testo completo. Nota di possesso irriconoscibile. Bella e fascinosa copia.
[Petrarca](cm. 20.7) bella mz. pergamena antica, sguardie antiche ben restaurate e rimontate. -cc.161 (ma 159 perchè salta la numerazione da 116 a 119) + 1c. con il privilegio. Grande ritratto del Petrarca al frontis, al verso bella xilografia con Petrarca che conversa con l'autore, sullo sfondo il paesaggio di Arquà. Testo in elegante corsivo di grande bellezza. Prima edizione di questa celebre riduzione in veste religiosa del canzoniere del petrarca che rappresenta un tentativo di purificazione da ogni immoralità. L'opera si apre con un dialogo immaginario tra l'autore ed il Petrarca, in cui quest'ultimo, chiede al primo di : "spiritualizzare" la sua opera. L'autore Malipiero (1480 circa - 1547) letterato e trattatista veneto è ricordato soprattutto per questa opera che ebbe successo, varie ristampe diversi imitatori, fermo restando il fatto dello scempio dei sonetti e delle canzoni del grande poeta in questa oltraggiosa stesura del canzoniere del Petrarca. 3 righe di scritte coeve cassate in fine, nella ultima pagina bianca. Segue in una carta bianca un curioso sonetto manoscritto coevo ben leggibile: "Questo libro è di carta, chi è cieco non lo guarda, se pur piacesse a qualcheduno se ne vada a comperare uno.". Macchiolinemarginali ad alcune carte, altrimenti bell'esemplare nitido e benmarginato. * Casali "Annali di marcolini" n°14 p. 21 ne da una lunga descrizione; * Marsand 213; * Hortis 215; *Morimer 272; *Sander II 4378; *Essling II 666; * Adams P 803; *BM. STC. 506.[f70] Libro
Rerum vulgarium fragmenta. L'Autografo Del Canzoniere Di Francesco Petrarca Cod.Vat.Lat.3195. Facsimile dell'originale con una cartella contenente le 16 tavole sono deteriorate o di difficile leggibilità. Commentario (404 pagine rilegato in piena tela) a cura di Gino Belloni, Furio Brugnolo, H. Wayne Storey e Stefano Zamponi. Tiratura di 499 esemplari
[700 manoscritto Arezzo]4 volumi ben legati in solido cartonato originale ricoperto in bella carta marmorizzata colorata a mano. Alla prima carta del primo volume vecchia notazione a penna : "il detto nome anagrammatico (Loreto Gobalosi) è di bartolomeo Golfi. Aretino valente e comico." manoscritto cartaceo autografo, vergato in chiara grafia composto da pagine 146+146+117+51+39 bianche. Per notizie biografiche di questo curioso personaggio aretino (1754 - 1818) vedi Massetani n°1934. Altre notizie sono nel manoscritto 24 della biblioteca civica della città di Arezzo la quale sembra non possedere nessuno scritto del golfi e nessun suo autografo.Questi quattro volumi contengono centinaia di composizioni di vario genere con nomi, luoghi e date che vanno dal 1786 al 1817. Il primo volume contiene un indice e una dedica al lettore: "amico lettore chiunque scrive lo fa col fine di piacere a se medesimo, e di essere compatito da gli altri...". Elenchiamo una piccola parte di nomi, fatti e date contenute nei 4 volumi: Tomo I Nozze di faustina Albergotti, Viaggio del pontefice Pio VI, Il pallone volante in Arezzo, Sonetto del Pignotti, Nuova legge dei campi santi, Metastasio, recita dell'estate del 1786, commedia recitata in Arezzo nel carnevale del 1787, marchesa Maria Merlini di Forlì, Pietro Benaglia. Tomo II: Luigi Mazzotti parla alla Bettina Mancini, Dott. Nicolò Brilandi, Morte de re di Spagna, Pietro Mazotti primo amoroso, Isacco Salomone Levi a vent' anni si battezza nel duomo di Alessandria 1789, conquista sopra belgrado, Alessandra Paris prima attrice, morte dell'imperatore Giuseppe II con iscrizione sepolcrale sopra la porta della chiesa di S. Fedele in Milano, Girolamo Sommariva, nozze Maria Visconti e Filippo Puntiroli. Tomo III: Sebastiano Guerini, Avvocato Carlo Federici, addio per la Cavalletti Ancona 1796, Genova per la Guerra udine 1799, Ronzoni parma 1796, invitando un amico alle nozze dette maiale: battaglia di Austerlitz terzine recitate all'accademia di Arezzo x ottobre 1810, al tegoleto per una pioggia, laGiuditta quadro del Sign. Benvenuti Collocato nella catteredale di Arezzo, sonetto per il Vasari, col Sabatini a tavola. Tomo IV: Al Petrarca , sestine recitate all'aperturadella R. Accademia Aretina nella sala di casa Azzi il 20 Luglio 1810, morte di Priamo, quadro del sig, pietro benvenuti, ritorno in Toscana di S.A. Ferdinando alla pubblica accademia il 24 Luglio 1814 eseguita per la prima volta nella pubblica libreria di fraternita, lode del Pignotti per l'accademia Luglio 1816, al nuovo priore nella chiesa di S. Martino sopra Battifolle, per l'amico Fausto Albergotti nell'accademia 4 maggio 1817, corale per la venuta in Arezzo come commissario imperiale del nobile Tommaso Bucci Mattei di Monte San Savino, Scherzo al dott. Antonio Loreti che promise a me un canario di cova, ecc... ecc... Il manoscritto è in eccellente stato di conservazione e perfetta leggibilità e proviene dalla biblioteca nobiliare dei signori Fubghini di Arezzo. L'Autore fu valente commediografo e comico aretino che meriterebbe uno studio più approfondito. Questo nostro manoscritto in 4 volumi sembra essere la sua opera più ingenteche frà l'altro contiene una grande quantità di notizie su Arezzo e dintorni. Il Massetani n°1934 da notizia dell'esistenza di 3 volumi posseduti dal Cav. pereira suo, zio. Provenienza: Archivio privato di importante famiglia Patrizia di Arezzo. 1979. [f84] manoscritto
Due volumi in folio (cm. 34,5 x 25), legati in pelle, titoli al tassello al dorso, sguardie decorate, tavola d'antiporta, frontespizi, prefazione, biografia del Petrarca, LIX (1) 357 (3) pp.; (6) 444 (6) pp., 9 splendide tavole f.t. incise in acciaio ed all'acquaforte da Morghen, Gandolfi, Lose ed altri mastri incisori. L'opera che si presenta è un fiore all'occhiello per i bibliofili, si tratta della splendida e correttissima edizione delle Rime del Petrarca, frutto dello studio e delle attentissime cure del celebre professore Antonio Marsand, la stesura della quale cominciò il 27 di ottobre del 1818 e terminò il 22 febbraio 1820 ed il mese di aprile dello stesso anno fù pubblicata (come citato al colophon). Marsand, appassionato cultore del Petrarca, realizzò un’edizione filologica superiore alle precedenti, in un’epoca in cui il codice autografo contenente la redazione definitiva delle Rime non era ancora stato ritrovato. Dopo una rigorosa collazione di tutte le versioni esistenti, Marsand sottopose le lezioni di alcuni passi al giudizio dell’Accademia della Crusca e scelse un testo basato sulle edizioni più accreditate al suo tempo, avvalendosi di quelle condotte sugli autografi per eliminare le varianti (soprattutto, in particolare, l'edizione di Martino de Septem Arboribus stampata in Padova nel 1472 a cura di Valdizocco, la celebre di Aldo in Venezia 1501 colla soprintendenza di Pietro Bembo e quella di Stagnino in Venezia 1513 per studio di Marsiglio Umbro Forsempronese). Dato il carattere filologico del lavoro svolto, Marsand non aggiunse notazioni critiche ai componimenti, limitandosi ad apporre a ognuno di essi un breve cenno al contenuto e preferendo piuttosto corredare l’opera di appendici storico-bibliografiche molto precise, nonché di pregiate incisioni quali i ritratti di Laura e Petrarca, rispettivamente a opera di R. Morghen e P.M. Gandolfi (di tutte le incisioni presenti nell'opera viene spiegato il motivo della scelta e la collocazione). Fino al riconoscimento della redazione definitiva delle Rime nel codice della Biblioteca apostolica Vaticana (1886), quest’opera costituì un riferimento per le successive edizioni italiane di Petrarca, non ultime quelle di G. Leopardi (Le Rime di F. Petrarca, Milano 1826), personalmente conosciuto dal Marsand, e di G. Carducci (Rime di F. Petrarca sopra argomenti storici, morali e diversi..., Livorno 1876). Fra i giudizi favorevoli suscitati dall’opera, figurano quello dell’amico Vincenzo Monti, (in Giorn. arcadico, febbraio 1821, pp. 206-219), nonché la recensione apparsa nella Biblioteca italiana (giugno 1820, pp. 287-295) ed anche un interessante saggio intitolato "DELLA EDIZIONE LE RIME DEL PETRARCA PUBBLICATE PER OPERA E STUDIO DEL PROFESSORE MARSAND. RELAZIONE DEL PROFESSORE MENEGHELLI" dalla Tipografia della Minerva, Padova 1820 (opuscolo in 4° di 18 pp. nn.) che, data l'attinenza e l'interessante contenuto, ci pregiamo unire in omaggio. L'opera è eccezionale per completezza ed accuratezza, bel carattere tipografico, amplissimi margini, carta forte e chiara, incisioni di splendida fattura e nitidezza. Di assoluto prestigio internazionale e di notevole rarità. La si presenta perfetta, in barbe, fior di stampa.
Canzoniere, Trionfi (Petrarca Queriniano). Brescia, Biblioteca Queriniana, Inc. G V 15. Salerno Editrice, Roma, 2016. Riproduzione in facsimile dell’ incunabolo veneziano di Vindelino da Spira del 1470, con figure dipinte da Antonio Grifo. Suntuoso manoscritto cartaceo corredato di un grandioso apparato di chiose manoscritte e di rappresentazioni figurative che occupano ogni spazio bianco della pagina, in una ricchissima decorazione pressoché continua dalla prima all’ultima pagina. Legatura in piena pelle con capitelli e tagli in colore, fregi e incisioni in oro e a secco sui piatti e sul dorso. Commentario a cura di Ennio Sandal, Giordana Mariani Canova, Giuseppe Frasso. Cofanetto in plexiglass. Tiratura di 499 esemplari numerati. Condizione di nuovo.
1533 (Stampato in Vinegia per Giouann'Antonio di Nicolini & fratelli da Sabbio, 1533 del mese di Luglio) Pergamena marezzata seicentesca con tassello con titolo al dorso (mm. 205 x 148) cc. [23], 1 bianca, CCCLXXXIIII, [4]; [79] La seconda parte contiene: I Triomphi del Petrarcha colla spositione di misser Giouanni Andrea Gesualdo da Traetto Ottimo esemplare completo anche delle pagine 194/196, che in molti esemplari vennero tolte per censura: Già Roma hor Babilonia falsa... O fucina d'inganni... Putta sfacciata.. Prima edizione di Rime accompagnata dal commento di Giovanni Andrea Gesualdo . Il Canzoniere è dedicato alla marchesa della Palude [sic per Padula], Maria Cardona. I Trionfi sono dedicati a Suzanna Gonzaga. Antonio Minturno, in una celebre lettera a Camillo Scorziati, del 15 ottobre 1538, definì il commento di Gesualdo un "parto elefante" per la sua grandezza. Convinto che il Petrarca non raccolse mai i suoi componimenti in un corpus unico (e dunque sostenitore dell'autonomia tra cronologia interna ed esterna all'opera), il G. giustifica la sua fedeltà all'ordine vulgato con la volontà di non sconvolgere inutilmente la tradizione, sottolineando come la struttura dei Fragmenta ricordi più le raccolte innografiche ed elegiache classiche, prive di un ordine interno, che l'organismo simmetrico del poema. Nasce così la seconda redazione della Spositione, rivisitata alla luce dell'opera del Vellutello e terminata negli anni 1529-30, ma non immediatamente pubblicata: il manoscritto venne dapprima affidato all'editore veneziano M. Sessa e poi trasferito per intervento del tipografo T. Giunti, amico del Minturno, nella bottega del Niccolini da Sabbio. La scelta di Venezia, resasi necessaria per la diffusa crisi dell'editoria napoletana e per la ricerca di approvazione e di confronto con l'autorità letteraria veneta, fu la causa del lungo stallo editoriale, conclusosi solo dopo le numerose sollecitazioni del duca di Monteleone Ettore Pignatelli, viceré di Sicilia e protettore del Minturno, e la dichiarazione di conformità del manoscritto, emessa da P. Bembo e da F. Vallaresso. Al di là dei risultati della disputa editoriale, il commento del G. ebbe maggiore fortuna dei lavori del Fausto e del Venafro - solo fino al 1852 se ne ebbero altre otto edizioni - ed è considerato come uno dei più ricchi e utili commenti cinquecenteschi al Canzoniere. Bibl: Brunet, IV, 549 - Marsand, 44 - Hortis, 56 - Fiske, 31 - Olschki, 27 - Fowler, p. 95-96 - Balsamo, Pétrarque, 1533 (cinque esemplari censiti in Francia) - Ascarelli/Menato, p. 354 - Ley, 113 (censisce 25 esemplari) - Edit16 (25 esemplari).