376 résultats
Padova, 18 aprile 1969. A tarda sera, in un appartamento vicino alla Stazione, si ritrovano alcuni membri del gruppo di estrema destra Ordine Nuovo, un agente dei Servizi segreti italiani e un misterioso personaggio arrivato in treno da Roma. La riunione ha lo scopo di decidere cosa fare per alzare il livello della tensione in Italia. Da quella sera in avanti si susseguiranno su tutto il territorio italiano numerosi atti terroristici, compiuti sotto la regia comune di Ordine Nuovo e di un altro gruppo di destra, Avanguardia Nazionale. Alla Fiera di Milano, alla Stazione Centrale, nei Tribunali di Torino, Roma e Milano, arrivando infine alle bombe del 12 dicembre 1969, fra cui quella che alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana ucciderà 17 persone. Un progetto comune, appoggiato anche da alcuni politici e dai Servizi, nato con un unico scopo: destabilizzare il Paese facendo ricadere la colpa sugli anarchici per provocare un colpo di Stato. Autori: Francesco Lisanti.
Mm 220x280 NuovoPubblicazione promossa dall'Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna. Con contributi di Roberto Balzani, Michele Buda, Giuliano Gresleri, Piero Orlando, Maurizio Ridolfi, Sara Samorì. Brossura editoriale di 287 pagine, numerose illustrazioni a colori. Libro in condizioni di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
CONTRIBUTI DI Lodovico Barbiano di Belgioioso, Eugenio Gentili Tedeschi, Francesco Gnecchi Ruscone, Gino Pollini ALINEA 1987 112 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PARI AL NUOVO.
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. I principali fatti ed eventi di cronaca meneghina negli anni duri tra il 1968 e il 1988 dalla penna di un inviato speciale d'eccezione, sostenuto dalla voce di testimoni di prima linea in quegli anni di violenza. La contestazione, la violenza, la strage di Piazza Fontana, il delitto Calabresi, il terrorismo, la guerra fra le bande, il dilagare della droga, il flagello dell'Aids: dal 1968 Milano è stato il centro di avvenimenti che hanno inciso profondamente sulla vita italiana e l'Autore, che ha vissuto le molte tragedie del nostro tempo dall'osservatorio di un quotidiano milanese, ha voluto riesaminare i principali fatti ed eventi di cui si è occupata la cronaca rivivendoli «senza avere più l'emozione di un titolo a nove colonne». Ogni fatto è come un mosaico con tante tessere, ma non sempre le tessere trovano subito la loro esatta collocazione in modo da poter consentire la stesura di una notizia corretta. Per questo l'Autore ha cercato di rileggere molti fatti con il senno di poi, e per questo ha chiesto l'aiuto e la testimonianza di personaggi che furono in prima linea nei giorni della contestazione, della violenza, del terrorismo e della lotta alla malavita organizzata. Informazioni bibliografiche Titolo: Milano: vent'anni in cronaca, 1968-1988 Collana: Volume 9 di Fatti, testimonianze, reportages Autori: Pietro Giorgianni, Antonino Allegra Editore: Milano: Ugo Mursia, 1989 ISBN: 8842501271, 9788842501275 Lunghezza: 157 pagine; 22 cm Soggetti: Storia Italiana, Italia, Milano, Cronache, Anni di Piombo, Terrorismo, Calabresi, Anarchia, Politica, Stragi, Piazza Fontana, Ordine Pubblico, Valpreda, Malavita, Stato, stragi, stato, anarchici, Piazza Fontana, Bombe, Destra, Dissidenti, Eversione, Servizi segreti deviati, Illustrazioni, foto, immagini, Fascisti, Anni Settanta, Politics, P2, Logge massoniche, Massoneria, Strategia delle tensione, True Crime, Italy, terrorism, tension strategy, evasion Con interventi di: Antonino Allegra, Aldo Aniasi, Francesco Di Maggio, Libero Mazza, Eleuterio Rea, Giuseppe Schiavinato, Achille Serra, Carlo Tognoli, Pietro Valpreda, Enzo Vicari, Guido Viola Parole e frasi comuni 12 dicembre Achille Serra Adriano Sofri alcuni Aldo Aniasi anarchici Antonino Allegra aprile arrestato assassini Banca banda bomba Brigate Rosse capo carabinieri carcere casa certo città colpi commissario Calabresi contestazione cortei criminale cronaca delitto destra detenuti Digos dirigente dottor droga Epaminonda fascista Feltrinelli feriti figlio forze dell'ordine furono gambizzati Gianfranco Bertoli giornale giovani Goliardia gruppo guardia Guido Viola l'uccisione lanciare lavoro Libero Mazza Lotta Continua Luigi Calabresi mafia mafioso maggio magistrato manifestazioni Mario Capanna milanese Milano momento morte Movimento Studentesco nera Nino Nutrizio notte oggi organizzazioni parlare paura pensare pentiti Piazza Fontana Pinelli pistola politico polizia poliziotti potere prefetto problemi pubblico Questura ragazzi rapimento rapine Renato Vallanzasca responsabilità San Vittore scontri servizio sindaco sinistra sociale soltanto Statale strage di Piazza studenti terrorismo Tobagi tragico Trapani Trimarchi Turatello ucciso Valpreda venne vent'anni violenza vittime
In-8° pp. 42 con 16 tav. f.t. Bross. edit. ill. con tracce d'uso ininfluenti.
Mm 300x405 Fascicolo in folio di pp. 8 con prima carta illustrata in bianco e nero, alcune illustrazioni in nero nel testo. Ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 145x220 Brossura originale a stampa, xii-153 pagine con una riproduzione fotografica dell'autore in apertura. Premessa di Pietro Paolo Trompeo. Opera in condizione di nuovo con le pagine ancora intonse. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. È il 15 dicembre 1969, a Milano è da poco passata la mezzanotte. Da tre giorni non si parla d'altro che dell'attentato alla Banca dell'Agricoltura, in piazza Fontana. Per Camilla Cederna è stata una lunga giornata, quella dei funerali in Duomo delle diciassette vittime della strage. Si è appena addormentata, quando all'improvviso squilla il telefono. Sono gli amici e colleghi giornalisti Corrado Stajano e Giampaolo Pansa: "Fatti trovare in strada tra cinque minuti, è successo qualcosa in questura". Così inizia il libro che state per leggere. Un libro che Camilla Cederna scrisse dopo le sue indagini di quei giorni e destinato a suscitare scalpore ancora per molto tempo. All'origine, piazza Fontana: il luogo in cui un'intera generazione perse l'innocenza, in cui l'entusiasmo e la positività della contestazione si dileguarono di fronte alla strategia della tensione. Cercando i responsabili della bomba, la polizia ferma alcuni esponenti del movimento anarchico, tra cui Giuseppe Pinelli e Pietro Valpreda. Dopo tre giorni di interrogatori, Pinelli vola giù da una finestra della questura, in circostanze mai del tutto chiarite. Gli inquirenti e l'opinione pubblica, tutti gli italiani si dividono: è stato suicidio, incidente o forse qualcosa di peggio? Chi era presente in quella stanza al momento del fatto, con una finestra aperta in pieno dicembre?
Mm 210x280 Catalogo della mostra di Siena, Santa Maria della Scala, 10 dicembre 1999 - 27 febbraio 2000. Volume nella sua brossura originale, 224 pagine con disegni e figure in nero e a colori nel testo. Libro in condizioni di nuovo-new.
Mm 210x265 Volume rilegato in cartone di 211+28 pagine con 253 illustrazioni a colori e in bianco e nero interne al testo, sguardie figurate. Esemplare in ottime condizioni, pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Tre generazioni di storici concentrano anni di studio sulla strage di piazza Fontana in un volume corale, accostando le nuove linee di ricerca sul tema a un documentato inquadramento degli eventi. A partire dall'analisi di come oggi la strategia della tensione è studiata nelle aule di scuola e dallo sguardo dei mass media stranieri e italiani, gli autori provano a capire, cinquant'anni dopo le bombe, cosa rimane della strage di piazza Fontana e della strategia della tensione e come raccontare questa complessa fase della storia italiana ed europea, fornendo possibili nuovi strumenti di studio. Questo, anche se non sembra, è un libro di storia del tempo presente. Non perché non ci sia ancora tanto da dire e da indagare sulla vicenda, ma perché è sempre più urgente porre l'attenzione della storiografi a su come quegli eventi e quel periodo sono visti oggi. Smascherare l'origine di alcune storture attuali dell'immaginario collettivo è necessario per aiutare tutti, soprattutto i giovani, a comprendere che questa storia continua a essere la loro e la nostra storia e per correggere finalmente la rotta dell'attuale disgregazione politico-culturale. Postfazione di Mirco Dondi. Con scritti di: Aldo Giannulli, Davide COnti, Elia Rosati, Giulio D'Errico, Elio Catania, Erica Picco, Sara Troglio, Fabio Vercilli.
br. Tre generazioni di storici concentrano anni di studio sulla strage di piazza Fontana in un volume corale, accostando le nuove linee di ricerca sul tema a un documentato inquadramento degli eventi. A partire dall'analisi di come oggi la strategia della tensione è studiata nelle aule di scuola e dallo sguardo dei mass media stranieri e italiani, gli autori provano a capire, cinquant'anni dopo le bombe, cosa rimane della strage di piazza Fontana e della strategia della tensione e come raccontare questa complessa fase della storia italiana ed europea, fornendo possibili nuovi strumenti di studio. Questo, anche se non sembra, è un libro di storia del tempo presente. Non perché non ci sia ancora tanto da dire e da indagare sulla vicenda, ma perché è sempre più urgente porre l'attenzione della storiografi a su come quegli eventi e quel periodo sono visti oggi. Smascherare l'origine di alcune storture attuali dell'immaginario collettivo è necessario per aiutare tutti, soprattutto i giovani, a comprendere che questa storia continua a essere la loro e la nostra storia e per correggere finalmente la rotta dell'attuale disgregazione politico-culturale. Postfazione di Mirco Dondi. Con scritti di: Aldo Giannulli, Davide COnti, Elia Rosati, Giulio D'Errico, Elio Catania, Erica Picco, Sara Troglio, Fabio Vercilli.
In-4 (cm. 30.70), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 80, (4), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. In ottimo stato (nice copy).
ill., ril. "La bomba del 12 dicembre 1969 ha cambiato l'Italia; o meglio l'ha picchiata come un pezzo di ferro rovente su un'incudine, umiliata. Per cinquant'anni, tutta la vasta cospirazione di potere che l'ha prodotta ha lavorato per lei, perché restasse impunita e si moltiplicasse. È una storia talmente enorme che non si sa da che parte cominciare." E la storia comincia dalle cicatrici, dalle premonizioni, dalle coincidenze, dai luoghi da cui la Storia è passata. E riemergono il tassista Rolandi, la fatale stanza della Questura da cui precipitò Pinelli, il "colpo di stato" in Procura, il "silenzio monumentale di Milano", l'angosciante Veneto profondo in cui la bomba venne concepita, le manovre finanziarie intorno alla banca della strage, la sublime arte del depistaggio che da allora ci ha sempre accompagnato. La ricerca diventa così uno "studio in rosso" sulla struttura del potere in Italia e sulle nobili forme di resistenza che lo hanno contrastato, con le armi dell'amicizia, della parola, della musica, del coraggio civile. In mezzo campeggia, senza tempo, il grande quadro di Enrico Baj - la nostra Guernica che venne bendato perché troppo vero. Questo è un viaggio nella memoria, che ha l'andamento di un giallo e racconta l'ultimo mezzo secolo di storia italiana, come non l'abbiamo mai sentita. Chi non c'era potrà respirare l'aria pesante di quei giorni, quando sembrava che fosse buio a mezzogiorno. Chi c'era ritroverà la ferocia della bomba che scoppia, e poi si ritira, e poi si riproduce, e continua a scoppiare per decenni, con il potere di assoggettare tutti - tutti? - alla sua ferocia e al suo ricatto. Con lo sguardo di chi ha vissuto questa storia dall'inizio, Enrico Deaglio ricompone l'intrigo mettendo insieme le scoperte - alcune clamorose - degli ultimi dieci anni e nuovi spunti di ricerca con la speranza che una verità si possa raggiungere e, soprattutto, rendere nota.
br. Cosa accadde veramente in piazza Fontana alle 16.37 di quel 12 dicembre 1969? Per quale motivo i servizi segreti intervennero per depistare le indagini? Chi furono i responsabili di questa e delle molte altre stragi che si susseguirono in una micidiale escalation di violenza a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e dei Settanta? Perché lo Stato, pur sapendo, non reagì? Dopo oltre 35 anni di latitanza sudafricana, l'ex generale del S.I.D. (Servizio Informazioni Difesa) Gian Adelio Maletti, unico condannato in via definitiva nei processi per la strage di piazza Fontana, accetta finalmente di raccontare la sua verità ai giornalisti Andrea Sceresini, Maria Elena Scandaliato e Nicola Palma. Superata la soglia dei novant'anni, Maletti rende noti per la prima volta nomi e cognomi di mandanti ed esecutori, complici e conniventi, sfogliando le pagine più oscure di un album di ricordi che attraversa un'intera, tragica stagione della storia italiana. I sette chili di tritolo alla Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana, la bomba nel cestino di piazza della Loggia, i quattro colpi di pistola con cui venne freddato Mino Pecorelli, si intrecciano alle trame della Loggia P2, alla storia di Ordine Nuovo e dell'Avanguardia Nazionale, "lo so i loro nomi", afferma Maletti in un passaggio dell'intervista. L'indagine dei tre giornalisti riapre gli archivi del generale e uno spiraglio di verità lontano dalle versioni ufficiali. Prefazione di Paolo Biondani.
br. Cosa accadde veramente in piazza Fontana alle 16.37 di quel 12 dicembre 1969? Per quale motivo i servizi segreti intervennero per depistare le indagini? Chi furono i responsabili di questa e delle molte altre stragi che si susseguirono in una micidiale escalation di violenza a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e dei Settanta? Perché lo Stato, pur sapendo, non reagì? Dopo oltre 35 anni di latitanza sudafricana, l'ex generale del S.I.D. (Servizio Informazioni Difesa) Gian Adelio Maletti, unico condannato in via definitiva nei processi per la strage di piazza Fontana, accetta finalmente di raccontare la sua verità ai giornalisti Andrea Sceresini, Maria Elena Scandaliato e Nicola Palma. Superata la soglia dei novant'anni, Maletti rende noti per la prima volta nomi e cognomi di mandanti ed esecutori, complici e conniventi, sfogliando le pagine più oscure di un album di ricordi che attraversa un'intera, tragica stagione della storia italiana. I sette chili di tritolo alla Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana, la bomba nel cestino di piazza della Loggia, i quattro colpi di pistola con cui venne freddato Mino Pecorelli, si intrecciano alle trame della Loggia P2, alla storia di Ordine Nuovo e dell'Avanguardia Nazionale, "lo so i loro nomi", afferma Maletti in un passaggio dell'intervista. L'indagine dei tre giornalisti riapre gli archivi del generale e uno spiraglio di verità lontano dalle versioni ufficiali. Prefazione di Paolo Biondani.
Cartolina a colori di misure 14x9 cm. Non viaggiata.
Cartolina di misure 9x14 cm. Non viaggiata.
Mm 290x415 Fascicolo in folio di 8 pp. con prima e ultima carta illustrate a colori, illustrazioni in nero nel testo. Fioriture ai margini. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 155x245 Collana Officina. Volume in tela editoriale, sovraccoperta con leggeri segni d'uso, 197 pagine, illustrazioni fuori testo. A cura di Franco Borsi, Marcello Del Piazzo, Emo Sparisci, Eligio Vitale. Di questo volume sono state tirate mille copie numerate da 1 a 1000, la nostra è n. 707. Buono lo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 170x240 Brossura cucita di pp. 128, alcune illustrazioni in bianco e nero nel testo. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 300x250 Volume cartonato di pp. 144, ricco apparato iconografico in bianco e nero e colore, sovraccoperta figurata con piccoli strappi ai margini. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
ril. Il 12 dicembre 1969, una bomba scoppia all'interno della Banca nazionale dell'agricoltura in piazza Fontana a Milano provocando 17 morti e 88 feriti. È la «madre di tutte le stragi», il prologo di una stagione di violenti attentati che insanguinerà l'Italia negli anni successivi, ma per Gianni Barbacetto rappresenta anche il primo atto di una strategia eversiva molto più ampia e ispirata a un sistematico disegno criminale. Quell'ordigno segna infatti l'inizio di una «guerra non ortodossa»: da una parte, un esercito occulto, senza divise e senza bandiere ma pronto a tutto, che riteneva di combattere contro il «mostro» comunista; dall'altra parte, cittadini inermi con l'unica colpa di trovarsi al momento sbagliato nel luogo sbagliato: una banca, un treno, una piazza, una stazione. Dopo gli anni dell'orrore e dell'indignazione, e dopo il fallimento quasi completo della via giudiziaria, quelle stragi sono state ridotte a occasione per meste cerimonie di commemorazione. Questo libro, frutto di una ricerca di decenni, dà voce in presa diretta ai magistrati che hanno indagato sull'eversione, getta nuova luce su eventi tra i più oscuri della nostra Repubblica, li collega tra loro e sottolinea come le vicende siano ormai chiare, le responsabilità accertate, il disegno e le connessioni svelati. E ribadisce che raccontare resta un dovere per non dimenticare.
br. 12 dicembre 1969, il nostro venerdì nero. In un Paese che dopo il fascismo e la guerra civile si credeva innocente, quattro esplosioni lacerano il pomeriggio invernale, una a Milano e tre a Roma. Per la più grave, alla Banca nazionale dell'agricoltura di piazza Fontana a Milano, moriranno in diciassette. I feriti sono in tutto centocinque. Comincia la strategia della tensione, comincia la stagione dei sotterfugi e delle manipolazioni, della corruzione e dei soprusi: la stagione che dura ancora oggi. Leggete, leggete questo libro. La sua serietà, la sua passione per la verità - in un Paese in cui questi sono pregi rari - ha portato l'autore a indagare per dieci anni e a penetrare la cortina di acciaio di un segreto coltivato da tutte le parti politiche. Il segreto indicibile delle doppie bombe, piazzate dagli anarchici e raddoppiate dai fascisti; il segreto delle altre due bombe scomparse e dell'esplosivo utilizzato in quel giorno fatidico; quel che sapeva la DC, quel che sapeva il PCI, quel che sapevano gli USA e la NATO. Un segreto che non salva nessuno. E che spiega anche la tragica morte di Pinelli, Calabresi, Feltrinelli. Dopo troppe assoluzioni, dopo che con l'ultima sentenza i parenti delle vittime sono stati condannati a risarcire le spese processuali, il nostro pasticciaccio finalmente si sbroglia...
In-4 (cm. 30.50), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 352, con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Fotografie di Andrea Altrocchi. In ottimo stato (nice copy).