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Bella e decorativa litografia in bianco e nero, mm. 290x390 . Tratta dalla monumentale opera di Felix Benoist "Rome dans sa grandeur. Vues, monument ancient et modernes " stampata in 3 volumi, da Henri Charpentier, nel 1870. . .
Bella e decorativa litografia in bianco e nero, mm. 290x390 . Tratta dalla monumentale opera di Felix Benoist "Rome dans sa grandeur. Vues, monument ancient et modernes " stampata in 3 volumi, da Henri Charpentier, nel 1870. . .
Paris, Librairie d'Art Piazza, 1948. Petit in-4, 247 pp., broché, couverture rempliée et illustrée. 17 belles illustrations en couleurs de Brunelleschi dont un frontispice, 6 bandeaux et 9 vignettes insérées dans le texte. Cinq titres : Carmen - La Vénus d'Ille - Mateo Falcone - Le Vase étrusque - La Dame de Pique. Exemplaire numéroté sur vélin de Rives. Exemplaire en parfait état.
Cartonato con legatura in tela e cofanetto illustrato; fotografie e illustrazioni in bn e colori; pp. 414; tav. in custodia separata; ottimo
Penna misure: mm 240 x 330 Pittore, frescante e incisore italiano. Dopo gli studi scientifici, dal 1961 si dedica alla pittura grazie al maestro Bruno Saetti (Bologna 1902 - Bologna 1984) e grazie a diversi viaggi nelle città italiane durante i quali studia Giotto, Masaccio ma anche l'arte etrusca e i mosaici di Monreale. Nel 1964 si trasferisce in Spagna avvicinandosi all'opera di Goya e di Picasso e l'anno successivo a Parigi. Collabora con riviste e periodici e illustra libri per scrittori contemporanei. Si avvicina all'incisione presso la stamperia d'arte Busato di Venezia; qui oltre a stingere amicizia con diversi artisti quali Ernesto Treccani (Milano 1920 - Milano 2009), Gina Roma (Vazzola 1914 - Fratta 2005), Giorgio Celiberti (Udine 1929) produce diverse litografie. Dal 1974 si dedica principalmente alla pittura a fresco realizzando dipinti murali, pubblici e privati sia in Italia che all'estero. In questo foglio vediamo rappresentato uno scorcio della Piazza Maggiore a Feltre. L'opera appartiene probabilmente agli studi che l'artista esegue nel 1971 quando viene chiamato a illustrare scorci della città. Attraverso un tratto a penna rapido ma puntuale, quasi una sorta di bozzetto, mostra allo spettatore la Torre del Campanon e gli edifici che la affiancano. Tutto è descritto con una sorta di sguardo che abbraccia l'insieme, delicatamente suggerisce le forme e i volumi insistendo su alcuni dettagli. La vegetazione, i profili delle case, la scalinata che porta alla chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano e la statua sull'estrema destra in basso di Panfilo Castaldi (Feltre, ca. 1430 - Zara 1487) primo tipografo italiano e co-inventore con Gutenberg della stampa a caratteri mobili. Firma e data, VII 71, in basso a destra. Ottimo stato di conservazione, eccetto minimo ingiallimento del foglio.
Penna misure: mm 240 x 330 Pittore, frescante e incisore italiano., un artista poliedrico. Dopo gli studi scientifici, dal 1961 si dedica alla pittura grazie al maestro Bruno Saetti (Bologna 1902 - Bologna 1984) e attraverso diversi viaggi nelle città italiane studia Giotto, Masaccio ma anche l'arte etrusca e i mosaici di Monreale. Nel 1964 si trasferisce in Spagna avvicinandosi all'opera di Goya e di Picasso e l'anno successivo a Parigi. Collabora con riviste e periodici e illustra libri per scrittori contemporanei. Si avvicina all'incisione presso la stamperia d'arte Busato di Venezia; qui oltre a stingere amicizia con diversi artisti quali Ernesto Treccani (Milano 1920 - Milano 2009), Gina Roma (Vazzola 1914 - Fratta 2005), Giorgio Celiberti (Udine 1929) produce diverse litografie. Dal 1974 si dedica principalmente alla pittura a fresco realizzando dipinti murali, pubblici e privati sia in Italia che all'estero. Mediante una prospettiva dall'alto verso il basso, Calabrò rappresenta alcuni particolari della Piazza Maggiore a Feltre. L'opera appartiene probabilmente agli studi che l'artista esegue nel 1971 quando viene chiamato a illustrare scorci della città. Il tratto a penna rapido, quasi nervoso, descrive il lato sinistro della piazza; si riconosce la loggia del Palazzo neo-gotico Guarnieri, sullo sfondo la facciata della chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano che domina dall'alto, una parte della colonna con il Leone di San Marco e la statua di Vittorino de' Rambaldoni (Feltre 1373 - Mantova 1446) umanista ed educatore presso la corte dei Gonzaga. Firma, titolo e data in basso a destra a penna: Calabrò/Piazza Maggiore/luglio 71 Ottimo stato di conservazione, eccetto una piccola gora al centro.
In 8 (26x18) Legatura in tela, amatoriale in mezza pelle e marmorizzatura, fregi in oro al dorso. pp.259 con X tavole per l'indice. Illustrazioni a china nel testo, e fotografia originale. cartina pi?ù volte ripiegata in fondo. Ottimo
Paris, L'Edition d'Art H. Piazza, octobre 1920. In-4, 139 pp. Pleine reliure cartonnée à la Bradel, (couleur ivoire), dos lisse, pièce de titre, couvertures conservées. (reliure signée M. T. Aigner). Tirage limité à 1.500 ex (n° XVII ex nominatif Imprimé pour M. Viaud Bruant). Ouvrage orné de 10 belles compositions hors-texte en couleur de Dulac,(miniatures de style oriental), contrecollées et précédées de serpentes légendées. Page de titre llustrée en bleu et argent, encadrement d'une frise dorée, lettrines richemlent décorées, culs-de-lampes et bandeaux. Bel exemplaire ( Carteret V, 174).
Bologna-Modena, Libreria Treves di Pietro Virano, 1895, 16° brossura originale, frontespizio figurato all'acquaforte, pp. 214 con 20 tavole incise fuori testo.
Acquatinta misura: mm 140 x 190 Importante acquafortista e disegnatore attivo per lo più a Milano. Autore di un gran numero di vedute fù il principale illustratore dell'Album Esposizione di Belle Arti in Milano. Tale album venne pubblicato annualmente dal 1839 al 1861 prima da Carlo Canadelli e poi da Giuliano Canadelli e C., in forma di strenna con tavole ritraenti le opere esposte annualmente presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Egli fu un abile e attento vedutista capace di cogliere il bello della vita quotidiana tanto incidendo da sue stesse invenzioni tanto riproducendo dipinti o fotografie di altri autori. A tal proposito vale la pena ricordare la serie del Dragherrotipo delle vedute milanesi, primo esempio di impiego della fotografia quale modello per le incisioni, esteso anche ad altre città italiane per un totale di 119 tavole. Questa tavola di traduzione riprende un dipinto eseguito da Angelo Inganni (Brescia 1807 - Gussago 1880) su commissione del Nobile Signor Filippo dei Marchesi Villani. Vediamo Piazza Borromeo a Milano durante una copiosa nevicata. Gli edifici che circondano la piazza hanno i tetti imbiancati, gli esili alberi in primo piano sono spogli, animano la scena signori in tuba e pastrano, un curato, due cani, un carro e una carrozza, una scena animata che pare descritta come in un fotogramma. Si noti a destra l’insegna di un rivendita di "Tabacchi/sale e cartaboll” appena sotto l’insegna con l’aquila bicipite dell’Imperatore d’Austria. Oltre l’immagine in basso inciso il titolo e più sotto nell'angolo destro "Cherbuin dis. et inc". Impressione eccellente dai contrasti chiaroscurali. Ottimo stato di conservazione. Piccoli margini oltre la battuta del rame. Bibliografia: Paolo Arrigoni, Milano nelle vecchie stampe, 1970 (Album Esposizione di Belle Arti in Milano, a III-XI, 1839-51), 1970, 189/6.
Litografia originale (mm 460x635). Interessante carta topografica databile intorno al 1875, dei progetti per l'aiuola Balbo di Piazza Cavour a Torino, su progetto di Ernesto Sambuy -sovrintendente ai giardini pubblici- che propose l'abbattimento dei baluardi di San Giovanni e Sant'Andrea per sostituirli da due polmoni verdi. Da notare la toponomastica delle vie, differente da quella attuale ( come Via del Re, attuale Corso Vittorio Emanuele; Via Borgo Nuovo, ora Via Mazzini; Via dell'Ospedale, odierna Via Giolitti). In alto centrale il titolo "Pianta del Giardino Pubblico dei Ripari e sue adiacenze", subito sotto la scala 1:2000; a sinistra indicazione della Città di Torino e dell'Ufficio d'Arte. . .
Paris, Le Livre français Piazza, premier volume publié par la Société " Le Livre Français ", 1922. In-8 ; XIV-228 [12] p., demi-maroquin Lavallière à coins, dos à cinq faux nerfs, titre et tête dorée, couvertures et dos conservés (reliure signée de René Aussourd). Un des 500 exemplaires numérotés sur papier Japon. Bel exemplaire.
Resinotipia di misure 17x23 cm applicata su cartone di misure 30x40 cm. Si vende in cornice.
Paris, L'édition d'Art H. Piazza, 28 février 1935. In-8, XIX pp (préface de Jules Janin)-321 pp. Demi-chagrin noir à coins, plat de papier marbré bleu, dos à cinq nerfs perlés, caissons ornés d'encadrements, de fleurons et d'une rose mosaïquée rouge, tête dorée, couvertures et dos conservés. Avec une préface de Jules Janin. Frontispice, 5 illustrations à pleine page et 18 dans le texte ainsi qu'une vignette sur le premier plat de la couverture. Exemplaire justifié sur vélin chiffon. Bel exemplaire.
In-16° pp. 214-1 con 21 tav. f.t. Bross. edit. con lievi tracce d'uso.
Acquaforte misure: mm 100 x 118 Pittore, incisore e architetto eclettico. Studiò inizialmente all'Accademia di Belle Arti di Brera che presto abbandonò per continuare la formazione presso la scuola di Architettura del Politecnico di Milano. Dopo la laurea, nel 1876, si trasferì a Parigi presso la Scuola di Belle Arti che non frequenterà assiduamente privilegiando viaggi di studio e lo studio di diversi cantieri. Beltrami ebbe un ruolo di rilievo come architetto, come restauratore e come incisore. La passione per tale tecnica gli venne trasmessa dall'amico Luigi Conconi (Milano 1852 - Milano 1917). Realizzerà diverse incisioni eseguite con segno rapido e deciso di pieno gusto scapigliato, tutte in tirature occasionali. Questa stampa è uno straordinario documento storico, una fotografia di storia milanese. Viene rappresentato il momento in cui veniva abbattuto l'antico gruppo di case medioevali, eliminate per fare spazio all'attuale piazza Duomo. L'intero isolato caratterizzato da portici, negozi e abitazioni era chiamato del Rebecchino. Il nome deriva da una locanda presente nel rione che come insegna aveva la raffigurazione di una donna che suonava la ribeca. Durante i lavori per il rifacimento della facciata del Duomo si prese in considerazione l'idea di allargare la piazza e il progetto di demolizione fu inserito nel Piano Generale di Milano del 1810. I lavori iniziarono 50 anni dopo e la demolizione avvenne in occasione della visita in città dell'imperatore tedesco Guglielmo I. Assistiamo ad uno spaccato della vita milanese dell'ottocento; uomini, donne e animali gremiscono la piazza, osservano e commentano la scena, mentre alle loro spalle qualche muro è già crollato. La luce fredda di una mattina di ottobre crea contrasti chiaroscurali forti che rendono la facciata del Duomo iridescente. Incisa in alto a destra la scritta: "3 ottobre/1875/LB". Impressione eccellente, molto curata con morbida velatura d’inchiostro più marcata nella zona inferiore del foglio e con effetti di pulitura nelle zone in luce. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. L'opera faceva parte dell'album di sei acqueforti di Luca Beltrami pubblicato a spese dalle Società per l'Esposizione Permanente di Belle Arti per i suoi soci per l'anno 1879 e stampato a Torino Presso Carlo Lovera. Stato: Unico. Un esemplare simile è conservato presso la Raccolta Bertarelli di Milano http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/H0080-03980/?view=ricerca&offset=33. Dal catalogo: Luca Beltrami acquafortista (1909), compilato dall'autore stesso con lo pseudonimo di Polifilo, si apprende che l'acquaforte è stata il "dono annuale della Società di Belle Arti di Milano, nel 1879". Bibliografia: A.M.Comanducci, Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni - II ediz. Milano 1945; Polifilo, Beltrami acquafortista, Milano 1909, n.2 pag.33; A. Mazzetti, L'acquaforte lombarda nella seconda metà dell'800, Milano, n 39; S. Paoli, Luca Beltrami (1854-1933). Storia, Arte e Architettura a Milano, Milano, Castello Sforzesco 27 marzo - 29 giugno 2014.
Litografia originale (mm 310x450). Veduta prospettica di piazza San Carlo, con lo sfondo delle chiese di Santa Cristina e San Carlo, secondo una prospettiva che si apre verso la parte di Via Roma che conduce a Porta Nuova. La piazza fu fatta costruire dalla duchessa Maria Cristina sui disegni dell'architetto Carlo di Castellamonte. Sullo sfondo, a sinistra, la chiesa di Santa Cristina , fondata nel 1639 dalla medesima duchessa, su progetto dello stesso Castellamonte, la facciata fu rifatta nel 1717 da Juvarra. La chiesa di destra è San Carlo costruita nel 1619 dal duca Carlo Emanuele I, su disegno del barone Valperga; la facciata originaria, in mattoni, fu sostituita con l'attuale simile a quella di S. Cristina, nel 1834. Per la prima volta al centro della piazza , appare la statua equestre in bronzo di Emanuele Filiberto, detta popolarmente " 'l Caval ' d brôns ", opera dello scultore Marocchetti e collocata nel 1838. Tavola, tratta da una delle più rare e pregevoli raccolte di vedute sulla città di Torino. Esemplare in buone condizioni conservative.. .
pp.30, (2) con incisoni originali di Vincenzo Piazza (6 acqueforti in bianco e nero su fondino Oxford, di cui 5 a piena pagina firmate a matita e una nel frontespizio impressa su fondo azzurro) e diversi linoleum nei risguardi stampati in colore azzurro). Tiratura di 33 esemplari numerati in numeri arabi + XXIII numerati in numeri romani (questi ultimi con le acqueforti stampate su fondino Oxford). Il ns. è uno degli es. romani. Edizione realizzata per il centenario della nascita di dino Prandi, grande libraio di Reggio Emilia e primo e insuperato bibliografo di Lazzaro Spallanzani.
Cm. 32x24; pp. 24. Cinque tavole, di cui due a doppia pagina, incise da Ronzani. Vignetta al frontespizio con progetto di sistemazione della Piazza Bra. Tavole 1) Pianta della Piazza di Bra e degli edifizi ivi esistenti, e progettati. 2) Prospetto anteriore del nuovo edifizio ad uso di teatro diurno… 3) Prospetto della scena del teatro diurno. 4) Prospetto della loggia e gradinata interna. Cartonato marmorizzato coevo. Ottimo esemplare a bianche carte. Opera di non facile reperibilità. 73/32
Incisione in rame (mm. 445x570 con margini), firmata dagli autori nella parte inferiore della veduta. In basso al centro il titolo: "Entrée des Francais dans Turin le 17 firmaire an 7", cui segue il resoconto dell'avvenimento su quattro righe. Seguono le indicazioni tipografiche: a sinistra, "Deposée à la Biblioteque Nationale"; a destra, "A Paris, chez Jean, rue Jean de Beauvais N° 32". Veduta prospettica - inusuale tra quelle dell'epoca - di Piazza delle Erbe (attuale Piazza Palazzo di Città) nel giorno dell'ingresso delle truppe francesi in Torino, il 7 dicembre 1798, sotto il comando del generale Joubert. Centrale il Palazzo del Municipio con, a lato, la Torre Civica abbattuta da Napoleone solo tre anni dopo durante la sua occupazione. Sulla battuta inferiore, centrale, il timbro "Bibliothèque de San Donato": la biblioteca fu dispersa a Parigi nel 1880 (cfr. Catalogue vente aux enchères publiques le mercredi 5 mai 1880 et les jours suivants). . A. Peyrot, I, 244, p. 372.
[Firenze, Giuseppe Manni, 1714], grande incisione all'acquaforte, mm. 485x683 (l'impronta della lastra), mm. 487x706 (il foglio). Tavola firmata in lastra "Cosimo Mogalli delin. et scolp." Proveniene dal volume di G.B. Casotti "Memorie istoriche della miracolosa immagine di Maria Vergine dell'Impruneta". Raffigura la piazza Pitti con il Palazzo sullo sfondo e, in primo piano, la processione che accompagna la Sacra Immagine nel suo ingresso al Palazzo. Con titolo e "legenda" impressi in lastra nella parte inferiore. Qualche strappetto ottimamente restaurato. Margine bianco ricostruito in poche parti: condizioni più che buone. In passe-partout.
Paris, L'Edition d'Art H. Piazza, 10 novembre 1913. Grand in-4 (24 x 31), couverture imprimée illustrée en couleurs et rempliée, 138 pp-[4] n. ch (table, achev.impr) livre inséré dans un coffret bleu avec pièce de titre. Planche en frontispice et 19 superbes hors-texte en couleur protégés d'une serpente légendée par Umberto Brunelleschi Tirage unique de 500 exemplaires numérotés sur Japon, signés par l'Artiste (n° 69), portant le cachet de l'artiste. Bel exemplaire.
In-4°; pp. (2) e 1 tavola incisa su rame. Nota di possesso manoscritta su entrambe le carte. Cartonato. Redazione dedicata a mons. Troiano Acquaviva dal card. Acquaviva, che descrive la festa e l’apparato effimero realizzato a Roma per le nozze del principe d’Asturia e della duchessa di Montpenser, principessa di Borbone. roma piazza di spagna feste apparati effimeri fuochi artificiali nozze
Cromolitografia originale firmata Cretté e Vergnano, mm.290x350. Titolo su tre righe lungo il lato inferiore, sopra il titolo a destra ed a sinistra le note tipografiche: V.nia ed E.lia Lombardi dis. dal vero e cromol.; Isnardi Editore; Lit. Cretté e Vergnano Torino con permiss. Veduta prospettica della chiesa di S.Croce con illuminazione, la sera del 23 aprile 1842. La chiesa fu la parrochiale di S. Paolo dai primi anni del XIII, divenne poi confraternita di S. Croce. Nel 1679 venne edificata nella forma attuale secondo i disegni di Francesco Lanfranchi e, nel 1728, dichiarata Basilica Magistrale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro da Vittorio Amedeo II. Facciata e cupola furono architettate nel 1835 da Carlo Bernardo Mosca. Rarissima incisione tratta dall'opera di Virginia ed Emilia Lombardi, "Ricordi delle Feste Torinesi nell'Aprile 1842 per le nozze di SAR Vittorio Emanuele Duca di Savoia colla Principessa Maria Adelaide Arciduchessa d'Austria" . Peyrot, II, 479/13. Pescarmona D., Cultura figurativa e architettonica negli Stati del Re di Sardegna 1773 - 1861, 1980, p. 880, v. 1, p. 449.
In-folio, (32) carte, inclusa antiporta, 560 [i.e. 558] pagine, (30) carte, errori di numerazione. Bellissima antiporta figurata allegorica incisa in rame da Conelis Bloemaert su disegno di Giovanni Angelo Canini, ritratto di Innocenzo X, 1 grande tavola più volte ripiegata, 5 incisioni in rame a piena pagina (di Pietro Miotte), numerose xilografie nel testo, iniziali xilografiche, testo in carattere romano, corsivo, arabo, greco ed ebraico, marca tipografica in fine volume, brunitura su qualche carta, legatura in pergamena coeava, piccoli difetti.