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Milano, 1919, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 341/344 con 6 fotografie. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
In 8, pp. 141-153 + (1b) con 1 tav. f.t. rip. con piantina. Br. muta coeva. Saggio in lingua tedesca relativo alla basilica che Adriano dedico' alla suocera Matidia rinvenuta a piazza Capranica, sotto il complesso di Santa Maria in Aquiro.
Acquaforte misure: mm 100 x 118 Pittore, incisore e architetto eclettico. Studiò inizialmente all'Accademia di Belle Arti di Brera che presto abbandonò per continuare la formazione presso la scuola di Architettura del Politecnico di Milano. Dopo la laurea, nel 1876, si trasferì a Parigi presso la Scuola di Belle Arti che non frequenterà assiduamente privilegiando viaggi di studio e lo studio di diversi cantieri. Beltrami ebbe un ruolo di rilievo come architetto, come restauratore e come incisore. La passione per tale tecnica gli venne trasmessa dall'amico Luigi Conconi (Milano 1852 - Milano 1917). Realizzerà diverse incisioni eseguite con segno rapido e deciso di pieno gusto scapigliato, tutte in tirature occasionali. Questa stampa è uno straordinario documento storico, una fotografia di storia milanese. Viene rappresentato il momento in cui veniva abbattuto l'antico gruppo di case medioevali, eliminate per fare spazio all'attuale piazza Duomo. L'intero isolato caratterizzato da portici, negozi e abitazioni era chiamato del Rebecchino. Il nome deriva da una locanda presente nel rione che come insegna aveva la raffigurazione di una donna che suonava la ribeca. Durante i lavori per il rifacimento della facciata del Duomo si prese in considerazione l'idea di allargare la piazza e il progetto di demolizione fu inserito nel Piano Generale di Milano del 1810. I lavori iniziarono 50 anni dopo e la demolizione avvenne in occasione della visita in città dell'imperatore tedesco Guglielmo I. Assistiamo ad uno spaccato della vita milanese dell'ottocento; uomini, donne e animali gremiscono la piazza, osservano e commentano la scena, mentre alle loro spalle qualche muro è già crollato. La luce fredda di una mattina di ottobre crea contrasti chiaroscurali forti che rendono la facciata del Duomo iridescente. Incisa in alto a destra la scritta: "3 ottobre/1875/LB". Impressione eccellente, molto curata con morbida velatura d’inchiostro più marcata nella zona inferiore del foglio e con effetti di pulitura nelle zone in luce. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. L'opera faceva parte dell'album di sei acqueforti di Luca Beltrami pubblicato a spese dalle Società per l'Esposizione Permanente di Belle Arti per i suoi soci per l'anno 1879 e stampato a Torino Presso Carlo Lovera. Stato: Unico. Un esemplare simile è conservato presso la Raccolta Bertarelli di Milano http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/H0080-03980/?view=ricerca&offset=33. Dal catalogo: Luca Beltrami acquafortista (1909), compilato dall'autore stesso con lo pseudonimo di Polifilo, si apprende che l'acquaforte è stata il "dono annuale della Società di Belle Arti di Milano, nel 1879". Bibliografia: A.M.Comanducci, Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni - II ediz. Milano 1945; Polifilo, Beltrami acquafortista, Milano 1909, n.2 pag.33; A. Mazzetti, L'acquaforte lombarda nella seconda metà dell'800, Milano, n 39; S. Paoli, Luca Beltrami (1854-1933). Storia, Arte e Architettura a Milano, Milano, Castello Sforzesco 27 marzo - 29 giugno 2014.
pp. non numerate con un'acquaforte originale di Vincenzo Piazza, numerata e firmata dall'artista, stampata su tre pagine. Tiratura unica di 40 es. il nostro è l'es. 24/40. Volume 3 della collana "Riflessi". Contiene la poesia "Desideri" di Costantino Kavafis, con testo greco a fronte, accompagnata da un'acquaforte di Vincenzo Piazza. Traduzione e nota di Costantino Kavafis.
Paris, Piazza, Edition d' Art, 1931. In-12, broché. Ornementations (lettrines et culs-de-lampe) dessinées par Pierre COURTOIS. Bel exemplaire de cet ouvrage composé de " remarques sur les langues et les littératures nègres ", de 14 fables, de préceptes, de proverbes et de devinettes.
Piazza Editore, maggio 2013. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. Soft cover in fine conditions, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
pp.71 + colophon con numerose riproduzioni di disegni dell'artista in b/n ed alcune a colori. Alcune copie di questa edizione sono numerate e firmate e esno accompagnate da un'acquaforte originale (edizione di 40 + XX es.). La nostra copia appartiene all'ediz. corrente, priva di numerazione, firma e opera originale. Racconto di Antonietta Spadaro accompagnato da illustrazioni di Vincenzo Piazza. Testo bilingue: italiano/inglese.
Cartolina in bianco e nero di misure 15,2x10,5 cm. Non viaggiata.
br. Tre generazioni di storici concentrano anni di studio sulla strage di piazza Fontana in un volume corale, accostando le nuove linee di ricerca sul tema a un documentato inquadramento degli eventi. A partire dall'analisi di come oggi la strategia della tensione è studiata nelle aule di scuola e dallo sguardo dei mass media stranieri e italiani, gli autori provano a capire, cinquant'anni dopo le bombe, cosa rimane della strage di piazza Fontana e della strategia della tensione e come raccontare questa complessa fase della storia italiana ed europea, fornendo possibili nuovi strumenti di studio. Questo, anche se non sembra, è un libro di storia del tempo presente. Non perché non ci sia ancora tanto da dire e da indagare sulla vicenda, ma perché è sempre più urgente porre l'attenzione della storiografi a su come quegli eventi e quel periodo sono visti oggi. Smascherare l'origine di alcune storture attuali dell'immaginario collettivo è necessario per aiutare tutti, soprattutto i giovani, a comprendere che questa storia continua a essere la loro e la nostra storia e per correggere finalmente la rotta dell'attuale disgregazione politico-culturale. Postfazione di Mirco Dondi. Con scritti di: Aldo Giannulli, Davide COnti, Elia Rosati, Giulio D'Errico, Elio Catania, Erica Picco, Sara Troglio, Fabio Vercilli.
br. Tre generazioni di storici concentrano anni di studio sulla strage di piazza Fontana in un volume corale, accostando le nuove linee di ricerca sul tema a un documentato inquadramento degli eventi. A partire dall'analisi di come oggi la strategia della tensione è studiata nelle aule di scuola e dallo sguardo dei mass media stranieri e italiani, gli autori provano a capire, cinquant'anni dopo le bombe, cosa rimane della strage di piazza Fontana e della strategia della tensione e come raccontare questa complessa fase della storia italiana ed europea, fornendo possibili nuovi strumenti di studio. Questo, anche se non sembra, è un libro di storia del tempo presente. Non perché non ci sia ancora tanto da dire e da indagare sulla vicenda, ma perché è sempre più urgente porre l'attenzione della storiografi a su come quegli eventi e quel periodo sono visti oggi. Smascherare l'origine di alcune storture attuali dell'immaginario collettivo è necessario per aiutare tutti, soprattutto i giovani, a comprendere che questa storia continua a essere la loro e la nostra storia e per correggere finalmente la rotta dell'attuale disgregazione politico-culturale. Postfazione di Mirco Dondi. Con scritti di: Aldo Giannulli, Davide COnti, Elia Rosati, Giulio D'Errico, Elio Catania, Erica Picco, Sara Troglio, Fabio Vercilli.
Mm 135x215 Brossura di pp. 253 con 16 tavole b/n non comprese nel teso. Volume in buono stato, firma di appartenenza sulla copertina. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALL'ORDINE.
Penna misure: mm 240 x 330 Pittore, frescante e incisore italiano. Dopo gli studi scientifici, dal 1961 si dedica alla pittura grazie al maestro Bruno Saetti (Bologna 1902 - Bologna 1984) e grazie a diversi viaggi nelle città italiane durante i quali studia Giotto, Masaccio ma anche l'arte etrusca e i mosaici di Monreale. Nel 1964 si trasferisce in Spagna avvicinandosi all'opera di Goya e di Picasso e l'anno successivo a Parigi. Collabora con riviste e periodici e illustra libri per scrittori contemporanei. Si avvicina all'incisione presso la stamperia d'arte Busato di Venezia; qui oltre a stingere amicizia con diversi artisti quali Ernesto Treccani (Milano 1920 - Milano 2009), Gina Roma (Vazzola 1914 - Fratta 2005), Giorgio Celiberti (Udine 1929) produce diverse litografie. Dal 1974 si dedica principalmente alla pittura a fresco realizzando dipinti murali, pubblici e privati sia in Italia che all'estero. In questo foglio vediamo rappresentato uno scorcio della Piazza Maggiore a Feltre. L'opera appartiene probabilmente agli studi che l'artista esegue nel 1971 quando viene chiamato a illustrare scorci della città. Attraverso un tratto a penna rapido ma puntuale, quasi una sorta di bozzetto, mostra allo spettatore la Torre del Campanon e gli edifici che la affiancano. Tutto è descritto con una sorta di sguardo che abbraccia l'insieme, delicatamente suggerisce le forme e i volumi insistendo su alcuni dettagli. La vegetazione, i profili delle case, la scalinata che porta alla chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano e la statua sull'estrema destra in basso di Panfilo Castaldi (Feltre, ca. 1430 - Zara 1487) primo tipografo italiano e co-inventore con Gutenberg della stampa a caratteri mobili. Firma e data, VII 71, in basso a destra. Ottimo stato di conservazione, eccetto minimo ingiallimento del foglio.
Penna misure: mm 240 x 330 Pittore, frescante e incisore italiano., un artista poliedrico. Dopo gli studi scientifici, dal 1961 si dedica alla pittura grazie al maestro Bruno Saetti (Bologna 1902 - Bologna 1984) e attraverso diversi viaggi nelle città italiane studia Giotto, Masaccio ma anche l'arte etrusca e i mosaici di Monreale. Nel 1964 si trasferisce in Spagna avvicinandosi all'opera di Goya e di Picasso e l'anno successivo a Parigi. Collabora con riviste e periodici e illustra libri per scrittori contemporanei. Si avvicina all'incisione presso la stamperia d'arte Busato di Venezia; qui oltre a stingere amicizia con diversi artisti quali Ernesto Treccani (Milano 1920 - Milano 2009), Gina Roma (Vazzola 1914 - Fratta 2005), Giorgio Celiberti (Udine 1929) produce diverse litografie. Dal 1974 si dedica principalmente alla pittura a fresco realizzando dipinti murali, pubblici e privati sia in Italia che all'estero. Mediante una prospettiva dall'alto verso il basso, Calabrò rappresenta alcuni particolari della Piazza Maggiore a Feltre. L'opera appartiene probabilmente agli studi che l'artista esegue nel 1971 quando viene chiamato a illustrare scorci della città. Il tratto a penna rapido, quasi nervoso, descrive il lato sinistro della piazza; si riconosce la loggia del Palazzo neo-gotico Guarnieri, sullo sfondo la facciata della chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano che domina dall'alto, una parte della colonna con il Leone di San Marco e la statua di Vittorino de' Rambaldoni (Feltre 1373 - Mantova 1446) umanista ed educatore presso la corte dei Gonzaga. Firma, titolo e data in basso a destra a penna: Calabrò/Piazza Maggiore/luglio 71 Ottimo stato di conservazione, eccetto una piccola gora al centro.
in-4°, pp. 238 con numerose ill. a colori n.t. a piena e doppia pagina. Leg. in tela edit. con sovrac. ill. a colori. Stato di nuovo.
In-8 gr., 2 volumi (testo + Atlante), cartonato rigido editoriale, sovracoperta, custodia. <br> Volume di testo, pp. 414 con 232 illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo e 3 tavole fuori testo. <br> Atlante, con 65 tavole sciolte a colori e in bianco e nero, piu' volte ripiegate, che illustrano il corpus delle strutture, dei pavimenti e delle decorazioni parietali.<br> Raccolta sul complesso musivo che ha fatto della villa il monumento rurale piu' noto dell'antichita'. In buono stato (good copy).
Cartonato con legatura in tela e cofanetto illustrato; fotografie e illustrazioni in bn e colori; pp. 414; tav. in custodia separata; ottimo
1 vol. di 414 pp. con molte ill. n.t. e tavole f.t. + un cofanetto contenente le tavole sciolte dell'Atlante del corpus delle strutture, dei pavimenti e delle decorazioni parietali; 29,8 cm. Cart. edit. con sovrac. e protezione in plastica, cofanetto che contiene le due parti. Molto buono. Le tavole sono ancora sigillate el cellophane. Legegre tracce di polvere al solo cofanetto
Cartolina postale di 14x9 cm. Viaggiata e con timbro K. u. k. Militarzensur Kolozsvar.
Cartolina in bianco e nero di misure 14x9 cm. Viaggiata con francobollo e timbro di annullo di Folgaria.
Resinotipia di misure 17x23 cm applicata su cartone di misure 30x40 cm. Si vende in cornice.
Bella e decorativa litografia in bianco e nero, mm. 290x390 . Tratta dalla monumentale opera di Felix Benoist "Rome dans sa grandeur. Vues, monument ancient et modernes " stampata in 3 volumi, da Henri Charpentier, nel 1870. . .
In oblungo (37×13,5 cm per il cartoncino, 30×8 cm la fotografia). Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Bella fotografia di una sfilata dei cadetti dell’Accademia di Modena, con i loro fucili d’ordinanza, all’inizio del XX° secolo. Sulla destra della foto un cittadino nei tipici vestiti dell’epoca. Sullo sfondo il Palazzo dell’Intendenza Camerale. La foto venne realizzata da Pellegrino Orlandini e figli, intorno al 1910. Pellegrino Orlandini (Modena, 18 aprile 1843 – Modena 28 maggio 1910), fu il fondatore e capostipite del più famoso studio fotografico modenese. Pellegrino apprese l’arte della fotografia da diversi celebri fotografi modenesi come Ruggero Porta, i F.lli Bozzetti, Giuseppe Obici soprattutto, Gaetano Sorgato. Iniziò la sua attività come fotografo ambulante nella provincia modenese, specializzandosi, in particolare, nella documentazione di edifici architettonici (con particolare attenzione alla documentazione di quelli a rischio architettonico) e nelle bellezze naturali dell’Appennino Modenese. Non è certa la data di apertura del suo primo studio fotografico a Modena ma con ogni probabilità, ciò avvenne fra il 1881 ed 1885. L’attività si sviluppa velocemente, tanto che già nel 1887, partecipa alla prima Esposizione nazionale di fotografia di Firenze, dove entra in contatto con l’attività dei Fratelli Alinari. A partire dal 1899, Pellegrino inizia, lentamente, a passare la gestione dell’attività ai figli Umberto (Modena, 5 maggio 1879 – Modena, 19 settembre 1931) ed Enrico (Modena, 1871 – Modena, 7 aprile 1921). In particolare Umberto, che nell’Esposizione Internazionale di Torino, assiste all’opera di alcuni dei più grandi fotografi americani dell’epoca che erano stati invitati a prender parte a questa manifestazione, è da considerarsi il più innovativo e sperimentale dei fratelli, e si legò alla corrente fotografica del pittorialismo. Rara fotografia in oblugno.
Mm 220x220 Collana "Quaderni di Architettura dell'Area Tuscolana" - Volume nella sua brossura originale, xxiv-532 pagine con un ricco apparato iconografico perlopiù a colori e tavole ripiegate nel testo. Copia pari al nuovo, mai frequentata; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.