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Mm 160x230 Volume in copertina rigida, sovraccoperta originale, xviii-267 pagine. Copia come nuova, solo un piccolo timbro di biblioteca privata dismessa in apertura; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 150x210 Collana "Psiche e Coscienza" - Volume nella sua brossura originale, sovraccoperta editoriale, 252 pagine. Traduzione di Sibylla Reginelli. Libro in condizioni di nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-8 (cm. 22), brossura editoriale illustrata, pp. XLIV, 243, (9), ritratto di Ernst Bernhard in antiporta, in bianco e nero. In buono stato di conservazione (good copy).
Mm 135x220 Collana "Saggi" - Brossura editoriale di 157 pagine. Dorso e margine superiore di copertina ingialliti, timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. È proprio vero che "l'amore è sempre un problema, in qualsiasi età della vita di un uomo"? Perché "si fa di tutto, anche le cose più strane, pur di sfuggire alla propria anima"? E siamo certi che "chiunque prende la strada sicura è come se fosse morto"? Dopo i precedenti, e fortunati, "A spasso con Jung" (2005) e "A colazione da Jung" (2006), sono raccolte in questo libro nuove divagazioni, serie e semiserie, intorno a fulminanti citazioni junghiane, che catturano e danno da pensare, mettendo a fuoco desideri e paure dell'uomo contemporaneo. I commenti proposti dagli autori, di tono filosofico, letterario, psicologico, a seconda dei casi, invitano comunque il lettore a interrogarsi e a cercare altre possibili risposte.
Mm 150x225 Brossura editoriale di 140 pagine, copertina figurata, sottolineature con pennarello arancione al foglio di chiusura. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 110x160 "Amore e psiche". Brossura editoriale di 156 pagine, copertina figurata con lievi segni d'uso, firma d'appartenenza all'occhiello, illustrazioni in nero nel testo, alcune sottolineature e segni di penna a pagina 48, peraltro volume in buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 110x160 "Amore e psiche". Brossura editoriale con sovraccoperta illustrata a colori, 155 pagine, dedica dell'autore al primo foglio bianco, leggeri segni d'uso al dorso, peraltro ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Extracts from the Journal of Mircea Eliade, (1907-1986) historian of religion, fiction writer, philosopher, professor at the University of Chicago. He was exiled from his native Romania in 1947. With Index. 343 pages.
Book has creaseless back cover and spine, a small crease on front. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no other blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. A couple of foxing marks and remainder mark at top page ends, sticker residue on front. 79 pages, Sigmund glowers on the cover.
In 8, leg. in tela con sovracc., pp. 595 con LXIV tavv. in n. n.t. e 43 fig. in n. n.t.Residuo di etichetta adesiva al dorso della sovracc., lievissime abrasioni alla sovracc., ottime condizioni.Luogo di pubblicazione TorinoEditore BoringhieriAnno pubblicazione 1980Materia/Argomento Psicologia, Jung
br. Umberto Galimberti prende le mosse dai vizi capitali: Accidia, Avarizia, Gola, Invidia, Ira, Lussuria, Superbia. Identificati come "abiti del male" da Aristotele, come "opposizione della volontà dell'uomo alla volontà divina" nel Medioevo, come espressione della tipologia umana nell'Età dei lumi, appaiono infine come manifestazione psicopatologica nel Novecento. "E così, fuoriescono dal mondo morale per fare il loro ingresso in quello patologico. Non più vizi, ma malattie dello spirito." Alla luce di questa sequenza storica, Galimberti "ambienta" i vizi nel panorama contemporaneo conflittualmente compresi fra la funzionalità (anche del male) propria dell'età della tecnica e l'urgenza dell'etica. Segue un'ampia ricognizione su quelle tendenze o modalità comportamentali per le quali suona efficace (e impropria) la definizione di "nuovi vizi": la sociopatia, la spudoratezza, il consumismo, il conformismo, la sessomania, il culto del vuoto, la voluttà dello shopping, la dipendenza dalla merce, la meccanicità del sesso hanno a che fare con il dissolvimento della personalità. Sono di fatto la negazione del modello "vizioso". Inquadrarli come vizi fa sì che si possa parlarne, onde "esserne almeno consapevoli e non scambiare per 'valori della modernità' quelli che invece sono solo i suoi disastrosi inconvenienti".
br. Quando dico "ti amo" che cosa sto dicendo di preciso? E soprattutto, chi parla? Il mio desiderio, la mia idealizzazione, la mia dipendenza, il mio eccesso, la mia follia? Non c'è parola più equivoca di "amore" e più intrecciata a tutte quelle altre parole che, per la logica, sono la sua negazione. Tutti, chi più chi meno, abbiamo fatto esperienza che l'amore si nutre di novità, mistero e pericolo e ha come suoi nemici il tempo, la quotidianità e la familiarità. Nasce dall'idealizzazione della persona amata di cui ci innamoriamo per un incantesimo della fantasia, ma poi il tempo, che gioca a favore della realtà, produce il disincanto e tramuta l'amore in un affetto privo di passione o nell'amarezza della disillusione. Qui Freud ci pone una domanda: "Quanta felicità barattiamo in cambio della sicurezza?". Umberto Galimberti ci consegna un volume in cui l'acutezza del pensiero penetra i meandri del sentimento e del desiderio, registrando i mutamenti intervenuti nelle dinamiche dell'attrazione, nel patto con l'amato/a, nei percorsi del piacere (dall'onanismo alla perversione). Sullo sfondo si muove, come un fantasma, continuamente evocato e rimosso, quello che propriamente o impropriamente gli uomini non smettono di chiamare amore.
brossura Con questo primo tomo (e con il secondo, che seguirà in tempi brevi) si completa l'edizione italiana delle "Opere" di Jung. Le bibliografie degli scritti, delle lezioni e seminari, delle lettere, così come gli altri apparati, seguono criteri originali espressamente concepiti per questa edizione, e costituiscono nell'insieme uno strumento indispensabile per quanti si accostano a Jung con intenti di studio e di approfondimento. Sono di particolare interesse le tavole di concordanza con le pagine delle edizioni inglese e tedesca degli scritti.
ril. Il tomo secondo completa l'apparato di strumenti di consultazione e di approfondimento che è parte essenziale dell'edizione italiana delle 'Opere'. Il volume contiene: Riferimenti bibliografici presenti nelle 'Opere'; Indice degli autori citati; Indice dei casi clinici; Indice dei sogni; Indice dei simboli; Indice dei miti, favole e leggende; Indice delle opere d'arte e letterarie; Indice dei periodici; Indice dei nomi di persona; Indice generale degli argomenti.
br. Organismo da sanare, forza lavoro da impiegare, carne da redimere, inconscio da liberare: nel corpo, nella repressione della sua naturale ambivalenza, è leggibile la storia culturale dell'Occidente. Un libro fondamentale, la proposta di una psicologia che, togliendo la scissione anima/corpo sui cui si fonda, cominci a pensarsi contro se stessa.
br. "Questo libro parla della terra e del suo male, del segno e del simbolo del linguaggio e del suo limite. Questo libro parla di Jung, perché, come Nietzsche, Jung raggiunge l'essenza violenta del discorso psicologico e quindi l'origine del discorso, che neppure la filosofia conosce perché, come 'scienza umana', non dice che il limite... Dopo Jung non si può fare psicologia se non accedendo alla nascita della psicologia che non si trova nei testi scientifici, dove le tautologie assicurano i generi e le tecniche, ognuno al suo posto, ma in quel pre-testo che è la religione, dove il dramma divino narra la vicenda umana che l'uomo non può raccontare, perché il suo racconto, il suo testo è venuto dopo. Per questo in Jung non parla il sapere, ma Dio e gli dèi. Con Jung torna l'enigma, torna l'Oscurità. La sua psicologia assume il modo del discorso per trasferirlo al limite del discorso. È questo limite che vogliamo indagare." (Dalla prefazione)
br. Una raccolta degli interventi attraverso cui l'autore ha registrato eventi culturali, mutamenti di mentalità e di costume, partendo dalla pubblicazione di un'opera o dall'uscita di un libro le cui tematiche si prestavano a mettere a fuoco un problema. Nel rapporto con il mondo della cultura che guarda le vicende degli uomini e l'andamento delle cose, possiamo apprendere come gli uomini si sono congedati dal mito senza per questo potersi sottrarre al lavoro del simbolo che continua a operare; come sono state tracciate le vie del pensiero, minacciate dalle incursioni di una follia che mai gli uomini possono congedare; come la psiche abbia giocato le movenze del corpo portandole a quell'espressività di cui la sessualità è traccia ed equivoco.
In-8 (cm. 21.70), brossura illustrata, pp. 601, (1), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. In buono stato (good copy).
br. Dai mille sogni che Wolfgang Pauli, uno dei fisici più creativi del Novecento, portò in dote a Carl Gustav Jung, lo psicologo che, insieme a Freud, avviò l'esplorazione dell'inconscio, scaturì una straordinaria avventura intellettuale e umana. L'incontro portò alla riscoperta della nozione di sincronicità e alla reinterpretazione di quelle coincidenze, prive di connessioni causali ma dense di significato, che ricorrono di continuo nella nostra esperienza quotidiana. Fece maturare la consapevolezza che la storia dell'umanità è profondamente plasmata da archetipi, strutture fondanti alle quali il pensiero deve la propria capacità creativa, dato che costituiscono una riserva psichica pressoché inesauribile da cui trarre alimento. Ma soprattutto fu all'origine di una fruttuosa alleanza tra fisica e psicologia, tra materia e psiche. Questo libro racconta il sodalizio tra due personalità eccezionali e gli straordinari effetti che esso ebbe sulla cultura del secolo scorso, aprendo prospettive di cui solo oggi iniziamo a comprendere le potenzialità.
GENESI EDITRICE 2006. DEDICA DELL'AUTO IN ANTIPORTA, PER IL RESTO PERFETTO E INTONSO. Questa monografia su Pirandello e “La coscienza captiva”, attraverso un’acuta esegesi psicoanalitica, delimita tre aree fondamentali della produzione pirandelliana. La prima area, quella che afferisce alla poesia (1882-1912), consegnata all’oblìo dalla critica ufficiale e considerata “un’esperienza ai margini”, viene esplorata, in questo studio, attento e rigoroso, con la chiave di lettura della bi-logica matteblanchiana, disvelando i segreti della coscienza nel suo incessante gioco di maschere. La seconda, la fase centrale del Teatro (1921-1922), prende in esame il viaggio à rebours dell’Enrico IV, colto dai fantasmi dell’immaginazione e dalla sua incontrollabile follia, nell’intersecarsi simultaneo del rinsavimento e della dilacerazione dell’io. La terza, quella del “Teatro dei miti” (1936), viene analizzata mediante l’ottica della simmetrizzazione di Ignacio Matte Blanco, sia come logica destabilizzante sia come “istante di felice delirio”. La triangolazione della monografia è tutta giocata sul doppio registro dell’altro da sé e sulle complesse declinazioni dell’alterità, mentre l’agnizione della follia è interrelata all’inquietante dissoluzione del personaggio e alla sua coscienza dimidiata. Tutto lo scenario dell’universo pirandelliano viene indagato, con fine acume, da Carlo Di Lieto, mediante la nuova strumentazione psicoanalitica della bi-logica, delineando originali percorsi di ricerca sul mistero del doppio e sull’imperscrutabilità dell’io diviso.
br. «Padre significava per me qualcosa di cui ci si può fidare e: impotenza. Questo è l'handicap con cui ho cominciato». Da tale ricordo di Carl Gustav Jung prende le mosse Pier Claudio Devescovi, che indaga l'immagine del padre fra verità narrativa e verità storica. Il padre debole che Jung ci ha tramandato nel suo «mito» viene messo a confronto con la figura del pastore Paul Achilles Jung quale traspare dai documenti d'epoca. Ne emerge un rapporto ambivalente, tanto quanto il rapporto di Carl Gustav con la possente figura del nonno, suo omonimo, famoso medico e rettore dell'Università di Basilea, nonché presunto discendente di Goethe. Con una pluralità di fonti e testimonianze, Devescovi mostra come nella svalutazione che lo psichiatra fa di suo padre sia stato determinante il ruolo della madre, Emilie Preiswerk. Nel figlio si ritrova infatti un «antedipo non ben temperato» (come lo intende Paul-Claude Racamier), che si esprime con ostilità nei confronti delle figure paterne. In questo modo egli va all'estenuante ricerca di un padre autorevole, che però è costretto a eliminare e a svilire nel momento stesso in cui lo riconosce. Il saggio analizza anche il rapporto di Jung con i due padri elettivi che furono tanto influenti nella sua formazione, Eugen Bleuler e Sigmund Freud, per poi indagare il suo rapporto con Dio, il Padre dei padri, che Jung ammette di conoscere non tramite la fede, ma attraverso un'esperienza gnostica diretta. Questo teatro familiare - in cui compaiono anche nuovi tasselli informativi e figure poco conosciute - getta luce sulle molteplici immagini paterne con cui Carl Gustav Jung si è confrontato e ha combattuto per tutta la vita. Devescovi racconta così il conflitto filiale, restituisce valore ai padri annientati e al contempo sottolinea quanto il non riconoscimento del padre condizioni anche la nostra epoca.
Mm 130x210 Collana "Saggi" - Brossura editoriale, 221 pagine. Una firma d'appartenenza al frontespizio, peraltro ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.