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in 8°, br. edit. con sovracop.. pp.105,(7), copia molto buona.(ZA6) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (ZA6) (T)
in 8°, br. ed. con sovracop.. pp.135,(1). Copia molto buona (za6). (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (za6)
ill., br. Diario di viaggio costellato di aneddoti sulla religione, la storia e la cultura cinese, questo libro è la testimonianza di uno straordinario pellegrinaggio sui monti Chungnan, le 'montagne della luna', rifugio da migliaia di anni per gli eremiti cinesi. Nonostante il duro colpo inflitto dalla Rivoluzione Culturale alle tradizioni religiose della Cina, monaci e monache si rifugiano tuttora su questi monti per seguire una via di rinuncia e contemplazione lontano dalla 'polvere rossa delle pianure'. Red Pine, assieme al fotografo Steven Johnson, ne ha seguito le tracce per montagne impervie, riuscendo a intervistare e fotografare gli ultimi rappresentanti di una tradizione che si credeva estinta. Tra paesaggi senza tempo avvolti dalla nebbia, in grotte e capanne dal tetto in paglia, gli eremiti vivono in solitudine coltivando le radici dello spirito, assorti in pratiche taoiste o zen, contentandosi di vecchi abiti e del poco cibo che cresce nell'orto. Dimentichi delle vie del mondo, si allontanano dai monasteri, spesso trasformati dal governo in alberghi per turisti, e si addentrano nei monti più inospitali alla ricerca di una saggezza che, la si chiami Tao o Dharma, può solo nascere nella quiete della solitudine. Red Pine ripercorre i loro passi con rispetto, offrendoci un resoconto della situazione odierna della pratica religiosa in Cina.
in-8°, 367 pages, notes, biblio, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [BL-3]
in-8, 194 pages, broché. Bel exemplaire. [HP-1]
ill., br. Ai piedi del monte 'Porta delle nuvole' (Yunmen-shan), nella Cina meridionale, sorge un monastero fondato più di mille anni fa dal monaco chan Yunmen, che divenne famoso come 'il maestro del monte Yunmen'. Yunmen Wenyan (864-949 circa) visse durante la tarda epoca Tang, il periodo classico dello zen cinese: un'epoca in cui avvenne un importante cambiamento nel rapporto tra maestro e discepolo. Invece di limitarsi a ripetere e commentare le parole del Buddha, i maestri stessi cominciarono a parlare, dimostrando l'insegnamento con l'azione: scherzando, raccontando aneddoti e parlando in gergo, senza farsi scrupolo di utilizzare il bastone e imprecare, in quello che diverrà lo stile tipico dello zen. Si dice che Yunmen avesse una memoria straordinaria e che fin da bambino fosse capace di ricordare interi testi buddhisti avendoli letti solo una volta. Dopo aver preso i precetti studiò con Muzhou e con Xuefeng, e insegnò a sua volta per trent'anni: nel 923 diede il via alla costruzione del monastero presso il monte Yunmen. Rimangono oggi due lastre di pietra dell'originaria struttura, le cui iscrizioni sono la fonte più importante per la biografia del maestro. I detti di Yunmen sono stati e sono tuttora fonte di ispirazione per generazioni di studenti dello zen cinese, giapponese e coreano. Urs App offre qui un'ampia selezione dai suoi discorsi e dialoghi, traducendoli per la prima volta a partire dalla "Raccolta di Yunmen", redatta nel corso di diversi secoli sulla base delle note dei suoi studenti; la raccolta fa parte di una più vasta antologia intitolata "Raccolta dei detti dei saggi antichi", del 1267. Arricchisce la selezione una lunga parte introduttiva, in cui App non solo illustra la vita e l'insegnamento di Yunmen, ma fornisce al lettore un quadro estremamente chiaro e approfondito del chan, progenitore cinese dello zen.
ril. Il libro racconta l'esperienza ventennale (1963-1982) in Giappone del missionario saveriano padre Marco, alias l'autore, L. Mazzocchi. Questa lunga, profonda e ricca esperienza mette in contatto padre Marco con la cultura e la religione giapponese (il Buddismo Zen) attraverso le tante persone che il suo ruolo gli fa incontrare. Da questo incontro il missionario uscirà cambiato in profondità nel suo modo di intendere la sua missione, quella della Chiesa, e nel suo modo di credere e vivere il Vangelo. Il racconto si apre con l'incontro-scontro con lo Zen, che avviene casualmente nell'incontro con un monaco buddista, missionario dello Zen in Italia, durante un viaggio in aereo. I due missionari, costretti a una sosta forzata, fanno amicizia e si scambiano reciproche lettere di valutazione sincera sulle rispettive religioni. Il testo si conclude con due lettere finali (una al monaco buddista e una alla chiesa cattolica) in cui l'autore perviene alla sintesi della sua maturazione personale, raggiunta dopo momenti di ripensamento, di crisi, di illuminazioni, di intuizioni... Questo percorso di ricerca spirituale è "ricerca specifica e personale che, tuttavia, può interessare non poco l'uomo moderno, chiamato a esistere in un'epoca d'incontro e di scontro delle culture e delle religiosità. In queste pagine echeggiano dubbi e convinzioni, prospettive e smarrimenti, inquietudini e speranze, paure e audace: tutti quei sentimenti che oggi popolano l'animo dell'uomo comune, almeno in quegli attimi della sua esistenza in cui si ferma per domandarsi il senso di ciò che, a prima vista, sembra accadere per caso, mentre probabilmente è il filo che intesse il divenire".
br. Adyashanti ci invita ad abbandonare ogni forma di lotta con la vita e ad aprirci alla promessa del risveglio spirituale: la fine dell'illusione e la scoperta della quintessenza del nostro essere. In questo libro egli condivide quelle che a parer suo sono intuizioni essenziali, fondamentali, vere e proprie scintille in grado di "innescare una rivoluzione nel nostro modo di percepire la vita". Così come ci lasciamo andare tra le braccia della persona amata, possiamo arrenderci alla bellezza e all'autenticità di ciò che siamo veramente. "Aprirsi alla grazia" è un libro che va dritto al bersaglio; analizzando una ad una le ragioni della sofferenza ci invita "a farci afferrare da un attimo di grazia per andarci a posare su una percezione della vita non separata da noi stessi, una vita che sia davvero l'espressione di qualcosa di indefinibile, immenso e misterioso".
ill. Il testo intende offrire un approccio Zen che collega l'armonia della mente con quella del corpo. La particolarità del nuovo sistema di esercizi spiegato nel libro consiste nell'uso di immagini mentali per facilitare la circolazione dell'energia attraverso l'intero corpo invece che nelle sole parti che eseguono i movimenti. Le caratteristiche di questi esercizi sono il rilassamento psico-fisico e un ampliamento della consapevolezza.
br. Oggi molti parlano di meditazione, ma pochi sanno che cosa essa sia realmente. Poiché, in realtà, ciò di cui si parla non è che la parte preparatoria, la tecnica particolare che di volta in volta viene usata affinché la meditazione possa "accadere". Ma quando "avviene", essa è un non essere, quindi un nulla. È indescrivibile. Nessuna tecnica è dunque meditazione, ma una via verso la meditazione. Le tecniche tra le quali si può scegliere sono molte: tecniche zen, yoga, tantriche, sufiche e molte altre. Solo l'esperienza diretta può dire quale sia la tecnica più adatta a ciascun individuo. In questo libro, Osho parla di meditazione, proponendo diverse tecniche particolarmente adatte agli occidentali. Esse si innestano sulla situazione attuale dell'individuo, con lo scopo di portarlo fin dove egli può giungere. Il suo proposito è quello di aiutare ognuno a trovare la strada più adatta. Egli afferma, infatti, che ciascuno deve trovare il proprio particolare sentiero, il suo yoga, suo e di nessun altro. Quando la meditazione "sopraggiunge", tutta l'esistenza "diviene" meditazione: non è più una "pratica", ma un modo di essere che coinvolge e trasforma l'intera esistenza dell'individuo, rendendolo partecipe del tutto.
br. Cosa vuol dire vivere come un Bodhisattva, un Essere illuminato? È davvero possibile per un laico occidentale comportarsi come un Buddha oggi? Oltre alla meditazione seduta, quali sono gli strumenti che la tradizione Zen offre a chi desidera trasformare ogni attività quotidiana in occasione di pratica? Sono questi - e molti altri - i quesiti ai quali risponde questo libro, testimonianza di pratica vissuta, che getta luce sulla relazione tra etica e Buddhismo. Anche se poco descritti, i precetti etici costituiscono un aspetto fondamentale della Via dello Zen. Compare quindi in lingua italiana questa opera, che è interamente dedicata all'analisi dei precetti del Bodhisattva, ovvero i voti sia per i monaci che per i laici della tradizione Zen. Il testo dunque rappresenta una solida base di studio per la pratica Zen, ma è anche un libro per tutti i ricercatori dello spirito, a qualunque tradizione appartengano. L'autore prende per mano il lettore e lo introduce all'infinito meraviglioso viaggio lungo la Via verso la liberazione di tutti gli esseri. Spesso spiega i precetti citando famosi dialoghi (o koan) tra maestro e discepolo, e riporta inoltre quelli avvenuti tra lui e Suzuki Roshi, il cui spirito traspare continuamente tra le righe del libro. Reb Anderson rende assolutamente fruibile a un pubblico occidentale l'antico insegnamento Zen, grazie a un suo lungo e paziente lavoro di adattamento culturale.
brossura In questo libro l'autore espone gli insegnamenti tratti da maestri spirituali, che aprono orizzonti nuovi e strani nel campo della ricerca spirituale. Si tratta anzitutto dell'hara, centro misterioso che viene localizzato nella parte inferiore del corpo ma che non coincide con quello che lo yoga indù situa alla base della colonna vertebrale e concepisce come la sede del "potere del serpente" sebbene anche l'hara venga associato ad una forza quasi sovrasensibile che renderebbe capaci di prestazioni eccezionali. Oltre a ciò, si tratta della scoperta del vero centro del proprio essere, dove esso è in contatto con l'"originario", e di uno spostamento della coscienza dell'io comune in esso. A questo spostamento, da associare ad una nuova costituzione, viene attribuito un modo diverso sia di sentirsi che di agire. Si parla di una calma distaccata, di un'azione precisa, di una forza intrepida.
br. Eihei Dogen Zenji (1200-1253) è uno dei maggiori pensatori del Giappone e allo stesso tempo uno dei maestri del buddhismo nella forma che lì si è sviluppata: lo zen. Dopo un viaggio di formazione in Cina, durante il quale conobbe il suo vero maestro e raggiunse la realizzazione, tornò in Giappone e, lontano dai centri di potere e dai grandi monasteri, fondò il suo tempio nella tranquillità delle montagne di una remota provincia, dedicandosi all'insegnamento. Divenne così il capostipite di una delle scuole buddhiste giapponesi oggi più popolari e diffuse, la scuola zen soto, che si tenne lontana dall'oligarchia monastica del tempo esercitata dalle grandi scuole tradizionali. Il suo pensiero è complesso e articolato, ma ha al centro il problema del rapporto tra pratica e illuminazione. Il presente libro guida il lettore in un percorso che attraversa i principali scritti del maestro sull'argomento, fino all'originalissima formulazione secondo cui la pratica non porta all'illuminazione e non è un mezzo, ma è l'illuminazione stessa. Il libro è una presentazione della figura di Eihei Dogen Zenji con traduzione dall'originale e commento di undici testi tratti dalla maggiore opera del mestro, lo Shobogenzo.
Broché. 123 pages.
Mm 150x215 Collana <<Civiltà dell'Oriente>> - Copertina flessibile con sovraccoperta, 383 pagine. Libro in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ril. Thich Nhat Hanh è un poeta, uno studioso, un attivista per la pace, un maestro zen. Da quasi ottant'anni, unisce la meditazione ad azioni straordinarie per la pace e la giustizia sociale, e ha costruito comunità diventate centri propulsori di un reale cambiamento in tutto il mondo. Oggi, nella consapevolezza della temibile serie di crisi che stiamo vivendo - distruzione ecologica, disuguaglianza crescente, sfruttamento, ingiustizia razziale e una devastante pandemia - offre con questo libro una guida per essere più lucidi, più compassionevoli e più coraggiosi nell'affrontarle. Perché è stato il nostro modo di vivere e di pianificare il futuro a portarci in questa situazione, e ora dobbiamo guardare in profondità dentro noi stessi per trovare una via d'uscita, non solo come individui ma come collettività. Perché, come ama ripetere, " tutti noi dobbiamo diventare buddha per fare sì che il nostro pianeta abbia ancora una possibilità".
brossura Per stare bene talvolta devi allontanarti dalla tua mente. Stai scorrendo sei tra i più avvincenti insegnamenti di un leggendario pensatore, incentrati su come eludere i limiti della mente razionale al fine di espandere la consapevolezza e l'entusiasmo per il grande gioco della vita. Forse più di qualunque altro insegnante occidentale, Alan Watts, ha acceso in innumerevoli ricercatori di conoscenza la passione per le delizie spirituali e filosofiche dell'India, della Cina e del Giappone. "Lo zen e l'arte di imbrogliare la mente" rappresenta un invito ad approfondire i temi preferiti da Alan Watts per sottrarsi alla trappola della consapevolezza ordinaria: l'arte del cosiddetto "incidente controllato" che illustra cosa accade quando smettiamo di prendere la vita così seriamente e cominciamo a godercela in completa sincerità; come si arriva a credere nel "mito di noi stessi", che ci illude di essere degli ego racchiusi in un involucro di pelle e separati dalla realtà circostante, e come si può trascendere tale illusione; perché dobbiamo accogliere pienamente il caos e il vuoto per trovare il nostro scopo di vita più profondo; rivelazioni non convenzionali e innovative sui più elevati principi del buddhismo, dell'induismo, della filosofia occidentale, del cristianesimo e molto altro. In questo concentrato degli interventi più interessanti di Alan Watts, troverai spiegati in modo affascinante e ironico i principi della filosofia buddhista e la sua applicazione nella vita quotidiana.
236p. Illustrated. 8vo. Original full cloth binding. Original dust jacket. Numerous pencil underling and notes. Second printing. OCC 9
ill. Da quando in Occidente si è diffuso l'interesse per lo yoga e per analoghe pratiche indù, si è ripetutamente parlato della "misteriosa Kundalini", ma quasi sempre finendo in divagazioni e in fantasie per la mancanza di conoscenze di prima mano. La Kundalini, chiamata simbolicamente anche "il potere del serpente" per via di una delle sue raffigurazioni, è la forza creatrice fondamentale dell'universo, così come è presente nel corpo umano, ma in esso trovandosi abitualmente allo stato latente e non essendo priva di relazioni con l'energia sessuale. Nella Kundalini e nel risveglio di essa per mezzo di tecniche precise, una delle varietà dello yoga, forse la più interessante fra tutte, vede l'organo essenziale per tutte le sue realizzazioni, le quali non hanno un carattere semplicemente contemplativo e ascetico ma mirano al risveglio delle forze segrete del corpo, di quei "centri" invisibili e sovrasensibili nei quali si può conoscere e dominare tutta la gerarchia dei poteri dell'universo.
ill., br. "Ci avviamo verso un insolito pellegrinaggio". Così Osho apre questa serie di discorsi su un tema praticamente senza origine: questo, infatti, è il viaggio dell'uomo, è la nostra ricerca, dietro qualsiasi idea della vita si abbia, al di là di qualsiasi proiezione motivi il nostro agire. Questa immediatezza non può rinunciare a rivestirsi di forme, se vuole proporsi come messaggio comprensibile all'uomo comune: ecco allora gli espedienti escogitati dai Maestri, che portano a comprensioni improvvise, vere e proprie implosioni di consapevolezza. I dipinti dei Dieci tori dello Zen prima, le poesie poi, e infine i commenti si saldano in questa linea di immediatezza, creando un anello di congiunzione fra la realtà del "vuoto" che è la nostra natura originale e la capacità di penetrazione del discepolo. Capacità che non va fraintesa: noi non vediamo il nostro volto originale semplicemente perché abbiamo la testa girata da un'altra parte. Con questi discorsi di Osho, ci è offerta la possibilità di entrare in quella dimensione di noi stessi che difficilmente i ritmi quotidiani stimolano. Ma, paradossalmente, è proprio da qui che ci viene la forza per esistere. Entriamo dunque ad annusarci, andiamo e veniamo tra i colori del nostro essere... e d'un tratto, trionfanti, ci si ritroverà immersi nella gioia pura e semplice che noi tutti siamo.
A clean, unmarked book with a tight binding. 146 pages.
ril. Si racconta che un giorno Tokimune rese visita a Bukko, celebre maestro Zen, per domandargli :'Come posso sfuggire alla paura, questo mostro che è il peggior nemico della nostra vita?'. 'Sopprimi la paura alla fonte' rispose Bukko. 'Ma da dove viene?'. 'Viene da Tokimune stesso'.
br. L'eco della valle. Sulle note dello Zen è il racconto dei venticinque anni della straordinaria avventura di vita, spiritualità e musica del tempio Zen So¯to¯ Shinnyoji di Firenze, testimoniati dalle parole sincere e intense della sua Guida spirituale, la reverenda Shinnyo Marradi. L'opera è una sorta di mappa che accompagna il lettore su un sentiero di avvicinamento alla pratica Zen e alla musica non come percorso letterario unitario, ma come Via da seguire che induca alla creazione di un concerto virtuale a tre voci, quella del Lettore, la voce del Suono, e la saggezza del Dharma, l'insegnamento Buddhista immaginato qui come armoniosa correlazione tra Lettura, Ascolto e Parola. Da questo incontro speciale e irripetibile sorge una meditazione sostenuta dalle parole vive che, assieme alle note musicali, invita a muovere i primi passi sulla soglia della porta senza porta del proprio mondo interiore. Protagonisti del volume sono anche gli allievi del tempio che hanno condiviso questi anni di pratica con la maestra Shinnyo: il libro è dunque un unico "contenitore" che racchiude preziosi suoi insegnamenti serali, "accompagnati" da un brano musicale in cinque movimenti eseguito al violoncello, composto esclusivamente per il volume e ispirato dagli scritti. Il testo si articola in cinque sezioni a tema introdotte ciascuna da un saggio seguito da una raccolta di kusen (discorsi serali) sul tema cui fanno seguito dei mondo¯ (domande e risposte tra maestro e discepolo sulla pratica) e chiudono con un movimento del brano. Ogni pagina ci restituisce questo intenso e profondo connubio tra Zen e musica, entrambe discipline che si esprimono al di là delle parole, in un "suono" comune che sviluppa maggiormente la possibilità di incontro tra praticanti e musicisti, come avviene nel tempio Shinnyoji. Il libro per un musicista si trasforma in una sorta di viatico per mettersi in viaggio sulla Via dello Zen, o viceversa un viatico per la musica per un praticante Zen. Talvolta questa tradizione Buddhista può apparire poco accogliente per chi si volesse affacciare alla soglia di una Via spirituale. Ecco perché la reverenda Shinnyo, nel suo compito di kokusai fukyo¯shi, maestra missionaria della scuola Zen So¯to¯, autorizzata a diffondere il Buddhismo fuori dal Giappone, ha preso spunto dalla sua lunga esperienza per presentare in modo colloquiale e interattivo un vasto panorama a tematica zen, corredato armoniosamente dalla poesia delle note musicali in modo che possa raggiungere e risvegliare il cuore di chi la leggerà.
br. L'eco della valle. Sulle note dello Zen è il racconto dei venticinque anni della straordinaria avventura di vita, spiritualità e musica del tempio Zen So¯to¯ Shinnyoji di Firenze, testimoniati dalle parole sincere e intense della sua Guida spirituale, la reverenda Shinnyo Marradi. L'opera è una sorta di mappa che accompagna il lettore su un sentiero di avvicinamento alla pratica Zen e alla musica non come percorso letterario unitario, ma come Via da seguire che induca alla creazione di un concerto virtuale a tre voci, quella del Lettore, la voce del Suono, e la saggezza del Dharma, l'insegnamento Buddhista immaginato qui come armoniosa correlazione tra Lettura, Ascolto e Parola. Da questo incontro speciale e irripetibile sorge una meditazione sostenuta dalle parole vive che, assieme alle note musicali, invita a muovere i primi passi sulla soglia della porta senza porta del proprio mondo interiore. Protagonisti del volume sono anche gli allievi del tempio che hanno condiviso questi anni di pratica con la maestra Shinnyo: il libro è dunque un unico "contenitore" che racchiude preziosi suoi insegnamenti serali, "accompagnati" da un brano musicale in cinque movimenti eseguito al violoncello, composto esclusivamente per il volume e ispirato dagli scritti. Il testo si articola in cinque sezioni a tema introdotte ciascuna da un saggio seguito da una raccolta di kusen (discorsi serali) sul tema cui fanno seguito dei mondo¯ (domande e risposte tra maestro e discepolo sulla pratica) e chiudono con un movimento del brano. Ogni pagina ci restituisce questo intenso e profondo connubio tra Zen e musica, entrambe discipline che si esprimono al di là delle parole, in un "suono" comune che sviluppa maggiormente la possibilità di incontro tra praticanti e musicisti, come avviene nel tempio Shinnyoji. Il libro per un musicista si trasforma in una sorta di viatico per mettersi in viaggio sulla Via dello Zen, o viceversa un viatico per la musica per un praticante Zen. Talvolta questa tradizione Buddhista può apparire poco accogliente per chi si volesse affacciare alla soglia di una Via spirituale. Ecco perché la reverenda Shinnyo, nel suo compito di kokusai fukyo¯shi, maestra missionaria della scuola Zen So¯to¯, autorizzata a diffondere il Buddhismo fuori dal Giappone, ha preso spunto dalla sua lunga esperienza per presentare in modo colloquiale e interattivo un vasto panorama a tematica zen, corredato armoniosamente dalla poesia delle note musicali in modo che possa raggiungere e risvegliare il cuore di chi la leggerà.