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in 8°. br. edit. Con sovracop , pp. 229, (3). Copia molto buona. (za6) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (za6)
Milano, Armenia, 2011, in-16, cartonatura editoriale con sovraccoperta, pp. 186, [4].
Mm 120x190 Collana "Esercizi di vita" - Brossura editoriale di 178 pagine. Opera in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., br. In questo manuale, attingendo alla propria esperienza di paziente oncologica, a cinquant'anni di lavoro come medico e allo Zen, l'Autrice spiega come applicare i saggi consigli zen per vivere un'esistenza sana e ordinata. Ha unito la sua vasta esperienza di medico con la pratica dello Zen e con il kung fu, sviluppando un approccio sistematico mirato a ottenere un ottimo stato di salute, creando altresì uno stile di vita adatto al suo mantenimento. Fornisce consigli pratici per alleviare i disturbi più comuni (sindrome dell'intestino irritabile, ernia del disco, dolori alle gambe e alla schiena, ipertensione, asma e molti altri) e salvaguardare al meglio la propria salute.
br. Il Mumonkan è la prima raccolta di "koan" da cui ha avuto origine l'uso della scuola zen Rinzai di proporre agli studenti, monaci o laici, dei quesiti tratti dai detti di maestri famosi. Compilato nel XIII secolo dal maestro Wumen Hui-k'ai (in giapponese, Mumon Ekai, 1183-1260), comprende quarantotto "koan" che risalgono all'epoca T'ang, l'epoca d'oro dello zen cinese. Questa traduzione, curata personalmente dal maestro Zenkei Shibayama, è particolarmente preziosa per tutti i cultori dello zen. Qui infatti ogni "koan" è seguito dai "teisho" (discorsi) dettagliati e illuminanti di Shibayama, che spiegano sia il testo del "koan" sia il commento originale, spesso altrettanto misterioso, di Mumon.
ril. Qual è il comun denominatore dei successi del fondatore di Apple Steve Jobs, del noto allenatore di basket americano Phil Jackson e del taiwanese Steve Chang, ideatore di Trend Micro, società leader nella sicurezza informatica? Il monaco-imprenditore Shimazu sostiene che sia il buddhismo zen e che i successi di questi personaggi, come quelli di altri grandi leader, abbiano radici profonde negli insegnamenti buddhisti. In questo libro, Shimazu applica i concetti cardine della filosofia zen al mondo del lavoro, aiutandoci a scoprire quello che vogliamo davvero dalla vita, e a migliorare i nostri rapporti con i colleghi e le nostre performance professionali. Ognuno dei 31 capitoli del volume, uno per ogni giorno del mese, tratta un'espressione giapponese tipica della filosofia buddhista, spiegandone la straordinaria efficacia nel mondo del lavoro. Secondo Shimazu, conoscere il linguaggio dello zen significa conoscere se stessi e gli altri, trovando così il proprio centro nella vita affettiva e in quella lavorativa.
Mm 150x210 Collana "Civiltà dell'Oriente". Brossura editoriale, sovraccoperta originale, 229 pagine. Libro in stato di nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine
Mm 150x215 Collana <<Civiltà dell'Oriente>> - Copertina flessibile con sovraccoperta, 383 pagine. Libro in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Vogliamo tutti essere innamorati: l'amore enfatizza la nostra vita quotidiana, cura il corpo e la mente e rende ogni momento prezioso. Allora perché non siamo sempre innamorati? Una psicologa esperta in rapporti di coppia ci rivela come recuperare il nostro romanticismo combinando la comprensione psicologica dei rapporti personali con la saggezza pratica dello Zen. Insegnamenti quali Togliersi le Scarpe (rendersi disponibili), Sedersi sul Cuscino (incontrare se stessi), Pulire la Casa (svuotare se stessi) o Ricevere il Bastone (affrontare i momenti difficili) ci aiutano ad superare i comuni problemi di coppia quali: fraintendimenti, bugie, gelosia, insicurezza, separazione, disappunto.
Shoshanna Brenda Shoshanna Brenda. Lo zen e l'arte di innamorarsi. Edizioni Il Punto di Incontro 2006.. Vicenza, Edizioni Il Punto di Incontro 2006 italiano, in sedicesimo pp. 293 36303 Shoshanna Brenda. Lo zen e l'arte di innamorarsi. Edizioni Il Punto di Incontro 2006. In-16. 293 pp. Brossura. Molto buono. Scritta a penna alla prima carta bianca e nella sguardia posteriore.
L'amore rende speciale la nostra quotidianità.
in-8°, 204 pages, broche, couv. Bel exemplaire. [SO-7]
Broché. 169 pages.
ill.
Mm 125x190 Brossura editoriale, 127 pagine con illustrazioni in nero nel testo. Opera in ottime condizioni.
Mm 120x190 Brossura originale, 86 pagine con figure in nero nel testo. Buona copia mai letta, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill. Lo Shin Jin Mei qui commentato da Deshimaru è una delle opere fondamentali dello Zen, e la tradizione lo attribuisce a Sosan, in cinese Seng ts'an (Gemma del Sangha) ovvero Sengcan, il maestro che nel 551 incontrò il secondo patriarca Eka (o Huike), che lo designò come suo successore e gli ordinò non di andare a insegnare, ma di restare in meditazione sulle montagne. Morì nel 607, dopo più di vent'anni di eremitaggio e di vita errante. Gli studi più recenti sono propensi a considerare lo Shin Jin Mei come una compilazione di massime Ch'an della Scuola del Nord fondata da Doshin (Daoxin), il successore di Sosan. Alcuni studiosi ritengono, anzi, che Doshin sia il vero autore del testo. Le ricerche storiche e le loro conclusioni, per quanto indispensabili, sono però estranee alla bellezza e alla profondità dei versi. Come sempre, solo il commento di un maestro autentico può spiegare il senso di un testo antico e i suoi passaggi più oscuri. Non è con la ricerca intellettuale o filologica o con l'erudizione che si può comprendere quest'opera, ma attraverso la pratica della meditazione e le spiegazioni di una persona che l'ha praticata assiduamente, come Taisen Deshimaru. Il suo commento diventa parte integrante del testo originale e fa di questo libro una delle opere più profonde e illuminanti mai scritte sull'essenza non solo dello Zen, ma del buddhismo in sé. E poiché si tratta di una comprensione che avviene con tutto l'essere, si esprime anche nella bellezza delle calligrafie e dei dipinti con cui Deshimaru stesso ha voluto integrare il testo.
ill. Lo Shin Jin Mei qui commentato da Deshimaru è una delle opere fondamentali dello Zen, e la tradizione lo attribuisce a Sosan, in cinese Seng ts'an (Gemma del Sangha) ovvero Sengcan, il maestro che nel 551 incontrò il secondo patriarca Eka (o Huike), che lo designò come suo successore e gli ordinò non di andare a insegnare, ma di restare in meditazione sulle montagne. Morì nel 607, dopo più di vent'anni di eremitaggio e di vita errante. Gli studi più recenti sono propensi a considerare lo Shin Jin Mei come una compilazione di massime Ch'an della Scuola del Nord fondata da Doshin (Daoxin), il successore di Sosan. Alcuni studiosi ritengono, anzi, che Doshin sia il vero autore del testo. Le ricerche storiche e le loro conclusioni, per quanto indispensabili, sono però estranee alla bellezza e alla profondità dei versi. Come sempre, solo il commento di un maestro autentico può spiegare il senso di un testo antico e i suoi passaggi più oscuri. Non è con la ricerca intellettuale o filologica o con l'erudizione che si può comprendere quest'opera, ma attraverso la pratica della meditazione e le spiegazioni di una persona che l'ha praticata assiduamente, come Taisen Deshimaru. Il suo commento diventa parte integrante del testo originale e fa di questo libro una delle opere più profonde e illuminanti mai scritte sull'essenza non solo dello Zen, ma del buddhismo in sé. E poiché si tratta di una comprensione che avviene con tutto l'essere, si esprime anche nella bellezza delle calligrafie e dei dipinti con cui Deshimaru stesso ha voluto integrare il testo.
Mm 140x205 "Guida alla filosofia cinese - Saggezza orientale" - Brossura editoriale di 175 pagine, in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
EDIZIONI PAOLINE 1957 200 PP. + INDICE SEGNI DEL TEMPO E MACCHIE DI LUCE ALLA COPERTINA (FRONTE-RETRO), UNA PICCOLA MANCANZA IN QUARTA, PER IL RESTO BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI.
br. Awa Kenzo (1880-1939) è famoso per essere stato il maestro di arco giapponese di Eugen Herrigel, autore de "Lo Zen e il tiro con l'arco". Ma la sua saggezza si rivela soprattutto in questo libro - che del primo costituisce un ideale completamento - in cui John Stevens raccoglie i suoi insegnamenti più significativi. Arco, freccia e bersaglio diventano strumenti grazie ai quali è possibile accedere a piani più profondi di comprensione di se stessi e dell'universo. Appare chiaro dal contesto degli aforismi di Awa come tali strumenti non siano impiegati come mere metafore per un obiettivo spirituale da raggiungere; quest'ultimo piuttosto è inscindibile dal corretto ed efficace uso degli strumenti stessi, in una perfetta unione di tecnica e spirito da cui si sprigiona la caratteristica e misteriosa bellezza del Kyudo e il fascino che cattura colui che vede tirare un maestro di quest'arte. È lo spirito Zen inteso non nel senso della meditazione formale, come correttamente puntualizza Stevens, ma nel senso dell'integrazione totale della realtà - a trasparire in queste pagine, che confermano appieno il resoconto di Herrigel, da taluni in tempi recenti messo in dubbio.
ill., br. Yamaoka Tesshu (1836-1888), fondatore della scuola di kendo Itto Shoden Muto Ryu, o 'non spada', è stato una figura di primo piano nel periodo turbolento che ha segnato la nascita del Giappone moderno. Spadaccino eccellente, fu uno dei pochi cultori di arti marziali ad aver penetrato l'essenza di tante vie diverse: la via della spada, la via dello zen e la via del pennello. La biografia di Stevens ripercorre le fasi salienti della sua vita e del suo insegnamento: la passione per la spada, sviluppata fin da giovanissimo e coltivata sottoponendosi a un addestramento durissimo per fortificare il corpo e la mente; l'impegno politico al fianco dell'imperatore e poi il ritiro dalla scena pubblica per dedicarsi all'insegnamento della scherma fondando una propria scuola; la pratica dello zen nella tradizione di Tekisui e il conseguimento del risveglio a quarantacinque anni, e infine l'amore per la calligrafia, testimoniato da oltre un milione di opere, con cui usava sovvenzionare il restauro di templi o aiutare i bisognosi. Chiude il volume una selezione di scritti di Tesshu tradotti dagli originali conservati nella biblioteca dello Shumpukan. Brevi e pertinenti, illustrano la sua concezione del dojo: non una palestra in cui si impara a colpire l'avversario sulla testa con un bastone, ma un sacro 'luogo della Via' in cui forgiare lo spirito e promuovere il risveglio.
13x21 cm., 121 pp., bross. edit., cop. ill. a col., nuovo, (Paperbacks Poeti, 105). 1027
Mm 150x210 Collana "Civiltà dell'Oriente". Brossura editoriale, sovraccoperta originale, 158 pagine. Libro in ottimo stato complessivo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.