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Mm 150x215 Collana "Civiltà dell'Oriente" - Copertina flessibile con sovraccoperta, 205 pagine. Libro in condizioni pari al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Libri buone condizioni; Copertina morbida; Nome scritto a penna; Normali segni del tempo; segni di evidenziatore
Opera ben conservata con normali segni di lettura. Non comune testo sulla meditazione zen da un punto di vista cattolico.
Mamme Zen
Mm 150x210 Collana "Civiltà dell'Oriente" - Volume nella sua brossura originale con sovraccoperta, 200 pagine. Copia in condizioni di nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 150x210 Collana "Civiltà dell'Oriente". Brossura editoriale, sovraccoperta originale, 216 pagine con indice analitico in chiusura. Libro in condizioni di nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine
Book is in excellent condition. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. 224 pages, contents include: Basic, Deeper truth and Zen Buddhism, Soul or no Soul, Dharma, Karma, rebirth, meditation, Beyond God, Buddhist way, Rootless thought, Jijimuge, Just so, The void is full, etc.
In-8 (cm. 22), tela editoriale, pp. 196, (4). Traduzione di Paolo Vivante. Piccole macchie di polvere alla tela; peraltro, volume in buono stato di conservazione (good copy).
Boston, Mifflin, 1967, in-8, tela edit. con sovracc., pp. 121.
In 8°, br. edit. (piccola mancanza al piatto post.), pp. XX,262,(2); buon es.
br. Il grande maestro zen giapponese D?gen dichiarò che "non ci fu un J?sh? prima di J?sh? e non ci fu un J?sh? dopo J?sh?". Quale fu il suo messaggio? Il suo messaggio era che non c'è alcun messaggio, che il mondo, con tutto ciò che contiene, non è né buono né cattivo, né santo né dannato; che non è nulla al di là di se stesso. J?sh? rifiutava i concetti astratti come 'Via', 'Verità', o 'il Buddha'; quando gli viene chiesto: "Chi è J?sh??", lui risponde: "un rustico"; ed è proprio ciò che è: un contadino cinese. J?sh? afferma ripetutamente di non avere nulla da insegnare; interrogato sulla persona 'purificata' risponde: "Da me non c'è posto per questo stupido". E quando gli viene chiesto quale sia il 'Buddha più alto di tutti', indica con la mano il campo e dice: "L'uomo che guida i suoi buoi, è lui". Quali che siano gli influssi culturali che hanno modellato le sue idee, il suo insegnamento non può e non deve essere visto come un sistema filosofico o magari anti-filosofico. Ognuno dei 458 episodi riportati in questo libro è un'espressione diretta della sua via. Se qualcuno può sembrare bizzarro, è perché la sua via è così estremamente semplice e così assolutamente chiara che troviamo difficile capirla. Dobbiamo sempre ricordare che J?sh? dice quel che dice senza un 'motivo' particolare. Non c'è un bisogno particolare di 'capire'.
br. La tecnica di meditazione sviluppata dall'antica tradizione giapponese dello Zen non rappresenta solo una via all'illuminazione mistica, ma è anche una forma semplice e rigorosa di addestramento del corpo e della niente che mette l'uomo in sana relazione con la realtà concreta della sua vita, qui e ora. Applicabile anche dagli occidentali, senza per questo dover aderire ad alcuna filosofia lontana, può entrare a far parte dell'esperienza quotidiana di chiunque sia interessato a ottenere benessere mentale e fisico. Questo libro mostra come la meditazione Zen possa contribuire allo sviluppo di una personalità equilibrata, di una mente lucida e concentrata e quindi capace di fronteggiare con successo gli inevitabili stress della vita moderna.
Bross. edit. in-8, tit. in rosso e scritta (titolo?) in nero in giapponese in copert., pp. 105-(7), ill.ni in nero n.t. anche a p. pag., prefaz. del Prof. D. T. Suzuki. Ottimo.
102 pp.; 18,5 cm. Cart. edit., sovrac. con piccoli strappi e dorso scolorito e sporco
Mm 105x195 Volume di 110 pp. nella sua brossura editoriale e con illustrazioni nel testo. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In 8°, brossura edit. con sovracc. ill., pp. 111,(1); copia molto buona. (ZD6) (ZD6)
London, Routledge and Kegan Paul, 1953, 8vo tutta tela editoriale con titoli in oro al dorso, pp. 107 con una prefazione di D.T. Suzuki. Manca la sovraccoperta. Prima edizione britannica. Molto buono.
br. Questo piccolo libro è un illuminante, lucido e utile resoconto, scritto da un occidentale, di come un occidentale possa avvicinarsi allo Zen. Un professore tedesco di filosofia, Eugen Herrigel, vuole essere introdotto allo Zen e gli viene consigliato di imparare una delle arti in cui lo Zen da secoli si applica: il tiro con l'arco. Comincia così un emozionante tirocinio, nel corso del quale Herrigel si troverà felicemente costretto a capovolgere le sue idee, e soprattutto il suo modo di vivere. All'inizio con grande pena e sconcerto. Dovrà infatti riconoscere prima di tutto che i suoi gesti sono sbagliati, poi che sono sbagliate le sue intenzioni, infine che proprio le cose su cui fa affidamento sono i più grandi ostacoli: la volontà, la chiara distinzione fra mezzo e fine, il desiderio di riuscire. Ma il tocco sapiente del Maestro aiuterà Herrigel a scrollarsi tutto di dosso, a restare "vuoto" per accogliere, quasi senza accorgersene, l'unico gesto giusto, che fa centro quello di cui gli arcieri Zen dicono: "Un colpo, una vita". In un tale colpo, arco, freccia, bersaglio e Io si intrecciano in modo che non è possibile separarli: la freccia scoccata mette in gioco tutta la vita dell'arciere e il bersaglio da colpire è l'arciere stesso.
In-16° (17,7 x 10,5 cm), pp. 99, (1), copertina editoriale. Normali tracce d'uso e del tempo alla copertina, in particolare, dorso leggermente scolorito. Alcuni piccoli segni d'umido al taglio di testa, per il resto, ben conservato. Titolo originale: Zen in der Kunst des Bogenschiessens. Traduzione di Gabriella Bemporad. Volume 25 nella collana «Piccola Biblioteca Adelphi». Prima edizione Adelphi. Quarta di copertina. Questo piccolo libro, da anni molto letto e molto amato in tutto il mondo, è forse il più illuminante, il più lucido e utile resoconto, scritto da un occidentale, di come un occidentale possa avvicinarsi allo Zen. Un professore tedesco di filosofia, Eugen Herrigel, vuole essere introdotto allo Zen e gli viene consigliato di imparare una delle arti in cui lo Zen da secoli si applica: il tiro con l'arco. Comincia così un emozionante tirocinio, nel corso del quale Herrigel si troverà felicemente costretto a capovolgere le sue idee – e soprattutto il suo modo di vivere. All'inizio con grande pena e sconcerto: dovrà infatti riconoscere prima di tutto che i suoi gesti sono sbagliati, poi che sono sbagliate le sue intenzioni, infine che proprio le cose su cui fa affidamento sono i più grandi ostacoli: la volontà, la chiara distinzione fra mezzo e fine, il desiderio di riuscire. Ma il tocco sapiente del Maestro aiuterà Herrigel a scrollarsi tutto di dosso, a restare vuoto per accogliere, quasi senza accorgersene, l'unico gesto giusto, che fa centro – quello di cui gli arcieri Zen dicono: «Un colpo - una vita». In un tale colpo, arco, freccia, bersaglio e Io si intrecciano in modo che non è possibile separarli: la freccia scoccata mette in gioco tutta la vita dell'arciere e il bersaglio da colpire è l'arciere stesso.
Broché. 102 pages.
pp. 106, cm 16x12, brossura.
Dervy, 2018. In-12 broché de 125 pages. Très bon état
Book is in excellent condition. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. 248 pages, contents include: Existentialism of zen, the egotistical states, Zen unconscious, Metaphysical distress, Seeing into ones' own nature, on humility, Satori, sensation and sentiment, etc.
br. Lo zen è la scuola buddhista più refrattaria a ogni pensiero concettuale, la più scettica nei confronti del linguaggio e della sua capacità di trasmettere quella viva verità che lo zen chiama a realizzare nel modo più diretto. La sfida di questo saggio di Byung-Chul Han consiste nel dispiegare filosoficamente il nucleo concettuale presente nel buddhismo zen in forma latente, poetica e sconcertante. Operazione non facile ma feconda, perché permette al nostro pensiero di aprire nuovi orizzonti di senso, di esperienza e di espressione. Il libro è impostato a tal fine in senso comparatistico: le grandi voci del pensiero europeo-occidentale, da Platone a Hegel e Heidegger, vengono messe a confronto con le intuizioni fondamentali del buddhismo zen. Piuttosto che cercare punti di contatto e di somiglianza, come talvolta è stato fatto, l'autore mira a far risaltare l'irriducibile originalità del buddhismo zen rispetto alle nostre familiari abitudini di pensiero. Al centro vi si staglia naturalmente l'intuizione del Vuoto. La negazione radicale che esso opera di ogni idea di sostanza e soggetto apre la realtà a un'insospettabile fluidità, e chiama l'uomo a un contegno di gentilezza amichevole nei confronti di ogni vivente.