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ril. Thich Nhat Hanh è un poeta, uno studioso, un attivista per la pace, un maestro zen. Da quasi ottant'anni, unisce la meditazione ad azioni straordinarie per la pace e la giustizia sociale, e ha costruito comunità diventate centri propulsori di un reale cambiamento in tutto il mondo. Oggi, nella consapevolezza della temibile serie di crisi che stiamo vivendo - distruzione ecologica, disuguaglianza crescente, sfruttamento, ingiustizia razziale e una devastante pandemia - offre con questo libro una guida per essere più lucidi, più compassionevoli e più coraggiosi nell'affrontarle. Perché è stato il nostro modo di vivere e di pianificare il futuro a portarci in questa situazione, e ora dobbiamo guardare in profondità dentro noi stessi per trovare una via d'uscita, non solo come individui ma come collettività. Perché, come ama ripetere, " tutti noi dobbiamo diventare buddha per fare sì che il nostro pianeta abbia ancora una possibilità".
br. Il cielo dell'umanità moderna si è realmente frantumato nella lotta titanica per la ricchezza e il potere. Il mondo brancola nelle tenebre dell'egoismo e della volgarità. La conoscenza si compra a prezzo della cattiva coscienza, la generosità si pratica a fini utilitaristici. Oriente e Occidente, come due draghi scagliati in un mare agitato, lottano invano per riconquistare il gioiello della vita. Abbiamo nuovamente bisogno di una Niuka [Nü Wa] che ponga rimedio alla completa devastazione; attendiamo il grande avatdra. Beviamo, nel frattempo, un sorso di tè. Lo splendore del meriggio illumina i bambù, le sorgenti gorgogliano lietamente, e nella nostra teiera risuona il mormorio dei pini. Abbandoniamoci al sogno dell'effimero...
br. Opera di una personalità complessa (Okakura fu al contempo un grande studioso dell'Oriente, un messia autorevole e autoritario e un poeta), "The Book of Tea" (1906) fu scritto in inglese per un pubblico occidentale. Okakura volle spiegare i caratteri dell'orientalità attraverso il simbolo del tè: parla della sua storia e della sua importanza, ne descrive la cerimonia quasi religiosa, fatta di una ritualità e di norme precise, che sanciscono la sottomissione del presente agli avi e al passato. Nella riproduzione di una cerimonia esattamente come si svolgeva nell'antichità si manifesta infatti quell'obbedienza tipicamente giapponese all'autorità degli antenati che non può essere mai contestata o contraddetta. Con uno scritto di Everett Bleiler.
ill.
Mm 120x190 Brossura originale, 86 pagine con figure in nero nel testo. Buona copia mai letta, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. "Non solo forma di autodifesa, non solo sport agonistico, ma strumento e via per una migliore integrazione del sé nell'esistenza, il karate può essere capito, valutato e sfruttato a fondo solo se lo si ricollega al più generale fenomeno delle arti marziali e alla cultura orientale da cui, in forma tecnica diversa ma spiritualmente identica a quella attuale, ebbe origine quindici secoli fa. Riscoprendo queste origini e ripercorrendo le tappe della lunga maturazione delle arti marziali attraverso la citazione diretta degli scritti dei grandi maestri di sciabola dell'epoca dei samurai fino ai giorni nostri, questo libro ci fornisce un'affascinante teoria del "combattimento a mani nude" e del suo legame con la filosofia zen. "Perché ho preferito il karate alle altre arti marziali? Ho avuto la sensazione che, di fronte al dato reale della violenza esistente in seno alla società, la pratica delle arti marziali (sciabola, tiro con l'arco ecc.) avesse qualcosa di anacronistico. Il karate mi è sembrato più vicino alla violenza del tempo presente. Tuttavia non considero il karate come una forma di violenza destinata a servirmi... Io vedo nel karate un modo per mettere in causa il nostro rapporto con i nostri stessi gesti e in senso lato con il nostro corpo". (Dalla Introduzione).
In-16 (cm. 20), brossura, titolo al dorso, pp. 190, con illustrazioni in bianco e nero e a colori. In buono stato di conservazione (good copy).
ill., br. Già apprezzato in Cina, soprattutto negli ambienti religiosi, per i suoi effetti benefici, il tè si diffuse in Giappone assieme al buddhismo zen, conquistando a poco a poco i membri dell'aristocrazia militare e di corte e poi le altre classi sociali del Paese. Ma fu soprattutto a partire dal XV secolo che fiorì una tradizione squisitamente giapponese e si definì una cerimonia del tè, il cha no yu, che esercitò una profonda influenza anche in ambiti quali la produzione di porcellana, la pittura a inchiostro, l'arte di disporre i fiori e di creare giardini e l'architettura. Importanti figure come lo shogun Ashikaga Yoshimasa e celebrati maestri del tè quali Sen no Rikyu e Furuta Oribe si dedicarono a perfezionare questo rituale, avviando una tradizione che dura tutt'oggi. Scritto nei primi anni del secolo scorso allo scopo di preservare l'anima del Giappone in un periodo di rapide trasformazioni, questo libro di Okakura è un classico insuperato. Attraverso una prosa elegante e a tratti poetica, ci introduce al Teismo - la via del tè - in cui la semplicità e l'essenzialità dello Zen danno vita a una pratica suggestiva e di grande fascino. Leggendolo, ci familiarizzeremo con la storia antichissima di questa bevanda e comprenderemo il valore - estetico, culturale e spirituale - che essa ha assunto nel Paese del Sol Levante. Questa edizione è arricchita da una selezione di stampe e fotografie d'epoca che illustrano i diversi momenti della cerimonia del tè.
br. Lo zen, il ramo del buddhismo che sottolinea maggiormente la disciplina meditativa, fu anche la filosofia di vita scelta dai samurai, la classe militare giapponese che assunse il potere nel 1600, mantenendo pieno controllo del paese fino alla restaurazione (1867). In che modo una filosofia serena e contemplativa poté rispondere alle esigenze del samurai aiutandolo a perfezionare le capacità marziali e schermando la sua mente dalla naturale paura della morte? L'autore esamina in dettaglio la disciplina e l'esperienza zen, soffusa di elementi taoisti, e la sua diffusione in Giappone, dapprima come scuola minore e poi come religione appropriata al guerriero. Quindi passa ad analizzare la figura del guerriero giapponese, il bushi, spiegandone in dettaglio condizione sociale, costumi, principi morali e loro evoluzione nel corso della storia giapponese. Un'attenzione particolare è dedicata agli stili di combattimento e alle armi, soprattutto la spada, 'anima del samurai'. Riallacciandosi alla storia moderna, King prende in esame l'eredità dei samurai e il risorgere dei loro valori durante l'espansione del Giappone in Asia e la seconda guerra mondiale. Gli stessi valori sono alla base della struttura stessa della società giapponese odierna, e ben evidenti negli ambienti di lavoro, nella scuola e nella famiglia.
Rimini, Idea Libri, 2002. PRIMA EDIZIONE. In 8vo (cm. 21,8); copertina originale rigida in tutta tela editoriale con titolo in oro al dorso più sovraccoperta illustrata, con titoli al piatto e al dorso; pp. 224. Ottima copia. PAx
brossura Ciò che distingue lo zen da ogni altra forma di buddhismo è il suo distacco da dogmi e concetti, l'immediata applicabilità della sua pratica, nonché il mirare all'inamovibile nucleo dell'essenza dell'individuo: far sì che quest'ultimo si schiuda è l'aspirazione fondamentale dello zen. Si tratta della rinascita dell'uomo dall'esperienza dell'essere non come fede dogmatica o come una speculazione mistica, bensì come esperienza possibile all'uomo. Il significato di tal esperienza viene chiarito dallo zen in quanto possibilità, necessità, via ed effetto, in una maniera valida non soltanto per l'Oriente, ma per tutti: lo zen, praticato quotidianamente, conduce alla verità della vita.
In 8°, brossura edit. ill., pp. 156,(4); ottimo esemplare. (ZD6) 9788827200029 (ZD6)
in 8°. br. edit. Con sovracop , pp. 197, (3). Copia molto buona. (za6) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (za6)
ill., ril. Libera la mente, apri gli occhi ed entra in sintonia con il mondo che ti circonda: non c'è via migliore per raggiungere la serenità. Una raccolta di 365 fotografie e altrettante riflessioni spirituali per placare lo spirito e risvegliare i sensi ogni giorno dell'anno.
172pp + indice VG/G bross. editoriale con sovraccopertina, sovracc. con tracce d'uso e strappi al dorso altrimenti copertina ed interno in ottime condizioni. Della serie Portico Critica e Saggi (vol.29).
br. Shunryu Suzuki-roshi (1904-1971), conosciuto dal pubblico mondiale per il suo Alente zen, mente di principiante, è considerato uno dei più influenti maestri spirituali del XX secolo e un padre fondatore dello zen in America. Dal suo insegnamento nacquero moltissimi centri di meditazione e furono toccate migliaia di praticanti, i personaggi degli episodi brevi e illuminanti che riempiono questo libro. Come nelle raccolte di detti dei monasteri antichi, dalle sue pagine emerge l'immagine viva di un maestro straordinario che fulminava i suoi studenti con umorismo paradossale e profondamente umano.
br. Awa Kenzo (1880-1939) è famoso per essere stato il maestro di arco giapponese di Eugen Herrigel, autore de "Lo Zen e il tiro con l'arco". Ma la sua saggezza si rivela soprattutto in questo libro - che del primo costituisce un ideale completamento - in cui John Stevens raccoglie i suoi insegnamenti più significativi. Arco, freccia e bersaglio diventano strumenti grazie ai quali è possibile accedere a piani più profondi di comprensione di se stessi e dell'universo. Appare chiaro dal contesto degli aforismi di Awa come tali strumenti non siano impiegati come mere metafore per un obiettivo spirituale da raggiungere; quest'ultimo piuttosto è inscindibile dal corretto ed efficace uso degli strumenti stessi, in una perfetta unione di tecnica e spirito da cui si sprigiona la caratteristica e misteriosa bellezza del Kyudo e il fascino che cattura colui che vede tirare un maestro di quest'arte. È lo spirito Zen inteso non nel senso della meditazione formale, come correttamente puntualizza Stevens, ma nel senso dell'integrazione totale della realtà - a trasparire in queste pagine, che confermano appieno il resoconto di Herrigel, da taluni in tempi recenti messo in dubbio.
In-8 (cm. 22), tela editoriale, pp. 196, (4). Traduzione di Paolo Vivante. Piccole macchie di polvere alla tela; peraltro, volume in buono stato di conservazione (good copy).
Alan. W. Watts Lo Zen. Un modo di vita, lavoro e arte in estremo oriente. Milano, Bompiani 1958 italian, 172 BTT91 Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda 172 pagine circa Copertina come da foto
In-8, brossura, sovracoperta, pp. 172. In buono stato (good copy).
156, [4] pp.; 18 cm. Bross. edit. Qualche traccia d'uso
19991204771999 Editions Osiris - 1999 - In-12, broché, couverture à rabats - 92 p.
3659095419.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
23669988like new. unknown